Benvenuto Visitatore ( Log In | Registrati )

L'obiettivo dei forum di Spazio Dibattito e Spazio Diritti è rappresentato dalla messa a confronto di avvenimenti, analisi ed opinioni, onde permettere una franca quanto civile esposizione dei diversi punti di vista degli utenti. Nelle discussioni politiche non sono di conseguenza ammessi riferimenti offensivi o personali nei confronti dei forumisti o, comunque, tali da interessare la sfera privata di un utente. Non saranno in ogni caso tollerati - in particolar modo quando abbiano l'apparenza di sistematicità - interventi polemici, di derisione o denigratorii fini a se stessi. Il persistere in tali atteggiamenti, dopo il mancato recepimento dell'invito dell'Amministrazione, determinerà l'applicazione dei provvedimenti descritti al punto 8 del Regolamento.
 Forum Rules 
pOnti di vista
Guest_Rita_*
messaggio 29 Feb 2004, 22:11
Messaggio #1





Guests






L'ottava meraviglia del mondo.

Confrontare prego:


Il ponte sullo stretto

Il ponte sullo Stretto
Go to the top of the page
 
+Quote Post
13 Pagine V  < 1 2 3 > »   
Start new topic
Risposte (6 - 17)
XT
messaggio 1 Mar 2004, 11:16
Messaggio #7


Decerebrato consapevole
Gruppo icone

Gruppo: Membri Sf
Messaggi: 6.179
Iscritto il: 28.12.2001
Da: Sicilia & Торвайника
Utente Nr.: 15



Quando sento parlare di ponte sullo stretto mi viene da ridere (o da piangere che dir si voglia).

Intanto i gioiellieri dalle mie parti fanno festa beerchug.gif


--------------------
Ci sono 2 cose che non ricordo:
Go to the top of the page
 
+Quote Post
Cialtrolibero
messaggio 1 Mar 2004, 14:29
Messaggio #8


Leone al sole
Gruppo icone

Gruppo: Membri Sf
Messaggi: 9.633
Iscritto il: 15.12.2001
Utente Nr.: 179



Dice: la mafia. C'è la mafia che mangerebbe sul Ponte e invece bisognerebbe fare i lavori ordinari, costruire strade e ferrovie. Ma perché, la mafia si vergogna di magiare sulle ferrovie, mangia solo sui ponti? E non fatemi ridere con l'impatto ambientale, neanche stessimo parlando di un ponte a Capri o al Tigullio: si tratta di quattro case obbrobriose che verrebbero abbattute, e quattro contrade devastate già dal cattivo gusto e dall'incuria.
Saludos amigos
Cantolibero


--------------------
Ingannai il dolore con del vino rosso e multai il mio cuore per qualunque eccesso, mi addormentai con un vecchio disco, raccontai una vita che non riferisco, raccolsi il mondo in un pasto misto. Dipinsi l’anima su tela anonima e mescolai la vodka con acqua tonica. E pranzai tardi all’ora della cena e mi rivolsi al libro come una persona, guardai le tele con aria ironica. E mi giocai i ricordi provando il rischio, poi di rinascere sotto le stelle, dimenticai di colpo un passato folle, in un tempo piccolo.(Franco Califano)

Cialtrobronson
Go to the top of the page
 
+Quote Post
afam
messaggio 1 Mar 2004, 14:53
Messaggio #9



Gruppo icone

Gruppo: Membri Sf
Messaggi: 10.963
Iscritto il: 19.12.2001
Da: Roma
Utente Nr.: 174



CITAZIONE(Cantolibero @ 1 Mar 2004, 13:29)
Dice: la mafia. C'è la mafia che mangerebbe sul Ponte e invece bisognerebbe fare i lavori ordinari, costruire strade e ferrovie. Ma perché, la mafia si vergogna di magiare sulle ferrovie, mangia solo sui ponti? E non fatemi ridere con l'impatto ambientale, neanche stessimo parlando di un ponte a Capri o al Tigullio: si tratta di quattro case obbrobriose che verrebbero abbattute, e quattro contrade devastate già dal cattivo gusto e dall'incuria.
Saludos amigos
Cantolibero

Guarda che già sui lavori alle ferrovie già ci si mangia! Come e da chi era composta l'impresa che a Rometta aveva fatto, male (due morti), l'opera di manutenzione dei binari?

Solo che si mangia "picca". Per le grosse abbuffate servono "lavori in grande". Comunque Ganzirri ti ringrazia per l'attenzione.

Ma se a Messina, perfino nella CDL si è formato un comitato contro il Ponte!


--------------------
Go to the top of the page
 
+Quote Post
Roberto il Guisc...
messaggio 1 Mar 2004, 15:57
Messaggio #10



Gruppo icone

Gruppo: Coordinatori
Messaggi: 20.938
Iscritto il: 23.12.2001
Utente Nr.: 251



Forse Cantolibero non ha presente che per salire su un ponte del genere occorrono chilometri di svincoli, che partono da ben dentro le contrade che hanno la "fortuna" di essere attraversate; forse pensa che basterebbe saltarci su a pié pari e percorrere la livelletta, godendosi il panorama sullo Stretto. Ma non considera che un'opera del genere, come giustamente fa rilevare il dott. Marino, ha costi di gestione enormi: l'impalcato, solo per il normale servizio giornaliero, sarà soggetto ad oscillazioni di metri in orizzontale e verticale (in una zona ventosissima), con l'ovvia conseguenza che si dovrà continuamente riprendere la pavimentazione, tanto per dirne una. Per dirne anche un'altra, le due sponde si spostano tra di loro e lo spostamento si accumula negli anni, tanto che periodicamente occorrerà registrare i tiranti per evitare disequilibri sulla carreggiata. E chi paga? Riuscirà la società di gestione ad ammortizzarne i costi? Il Golden Gate ha un passivo annuo di 51 milioni di dollari; e questo ponte che passivo avrà? Questa si avvia ad essere una nuova tassa: la tassa sulla mafia.

Il Guiscardo


--------------------
Il governo Berlusconi dice che vuole fare la lotta alla corruzione. E allora perché ha abbreviato la prescrizione? Perché vuole abolire le intercettazioni? perché vuole fare il processo breve?
Go to the top of the page
 
+Quote Post
Cialtrolibero
messaggio 1 Mar 2004, 20:24
Messaggio #11


Leone al sole
Gruppo icone

Gruppo: Membri Sf
Messaggi: 9.633
Iscritto il: 15.12.2001
Utente Nr.: 179



Ribadisco: gli svincoli occorreranno, ci saranno, numerosi anche. Ma non devasteranno i Fori Imperiali o la piazzetta di Portofino; passeranno per contrade e paesini che, da almeno sessant'anni, di bello non hanno più nulla, sarà più o meno come le uscite della tangenziale nell'anello milanese, deturpano il paesaggio anche quelle? I passivi: quand'anche ci fossero, non bisogna sottovalutare l'utilità dell'opera, direi l'irrinunciabilità. Anche il 118 magari è un servizio in passivo, ma non ce ne lamentiamo di certo.
Saludos amigos
Cantolibero


--------------------
Ingannai il dolore con del vino rosso e multai il mio cuore per qualunque eccesso, mi addormentai con un vecchio disco, raccontai una vita che non riferisco, raccolsi il mondo in un pasto misto. Dipinsi l’anima su tela anonima e mescolai la vodka con acqua tonica. E pranzai tardi all’ora della cena e mi rivolsi al libro come una persona, guardai le tele con aria ironica. E mi giocai i ricordi provando il rischio, poi di rinascere sotto le stelle, dimenticai di colpo un passato folle, in un tempo piccolo.(Franco Califano)

Cialtrobronson
Go to the top of the page
 
+Quote Post
Roberto il Guisc...
messaggio 1 Mar 2004, 20:32
Messaggio #12



Gruppo icone

Gruppo: Coordinatori
Messaggi: 20.938
Iscritto il: 23.12.2001
Utente Nr.: 251



CITAZIONE(Cantolibero @ 1 Mar 2004, 21:24)
I passivi: quand'anche ci fossero, non bisogna sottovalutare l'utilità dell'opera, direi l'irrinunciabilità. Anche il 118 magari è un servizio in passivo, ma non ce ne lamentiamo di certo.
Saludos amigos
Cantolibero

Sorvolo sulla faccenda dei "paesini", ma spiegami almeno dove sta l'utilità. Non basta dire che una cosa è utile per farla diventare tale.

Il Guiscardo


--------------------
Il governo Berlusconi dice che vuole fare la lotta alla corruzione. E allora perché ha abbreviato la prescrizione? Perché vuole abolire le intercettazioni? perché vuole fare il processo breve?
Go to the top of the page
 
+Quote Post
Guest_Rita_*
messaggio 1 Mar 2004, 21:25
Messaggio #13





Guests






Domanda posta da Mario Tozzi, geologo e conduttore della trasmissione "Gaia il pianeta che vive":
"Cosa ce ne facciamo di un ponte che, per assurdo, rimanesse in piedi se il terremoto prossimo venturo fosse veramente "solo" di magnitudo 7,1 Richter? Invece di riunire due future aree cimiteriali - Reggio Calabria e Messina - non sarebbe meglio spendere prima quelli e altri denari nella ristrutturazione di città che hanno solo il 25% antisismico. Tutto questo per realizzare un ponte a campata unica di 3360 metri, quando non esiste al mondo una struttura analoga superiore ai 1500 metri di lunghezza, che dovrebbe essere tanto elastico da oscillare 12 metri in orizzontale e 9 metri in verticale, in un’area dove a partire dal IX secolo si sono avuti perlomeno 13 terremoti di intensità superiore all' VIII grado della scala Mercalli".
Go to the top of the page
 
+Quote Post
Guest_Rita_*
messaggio 1 Mar 2004, 21:37
Messaggio #14





Guests






Venite a vedere prima del ponte
di Tonino Perna
(sito)


dallo studio del professor Rabbiti, incaricato dal presidente della Regione Sicilia, Totò Cuffaro, di coordinare un gruppo di lavoro per studiare l'impatto complessivo del ponte :

"L'area che interessa la costruzione -si sostiene nel dossier- si trova su una zona di faglie attiva e quindi soggetta a continui cambiamenti della crosta terrestre (movimenti sismici ed allontanamento della Sicilia verso nord-ovest)". Altro elemento di forte preoccupazione riguarda il vento. All'altezza di dove si vorrebbe costruire il ponte si registrano forti venti, dovuti al fatto che la morfologia dello Stretto di Messina funziona da imbuto e l'area interessata al ponte è collocata proprio alla fine. In termini scientifici si parla di effetto Flutter, vale a dire lo sbattimento che la struttura subisce a causa della presenza delle "minigonne laterali". Non si tratta di un richiamo erotico, bensì del fatto che per far scolare l'acqua dalla superficie di 60 metri di larghezza occorre dare una pendenza del 2%, e questa configurazione, quando soffiano forti venti -che sullo Stretto possono giungere anche a 160 chilometri l'ora- può portare al collasso la struttura. E se non bastasse ecco riemergere, nello studio del professor Rabbiti, una delle più grandi faglie del Mediterraneo che attraversa proprio quest'area. Insomma, effetto Flutter, torsione della Sicilia che si sposta in direzione opposta della Calabria (1 centimetro ogni cinque anni!), fenomeni sismici (45 terremoti di grande intensità registrati nella storia di quest'area)

Go to the top of the page
 
+Quote Post
Guest_Rita_*
messaggio 1 Mar 2004, 21:47
Messaggio #15





Guests






grandi manovre sullo stretto
L'insostenibile pesantezza del Ponte
Guglielmo Ragozzino sito

Con un colpo mancino gli oppositori alla costruzione del ponte sullo stretto di Messina hanno messo a disposizione dell'opinione pubblica materiali a dir poco scottanti.

Si tratta di una raccolta di fotomontaggi su come sarà - sarebbe - lo Stretto una volta che il ponte fosse costruito.

Sono immagini che lasciano senza fiato, vere e proprie cartoline dell'orrore. L'elemento decisivo è poi che non si tratta di caricature, di invenzioni tendenziose degli oppositori, ma di materiale che anche i proponenti del ponte potrebbero mettere in circolazione e inserire nel materiale illustrativo; propagandistico, verrebbe da dire.

A fianco delle cartoline-fotomontaggio vi è una raccolta di dati ufficiali che aiutano chi lo voglia a farsi un'idea sul ponte che si sta preparando, sulla sua sostenibilità.

Il risultato è appunto Il Ponte insostenibile. L'impatto ambientale del manufatto di attraversamento stabile dello Stretto di Messina a cura di Virginio Bettini, Marco Guerzoni, Alberto Ziparo che raccoglie un buon numero di scritti e riflessioni di ambientalisti e studiosi in un tentativo estremo di difendere una terra e un mare molto amati da un'aggressione incivile, ma anche pericolosa e al tempo stesso incerta.
Pericolosa e incerta, nel senso che - come spiegano bene Ziparo e gli altri - l'unico fatto sicuro è il disastro ambientale, la ferita alla natura e alla storia che comunque si verificherà nel momento in cui inizierà il lavoro di costruzione del Ponte, mentre il suo completamento e il suo uso per un periodo sufficiente di stagioni e di anni sono tutt'altro che assicurati.
Il libro è un lavoro collettivo nel quale ogni autore ha cercato di contribuire con le proprie conoscenze tecniche e scientifiche e la propria sensibilità politica.
Se il risultato apparirà talvolta ineguale, sono talvolta i testi meno conclusi (secondo gli standard accademici) a porre impensabili domande e a offrire altri campi di riflessione alla discussione pubblica che è poi, anche più del ponte, il tema centrale del libro.

Tre capitoli importanti riguardano la Valutazione di impatto ambientale (Via), i Rischi, connessi alla costruzione e l'Attraversamento democratico. Inoltre viene pubblicato, forse per la prima volta in un libro, uno spesso citato articolo di Franco Di Majo, tecnico di fama internazionale di Costruzioni ferroviarie che, dichiarandosi favorevole alla costruzione del ponte, è però preoccupato per il progetto che giudica: «Una costruzione assai improbabile, su cui il treno non salirà mai».

In tema di Via, gli autori, come Ziparo o Bettini o Enrico Falqui o Lidia Liotta, giocano per così dire in casa e discutono con il massimo di competenza le antiscelte ambientali, premesse indispensabili alla costruzione e dimostrano come una Via condotta seriamente renderebbe impossibile il Ponte.

Quanto ai fattori di rischio, di cui scrivono Paolo Rabitti e Teresa Crespellani, occorre intendersi. Banchieri e multinazionali, in attesa di costruire il ponte, considerano i fattori di rischio come quelli che possono determinare minori entrate (p.e. un concorrente sistema di traghetti troppo efficiente, oppure una riduzione del numero delle auto in transito sul futuro ponte) oppure costi assicurativi imbarazzanti tali da rendere perennemente in perdita la futura gestione del ponte, a meno di pedaggi altissimi che però circoscrivono gli utenti ai soli miliardari.

Ne Il Ponte insostenibile invece la questione del rischio è riportata, almeno ci sembra, alle dimensioni abituali del discorso comune, badando cioè alle conseguenze per le persone e per l'opera in sé e solo dopo alle ulteriori conseguenze economiche.

Paolo Rabitti discute allora di due aspetti naturali che riguardano una struttura di quelle dimensioni e collocata in quel luogo.

E sono i problemi a tutti ben presenti e sempre rimossi: il rischio di terremoto e il rischio o, detta con linguaggio totalmente non scientifico e statistico, la certezza del vento forte. Nel primo caso le specifiche presentate dal progetto del ponte non soddisfano l'evento di un terremoto di tipo devastante, a giudizio dello stesso Consiglio superiore dei lavori pubblici che ha chiesto una revisione del progetto. Il ragionamento prevede che in una zona sismica i terremoti si riprodurranno. Questo è il punto di partenza scontato. Ma quando e con quale intensità?

Poiché ai pontefici non passa per la testa che sarebbe meglio non farne niente, se ci sono terremoti certi o almeno prevedibili, in anni imprecisati, la scelta è invece di fare un ponte in grado di reggere un terremoto... molto forte, il più forte che si possa pensare o inventare, un terremoto mai visto..
La previsione è che nei prossimi duemila anni (duemila anni!) potrebbe verificarsi un terremoto più forte di quello che distrusse Messina e Reggio nel 1908, entro i prossimi mille un terremoto come quello del 1908, nei prossimi quattrocento anni è prevedibile almeno uno, sempre devastante, ma leggermente meno intenso.

I progettisti del ponte scelgono di attrezzare le difese per il terremoto da 400 anni e l'amministrazione replica che bisogna fare fronte a quello da mille. La differenza non è da poco, anche da un punto di vista impiantistico e strutturale, viste le devastazioni che il terremotino da 400 ha provocato in situazioni paragonabili a quelle del ponte di cui trattasi, per esempio dalla parte di Kobe, in Giappone. D'altro canto il ponte, che comunque si ha da fare, risulta ancora appesantito. Il pericolo dei mille anni da controllare è cacio sui maccheroni per i pontatori e per i cementieri, gli scavatori e tutti gli altri loro soci.

L'effetto-vento è verificabile ogni giorno, ogni mese, ogni anno.
In quota sono almeno trenta i giorni in cui treni e auto, tir e roulotte non passeranno sul ponte.
Questo vuol dire che la Sicilia sarà bloccata oppure, come pensano spesso i siciliani, che per un mese ogni anno il continente sarà isolato? Niente di tutto questo, perché aerei e traghetti continueranno a funzionare, anzi, nelle settimane di vento dovranno essere in grado di sopportare anche il traffico escluso dal ponte. Ma voi investireste tutti i vostri soldi su un ponte costoso che un giorno su dieci è chiuso e poi deve essere costantemente protetto da ogni forma di attacco, visto che tutti i pazzi del mondo ne faranno il primo obiettivo della loro vita? Quanto costerà tutta questa protezione, quanto potrà incidere sui costi e quindi sul project financing che ne deriva? Anche per questo il progetto rimane molto sul vago. Anche per questo il ponte è insostenibile.

Infine il tema dell'attraversamento democratico. Marco Guerzoni riflette sul fatto che l'informazione sulle alternative possibili (tunnel di Archimede cioè tubo ancorato in alveo e potenziamento dei traghetti) è stata oscurata. Si è preferito puntare sulla soluzione che tagliasse fuori tanto Messina che Reggio a favore di un'altra, flessibile e leggera, adatta alle esigenze della popolazione. Una soluzione calata dall'alto, in nome della grande opera mondiale e del riscatto della Sicilia. [/B]Ora la Sicilia non ha niente da riscattare. Può invece dare a tutti un segnale di democrazia partecipata, offrendo a tutti informazioni sufficienti per decidere della terra e del mare, del paesaggio e della storia. C'è ancora tempo. E un libro come questo aiuta.



note:
(1) Il Ponte insostenibile, a cura di Virginio Bettini, Marco Guerzoni, Alberto Ziparo, Alinea Editrice, Firenze

Go to the top of the page
 
+Quote Post
Roberto il Guisc...
messaggio 2 Mar 2004, 9:30
Messaggio #16



Gruppo icone

Gruppo: Coordinatori
Messaggi: 20.938
Iscritto il: 23.12.2001
Utente Nr.: 251



CITAZIONE(ritadigenova @ 1 Mar 2004, 22:47)
I progettisti del ponte scelgono di attrezzare le difese per il terremoto da 400 anni e l'amministrazione replica che bisogna fare fronte a quello da mille. La differenza non è da poco, anche da un punto di vista impiantistico e strutturale, viste le devastazioni che il terremotino da 400 ha provocato in situazioni paragonabili a quelle del ponte di cui trattasi, per esempio dalla parte di Kobe, in Giappone. D'altro canto il ponte, che comunque si ha da fare, risulta ancora appesantito. Il pericolo dei mille anni da controllare è cacio sui maccheroni per i pontatori e per i cementieri, gli scavatori e tutti gli altri loro soci.

L'effetto-vento è verificabile ogni giorno, ogni mese, ogni anno.
In quota sono almeno trenta i giorni in cui treni e auto, tir e roulotte non passeranno sul ponte.
Questo vuol dire che la Sicilia sarà bloccata oppure, come pensano spesso i siciliani, che per un mese ogni anno il continente sarà isolato? Niente di tutto questo, perché aerei e traghetti continueranno a funzionare, anzi, nelle settimane di vento dovranno essere in grado di sopportare anche il traffico escluso dal ponte. Ma voi investireste tutti i vostri soldi su un ponte costoso che un giorno su dieci è chiuso e poi deve essere costantemente protetto da ogni forma di attacco, visto che tutti i pazzi del mondo ne faranno il primo obiettivo della loro vita? Quanto costerà tutta questa protezione, quanto potrà incidere sui costi e quindi sul project financing che ne deriva? Anche per questo il progetto rimane molto sul vago. Anche per questo il ponte è insostenibile.

Infine il tema dell'attraversamento democratico. Marco Guerzoni riflette sul fatto che l'informazione sulle alternative possibili (tunnel di Archimede cioè tubo ancorato in alveo e potenziamento dei traghetti) è stata oscurata. Si è preferito puntare sulla soluzione che tagliasse fuori tanto Messina che Reggio a favore di un'altra, flessibile e leggera, adatta alle esigenze della popolazione. Una soluzione calata dall'alto, in nome della grande opera mondiale e del riscatto della Sicilia. [/B]Ora la Sicilia non ha niente da riscattare. Può invece dare a tutti un segnale di democrazia partecipata, offrendo a tutti informazioni sufficienti per decidere della terra e del mare, del paesaggio e della storia. C'è ancora tempo. E un libro come questo aiuta.



note:
(1) Il Ponte insostenibile, a cura di Virginio Bettini, Marco Guerzoni, Alberto Ziparo, Alinea Editrice, Firenze

[/color]

Non esiste una protezione totale dal rischio sismico. La normativa attualmente in vigore in Italia (ma anche negli altri paesi non è molto diversa), prevede che le strutture resistano "in fase elastica", cioè senza danni ad un terremoto "di progetto" (cioè previsto) che risulta essere almeno tre o quattro volte più debole dei terremoti che effettivamente hanno sconvolto i nostri territori. Sia nel Friuli che nell'Irpinia, a causa del terremoto, si sono misurate accellerazioni del terreno (gli scuotimenti) che arrivavano fino a 0.35 g (circa un terzo dell'attrazione gravitazionale, che è fortissima), mentre la massima azione sismica che i progettisti prevedono sulle loro strutture, anche quelle definite antisismiche, non supera di molto l'accellerazione di 0.1 g (tre/quattro volte più bassa). Il motivo per cui si procede in questo modo è che i costi per arrivare ad una protezione totale dai terremoti veri, è altissimo; esiste una "filosofia" del rischio, che fa decidere i legislatori di deviare queste enormi risorse economiche in atri settori, per coprire altri rischi (ospedali, protezioni sociali, ed altre..).

Una protezione sismica adeguata per un ponte del genere è onerosissima. I diecimila miliardi per costruirlo potrebbero essere utilizzati per fare tante altre cose.

Il Guiscardo

PS.: sarei favorevole anch'io ad un ponte-tubo immerso nelle acque dello stretto, in sospensione ad una certa quota dalla superficie: sarebbe utile e, nel contempo, invisibile. E adattabile alla zona sismica. Esiste anche un'altra possibilità, già realizzata per un altro verso in Francia - vedi thread sulla diga della Rance in Bretagna:

http://www.spazioforum.net/forum/index.php...t=4719&hl=usine


--------------------
Il governo Berlusconi dice che vuole fare la lotta alla corruzione. E allora perché ha abbreviato la prescrizione? Perché vuole abolire le intercettazioni? perché vuole fare il processo breve?
Go to the top of the page
 
+Quote Post
Guest_Rita_*
messaggio 2 Mar 2004, 15:54
Messaggio #17





Guests








"Organizzazioni criminali,
grandi holding finanziarie
e società di costruzioni
guardano con sempre maggiore attenzione
alla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina,
una delle opere più devastanti
rilanciate dal governo Berlusconi-Lunardi.
Come si stanno preparando i poteri forti di Calabria e Sicilia
al grande appuntamento del Ponte?
Potranno essere gli appalti
l'occasione per un nuovo patto politico-economico-militare
tra le mafie e la borghesia locale e nazionale?"

[img]http://www.uonna.it/ponte[1].jpg[/img]
E chi sono realmente gli Uomini del Partito del Ponte?



Troppo lungo per essere riportato vi invito alla visita del sito:

http://www.uonna.it/noponte
Go to the top of the page
 
+Quote Post
echiesa
messaggio 2 Mar 2004, 16:42
Messaggio #18


NOI SIAMO EGLI ma non CAMOLPO. Uomo Avveduto ed Edocco:SPECIALON
Gruppo icone

Gruppo: Coordinatori
Messaggi: 16.092
Iscritto il: 10.11.2002
Utente Nr.: 760



Mha....detta proprio onestamente io sono favorevole al ponte. Così , di getto. Non venitemi a dire dei tiranti, della sismicità, di problemi tecnici , del vento o di altre cose perchè me ne intendo poco ed in effetti vedo solo in questa fase il vero problema. Se non si può fare non si fa.Che poi prima si debba dare l'acqua alla Sicilia ed una rete ferroviaria che sia degna di tale nome la vedo come una priorità.Ma non capisco perchè appena si comincia a parlarne bisogna per forza dire NO e NO.
Problema ambientale e di impatto visivo: azz, mica bisogna fare per forza degli schifi. Ci sarò il modo per diminuirne l'eventuale impatto: difficile, non dubito, ma che cavolo, ci sarà un modo che riesca a mettere daccordo problemi estetici con quelli tecnici propriamente detti.
Mafia: cavolo, ma è mai possibile che non appena si vuole fare una grande opera al Sud, di qualunque tipo, subito si urli alla mafia???Allora non gli facciamo più nulla al Sud, quello che hanno se lo tengano così com'è. Poi troviamo infiltrazioni mafiose anche negli appalti nel Friuli od in Trentino, ma quelli non contano.Al nord abbiamo avuto gli imprenditori tipo Tanzi, ma che vuole dire?? Al Sud c'è la Mafia, quindi niente lavori seri ma qualche sacchetto di catrame per tappare i buchi od un pò di bulloni per rimettere in sesto le rotaie, e poi manco tutte.
ED UNA BELLA SFIDA DELLO STATO ALLA MAFIA SFIDANDOLI POPRIO SU STO' TERRENO??NO GIAMMAI!!! Appena si passa l'Appennino i romani non hanno voglia di fare nulla, i napoletani rubano sulle assicurazioni delle auto , calabresi e siciliani gente inaffidabile perchè mafiosa o legata alla Cosca di Pizzo Calabro
Bho???
saluti
echiesa rastapimp.gif


--------------------
Il futuro dell'uomo è ad una drammatica stretta: ho visto un panda con la mia faccia sulla maglietta

MAI STATI IN B
AMALA,
PAZZA INTER AMALAAAAA

"è naturalmente interista chi ha maggior consapevolezza estetica,visto che l'Inter è la squadra più bella del mondo"M.Moratti

Belle chiappe a chi ?? Alla Befana??
Go to the top of the page
 
+Quote Post

13 Pagine V  < 1 2 3 > » 
Reply to this topicStart new topic

 

Versione Lo-Fi Oggi è il: 10 September 2010 - 7:42
Ogni messaggio esprime il punto di vista dell'autore del messaggio, non il punto di vista di Spazioforum.NET. Spazioforum.NET non è responsabile dei messaggi inviati sul forum: la responsabilità è degli autori. Contattando l'amministrazione all'indirizzo info@spazioforum.net, chiunque può richiedere un intervento sui contenuti che si trovano su questo sito: l'amministrazione di Spazioforum.NET rimuoverà i contenuti non conformi al Regolamento (quindi anche alla legge). L'amministrazione del sito si riserva inoltre il diritto di cancellare, modificare, spostare, chiudere qualsiasi messaggio o discussione per qualsiasi ragione connessa alla gestione di questo spazio.

Agence Web Paris - Begatto KitchenHome Page - Regolamento - Note relative alla privacy - info@spazioforum.net


Agence de création graphique  - Begatto Kitchen, Paris - Web Design Lo 'Spazio' è aperto da domenica 20 Agosto 2000. © 2007, Spazioforum.NET - Italia.