Seguo da tempo le vicende legate a quella che semplicisticamente si chiama Fusione Fredda. Sotto questo nome in realtà si raggruppano una serie di ricerche relative a diverse possibili reazioni nucleari innescabili all'interno di una matrice metallica a bassa temperatura e bassa pressione.
Ma se non sono temperatura e pressione a rendere due nuclei abbastanza vicini da innescare la fusione nucleare (in gergo: "confinamento"), cosa è? Si tratta di una sorta di effetto 'piezoelettrico' su scala nucleare, ovvero sono gli atomi di un elemento leggero, l'idrogeno, che vengono imprigionati nel reticolo metallico della matrice e cominciano a vibrare su scala quantistica per effetto elettromagnetico. Queste vibrazioni quantistiche sono capaci di far collidere, e quindi di portare al confinamento nucleare, due nuclei atomici che quindi innescano una reazione di fusione nucleare.
Nota: in questo post chiamo semplicisticamente Idrogeno quello che può essere anche Deuterio, l'isotopo dell'idrogeno più adatto alle reazioni nucleari.
L'idrogeno 'imprigionato' nel reticolo della matrice metallica può quindi reagire con se stesso per generare isotopi d'idrogeno più neutroni (il generatore di neutroni realizzato da Enrico Fermi più di 80 anni fa si basava su quello che oggi chiamiamo fusione fredda, o fusione nucleare a stato solido) oppure isotopi di elio, a seconda delle condizioni verificatasi.
Questo tipo di reazioni nucleari genera bassi livelli di radiazioni (radiazioni gamma e beta a bassi livelli) durante il funzionamento, ma soprattutto
non genera prodotti di reazione radioattivi.
Oltre alla reazione dell'idrogeno con se stesso, possono esserci anche reazioni di trasmutazione nucleare, ovvero i nuclei della matrice metallica (nel caso di questo topic si tratta di Nichel) "assorbono" nuclearmente il nucleo di idrogeno generando rame come prodotto della fusione nucleare. Com'è facilmente intuibile, il Rame non è Plutonio, non è nemmeno paragonabile per pericolosità o tossicità ai prodotti della fissione nucleare delle attuali centrali.
Questo tipo di reazioni si chiamano "Low Energy Nuclear Reactions" - LENR, ovvero reazioni nucleari di bassa energia. Sono dette di bassa energia perché l'energia prodottta dalla trasmutazione del Nichel in Rame è nettamente più bassa della reazione di fusione dell'Idrogeno con se stesso, ma si tratta comunque di energia nucleare paragonabile a quella prodotta dalla fissione dell'Uranio.
Per la possibile industrializzazione e sfruttamento di questa tecnologia, vi sono comunque problemi tecnologici importanti da affrontare e risolvere. Primo fra tutti: evitare che le reazioni nucleari distruggano la matrice catalitica del reticolo metallico (in questo caso Nichel). L'idrogeno che s'insinua all'interno del reticolo atomico ha un effetto d'infragilimento sui metalli, ben noto agl'ingegneri, quindi se l'effetto voluto è quello di impregnare il più possibile di nuclei d'idrogeno una matrice di nichel o palladio, occorrerà lavorare affinché le conseguenti reazioni nucleari non distruggano il supporto metallico, rendendo difficoltosa la ripetibilità del fenomeno e incrementando eccessivamente i costi di rispristino della matrice.
Quello su cui hanno lavorato Arata in giappone e Rossi e Focardi qua in Italia è proprio una tecnologia per ottenere una matrice metallica resistente a questi fenomeni. Un problema tutto ingegneristico-tecnologico che va oltre il semplice esperimento scientifico di base. Focardi e Rossi non rivelano quale tipo di tecnologia hanno adottato (per l'imposto segreto industriale), ma Arata in Giappone ha rivelato di aver utilizzato le nanotecnologie, dando molti dettagli nei suoi articoli.
Per avere tutti i dettagli, bisogna leggersi un po' di topic sul forum energeticambiente, che è frequentato anche da ricercatori del settore. Se invece volete una prima infarinatura, leggete
qua.
Modificato da Alex Svoboda - 16 gennaio 2011 - 14:09