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> Panorama intervista H. Piccardo (UCOII), «C'è solo un islam moderato»
Kafir
messaggio 25 Sep 2005, 8:02
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http://www.panorama.it/italia/immigrazione...e/articolo/ix1-
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Piccardo: «C'è solo un islam moderato»


di Stefano Lorenzetto
15/9/2005





Hamza Roberto Piccardo, 53 anni, segretario dell'Ucoii.
Era un giornalista di sinistra, poi nel Sahara scoprì una nuova
vita. Oggi è il leader delle moschee italiane (Ucoii), sempre più
spesso al centro delle polemiche, soprattutto con Magdi Allam del
Corriere. Qui Piccardo risponde alle accuse di fondamentalismo »
Forum



Magdi Allam, vicedirettore del Corriere della sera, nel libro
Vincere la paura (Mondadori) lo indica come referente
dell'organizzazione terroristica Hamas e promulgatore d'una fatwa
che da due anni costringe il giornalista d'origine egiziana a vivere
sotto scorta.
Cristina Giudici sul Foglio lo accusa d'aver portato nel nostro
paese lo sceicco Wagdy Ghoneim, descritto come l'ideologo della
jihad, la guerra santa contro gli infedeli, e l'apologeta del
terrorismo suicida.

Non sono giorni tranquilli per Hamza Roberto Piccardo, segretario
dell'Ucoii, l'Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in
Italia cui fa capo il 75 per cento delle moschee.
Ma quando mai è stata tranquilla la vita di questo convertito che
s'è scelto il nome dello zio di Maometto? «Le sarei molto grato se
lo chiamasse Muhammad, pace e benedizioni su di lui».

Nasce nel 1952 a Imperia, dove tuttora risiede, da famiglia
cattolica. A 10 anni è chierichetto.
A 16 abbandona la Chiesa: «Mi sembrava che la religione fosse fatta
per vecchi e bambini». Nel 1971 partecipa alla fondazione del
Manifesto, poi entra in Autonomia operaia. Scrive per Il Lavoro di
Genova. Rifiuta l'assunzione all'Espresso: «Pretendevano la tessera
del Psi».

Finché nel 1975, attraversando il Sahara, scopre che non c'è altro
Dio al di fuori di Allah.
«Avevo appena finito la naia, sentivo il bisogno di riposare la
mente. Mi sono fatto a piedi Algeria, Niger, Alto Volta, Costa
d'Avorio, Mali, Senegal, Mauritania, Marocco. Nel deserto ho visto
la luce sul volto dei beduini quando pregavano».

Autore di una delle sei traduzioni italiane del Corano pubblicate
dal 1914 a oggi («Ci ho lavorato cinque anni»), proprietario della
casa editrice Al Hikma (La Saggezza) che ha in catalogo una ventina
di titoli religiosi, Piccardo corre su e giù per l'Italia quando non
è a Bruxelles come consigliere direttivo e portavoce dell'European
Muslim network presieduto da Tariq Ramadan, il discusso
intellettuale che Tony Blair ha inserito nella task force istituita
per combattere l'integralismo islamico.

Nel 1990 ha divorziato dalla moglie, un'italiana «mezzo buddista
mezzo cristiana» che non accettava la sua conversione, ed è andato a
cercarsene un'altra, islamica, in Marocco.
Dalla prima ha avuto tre figli, dalla seconda due. Pronunciata la
shahada, la professione di fede, non s'è dovuto sottoporre alla
circoncisione rituale: «L'avevo già fatta a 20 anni per ragioni
mediche».

Uno stress in meno.
Allah mi ha riempito di doni, non dico di no.

Il problema è Allam. Lei lo ha definito «un nemico dell'Islam, un
cristiano copto per niente buono», lasciando intendere che si
fingerebbe musulmano.
Allam l'ho querelato. Per molti anni, in nome d'una vecchia
amicizia, ho sopportato i suoi attacchi. Purtroppo ha scambiato la
mia acquiescenza per un'ammissione di colpa. Ha scritto che mi sarei
autoproclamato emiro, che eserciterei un potere sui miei seguaci in
virtù d'un giuramento di fedeltà detto bay'a, che l'avrei condannato
a morte come kafir, miscredente, e murtadd, apostata. Ora basta.
Dovrà vedersela con la procura di Roma. E pensare che mi ero fatto
garante della sua correttezza presso i fratelli di fede.


È una correttezza che i lettori gli riconoscono.
S'è inventato un lavoro strapagato: il madrelingua arabo. Dall'11
settembre 2001 è il portavoce delle tesi neocon in Italia. Hamas lo
avrebbe minacciato su mia segnalazione? Anche l'analista più
sprovveduto sa che Hamas non ha mai agito al di fuori dei territori
della Palestina mandataria.

A quale scopo l'Ucoii sponsorizza Ghoneim, telepredicatore
fondamentalista del canale saudita Iqra?
È un alim, un sapiente.

Espulso da Stati Uniti e Canada.
E più volte arrestato in Egitto, suo paese d'origine, come
oppositore del presidente Hosni Mubarak. Ora vive negli Emirati
Arabi. Era la terza volta che lo invitavamo in Italia.

Ha gridato: «No ai giudei, discendenti dalle scimmie».
Ha solo citato una sura del Corano che descrive la rovina d'un
gruppo di pescatori ebrei del Golfo di Aqaba trasformati in scimmie
da Allah per aver violato la legge del sabato.

Ha teorizzato lo sterminio degli israeliti.
Una gazzarra montata ad arte.

Cristina Giudici l'ha sentito con le proprie orecchie, infiltrata
fra i 600 musulmani accorsi al Palasesto di Sesto San Giovanni per
ascoltarlo. Ghoneim ha parlato in arabo. Cristina Giudici la
conosco, siamo cari nemici. Lei non sa l'arabo. Dunque s'è portata
un traduttore. Bisogna vedere che cos'ha capito. Io mi fido di ciò
che mi hanno riferito i fratelli presenti. Ho già consegnato la
videocassetta della conferenza alla questura di Milano.

Ghoneim ha ammonito: «Destino di tutti gli uomini è diventare
musulmani, altrimenti si diventa gatti o topi».
Muslim significa sottomesso alla volontà di Dio. In questo senso può
averlo detto.

Chi non crede in Allah diventa gatto o topo?
No, perché il gatto e il topo sono sottomessi alla volontà divina
più di noi. Dio dice: se l'uomo fa un passo verso di me, io ne
faccio due verso di lui; se s'avvicina a me di un braccio, io
m'avvicino a lui di una tesa; se viene verso di me camminando, io
vado verso di lui al galoppo. Se l'uomo cerca Dio, lo trova. È
l'orgoglio a tenerlo lontano da Dio.

Conosce Bouriqi Boutcha, l'imam di Torino espulso in base alle nuove
misure antiterrorismo?
Da 15 anni. Un musulmano tradito dalla sua smania di protagonismo e
dalla scarsa conoscenza della lingua italiana.

Una vittima dello Zingarelli.
Tutto nasce da un suo sillogismo zoppicante dopo l'attacco dell'11
settembre 2001: «I musulmani non fanno di queste cose, Osama Bin
Laden si dice musulmano, quindi non può essere stato lui ad
abbattere le Torri gemelle». Mi pareva che in Italia ci fosse
libertà d'opinione. Se è entrato in vigore il pensiero unico, lo
dicano.

L'Ucoii è legata ai Fratelli musulmani?
Nessun legame organico.

Ma Tariq Ramadan, con cui lei coopera, non è il nipote di Hasan al-
Banna, fondatore nel 1928 dei Fratelli musulmani?
Alcuni dirigenti dell'Ucoii manifestano una simpatia ideologica per
questo movimento, che nell'Islam incarna il pensiero riformista per
eccellenza.

All'insegna del motto «Allah è il nostro obiettivo, il Profeta è il
nostro capo, il Corano è la nostra legge, la jihad è la nostra via,
morire nella via di Allah è la nostra suprema speranza».
Roba di 60 anni fa. I discorsi vanno contestualizzati. Io comunque
non faccio parte dei Fratelli musulmani.

Allam assicura che voi dell'Ucoii siete specialisti nell'arte della
taqiya, la dissimulazione, un precetto sciita assimilato dai
Fratelli musulmani, guarda caso. Che vi fa essere spietati e
violenti quando parlate in arabo ai vostri correligionari, mansueti
e legalitari quando vi rivolgete al resto del mondo.
Chi è in cattiva fede pensa che anche gli altri lo siano. Avere due
parole è haram, peccato gravissimo. Dice il Profeta: il fornicatore
e il ladro possono dirsi musulmani, ma il bugiardo no.

Le azioni terroristiche suicide sono lecite?
Dipende. Il primo attentatore suicida fu Sansone. Appena gli
ricrebbero i capelli, ammazzò più di 3 mila filistei. Eppure la
Bibbia lo presenta come un eroe della fede. L'uomo incatenato può
colpire a prezzo della sua vita. Ma il Corano fissa un'etica della
guerra: non è lecito colpire i non belligeranti, le donne, i vecchi
e i bambini, non è lecito avvelenare l'acqua, tagliare gli alberi,
attaccare col fuoco. Il massacro degli alunni innocenti di Beslan
non ha nulla a che vedere con la resistenza.

E tagliare teste è resistenza?
La guerra è pena di morte applicata su scala industriale. In guerra
ognuno usa i mezzi che ha.

Nel video dell'esecuzione di Nick Berg i macellai di Abu Musab al-
Zarqawi dispongono di kalashnikov. Però preferiscono sgozzare
l'ostaggio americano con un coltellaccio.
Quel filmato, secondo me, è un falso. Berg ha lo sguardo fisso. Non
esce sangue mentre gli tagliano la testa. Comunque di ciò che accade
in Iraq non sappiamo nulla. Con questo non voglio negare che le
decapitazioni avvengano. Si tratta di pratiche indegne e considero
atroce mostrarle. Vorrei raccontarle un episodio.

Sono tutt'orecchi.
Chiesi al conte Pierluigi Bellini delle Stelle, il comandante Pedro
che prese in consegna Benito Mussolini a Dongo: ma voi partigiani
torturavate i prigionieri? «No» mi rispose. «Però quando catturavamo
tre tedeschi usavamo un metodo infallibile per ottenere
informazioni. Li legavamo a tre alberi con una bomba a mano infilata
in bocca. Se il primo non parlava, tiravamo da lontano una
cordicella legata alla spoletta. Il secondo e il terzo hanno sempre
parlato». Quelle non erano decapitazioni?

Come mai ha emendato la sua prima traduzione del Corano dalle note
antigiudaiche?
In passato ero condizionato da pensatori irriducibili. Siccome gli
ebrei non hanno riconosciuto i profeti, li ritenevo responsabili di
tutti i mali del mondo. Un'idea sbagliata. Gli uomini si giudicano
per quel che fanno, non per quel che sono.

Perciò Israele ha il diritto d'esistere.
No.

Ecco.
È uno stato coloniale nato da una pulizia etnico-religiosa. Sogno
uno stato democratico di Palestina per ebrei, musulmani e cristiani,
senza religione ufficiale, costruito sul voto. Con uno stato
israeliano e uno palestinese non ci sarà mai pace perché il primo
avrà sempre i bus con l'aria condizionata e il secondo le fogne a
cielo aperto.

Che cos'ha pensato vedendo le Torri gemelle in fiamme?
Ho pensato al mio figlio primogenito, che era in volo verso la
Palestina.

Comprensibile. Nient'altro?
Ho pensato che ce l'avrebbero fatta pagare a noi, chiunque fosse
stato.

Ai morti non ha proprio pensato.
Sono abituato a tenere un diario in forma poetica. Posso leggerle
che cosa ho scritto l'11 settembre?

Prego.
(Estrae di tasca un libretto). Ore 8.30: un altro giorno inizia
obbediente al Signore del tempo e ogni anima si riempie di attesa e
di speranza. Ore 15.55, dopo aver visto la tv: uccelli malvagi
affondano nel ventre molle del mostro, cemento e acciaio si
sbriciolano insieme alle vite. Ya Latif, ya Settar.

Significa?
O Tu che mitighi, o Tu che proteggi. Ore 17.17: non gioite se
l'ingiustizia colpisce l'ingiusto, non è che un abominio ancora più
grande che rende la sofferenza insopportabile, Islam è misericordia
e giustizia. Ore 19.30: la cosa più difficile è mantenere intatta la
propria umanità quando tutto è disumano.

L'11 marzo e il 7 luglio di quest'anno, giorni delle stragi di
Madrid e Londra, che cos'ha pensato?
Che era arrivato il momento di pronunciare senza remore quello che
meditavo da tempo.

Cioè?
Una netta condanna delle azioni che conducono a massacri di
innocenti, destabilizzano le società, provocano disordine civile.

Una fatwa.
Precisamente. Esprime repulsione nei confronti dei blasfemi che
impugnano il Corano per rivendicare gli attentati e invita tutti i
musulmani a non attribuire alcuna valenza religiosa a queste azioni,
anzi a ritenerle fitna, grave eversione, dalla quale è obbligatorio
separarsi e difendersi. Agli islamici è fatto assoluto divieto di
fornire supporto materiale, logistico, verbale e morale a persone
sospettate di convinzioni aberranti.

Non poteva pronunciarla prima?
Quando hai un ruolo pubblico, devi dire le cose che la gente riesce
a capire. Altrimenti finisce che ti stacchi dalla comunità e te ne
vai per conto tuo. Una fuga in avanti inutile.

Ci sarà un attentato anche in Italia?
Chi può dirlo? Allah ce ne scampi.

C'è un modo sicuro per evitarlo?
Secondo me, no. Gli attentatori sono variabili imprevedibili, attori
ultimi di una strategia complessa. Obbediscono a logiche che loro
stessi ignorano.

Non prendono ordini da Bin Laden?
Probabilmente è morto da anni. Infatti in tv lo stanno sostituendo
con Ayman al-Zawahiri. Sull'11 settembre ci sono una verità politica
e una verità mediatica, ma una verità giudiziaria non c'è. Un giorno
salterà fuori la verità storica. Il tempo è galantuomo.

Chi è un fondamentalista?
Uno che usa mezzi di pressione per affermare il suo punto di vista
su tutti gli altri. Può essere islamico, macrobiotico, interista...

Esiste un Islam moderato?
L'Islam è wasat, medio. Dev'essere per forza moderato, altrimenti
non è Islam.

Giuseppe Pisanu, ministro dell'Interno, non considera affatto
moderati voi dell'Ucoii.
Ognuno ha diritto alle sue opinioni.

Ci sono politici e autorità civili con cui lei intrattiene buoni
rapporti?
Con tutti. Parlo con Gianni Letta, con Oliviero Diliberto, con Luca
Volontè, con i questori. Il ministro Claudio Scajola era mio
compagno di liceo. Abbiamo partecipato, invitati, ai funerali dei 19
carabinieri uccisi a Nassiriya e di Giovanni Paolo II. Siamo
intervenuti in Iraq per la liberazione degli italiani rapiti. Ho
fatto lo sciopero della fame per il rilascio di Giuliana Sgrena.

In quale paese islamico si sente a suo agio?
Non c'è un paese islamico dove mi sento a mio agio. Io sto bene in
Italia. Mi auguro che resti fedele ai suoi valori costituzionali.

Il Dio dei cristiani è l'Allah dei musulmani?
Esiste un solo Dio.

E il dogma della Trinità dove lo mette?
Una lettura paolina.

Meglio Karol Wojtyla o Joseph Ratzinger, per voi?
Questo Papa ha la medesima impostazione ideologica del suo
predecessore. Ma nella sua azione scorgiamo un supplemento di
fermezza che non ci dispiace. Un'identità forte genera sicurezza,
migliora i rapporti fra le religioni. Un'identità debole crea
chiusura.

Cesare Mazzolari, vescovo di Rumbek, mi ha detto che lei racconta
balle quando afferma che le flagellazioni irrogate dai giudici
islamici in Sudan sono simboliche perché «il fustigatore tiene il
Corano sotto il braccio per alleggerire i colpi» e che i tagli delle
mani ai ladri rappresentano «rarissime malvagità di boss locali».
Avrà una cognizione dei fatti più approfondita della mia. Ho detto
in buonafede ciò che sapevo.

Ha aggiunto: «Ho conosciuto questo signore. Se lo sta ad ascoltare,
gliene racconta mille di menzogne analoghe».
Io invece non l'ho mai conosciuto.

Le donne sono inferiori all'uomo?
Per carità! Superiori in molte cose.

Però devono stare in casa ad allevare i figli.
È una delle funzioni fondamentali: farli, allattarli, accudirli. Il
che non esclude un lavoro esterno che sia compatibile con la dignità
femminile. Non mi piace la donna muratore. Penso alle mie due
sorelle, una manager e l'altra psicologa, e a mia moglie, che ha un
negozio d'abbigliamento.

E devono indossare il velo.
Il velo è il segno della decenza. Ma il Corano non commina punizioni
per chi non lo porta.

È lecito picchiare le mogli?
No.

Ha mai picchiato sua moglie?
Non rispondo. Non sono domande da fare.

Prendo nota.
Nella vita può succedere a tutti di dare uno schiaffo. Dopo ci si
pente per vent'anni. Ora, se le rispondo no, dico una bugia; se le
rispondo sì, passo per un manesco che mena le donne. Perciò non mi
faccia questa domanda, per favore.

Se la invito a pranzo e bevo vino, lei che fa?
Non si può vivere una vita separata dalla società. Mica lo bevo io.

S'è sempre astenuto dall'alcol?
Per nove anni mi sono detto: sono musulmano, però italiano, quindi
un bicchiere di vino posso concedermelo. Sbagliavo.

E i suoi figli?
Li ho educati a non berlo. Ma non sono santi. C'è quello più
praticante e quello meno praticante. È Allah che fa i figli, non
noi.

L'articolo 179 della legge sulle punizioni islamiche in vigore in
Iran prevede la fustigazione per chi fa uso di bevande alcoliche e
la pena di morte per i recidivi.
Sono contrario alla pena di morte. E ho proposto una moratoria
universale di tutte le punizioni corporali.

Che cosa insegna ai suoi figli circa il sesso?
Che è una grande gioia, la prefigurazione dei piaceri del paradiso.
Ma può diventare una maledizione e una malattia. I rapporti sessuali
fuori dal matrimonio sono illeciti. Poi la società è quella che è...

E i gay? Impiccarli?
L'omosessualità non è permessa nell'Islam e la sua legalizzazione,
come viene rivendicata in Europa, non può essere accettata in
nessuna forma.

«Uccidete chiunque si renda colpevole di sodomia» decreta il
giurista Ibn Abbas.
Esistono associazioni di gay musulmani. C'è di tutto, a questo
mondo.

Morendo, Cristo lascia quattro chiodi, Maometto sette spade. Scritto
da Victor Hugo nel 1857.
Muhammad non è morto, è presso Dio. Tornerà. E morirà.
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