Spazioforum: Gio. 12.06.08: L'Irlanda respinge il Trattato di Riforma. - Spazioforum

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Gio. 12.06.08: L'Irlanda respinge il Trattato di Riforma.
Affluenza: circa 50%. NO: 53,4% (SI': 46,6%)
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#1 L   Erasmus 

  • Forum *Unione Europea*
  • Gruppo: Erasmus
  • Post: 3.986
  • Iscritto: 18 dicembre 2001

Postato 14 giugno 2008 - 03:34

Voti validi: circa la metà degli aventi diritto.
[Assenteismo: quasi il 50%]


Dei voti validi:
NO: 53,4%
SI': 46,6%
=================================================

Segnalo una pagina della BBC in cui c'è un interessantissimo video.
Mostra una grande sala affollata dove l'ncaricato governativo di comunicare ufficialmente i risultati del referendum Maurice Coughlan (uno dei principali funzionari del Dipartimento dell'Ambiente) si accinge a parlare. Primo piano su di lui che dice numero di elettori, numero di voti validi, risultati di Sì e No ... ma non fa in tempo a concludere perché è interrotto da sonore, esplosive e collettive ovazioni di gioia. Primo piano sul centro dei presenti a sentire i risultati: sembra una scena di tifosi di calcio quando la squadra del cuore segna il goal decisivo per la vittoria!
Roba da non crederci...
Ma guardate qua:
=> Maurice Coughlan ... dà i numeri (del referendum)
http://news.bbc.co.u...ope/7453746.stm

Sotto al "video" si legge quanto segue (a parte la nota che ho ripreso da altra pagina):
Voters in Ireland have rejected the EU's Lisbon treaty in a referendum, the country's returning officer has said.
Maurice Coughlan's
(*) announcement was greeted with a jubilant response in Dublin.»

(*) "Maurice Coughlan, a principal officer in the Department of the Environment, has been appointed returning officer for the referendum".


La pagina segnalata è un link nella pagina principale della BBC:
=> Ireland rejects EU reforn Treaty
http://news.bbc.co.u...ope/7453560.stm
------------------------------------------------

Ciao a tutti.

Modificato da Erasmus - 04 luglio 2008 - 08:08

Immagine postata
«NO a nuovi trattati intergovernativi!»
«SI' alla "Costituzione Europea" federale, democratica e trasparente!»
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#2 L   Midìl 

  • Gruppo: Membri Sf
  • Post: 419
  • Iscritto: 23 marzo 2004

Postato 14 giugno 2008 - 06:46

Situazione interessante. Molto "fluida". Per ora non si può ancora parlare di sconfitta. La situazione è molto diversa rispetto a quella del 2005. Un conto è la Francia (perno geografico dell'Unione), ed un altro è l'Irlanda, paese, francamente, assolutamente marginale. Tutto dipenderà dai prossimi giorni. Non credo che chi ha già approvato/ratificato il trattato accetterà di buon grado di subire il diktat irlandese. Bisognerà valutare i rapporti di forza. E' possibile che si cerchi, in qualche modo, di estromettere Dublino dall'Europa. Sarebbe un precedente molto importante. Ricordo che all'epoca della costituzione, si vociferava che Francia e Germania avessero pronto un "piano di riserva", nel caso qualche piccolo paese si fosse messo di traverso (e la Spagna, se non ricordo male, si dichiarò pronta ad unirsi all'asse franco-tedesco). Mi sembra probabile che, in vista del referendum irlandese, questi piani siano stati rispolverati. Penso che molto dipenderà dalla posizione di Gran Bretagna ed Italia: se non accetteranno di "sottomettersi" alla decisione dell'Irlanda, mi sa che quest'ultima farà una "brutta fine" (nel senso di emarginata). Altrimenti, l'Unione si dividerà in due schieramenti contrapposti, con effetti sconosciuti (dalla nascita del nucleo federalista, alla paralisi totale). L'atteggiamento di questi due paesi è, allo stato attuale, assolutamente imprevedibile. Staremo a vedere.

Saluti.

Midìl

Modificato da Midìl - 14 giugno 2008 - 10:19

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#3 L   Roberto il Guiscardo 

  • Gruppo: Coordinatori
  • Post: 24.527
  • Iscritto: 23 dicembre 2001

Postato 14 giugno 2008 - 08:20

Per cercare di capire le reali intenzioni di coloro che hanno sponsorizzato il NO al referendum, penso sia interessante questo stralcio di un articolo pubblicato oggi sul Corriere.it:

«Una vittoria per la democrazia», ha gioito Declan Ganley, l'uomo d'affari fondatore del gruppo Libertas che ha guidato la campagna contro il Trattato. «Il popolo irlandese ha mostrato coraggio e saggezza e ha mandato un messaggio forte al primo ministro Brian Cowen, che ora deve andare a Bruxelles e riferire il messaggio degli irlandesi, che vogliono democrazia e responsabilità per l'Ue». Secondo il quotidiano inglese Independent, Ganley ha stretti rapporti d'affari con il complesso militare-industriale statunitense: i favorevoli al Trattato lo ritengono legato ai neoconservatori Usa, e avrebbe racccolto fondi di dubbia provenienza dall'estero per la sua campagna.
Noi, ad Atene, facciamo così..
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#4 L   ombelix 

  • Federalista
  • Gruppo: Membri Sf
  • Post: 632
  • Iscritto: 12 settembre 2002

Postato 14 giugno 2008 - 09:19

Da www.repubblica.it

Referendum a Dublino: ha votato il 50% della popolazione, contro in 862mila, il 53%

Il presidente della Commissione Ue: "Già approvato da 18 paesi, procediamo"
Trattato di Lisbona, "No" irlandese

Barroso: "Si vada avanti lo stesso"

- Merkel e Sarkozy: "Procedere".
- Juncker: "Non potrà entrare in vigore nel 2009"
- Miliband: "Londra andrà avanti con la ratifica".
- Moratinos: "Soluzione sarà trovata"

Trattato di Lisbona, "No" irlandese Barroso: "Si vada avanti lo stesso"

Il presidente irlandese Mary McAleese alle urne insieme al marito
DUBLINO - Europa davanti all'incubo di una nuova crisi istituzionale, dopo che la maggioranza degli irlandesi ha bocciato con un referendum il Trattato Ue. Tre anni dopo i "No" di Francia e Olanda, che avevano affossato il progetto di Carta costituzionale e portato poi alla firma, il 13 dicembre scorso, del semplificato Trattato di Lisbona, rischia ora di tramontare la riforma di cui l'Unione aveva bisogno.

L'annuncio ufficiale. L'Irlanda ha scelto di non ratificare il Trattato di Lisbona per la riforma Ue. L'annuncio ufficiale del referendum di ieri, è arrivato dal ministro della Giustizia. "Hanno vinto i no - ha dichiarato il ministro in diretta televisiva - alla fine, per una miriade di ragioni, il popolo si è espresso così. Un risultato che lascia delusi ma di cui bisogna prendere atto".

"Non c'è una soluzione rapida" dopo il "No", ha detto il premier irlandese Brian Cowen, ammonendo che ora c'è il rischio di un "potenziale disastro" per l'Ue.

Risultati definitivi. Il "No" ha vinto con il 53,4% dei voti, contro il 46,6 del "Sì". Gli elettori che hanno votato contro il trattato europeo sono stati 862.415, mentre a favore si sono espressi 752.451 irlandesi. L'affluenza è stata di poco superiore al 50% degli aventi diritto. Gli esponenti del governo, sentiti dalla televisione pubblica Rte, avevano già ammesso di aspettarsi questo risultato. E già dalle prime ore della mattina i sondaggi vedevano in testa i voti contrari al documento.

Mercati finanziari. Il risultato del referendum ha avuto immediate conseguenze sui mercati finanziari, con l'euro che ha toccato nei confronti del dollaro Usa il minimo mensile a 1,5307 dopo le notizie diffuse. In particolare, il primo ministro lussemburghese, Jean-Claude Juncker, ha dichiarato che il Trattato di Lisbona non potrà entrare in vigore come previsto il primo gennaio del 2009.

Barroso: "Il trattato non è morto". Sulla bocciatura irlandese, si è pronunciato il presidente della Commissione Europea. José Manuel Barroso ha puntualizzato la posizione della Commissione Europea "Diciotto paesi - ha detto Barroso - hanno già approvato il Trattato, l'Irlanda ha votato "No", ma noi dobbiamo continuare il processo delle ratifiche per sapere esattamente alla fine quali sono le posizioni di tutti i partner".

Il presidente della Commissione Europea ha ribadito più volte che ora è "troppo presto" per parlare di quali soluzioni potranno essere trovate per andare avanti dopo il "No" irlandese. "Dovremo ascoltare prima il premier irlandese - ha osservato Barroso - e poi i leader europei che si incontreranno giovedì e venerdì prossimi a Bruxelles".

Barroso ha anche sottolineato che il "No" dell'Irlanda non risolve certamente quei problemi a cui i 27 volevano dare una risposta efficiente ed efficace proprio attraverso il Trattato sottoscritto a Lisbona lo scorso dicembre. Ha tuttavia aggiunto che il risultato irlandese ha lo stesso peso della bocciatura francese della bozza costituzionale nel 2005.

Repubblica Ceca. Il premier ceco Mirek Topolanek (la Repubblica Ceca assumerà la presidenza di turno all'inizio del 2009), definisce la bocciatura irlandese una "complicazione politica", ma ribadisce che l'Unione Europea dispone di una forza contrattuale stabile, che le permette di "funzionare" comunque. "L'Unione ha già affrontato e superato complicazioni di questo livello", ha aggiunto Topolanek che tuttavia ricorda che "le regole del gioco ci dicono che - se un solo Paese ricusa il processo di ratifica, questo è da considerarsi automaticamente finito".

Francia e Germania. Parigi e Berlino, pur dispiaciute per il "No", si augurano in un documento comune che il processo per la ratifica vada avanti. E' importante che gli altri stati membri dell'Ue che non l'abbiano ancora fatto proseguano con il processo di Lisbona, sottolineano il cancelliere tedesco Angela Merkel e dal presidente francese Nicolas Sarkozy.

"Prendiamo atto della decisione democratica dei cittadini irlandesi con tutto il rispetto loro dovuto, anche se non ce ne rammarichiamo". In ogni caso, proseguono i due statisti, "il trattato di Lisbona è stato firmato dai capi di Stato e di governo dei 27 stati membri e la procedura di ratifica è già completata in 18 paesi. Speriamo dunque che gli altri stati membri proseguano il processo di ratifica".

Sarkozy e Merkel si dicono "convinti che le riforme contenute nel trattato di Lisbona siano necessarie per rendere l'Europa più democratica e più efficace e che le permetteranno di rispondere meglio alle sfide che devono affrontare i suoi cittadini".

Londra. "La Gran Bretagna andrà avanti con la
ratifica del Trattato a dispetto della bocciatura irlandese". Lo ha assicurato il ministro degli Esteri britannico, David Miliband. Nel Regno Unito i conservatori, all'opposizione, premono da mesi con l'appoggio di gran parte della stampa perché la ratifica avvenga per referendum popolare come in Irlanda. Ma il governo laburista capeggiato da Gordon Brown ha scelto la strada del Parlamento, consapevole che un eventuale referendum sarebbe vinto in modo netto dal "No", mentre ai Comuni dispone di una comoda maggioranza disposta ad approvare il trattato.

Spagna. Il "No" irlandese è una "notizia non buona", per il ministro degli esteri spagnolo, Miguel Angel Moratinos, secondo il quale tuttavia "l'Europa non si fermerà" e una "soluzione sarà comunque trovata". Moratinos ha comunque espresso il suo "rispetto per la volontà del popolo irlandese".

Portogallo. Luis Amado, ministro degli esteri, parla di "impasse istituzionale" di fronte alla quale "i Paesi dell'Ue dovranno cercare insieme una soluzione dalla crisi in cui l'Europa è piombata".

Belgio. Il "No" dell'Irlanda al Trattato di Lisbona "non può frenare lo slancio dell'Ue", afferma il primo ministro, Yves Leterme. E "il voto irlandese - ha detto il ministro degli esteri Karel De Gutch - non è un rifiuto della costruzione europea, ma dimostra ancora una volta la necessità di una riforma delle istituzioni europee per renderle più trasparenti e comprensibili, proprio come prevede il trattato di Lisbona".

Danimarca. Copenaghen "deplora" il risultato del referendum irlandese, sottolineando come quello di Lisbona "è un buon trattato frutto di parecchi anni di confronto tra i Paesi europei", afferma il ministro degli esteri Per Stig Moeller.

Polonia. "Il referendum non squalifica il Trattato, e cercheremo il modo più efficace affinchè entri in vigore e non venga dissipata la sua essenza", ha dichiarato il premier polacco, Donald Tusk.

Estonia e Lituania. Se Tallin sottolinea come l'Irlanda "è uno dei PAesi che più ha beneficiato dei vantaggi dell'Ue", Vilnius invita Dublino a fare ora una proposta per uscire dalla situazione di impasse.
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#5 L   Roberto il Guiscardo 

  • Gruppo: Coordinatori
  • Post: 24.527
  • Iscritto: 23 dicembre 2001

Postato 14 giugno 2008 - 09:38

In verde i Paesi che hanno già ratificato, in blu quelli che stanno ratificando. L'Italia non ha nemmeno incominciato il processo di ratifica:


Immagine postata


L'Irlanda, naturalmente, è rossa e sta in castigo!

Modificato da Roberto il Guiscardo - 14 giugno 2008 - 09:40

Noi, ad Atene, facciamo così..
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#6 L   Roberto il Guiscardo 

  • Gruppo: Coordinatori
  • Post: 24.527
  • Iscritto: 23 dicembre 2001

Postato 14 giugno 2008 - 09:44

Il trattato di Lisbona aveva alcune cose opinabili:

E' previsto il diritto di recesso di un singolo Stato membro;

Non si istituisce, come molti volevano, il Ministro degli Esteri Europeo;

Sono eliminati ufficialmente i simboli europei (credo compreso l'inno e la bandiera...);

Si rinforza il ruolo dei parlamenti nazionali;

La Carta dei diritti fondamentali non è integrata nel trattato;

Viene ribadito che ogni Stato membro ha diritto a farsi la sua politica estera;

La concorrenza non è più ritenuta un obiettivo fondamentale dell'Unione, ma viene citata in un protocollo aggiuntivo;

Si istituisce la "iniziativa dei cittadini": un gruppo di almeno un milione di cittadini di un certo numero di Stati membri, che potrà invitare la Commissione a presentare nuove proposte.


fonte: Wikipedia


Certo che come trattato, non mi sembra proprio il massimo! Tra l'altro, Il Regno Unito e l'Irlanda hanno ottenuto di inserire nel trattato un meccanismo ("opt-out") per essere esentati da decisioni a maggioranza nel settore "Giustizia e affari interni". In realtà non si capisce a cos'è che i cittadini irlandesi hanno detto NO...

Modificato da Roberto il Guiscardo - 14 giugno 2008 - 09:53

Noi, ad Atene, facciamo così..
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#7 L   Midìl 

  • Gruppo: Membri Sf
  • Post: 419
  • Iscritto: 23 marzo 2004

Postato 14 giugno 2008 - 10:18

Ho trovato questo intervento del ministro degli esteri tedesco. Direi che a Berlino stanno pensando effettivamente di procedere senza l'Irlanda, anche se non sanno esattamente come.

http://uk.reuters.co...HA2709620080614

Saluti.

Midìl

Modificato da Midìl - 14 giugno 2008 - 12:09

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#8 L   ombelix 

  • Federalista
  • Gruppo: Membri Sf
  • Post: 632
  • Iscritto: 12 settembre 2002

Postato 14 giugno 2008 - 11:35

Qualche anno fa mi ricordo che si vociferava che la Francia e la Germania avessero un piano di riserva nel caso le cose non fossero andate bene ,ma allo stato attuale non so quanto sia fattibile .Anzi non so neanche se sia mai esistito ,certo e ironico che l'Irlanda (che a ricevuto un sacco di soldi dall'UE) abbia detto no .
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#9 L   Erasmus 

  • Forum *Unione Europea*
  • Gruppo: Erasmus
  • Post: 3.986
  • Iscritto: 18 dicembre 2001

Postato 14 giugno 2008 - 11:48

La news -letter da EUobserver.com di stamattina (contenente tre articoli) è tutta dedicata al referendum Irlandese:

========================================================
EUobserver.com - sabato 14 Giugno 2008

***** I TITOLI ******************************************************************

1. Il Primo Ministro Irlandese non accenna ad un secondo referendum
2. Da Bruxelles si chiede che le ratifiche del trattato di Lisbona continuino.
3. Il Ministro irlandese della Giustizia riconosce la sconfitta.

***** LE NOTIZIE *************************************************************

1. Irish PM fails to rule out second Lisbon referendum - 13.06.2008 - 22:47
----------------------------------------------------------------------------
In un primo annuncio pubblico, qualche minuto dopo la conferma del NO quale esito del referendum sul trattato di Lisbona, il Primo Ministro irlandese Brian Cowen ha detto che il verdetto deve essere ripettato: ma non è chiaro se egli esclude davvero un secondo referendum.

=> http://euobserver.com/9/26327/?rk=1


2. Brussels calls for Lisbon treaty ratification to continue - 13.06.2008 - 19:24
----------------------------------------------------------------------------

La Commissione Europea ha chiesto che la ratifica del trattato di Lisbona continui nonostante l’esito negativo del referendum in Irlanda. Anche [i governi di] Francia e Germania, in un comunicato congiunto, dicono che il processo delle ratifiche deve continuare.

=> http://euobserver.com/9/26324/?rk=1


3. Irish justice minister concedes Lisbon defeat - 13.06.2008 - 12:04
----------------------------------------------------------------------------
[Già alle 13 del giorno di scrutinio delle schede], il Ministro irlandese della Giustizia Dermot Ahern ha riconosciuto che il fronte del “SI” è stato sconfitto dicendo: «A livello nazionale, sulla base di un misto di conteggi ufficiali e non ufficiali, vince il NO col 53,7% contro il 46.3% del SI’».

=> http://euobserver.com/9/26323/?rk=1

*****************************************************


Ciao a tutti
------------------------
P.S.
Saluto ombelix con un caloroso "Bentornato!"
Ho letto la signature di Roberto il Guiscardo...
A proposito di Calderoli: ieri sera era euforico, pareva drogato, (sprizzava entusiasmo da ogni centimetro cubo della ciccia del suo collo ... suino), mentre dava la vittoria del NO per una meravigliosa notizia.

Fino a ieri sera, del referendum irlandese praticamente alla RAI non è stato detto niente, nemmeno nei TG della sera del referendum (invano aspettare di sapere l'affluenza alle uene)!
Ecco che di colpo, ieri sera, il TG mette in primo piano il NO irlandese: e via ad una interminabile passerella di quaquaraqua nostrani che commentano il risultato. Insomma: le notizie non erano propriamente sul referendum ma su cosa ha detto questo o quel Pinco-Pallino a proposito della vittoria del NO. Tra i bell'imbusti ecco troneggiare Calderoli .... che iddio ... l'abbia in gloria! Sento dal TG che è ministro ... ma non ho capito di che ministero ...
[Ho cercato ora su Internet; trovato: «Ministro per la semplificazione normativa» :( ]

A due mesi dalle nostre elezioni, non ho ancora preso visione della composizione del governo italiano. Ieri sera ho visto in TV Schifani e la Russa, e ho capito che il primo è presidente del Senato ed il secondo è Ministro della Difesa. Entrambi ... mi fa senso ascoltarli ... La Russa poi, mi pare la faccia del protagonista di una farsa su Belzebù ... Ma non passava niente di meglio il convento per questi incarichi così emblematici per qualificare un governo ? :(

----------------------

Commento qualcosa di quello che ha scritto Roberto il Guiscardo sui contenuti dell'attuale Trattato in questione.

« E' previsto il diritto di recesso di un singolo Stato membro; »
Sì: è la prima volta che un'idea simile è esplicitamente menzionata: ma, essendo gli altri trattati "internazionali", implicitamente è possibile (in linea di principio) ritirarsi!
Solo che, a partire dal trattato di Maastricht, i nuovi trattati non possono essere ... a geometria variabile (come, per esempio quello di Schengen cui non aderiscono tutti i paesi dell'UE – senza bisogno di opting-out – e invece aderiscono anche paesi non membri dell'UE). L'assurdo è proprio qui: per entrare nel Trattato occorre la ratifica nazionale; ma bisogna che ci siano tutte quante le ratifiche nazionali paese per paese (e sono ben 27, e un domani saranno anche di più).
Occorrerebbe che si facesse strada il principio non della "secessione", ma quello della "esclusione" in caso di non ratifica di qualcosa che è in funzione dell'intero insieme di stati come un tutto. Libertà e democrazia, d'accordo: ma non impedimento alle libertà altrui!

« Non si istituisce, come molti volevano, il Ministro degli Esteri Europeo; »
E' vero: ma la differenza sostanziale non c'è, anche se il nome ... fa effetto!
Su richiesta di Gordon Brown, si è tornati alla dizione di "Alto Rappresentante" che già aveva (ed ha tuttora) Xavier Solana.
Fosse rimasto il nome "Ministro degli Esteri", in realtà le mansioni sarebbero state le stesse.
Un po' più in su di quelle dell'attuale "Alto Rappresentante", ma lontanissime dall'essere quelle di un vero "Ministro" (e la cosa è lapalissiana, dato che l'UE non è stato ed un vero governo non ce l'ha). Gordon Brown ha meticolosamente fatto cancellare ogni parola che desse anche la più pallida idea che l'UE, con questo trattato, possa far pensare ad una certa "statualità" delle istituzioni comunitarie. Non gli bastava che effettivamente di "statualità" non ce ne fosse: voleva anche che fossero cancellate tutte le parole che richiamano invece il concetto di "Stato" (come ad esempio il riferimento alla bandiera). Che in nessun modo si possa pensare ad un "Ministro degli Esteri" si capisce da quanto sta scritto più sotto: ossia che ogni stato continua la sua a politica estera! ["Politica" ... si fa per dire!]

« Sono eliminati ufficialmente i simboli europei (credo compreso l'inno e la bandiera...); »
Più che eliminati ufficialmente, sono stati cancellati dal testo, come mnon esistessero e mai fossero esistiti. Voglio dire: non c'è scritto che sono ... banditi: non c'è scritto niente di niente! Erano espressamente menzionati nel testo della "Costituzione Europea" tre "simboli": 1 L'inno europeo (dalla 9ª di Beethoven, IV mov., arrangiamento di Von Karajan che dura un minuto esatto) , 2 la bandiera europea (blu con 12 stellegiallo-arancio in cerchio), 3 il motto «Uniti nella diversità».
Ma i simboli continuano ad essere in uso in pratica: e credo che ormai niente possa più cancellarli (se non ... a lunghissimo tempo!).
Per esempio, nella celebrazione del 14 luglio dell'anno scorso (festa nazionale francese). cui erano invitate tutte le rappresentanze di tutte le forze armate di tutti i 27 paesi_membri, i primi due simboli (inno e bandiera) hanno persino siperato i corrispettivi simboli francesi (tricolore rosso-bianco-blu e Marseillese)

« Si rinforza il ruolo dei parlamenti nazionali; »
E' vero: ma secondo me sarà, in pratica, o lettera morta o fonte di ulteriore casino. Non c'è scritto di preciso cosa devomo fare per l'UE i parlamenti, ma vi si dice che sono collegati con gli Organi dell'UE e che possono esprimere pareri ... coordinandosi (beh: non dico che queste sono le vere parole, ma il concetto è così: un contentino a chi insiste sul pericolo del centralismo dell'UE, una specie di ufficializzazione di potere consultivo per i Parlamenti Nazionali e una spinta (come si dice: un colpo alla botte e uno al cerchio!) a coordinarsi per trovare pareri condivisi ...)

« La Carta dei diritti fondamentali non è integrata nel trattato;»
E' vero. Ma solo nel senso che mentre della precedente "Costituzione" faceva parte integrante, era una parte del suo testo, ora il testo della "carta" nel testo del Trattato di Lisbona non c'è. Non deve però intendersi che il Trattato non si occupi della "Carta dei diritti fondamentali". Essa è menzionata ed il Trattato stabilisce che essa andrà in vigore assieme al trattato stesso e sarà prevalente sul diritto del singolo Stato in caso di difformità di questo dalla Carta stessa. Tant'è che la Gran Bretagna (seguita di colpo dalla Polonia) ha chiesto subito (e ottenuto)l'opt-out.

« Viene ribadito che ogni Stato membro ha diritto a farsi la sua politica estera;»
Vero. E questa è una cosa molto brutta! E' il piedistallo su cui monterà chiunque vorrà denunciare l'ingerenza dell'UE negli affari "nazionali" swe appena ravviserà che l'Alto Rappresentante tenta di parlare a nome di tutti!
Insomma: un'ulteriore pedaggio pagato allo stupido nazionalismo (con grande felicità dei neofascisti, di cui ormai la Lega è emblematica espressione ... altro che devolition!)

« La concorrenza non è più ritenuta un obiettivo fondamentale dell'Unione, ma viene citata in un protocollo aggiuntivo;»
Non sono espressamente informato su questo. Non dico niente ....
Probabilmente (vado ... a naso) si resta nella situazione qua ante: materia di competenza sia comunitarie che nazionali. quindi condivise.

« Si istituisce la "iniziativa dei cittadini": un gruppo di almeno un milione di cittadini di un certo numero di Stati membri, che potrà invitare la Commissione a presentare nuove proposte.»
Questa facoltà di iniziativa c'era già: tant'è che i federalisti, all'indomani del NO francese ed olandese, volevano puntare sul milione di firme e l'appoggio di qualche governo per promuovere un referendum pan-europeo simultaneo con le elezioni europee del 2009. [Ma la storia del Mini-Trattato ha frustrato quell'iniziativa ...di cui, in questo forum, c'è tuttora un thread "in rilievo"]. Ma è molto importante che sia scritto esplicitamente dentro il testo del trattato: in rispetto sostanziale del principio di sussidiarietà, si potrà chiedere più Europa dove ce n'è bisogno e meno Europa dove l'UE mettesse il naso in cose che sono effettivamente locali e debbono restare rispettose delle peculiari diversità dei singoli popoli.

Ciao, ciao
Immagine postata
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#10 L   ombelix 

  • Federalista
  • Gruppo: Membri Sf
  • Post: 632
  • Iscritto: 12 settembre 2002

Postato 14 giugno 2008 - 13:35

Citazione

Saluto ombelix con un caloroso "Bentornato!".

Grazie per il ben tornato .
Ovviamente non cè il tempo materiale per ridiscutere il Trattato, e anche se ci fosse chi ci assicura che non succederebbe lo stesso? E inoltre una altra riduzione del Trattato lo renderebbe inutile. Mi chiedo se i Politici dopo questa bocciatura si renderenno conto che forse il metodo dei Trattati non fuziona piu.
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#11 L   afam 

  • Gruppo: Membri Sf
  • Post: 12.374
  • Iscritto: 19 dicembre 2001

Postato 14 giugno 2008 - 13:35

L'Unione Europea è la unica nostra possibile salvezza in un mondo che sta cambiando rapidamente. Prima lo capiremo e meglio sarà.
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#12 L   ombelix 

  • Federalista
  • Gruppo: Membri Sf
  • Post: 632
  • Iscritto: 12 settembre 2002

Postato 14 giugno 2008 - 14:48

Flash di AdnKronos
Esteri
UE: LENIHAN, NUOVO VOTO IN IRLANDA COMPORTEREBBE RISCHI AGGIUNTIVI
Dublino, 14 giu. - (Adnkronos/Dpa) - E' improbabile che agli elettori irlandesi venga chiesto di pronunciarsi una seconda volta sul Trattato di Lisbona dopo il 'no' al referendum. A dichiararlo e' stato il sottosegretario irlandese responsabile per l'Integrazione, Conor Lenihan, intervenuto questa mattina sull'emittente RTE. Lenihan - che ha parlato di un'Irlanda "estremamente isolata" in Europa, perche' unica a pronunciarsi contro il Trattato - ha detto di non poter escludere la possibilita' di indire una nuova votazione, ma poi ha voluto mettere in guardia contro il rischio di danni ancora maggiori per il Trattato in caso di un'ipotetica seconda votazione. (Ses/Pn/Adnkronos)

14-GIU-08 14:19
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