Se qualcuno si aspettava dal terrorista pluriassassino Cesare Battisti un periodo di dignitoso silenzio dopo che le autorità brasiliane lo hanno messo in libertà, respingendo la richiesta di estradizione avanzata dall’Italia, questo qualcuno è stato appena deluso. Il grilletto facile dei Proletari armati per il comunismo adesso balla il samba sulla spiaggia di Rio, se la diverte alla grande. E ci tiene a farlo sapere, dando così il secondo schiaffo al nostro Paese dopo quello che ci hanno rifilato due mesi fa le istituzioni carioca. La rivista brasiliana Piauì ha appena pubblicato un’intervista a Battisti, la prima dopo che costui, condannato in Italia a due ergastoli per l’assassinio di quattro persone, è stato scarcerato. Non è tipo capace di tenere un basso profilo, Battisti. Così sbandiera felice la sua vita da uomo libero e gaudente: «Adoro Rio, le spiagge, le belle ragazze, la gente cordiale. Mi ricorda Napoli e Marsiglia, posti dove mi è piaciuto stare». Trascorre le giornate tra lunghe camminate su una spiaggia a sud di Rio e la scrittura del nuovo libro, nel quale racconterà proprio la sua vita nel carcere di Papuda, dove è stato rinchiuso sino a metà giugno. La sua scarcerazione, decisa ignorando quanto previsto dal trattato bilaterale di estradizione siglato nel 1989 dai due paesi, ha innescato uno scontro diplomatico tra Italia e Brasile, che ha indotto l’ex presidente Inacio Lula da Silva, il quale svolse il ruolo più importante nella sua liberazione, a cancellare la visita che avrebbe dovuto fare a Roma il 24 giugno scorso. Molti brasiliani sono rimasti disgustati dalla scelta presa dalle loro autorità. Al giornale che lo intervista Battisti racconta invece di sentire dietro di sé l’appoggio di tutto il Paese: «Mi piacerebbe stringere la mano di ogni brasiliano che mi ha aiutato. Incomincerei da Tarso Genro, che da ministro ha studiato il mio caso. Ha ritenuto che avevo ragione e con grande coraggio ha difeso le sue convinzioni contro pressioni potenti». In realtà le «pressioni potenti» ci furono, ma nella direzione opposta a quella che dice Battisti. Per chiedere di liberarlo, e contro la richiesta di estradizione avanzata dall’Italia, si schierarono la sinistra brasiliana, che era (ed è tuttora) al governo, e tutti gli intellettuali più in vista della sinistra internazionale, a partire da Gabriel García Márquez e dalla compagna di Battisti, la scrittrice Fred Vargas, assieme ad alcuni che proprio di sinistra non sono, come Bernard-Henri Lévy. Dalla sua parte c’erano anche le due sorelle Bruni e il marito di una di loro, il presidente francese Nicolas Sarkozy. Il quale non ha firmato appelli, ma ha speso in modo discreto la propria influenza nei confronti di Lula, affinché non consegnasse Battisti all’Italia. Lula e il suo ministro della Giustizia Tarso Genro, trotzkista e vicino al movimento no-global, hanno così potuto sfruttare la complicità di intellettuali impegnati e cancellerie influenti. Mentre l’Unione europea si è guardata bene dal prendere posizione in favore di Roma.Il nostro governo ora sta preparando il ricorso al tribunale internazionale dell’Aja contro la decisione adottata dal Brasile. Ma le chances che Battisti possa entrare in una prigione italiana sono prossime allo zero. Intanto in Brasile fa ciò che vuole e va dove gli pare, nonostante il visto che ha ottenuto a tempo di record dalle autorità brasiliane lo obblighi, almeno in teoria, a non allontanarsi da San Paolo. Se tra qualche mese l’assassino dei Proletari armati per il comunismo vorrà danzare sui carri del Carnevale di Rio, avrà buoni motivi per farlo. Toda joia, toda beleza.
http://www.libero-ne...e-le-donne.html
ROMA - "Non ho paura di niente" e "non mi pento di niente". E' con queste parole che Cesare Battisti apre un'intervista a uno dei più diffusi settimanali brasiliani,Istoè. Ma non è tutto. L'ex terrorista rosso arriva a dire che i responsabili degli omicidi di cui è stato accusato sono stati "arrestati e torturati" in Italia."Non posso pentirmi di ciò che non ho commesso - dice dalla prima pagina della rivista l'ex militante dei Proletari armati per il comunismo (Pac) - Mi accusano di omicidi i cui responsabili sono stati arrestati e torturati". E quando gli omicidi sono stati commessi, assicura, "io non facevo più parte dell'organizzazione". Ora che, come recita il titolo dell'intervista, è un "cittadino del Brasile", Battisti racconta come vive la sua libertà, per la quale ringrazia le autorità brasiliane. "Avevo già esperienza di prigione e libertà - afferma l'ex terrorista rilasciato in giugno dal carcere di Brasilia - Sapevo che dopo l'inferno della prigione c'è un altro inferno fuori dalla cella". E spiega di vivere di "collette" del suo gruppo di appoggio in diversi Paesi, e di aver intenzione di portare in Brasile la "Lettura Furiosa", ong francese di Luiz Rosa, che secondo Istoè riceve l'appoggio dell'Unione Europea.Ma l'importante è essere uscito dal carcere: "Sono libero - dice - Ho molto rispetto per le autorità brasiliane. Spero di poter ringraziare personalmente le molte persone che mi hanno aiutato, principalmente Tarso Genro", l'ex ministro della Giustizia, che lo accolse nel 2009 come rifugiato in Brasile. "Se fosse possibile - aggiunge Battisti - se non incomodo nessuno, mi piacerebbe molto anche ringraziare il presidente Lula".Ma cosa ne pensa del boicottaggio ai mondiali di calcio del 2014 in Brasile, ventilato da più parti in Italia, in segno di protesta contro la sua liberazione? "Alla maggioranza degli italiani non importa nulla - è convinto -
Dietro questa campagna vi sono gruppi di estrema destra manipolati. Ma ci sono anche quelli che mi difendono".
http://www.repubblic...gosto-20950850/
Avanti, quelli che lo difendono, avanti ...
ps: a questo punto la speranza, più che nella Corte dell'Aja, è riposta in quelle disavventure che possono accadere durante i bagni in mare ...

