Salta al contenuto

Spazioforum

Cosa vuol dire essere comunisti oggi

28 mag 2002 - 21:05
  

Questa conversazione è archiviata, quindi non è più possibile intervenire.

#1 Guest_sissi_*

28 maggio 2002 - 21:05

Guest_sissi_*

Questo interrogativo provoca più di un 'inquietudine, ed è bene che sia così, perché questo ci costringe continuamente a ricercare una risposta non banale, a rispondere positivamente al lascito di un grande intellettuale come Claudio Napoleoni che, nella sua ultima opera, ci spingeva a "cercare ancora". QuestO è il problema che si sono posti le compagne e i compagni che hanno dato vita, dieci anni or sono, alla storia del partito della Rifondazione comunista. lo stesso, che li ho seguiti in questa meravigliosa impresa solo qualche tempo dopo, mi sono riproposto questo interrogativo continuamente ed ho cercato di fornire qualche risposta in diverse occasioni.
Credo che bisogna saper guardare in modo critico alla storia delle idee che hanno animato il movimento comunista nella sua dimensione internazionale, al ruolo che i comunisti hanno saputo interpretare nei movimenti sociali e politici, alle esperienze del cosidetto socialismo reale.
Se il primo terreno come poi vedremo è ancora vivo e attuale; se il ruolo dei comunisti è stato l'elemento determinante in tutte le grandi lotte per l'emancipazione, la libertà, la democrazia, la pace e l'affermazione sul terreno politico delle aspirazioni e dei bisogni delle classi oppresse, per il terzo aspetto il bilancio è sicuramente negativo e in alcuni casi lo è in modo davvero pesante.
Nel secolo che ormai abbiamo alle spalle queste esperienze si sono concluse con una sconfitta che secondo me non è stata determinata solo dalla pesante carenza di democrazia in quelle società, ma proprio da un deficit di socialismo, cioè dall'incapacità di produrre un'effettiva liberazione del lavoro che cambiasse alla radice la struttura della società, per porre fine allo sfruttamento e alla alienazione, e dunque garantire una vera libertà.
La gigantesca burocratizzazione dello stato nei paesi del socialismo reale, il rapido prevalere di logiche e pratiche pesantemente repressive, che hanno generato veri e propri orrori, l'inaridirsi degli spazi e delle innovative esperienze di democrazia nella società sono una conseguenza di questa rivoluzione abortita nel cuore dei rapporti di produzione.
L'accerchiamento internazionale da parte dei paesi capitalisti, di cui certamente queste società e questi stati sono state vittime, non è infatti giustificazione sufficiente e tantomeno opportuna per spiegare le ragioni di questa gigantesca sconfitta.
Ma contemporaneamente bisogna analizzare le condizioni dell'oggi, le enormi contraddizioni che emergono in un mondo dominato, in un mondo più sofffocante di prima, dal capitalismo globalizzato.
Oggi le grandi differenze e disuguaglianze si sono accresciute sotto ogni aspetto. Ma vi è di più.
L'alternativa tra civiltà e un ritorno alla barbarie, di cui avevano già parlato i fondatori del marxismo, si è fatta più stringente. Questo sistema capitalistico che vuole possedere e mercificare tutto, compresa la vita vegetale, animale e umana, sta trascinando l'umanità e il pianeta sull'orlo del baratro. Lo dobbiamo fermare prima che distrugga tutti noi.
Gli esempi di questa condizione che tutti viviamo sono purtroppo numerosissimi. Mi limito a qualche fatto di cronaca tratto dalla lettura frettolosa dei giornali durante questa frenetica campagna elettorale, condotta con poveri mezzi e solo con l'entusiasmo e la fatica di tante compagne e compagni, mentre le due maggiori coalizioni si sono appropriate di tutti i mezzi di comunicazione, in particolare televisivi. Mi riferisco, e non a caso, a due fatti accaduti nel centro dell'impero capitalistico, cioè negli Stati Uniti d'America.Il primo riguarda la crisi occupazionale che sta sconvolgendo la new economy americana. Nel mese di Aprile lì si sono persi 223 mila posti di lavoro con conseguente crescita del tasso di disoccupazione.Di fronte a questo dramma sociale le borse hanno reagito con un rialzo, nella cinica speranza di un abbassamento dei tassi d'interesse da parte della Federal Reverse e contando sulla maggiore competitività delle aziende che si erano sgravate di lavoratori. Ovvero la grande finanza si alimenta della distruzione del lavoro umano. Il secondo riguarda la scoperta dell'esistenza, sempre negli USA, di trenta bimbi geneticamente modificati.Un docente di genetica statunitense ha gettato l'allarme su un futuro sconcertante di bambini fatti su misura, ma ha concluso sconsolato che nessuno può fermare questi esperimenti perché sono in mano ai privati.Ovvero la proprietà asservisce la scienza a distruggere la storia dell'individuo alterandone l'eredità genetica. Se a questi esempi aggiungiamo la generalizzazione delle guerre e la sistematica violazione dell'ambiente, appesantita dal rifiuto americano di rispettare le intese di Kyoto, il quadro si completa e risulta evidente che vi è il bisogno di una radicale modificazione dell'ordine delle cose esistente se si vuole impedire la rovina dell'umanità.
Noi continuiamo a chiamare quella modificazione comunismo, malgrado che coloro che fin qui hanno tentato di realizzarlo abbiano in molti casi fallito. Ma proprio grazie ad un'analisi attenta di quegli errori ed orrori, la sfida può e deve essere riproposta.
Proprio per questo la rivoluzione non va intesa come un atto catartico ma come un processo profondo costruito sulla capacità di creare consenso ed egemonia, a cui sono funzionali anche i cambiamenti parziali ma reali.
Proprio per questo esso non può esere delegato ad alcuno e i soggetti oppressi sono i veri protagonisti della loro liberazione.

Fausto Bertinotti

#2 Guest_Silvia Rossi_*

29 maggio 2002 - 15:17

Guest_Silvia Rossi_*

Bertinotti farebbe bene a mettersi un cappio al collo e buttarsi nel fiume!
:(

#3 Guest_Antiglobal_*

29 maggio 2002 - 16:06

Guest_Antiglobal_*

Silvia Rossi, il 29 May 2002, 16:17, ha scritto:

Bertinotti farebbe bene a mettersi un cappio al collo e buttarsi nel fiume!
:(
                    Piacerebbe eh?
Invece il compagno Segretario fara' la voce della verita' sulle bugie del Cavoliere anche emigrasse sulla luna... :(
Mi sa che dalla disperazione di non poter raccontare le cucche che vuole agli Italiani, qualcun altro pensera' di mettersi il cappio e buttarsi nel fiume....

#4 Guest_Compagno Zor_*

20 giugno 2002 - 22:22

Guest_Compagno Zor_*

Secondo me pre essere comunista oggi non c'è bisogno di girare con i capelli rasta, con i vestiti stracciati e con la maglietta del che!
C'è ben altro.