LETTERA
Stimati amici, il mio nome è Rodrigo Piccoli, ho 33 anni, sono nato in Argentina ma abito da 17 anni a Lonigo in provincia di Vicenza. Ieri mi è capitata una storia che ha dell'incredibile ve la racconto. Io e la mia ragazza Francesca eravamo sdraiati nel parco di Campo Marzo (a Vicenza, ndr) ognuno con il proprio libro in mano e a questo punto abbiamo ricevuto una visita della Polizia locale.
La Polizia, dopo averci redarguito sul fatto che non si poteva «bivaccare» lì, mi ha multato per «essere sdraiato sul manto erboso intento a leggere un libro»! Aggiungo che in tutto il Campo Marzo non c'era alcuna indicazione che informasse sulle disposizioni comunali, non c'era alcun cartello che proibisse lo sdraiarsi sull'erba... e non c'era alcuna indicazione che proibisse la lettura.
Inoltre io abito a Lonigo (a circa 20 Km da Vicenza) e non posso conoscere tutte le ordinanze dei vari comuni limitrofi. Come facevo a sapere che non si poteva essere sdraiati a leggere?
L'ordinanza - sembra - è stata concepita e realizzata per preservare la sicurezza dei cittadini vicentini nei confronti di extra-comunitari che sostano nel parco. A mio parere si sacrifica uno spazio pubblico (e si limitano le libertà individuali) in cambio di una cartolina bella e pulita di Vicenza. È con questi metodi, secondo voi, che si fanno passi avanti nella costruzione dell'integrazione e di una comune convivenza tra cittadini? E poi, può diventare reato stare sull'erba a leggere un libro? Nel frattempo ho scritto alla trasmissione di Rai3 Fahrenheit e ho chiesto una audizione con il Sindaco.
Voi cosa ne pensate? Un saluto.
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