Spazioforum: Evoluzionismo e religione. - Spazioforum

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Evoluzionismo e religione.
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#25 L   Roberto il Guiscardo 

  • Gruppo: Coordinatori
  • Post: 24.527
  • Iscritto: 23 dicembre 2001

Postato 28 agosto 2003 - 20:10

E questo cosa sta a dimostrare? Non sapere esattamente come si è formata la vita comporta forse qualche conclusione definitiva?
Noi, ad Atene, facciamo così..
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#26 L   Kafir 

  • un Mostro di Miscredenza
  • Gruppo: Membri Sf
  • Post: 617
  • Iscritto: 21 agosto 2003

Postato 28 agosto 2003 - 20:18

Amir, su 28 Aug 2003, 20:05, detto:

Kafir, su 28 Aug 2003, 20:40, detto:

Amir, su 28 Aug 2003, 19:06, detto:

:(

Non proprio come la ha raccontata il Corriere...

http://www.arn.org/boards/ubb-get_topic-f-...001748-p-1.html

"U.C. San Diego Darwinists Exaggerate Research Results to Promote
Theory, Says Discovery Institute"


Mmm ... Discovery Institute? Che sarà mai? Facendo una rapida ricerca con google ho trovato che:


[...] The point of view Discovery brings to its work includes a belief in God-given reason and the permanency of human nature [perfetta dichiarazione di fede antievoluzionista, commento mio]; the principles of representative democracy and public service expounded by the American Founders; free market economics domestically and internationally; the social requirement to balance personal liberty with responsibility; the spirit of voluntarism crucial to civil society; the continuing validity of American international leadership; and the potential of science and technology to promote an improved future for individuals, families and communities. [...]
http://www.discovery.../functions.html

Cosa è più credibile, quello che scrive un perfetto carneade come questo Mark Edwards del Discovery Institute o una rivista scientifica come Nature, che è considerata fra le più autorevoli a livello internazionale?

Se tu leggessi i messaggi di quella discussione ti accorgeresti che la stampa ha raccontato l'esperimento sostenendo cose che nemmeno gli authori hanno affermato. Guarda il contenuto, a contare sono i fatti!

Tu hai letto l'articolo originale pubblicato su Nature?
Se ce l'hai ce lo puoi postare così giudichiamo da soli se il Corriere (o meglio, Piattelli Palmarini che è uno stimato docente del MIT di Boston) si è inventato dei fatti inesistenti?
0

#27 L   Radetzsky 

  • Gruppo: Membri Sf
  • Post: 6.273
  • Iscritto: 06 marzo 2003

Postato 28 agosto 2003 - 20:32

Amir, su 28 Aug 2003, 20:01, detto:

gabriella, su 28 Aug 2003, 20:34, detto:

Amir, su 28 Aug 2003, 17:08, detto:

gabriella, su 28 Aug 2003, 16:24, detto:

Innanzitutto, le prove non sono "presunte" ma basate su riscontri anatomo-patologici, paleontologici, biochimici e biologo-molecolari, universalmente accettate dalla comunità scientifica internazionale.

Per sommi capi, la teoria dell'evoluzione delle specie viventi si basa sul presupposto che le specie viventi attualmente  esistenti sulla terra non sono sempre esistite così come esse sono oggi. Specie si sono estinte, specie si sono evolute, specie nuove sono comparse.
Il meccanismo tramite il quale ciò avviene è quello delle mutazioni (che possono essere cromosomiche, geniche, genomiche  e cromosomiche). Non tutte queste mutazioni vanno avanti, poiichè non tutte sono "adatte" all'ambiente in cui si verificano: l'ambiente "seleziona" le mutazioni "favorevoli" (esempio della biston beetularia, farfalla bianca in ambienti non inquinati, nera in ambienti inquinati).
Le cause di queste mutazioni possono essere diverse: errori nella replicazione del DNA, raggi X, sostanze chimiche di diverso tipo ecc..Ovviamenti gli agenti mutageni che hanno agito maggiormante nell'evoluzione delle specie sono gli errori nella replicazione del DNA, cioè il DNA, quando si autoduplica nella divisione cellulare,opiù  inserisce una basi azotate al posto di un'altra/e. Se ciò avviene nella meiosi, cioè nella duplicazione di una cellula germinale, uovo o spermatozoo, la mutazione si trasmetterà alle generazioni successive. L'ambiente, poi, selezionerà la mutazione, a seconda che essa sia compatibile con l'ambiente stesso. Spero di essere stata abbastanza chiara.

Chiariscimi ancora un paio di cose:

com'è che secondo te ha avuto origine la vita?
tutti gli esseri viventi hanno una comune origine?

Per quanto riguarda l'origine della vita, è risolutivo l'esperimento di Miller

(Immagine postata1953)

(idrogeno, metano, ammoniacae acqua facevano parte dell'atmosferaprimordiale, attraversata da scariche elettiche. Gli amminoacidi sono i "mattoni" essenziali per le proteine, cioè per la vita)

Come, poi, dalle proteine si sia passati agli acidi nucleici, cioè al DNA, cioè alla possibilità di costruire cellule, per quanto primitive (DNA circondato da membrane), un ruolo importante viene attribuito ai cristalli di argilla, che, per la loro struttura, facilitano i legami delle macromolecole (esperienza dimostrata in laboratorio)
Ovviamente, i primi organismi viventi dovevano essere autotrofi, cioè fare fotosintesi (in mancanza di Ossigeno nell'atmosfera primitiva); da essi, proprio perchè produttori di Ossigeno,si sarebbero poi evoluti gli eterotrofi, cioè gli esseri che consumano Ossigeno.

In definitiva, sì,. credo che gli esseri viventi, tutti, abbiano un'origine comune.

Tutto ciò, però, almeno per me, non esclude affatto l'esistenza di Dio, anzi! Come diceva Albert Einstein "Dio non gioca a dadi": è proprio questa stupefacente complessità di meccanismi che lascia stupefatti e dà da pensare.

Non mi risulta che siano stati creati organismi viventi da materia inanimata in nessuno laboratorio.
Miller ha ottenuto amino acids (reproducendo un ambiete che forse non è mai esistito) ma da questo a fare proteine e tutto il resto ce ne passa!

ho trovato questo in Italiano




50 anni dal primo esperimento sull'origine della vita: anniversario da celebrare o fallimento da dimenticare?

Cinquant'anni fa la rivista Science pubblicava un rapporto sulla sintesi di amminoacidi in condizioni sperimentali intese a riprodurre quelle della terra primitiva (S.L. Miller, Science 1953;117:528). Nel numero del 2 maggio di quest'anno (Science 2003;300:745-6) la rivista ricorda questo evento con un'articolo intitolato "Il brodo Prebiotico - Rivisitando l'Esperimento di Miller", a cura di Jeffrey L. Bada e Antonio Lazcano, rispettivamente dell'Istituto di Oceanografia dell'Università di California a San Diego e della Facultad de Ciencias dell'Università di Mexico City.
L'articolo ricorda le "tappe" del cammino delle ricerche scientifiche sull'origine della vita, a partire dalla prima sintesi di una sostanza organica, l'urea (Wöhler, 1828).

Per arrivare all'esperimento di Miller sono state decisive le ipotesi del biochimico sovietico A. Oparin, che a partire dal 1924 aveva teorizzato la presenza, sulla terra primitiva, di un oceano ricco di ammoniaca, idrogeno, metano ed altre molecole, dalle quali si sarebbero potuti, con l'apporto energetico di scariche elettriche (fulmini), formare gli amminoacidi, componenti delle proteine e ritenuti, a ragione, i "mattoni" della vita. Nel 1951 il professore di Stanley Miller, il premio Nobel Harold C. Urey, aveva teorizzato che, in aggiunta dell'oceano ("brodo") primitivo di Oparin, anche l'atmosfera della Terra primitiva doveva essere diversa e priva di ossigeno. Questo presupposto è importante, perché in presenza di ossigeno qualsiasi sostanza organica neosintetizzata si sarebbe subito decomposta e non avrebbe potuto "evolversi" in un vero organismo vivente.

Con queste due ipotesi come guida, Stanley Miller - all'epoca ancora studente universitario non ancora laureato - ha condotto il suo famoso esperimento. Provocando delle scariche elettriche in un brodo "primitivo" circondato da aria "primitiva", Miller è riuscito ad ottenete alcuni amminoacidi.

La pubblicazione dei risultati è apparsa sul numero del 15 marzo del 1953 di Science.

Gli Autori poi, notano che attualmente prevalgono più dubbi che entusiasmi circa l'utilità dell'esperimento di Miller per lo studio dell'origine della vita. Molti scienziati infatti pensano che l'origine della vita potrebbe essere extraterreste, e che la vita potrebbe essere stata portata sulla terra da un meteorite. Tuttavia, ricordano che è stato l'esperimento di Miller, nato dall'ipotesi di Oparin e posto nella prospettiva del darwinismo, a trasformare lo studio dell'origine della vita in un campo rispettabile d'indagine scientifica.

********

Ma qual è il valore reale dell'esperimento di Miller? La strada aperta 50 anni fa è risultata in realtà soltanto un vicolo cieco nel quale è finita la ricerca scientifica sull'origine della vita. Tant'è che nei manuali di scienza per le scuole e per le università l'unico dato "scientifico" sull'origine della vita rimane ancora l'esperimento di Miller di 50 anni fa. (Escludendo i meteoriti - moderne cicogne - che portano la vita sulla terra).

Il problema è che visto da vicino, il risultato dell'esperimento non indica la possibilità, ma al contrario l'impossibilità, secondo le leggi della chimica, della sintesi, spontanea o anche intenzionale, dei "mattoni della vita".

Gli antievoluzionisti spesso citano dei calcoli di probabilità della sintesi spontanea di proteine. Tali calcoli hanno valori dell'ordine di 1/1065 e inferiore, fino a numeri più grandi del numero di atomi nell'universo (!) Da questi sembrerebbe che un tale evento - indispensabile per poter anche soltanto immaginare l'origine spontanea della vita - sia assolutamente improbabile.

Invece è semplicemente impossibile, anzi, inimaginabile. Ne diamo le ragioni.

Ciascun amminoacido esiste in due forme, chiamate levo- e destrogira (sinistra e destra), che hanno una struttura spaziale simmetrica e diversa, come una scarpa destra e una sinistra. Qualsiasi modo di sintesi produce una miscela di forme "destre" e "sinistre" in proporzione 50:50. Curiosamente, gli amminoacidi che formano le proteine delle forme viventi sono invece tutti "sinistri". Gli amminoacidi "destri" sono incompatibili con la vita, perchè rendono le proteine diffettose e inutilizzabili, anzi, letali. Per separare gli amminoacidi "sinistri" da quelli "destri" è necessario un complesso procedimento di riconoscimento ottico di separazione. Questo procedimento richiede un programma, che esiste nelle cellule viventi e nelle procedure industriali elaborate dagli uomini, ma non nelle leggi della chimica che governano la sintesi degli amminoacidi.

Ecco perché la conclusione scientificamente corretta dell'esperimento di Miller è che, nelle condizioni intese a riprodurre quelle della terra primitiva la sintesi dei mattoni della vita è impossibile. Se questo venisse evidenziato, sparirebbe qualsiasi cenno di ipotesi scientifica materialista sull'origine della vita. L'evoluzionismo darwinista rimarrebbe sospeso in aria, senza inizio immaginabile. E questo, evidentemente, non è accettato dagli evoluzionisti che continuano ad insegnare, come fa il più diffuso testo di biologia per i licei scientifici italiani (H. Curtis e N. Sue Barnes, Invito alla Biologia, Milano, Zanichelli, 2002, p. 60-61), che "Le prove sono molto numerose e la maggioranza dei biochimici ritiene ora che, date le condizioni esistenti sulla giovane Terra, le reazioni chimiche che hanno dato origine agli amminoacidi…fossero inevitabili". Ancora più categorico il Manuale ufficiale dell'Accademia delle Scienze degli USA (Science and Creationism, A View from the National Academy of Sciences, Washington DC, National Academy Press, 2002, p.5), secondo il quale non solo "esperimenti condotti in condizioni intese ad assomigliare quelle presenti sulla terra primitiva hanno prodotto alcuni dei componenti chimici delle proteine...", ma addirittura "Per coloro che studiano l'origine della vita, il problema non è più se la vita avrebbe avuto origine attraverso un processo chimico che coinvolge componenti non-biologici". Entrambi i testi ignorano che gli amminoacidi così ottenuti non sono componenti vere, bensì false ed inutilizzabili per la sintesi di proteine vitali.

Con queste affermazioni le massime istituzioni scientifiche sconfessano quelli tra gli scienziati stessi i quali, senza alcuna motivazione extrascientifica, ma per semplice onestà intellettuale, dichiarano, come fa H.P. Yockey, che "Poiché la scienza non ha la più pallida idea di come le proteine siano venute all' esistenza, sarebbe solo un atto di onestà ammettere questo sia nei confronti degli studenti, sia nei confronti degli organismi che finanziano la ricerca, nonché di fronte a tutto il pubblico" (J Theoret Biol 1981;91:13-31).

La "cultura dominante", come la chiama Antonino Zichichi, dimostra così di avere a cuore non l'insegnamento della scienza, ma l'indottrinamento alla concezione materialista dell'origine della vita per la quale, dopo 50 anni, di "scientifico" rimane solo l'esperimento di Miller anche se descritto con conclusioni contrarie ai suoi stessi risultati.

In conclusione, il cinquantenario dell'esperimento di Miller è, per gli evoluzionisti, non un'anniversario da celebrare, ma un fallimento da dimenticare. Un'evento che gli antievoluzionisti ricordano volentieri a dimostrazione, più di qualsiasi altro argomento, della natura antiscientifica dell'evoluzionismo, che ha, come unica funzione, quella di sostegno "scientifico" del materialismo filosofico.

Mihael Georgiev
biologo

Di questo dott Michael Georgiev conosco solo la partecipazione al centro studi creazionista inj compagnia di membri della chiesa avventista e di altri fondamentalisti, il suo far parte dell'accademia bulgara delle Scienze e la sua partecipazione ad un convegno in Costarica in compagnia di altri suoi "sodali". Non una pubblicazione, non materiali, strumenti, metodi di alcun tipo che confermino le sue affermazioni. Su Antonino Zichichi, taccio, per carità di Patria.
Quanto, poi, a ciò che si dice su amminoacidi destrogiri e levogiri, che cioè fanno ruotare a destra o a sinistra la luce polarizzata, questa non è caratteristica dei soli amminoacidi ,comunque, le affermazioni del dottor Georgiev non dimostrano nulla. Se, infatti, si accetta il rincipio ella selezione naturale delle mutazioni (ampiamente dimostrato in tutte le salse) si capisce come per tentativi ed errori, da una miscela simile a quella del brodo primordiale sia stato possibile per gli mminoacidi "giusti" legarsi fra loro per formare proteine. Ovvio che non sia un processo istantaneo, ma avvenga nei millenni!
In conclusione, le "dimostrazioni" del dottor Georgiev non dimostrano nulla. Come volevasi dimostrare. (mi si perdoni il bisticcio di parole)
In poche parole, Sablinskij era una persona normale. Se faceva delle carognate, era senza inutile accanimento. Eravamo quasi amici.
(Sergej Dovlatov-Il compromesso)
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#28 L   Amir 

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Postato 28 agosto 2003 - 20:37

Roberto il Guiscardo, su 28 Aug 2003, 21:10, detto:

E questo cosa sta a dimostrare? Non sapere esattamente come si è formata la vita comporta forse qualche conclusione definitiva?

Sta a dimostrare che comunemente sono date per scontate e vengono insegnate cose non provate o non rispondenti al vero. E non mi sembra una cosa da poco.
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#29 L   Amir 

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Postato 28 agosto 2003 - 20:40

Kafir, su 28 Aug 2003, 21:18, detto:

Amir, su 28 Aug 2003, 20:05, detto:

Kafir, su 28 Aug 2003, 20:40, detto:

Amir, su 28 Aug 2003, 19:06, detto:

:(

Non proprio come la ha raccontata il Corriere...

http://www.arn.org/boards/ubb-get_topic-f-...001748-p-1.html

"U.C. San Diego Darwinists Exaggerate Research Results to Promote
Theory, Says Discovery Institute"


Mmm ... Discovery Institute? Che sarà mai? Facendo una rapida ricerca con google ho trovato che:


[...] The point of view Discovery brings to its work includes a belief in God-given reason and the permanency of human nature [perfetta dichiarazione di fede antievoluzionista, commento mio]; the principles of representative democracy and public service expounded by the American Founders; free market economics domestically and internationally; the social requirement to balance personal liberty with responsibility; the spirit of voluntarism crucial to civil society; the continuing validity of American international leadership; and the potential of science and technology to promote an improved future for individuals, families and communities. [...]
http://www.discovery.../functions.html

Cosa è più credibile, quello che scrive un perfetto carneade come questo Mark Edwards del Discovery Institute o una rivista scientifica come Nature, che è considerata fra le più autorevoli a livello internazionale?

Se tu leggessi i messaggi di quella discussione ti accorgeresti che la stampa ha raccontato l'esperimento sostenendo cose che nemmeno gli authori hanno affermato. Guarda il contenuto, a contare sono i fatti!

Tu hai letto l'articolo originale pubblicato su Nature?
Se ce l'hai ce lo puoi postare così giudichiamo da soli se il Corriere (o meglio, Piattelli Palmarini che è uno stimato docente del MIT di Boston) si è inventato dei fatti inesistenti?

Vai su Nature.com e ti puoi scaricare file pdf.
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#30 L   Radetzsky 

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Postato 28 agosto 2003 - 20:45

Amir, su 28 Aug 2003, 20:37, detto:

Sta a dimostrare che comunemente sono date per scontate e vengono insegnate cose non provate o non rispondenti al vero. E non mi sembra una cosa da poco.

Mi scusi, signor Amir, ma a me sembra che siate lei e il dottor Georgiev a fare affermazioni non dimostrate e che confondiate i tempi storici con quelli biologici. Se ci si affida ad un banalissimo calcolo delle probabilità (non vorrà mettere in discussione anche questo, spero!), si intende subito che, nei millenni, la probabilità che amminoacidi abbiano formato legami idrogeno per formare proteine è altissima. Forse siete voi ad avere un'idea della ricerca scientifica come di un'attività per apprendisti stregoni: ti faccio il brodo primordiale e...voilà, viene fuori la proteina. Suvvia, un po' di senso comune! Non ho detto competenza, solo banalissimo senso comune.
In poche parole, Sablinskij era una persona normale. Se faceva delle carognate, era senza inutile accanimento. Eravamo quasi amici.
(Sergej Dovlatov-Il compromesso)
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#31 L   Amir 

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Postato 28 agosto 2003 - 20:59

Radetzsky, su 28 Aug 2003, 21:32, detto:

Di questo dott Michael Georgiev conosco solo la partecipazione al centro studi creazionista inj compagnia di membri della chiesa avventista e di altri fondamentalisti, il suo far parte dell'accademia bulgara delle Scienze e la sua partecipazione ad un convegno in Costarica in compagnia di altri suoi "sodali". Non una pubblicazione, non materiali, strumenti, metodi di alcun tipo che confermino le sue affermazioni. Su Antonino Zichichi, taccio, per carità di Patria.
Quanto, poi, a ciò che si dice su amminoacidi destrogiri e levogiri, che cioè fanno ruotare a destra o a sinistra la luce polarizzata, questa non è caratteristica dei soli amminoacidi ,comunque, le affermazioni del dottor Georgiev non dimostrano nulla. Se, infatti, si accetta il rincipio ella selezione naturale delle mutazioni (ampiamente dimostrato in tutte le salse) si capisce come per tentativi ed errori, da una miscela simile a quella del brodo primordiale sia stato possibile per gli mminoacidi "giusti" legarsi fra loro per formare proteine. Ovvio che non sia un processo istantaneo, ma avvenga nei millenni!
In conclusione, le "dimostrazioni" del dottor Georgiev non dimostrano nulla. Come volevasi dimostrare. (mi si perdoni il bisticcio di parole)

"Ovvio che non sia un processo istantaneo, ma avvenga nei millenni!"

Perché ovvio? e questo dimostrerebbe qualcosa?
Ci sono prove geologiche di questa presunta zuppa primordiale?
Che probabilità ci sono che si verificono tutte le condizioni necessarie?
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#32 L   Amir 

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Postato 28 agosto 2003 - 21:03

Radetzsky, su 28 Aug 2003, 21:45, detto:

Mi scusi, signor Amir, ma a me sembra che siate lei e il dottor Georgiev a fare affermazioni non dimostrate e che confondiate i tempi storici con quelli biologici. Se ci si affida ad un banalissimo calcolo delle probabilità (non vorrà mettere in discussione anche questo, spero!), si intende subito che, nei millenni, la probabilità che amminoacidi abbiano formato legami idrogeno per formare proteine è altissima. Forse siete voi ad avere un'idea della ricerca scientifica come di un'attività per apprendisti stregoni: ti faccio il brodo primordiale e...voilà, viene fuori la proteina. Suvvia, un po' di senso comune! Non ho detto competenza, solo banalissimo senso comune.

Scusa, puoi quantificare questa "altissima probabilità"?
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#33 L   EDRF 

  • topicida!
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Postato 28 agosto 2003 - 21:44

Vorrei intervenire nella discussione.

Senza entrare in eccessivi tecnicismi, vorrei precisare alcune cose:

a) il problema dell'origine della vita sulla terra e' un problema scientifico (e anche teologico, per i creazionisti), ma non ha nulla, ma proprio nulla a che vedere con l'evoluzione. I creazionisti piu' aggiornati (tipo vate-kane, per intenderci), infatti, ammettono l'evoluzione, ma ritengono che Dio abbia dato il primo impulso all'origine della vita. Parimenti grandi scienziati agnostici, tipo Jaques Monod, ovvi fautori dell'evoluzione, sostengono che la vita sulla Terra abbia avuto origine per un puro caso (strano ed irripetibile). Altri scienziati hanno sostenuto poi, pur non mettendo in dubbio alcuno l'evoluzione (e nessuno scienziato potrebbe farlo!), che la vita sulla Terra sia arrivata dallo spazio (batteri primordiali su meteoriti o comete), ma cosi' facendo non hanno fatto altro che spostare il problema (come e' nata la vita sull'altro pianeta da cui, poi, sarebbe giunta sulla Terra?). Altri scienziati, invece, quali Christian De Duve (anche lui premio Nobel al pari di J. Monod), ritengono che l'origine della vita sulla terra (e su altri pianeti) e' da ritenersi "necessaria" e non "casuale" (in opposizione percio' a Monod), nel senso che il nostro universo (con le sue leggi fisiche) deve necessariamente dare luogo alla vita (per giunta basata su chimica del carbonio, DNA, RNA e proteine), date determinate condizioni fisiche, quali quelle terrestri di 3-4 miliardi di anni orsono (e/o di qualche altra decina di migliaia di pianeti nell'universo).
b) L'esperimento di Miller, seppur suggestivo nell'epoca in cui e' stato fatto, non prova (quasi)nulla a proposito dell'origine della vita e nulla di nulla a proposito dell'evoluzione.
c) la teoria evoluzionistica (o dell'evoluzione della specie) e' un SOLIDISSIMO FONDAMENTO della Biologia (e quindi della Medicina) moderna. E' solida almeno tanto quanto il primo ed il secondo principio della termodinamica (con i quali, peraltro, e' assolutamente compatibile). Tornero' sullo specifico piu' oltre, compresi esempi ed osservazionii sperimentali che "dimostrano" tale teoria.
Immagine postata
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#34 L   Amir 

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Postato 28 agosto 2003 - 21:45

Problems with Purely Natural Explanations for the Chemical Origins of life

THE MYTH OF CHEMICAL EVOLUTION

Modificato da Amir - 28 agosto 2003 - 22:22

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#35 L   Amir 

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Postato 28 agosto 2003 - 22:10

Il funerale del darwinismo

di Maurizio Blondet

«Il Gorbaciov del darwinismo»: così Phillip E. Johnson (un creazionista intelligente) aveva soprannominato Stephen Jay Gould, il paleontologo di Harvard scomparso all´età di 60 anni. Gorby cercò di migliorare un sistema irriformabile, il comunismo, provocandone il crollo finale. Gould ha forse distrutto per sempre l´evoluzionismo, nel tentativo di salvarlo. Perché, anche se in Italia non si sa, l´evoluzionismo è alle corde negli Usa, contestato apertamente da sempre più scienziati. Gould, da paleontologo (studioso di animali estinti) sapeva bene il perché. Se Darwin avesse ragione, se cioè l´evoluzione fosse avvenuta per piccoli mutamenti casuali «conservati» poi dalla selezione naturale perché vantaggiosi, si dovrebbero trovare tra i fossili migliaia di «anelli di congiunzione»: qualche animale intermedio fra l´ipotetico mammifero terrestre che poi «decise» di diventare balena, o un progenitore della giraffa con il collo ancora corto, inadatto a brucare le foglie delle acacie più alte. Il fatto è che gli «anelli mancanti» non si trovano. Mai. Anzi. Le specie durano, straordinariamente stabili, per decine di milioni di anni, e poi di colpo si estinguono. Stephen Gould escogitò la teoria («gli equilibri puntuali») che cercava di salvare Darwin e insieme i (mancati) reperti sul campo. Le specie, confermò, rimangono immutate per ere geologiche, solo che poi «di colpo» si diversificano, diventano un´altra specie. In «attimi» così brevi in termini geologici, da non lasciarsi dietro alcuna forma di transizione. Così contava di aver messo a tacere i creazionisti «religiosi» che in Usa sono legioni. Il fatto è che la teoria di Gould, ridotta all´estremo logico, implicava quanto segue: un giorno, da una coppia di serpenti, è nato un mammifero. Un altro giorno, da una coppia di scimmie, è nato un uomo completo. Insomma Gould evocava non una, ma numerose creazioni miracolose. Per questo, i suoi nemici più acri furono proprio i darwinisti di cattedra, ancora oggi un potente establishmen t. In pubblico, beninteso, costoro lo lodavano. Lo disse l´evoluzionista John Maynard Smith: «Gould è uno le cui idee sono così confuse che non vale la pena di discuterle. Ma non va criticato pubblicamente, perché almeno lui sta dalla nostra parte contro i creazionisti». Da decenni in Usa i creazionisti hanno identificato una intera generazione di scienziati anti-darwiniani. Costoro, che prima non osavano parlare contro i loro professori e docenti, oggi alzano la voce, incoraggiati dall´esistenza di un´opinione pubblica attivamente diffidente del dogma evoluzionista. Grazie a loro, il creazionismo non è più la semplice credenza nel racconto letterale della Genesi, che Dio abbia creato il mondo in sei giorni. Oggi, l´anti-evoluzionismo si configura come una vera teoria scientifica: «Intelligent design» (progettazione intelligente). Il nome indica la convinzione di questi giovani scienziati: la vita è troppo complessa, anche nelle sue forme più «primitive» per essersi perfezionata a forza di accidentali modific he. La vita è «un progetto intelligente», dicono il biochimico antidarwinista Michael Behe (Università di Pennsylvania), il matematico David Berlinsky (Princeton), il microbiologo tedesco Siegfried Scherer (Monaco), capiscuola della nuova teoria. Con quali risultati? Giorni fa 27 scienziati inglesi hanno scritto una lettera aperta al Ministero competente, per raccomandare che nelle scuole non si insegni più il darwinismo come unica teoria scientifica.
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#36 L   Amir 

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Postato 28 agosto 2003 - 22:12

Darwin alle corde ?

di Maurizio Blondet


II mito dell'evoluzionismo darwinista è in crisi.
Cresce negli USA il numero degli scienziati che lo contestano: Darwin aveva torto.
Per loro gli esseri viventi sono frutto di un progetto intelligente. La scienza più avanzata riscopre Dio.

Ogni settimana, Piero Angela ci istruisce. La giraffa "ha evoluto il suo lungo collo" per brucare le foglie dei rami alti. La balena "discende" da un animale terrestre che "si adattò alla vita acquatica". Informazioni divertenti che presuppongono come vera e scontata la teoria di Darwin: l'evoluzione di animali, la loro trasformazione da una specie a un'altra, a forza di accidentali "mutazioni" conservate, perchè "utili alla vita", dalla selezione naturale. Ciò che non ci dice mai, l'ottimo Piero Angela, è che la teoria di Darwin è messa in dubbio, e a voce sempre più alta, [...]da un numero crescente di scienziati americani.

Dal '93, l'autorevolissima Boston Review (la rivista del MIT, la più avanzata università scientifica Usa) accoglie un dibattito in cui biologi, matematici, paleontologi e biochimici attaccano "il dogma evoluzionista", e su basi scientifiche.

L'evoluzionismo sostiene che nel DNA avvengono di continuo mutazioni accidentali. Il genetista James Shapiro ricorda invece che le mutazioni del DNA, la "scrittura della vita" (un vero "programma di computer", con tutte le istruzioni per formare un essere vivente, presente sia negli esseri più "primitivi" che dei più "evoluti"), sono rarissime. Perchè, dice Shapiro ecco un'altra notizia che Piero Angela evita di fornirci "il DNA è fornito di molti apparati di 'correzione di bozze', su vari livelli, che riconoscono e rimuovono gli errori occorrenti durante la replicazione del DNA". Il DNA dunque si difende attivamente proprio da quelle casuali accidentalità, in cui i darwinisti identificano il motore dell'evoluzione. Di fatto, il DNA è la struttura più stabile dell'universo. Nei secoli, le lapidi egizie di granito diventano illeggibili; il DNA, fatto di proteine, si riproduce sempre uguale, opponendosi in modo attivo al degrado di tutte le cose. E, impariamo ora, si difende anche dal darwinismo.

Le sole mutazioni frequenti sono provocate dall'uomo su animali di laboratorio: con radiazioni nucleari o con agenti chimici che sconvolgono brutalmente la struttura del DNA. È il caso del moscerino della frutta (Drosophila Melanogaster), l'insetto preferito dai genetisti perchè produce una generazione nuova ogni mese. Studiato da 80 anni in tutti i laboratori del pianeta, il moscerino è stato costretto a subire milioni di mutazioni. Tutte, nessuna esclusa, diminuiscono la sua attitudine alla vita (mancanza di occhi, di ali, di zampe); gli animaletti mutanti possono vivere solo in laboratorio, grazie alle cure degli sperimentatori; in natura sarebbero morti prima di trasmettere il loro patrimonio genetico ai discendenti. Meno che mai la drosofila ha dato luogo ad altra specie.

Tutto ciò induce una nuova generazione di scienziati a sostenere, ormai apertamente, che gli esseri viventi sono il frutto di una "progettazione intelligente" (intelligent design). "È una teoria pienamente scientifica che formuliamo come tale", ha scritto William Dembski, logico-matematico della Notre Dame University.

Perchè? Perchè troppi apparati delle creature viventi presentano una complessità irriducibile, risponde Michael Behe, biochimico della Leighton University. Come esempio di "complessità irriducibile", Behe porta il caso della trappola per topi. Costituita di cinque pezzi - una molla, la fagliela, il gancetto che tiene la tagliola in posizione, l'esca, la tavoletta su cui il tutto è inchiodato - è una macchina molto semplice. Ma la sua semplicità "non può essere ridotta". Se manca un solo pezzo, non è che la trappola funzioni meno bene; non funziona affatto. Dunque, non può essersi formata a poco a poco, con aggiunte e miglioramenti; la trappola è stata progettata fin dall'inizio così. Molti apparati di esseri viventi sono ugualmente "irriducibili". Non funzionano se mancano anche solo di un componente.

La lingua del picchio è una "complessità irriducibile". Il noto uccellino ha una lingua lunga 15 centimetri, quanto il suo corpo. Dove la tiene? La tiene arrotolata attorno al cranio, come una fionda. La cosa stupefacente è che la lingua parte dal becco all'indietro, gira attorno al cranio e ritorna al becco dalla parte opposta. Ora, non è possibile che una lingua così straordinaria si sia "evoluta" per gradi. Il solo fatto che sia rivolta all'indietro avrebbe reso impossibile la nutrizione a generazioni di progenitori del picchio, finchè l'apparato non avesse raggiunto la necessaria lunghezza.

Altro caso: il limulus, una specie di granchio corazzato che vive sulle coste dell'Atlantico. Essere "primitivo", cugino degli antichissimi trilobiliti (estinti da milioni di anni), è considerato un fossile vivente, presente in strati fossili da 300 milioni di anni (e sempre uguale). Di recente s'è scoperto che gli gli occhi del limulus, di notte, aumentano il loro potere visivo di un milione di volte. Non sono affatto occhi "primitivi". Al contrario: sono più sofisticati degli apparecchi elettronici a visione notturna usati per scopi militari. Ciò che vediamo in natura è uno scoppio di fantasia progettistica. Anche l'evoluzione dell'Uomo è in discussione. L'albero genealogico fornitoci dagli evoluzionisti viene sconvolto da sempre nuove scoperte, che spingono i nostri presunti "progenitori comuni fra uomo e scimmia" alla posizione di rami collaterali. L'uomo di Neanderthal, estintosi "solo" 25 mila anni fa (già esisteva l'uomo moderno), non solo ha perso il posto di nostro "antenato", ma anche quello di parente collaterale. Due studi recenti hanno ricavato il DNA del Neanderthal: è cosi diverso dal nostro, che le due specie non potevano unirsi ed avere prole. Era una umanità aliena. Da poco in Spagna (ad Atapuerca) è stato trovato il fossile d'un uomo di 780 mila anni, eppure completamente moderno. Così moderno che gli imbarazzati evoluzionisti hanno creato una specie apposta per lui: Homo Antecessor ("che precede gli altri").

Nel novembre 1999, l'autorevole rivista National Geographic ha pubblicato in pompa magna la foto di una lastra minerale dove si vedeva un dinosauro con ali e piume: "È la prova che gli uccelli si sono evoluti da questi antichi rettili", ha esultato il biologo Barry A. Palevitz nell'articolo che accompagnava la scoperta. Subito dopo, s'è appurato che "il fossile" era un falso, composto da due fossili diversi (un uccello e un sauro) incollati assieme, opera dei contadini cinesi della zona di Liaoning, che sfruttano e vendono (sul mercato nero) i fossili di un giacimento locale. Uno "scandalo" molto chiacchierato in Usa. Piero Angela non ce lo ha raccontato.

Bibliografia
Mariano Artigas, Le frontiere dell'evoluzionismo, Edizioni Ares, Milano 1993.
Giuseppe Sormonti, Dimenticare Darwin. Ombre sull'evoluzionismo, Rusconi, Milano 1999.
Jean Servier, L'uomo e l'Invisibile, Rusconi, Milano 1973.
Domenico Ravalico, La creazione non è una favola, Paoline, Cinisello Bal.mo (MI) 1987.
Pier Carlo Landucci, La verità sull'evoluzione e l'origine dell'uomo, Editrice "La Roccia", Roma sine data.
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