Spazioforum: Valori etici in un mondo senza Dio - Spazioforum

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Valori etici in un mondo senza Dio Vota la conversazione: -----

#97 L   claudio285 

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  • Iscritto: 15 ottobre 2009

Postato 25 settembre 2011 - 10:54

Visualizza postil Monitore, su 28 agosto 2011 - 16:51, detto:

E chi stabilisce cosa è onestà e cosa è rispetto? Tu? Io'? Spazioforum? E quello che vale per Spazioforum vale per Pippoforum? Le religioni hanno certamente autorità morali più facilmente identificabili. Gli atei militanti appartengono alla religione della negazione di Dio, la loro fede li costringe in una condizione simile al convento di clausura dove la loro preghiera quotidiana è il negare Dio a sè stessi ed agli altri. E infatti gli si inizia a dare uno spazio in tv come alla confessione cattolica, protestante ed ebraica. Gli atei ed i laicisti sono una organizzatissima setta religiosa.

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Certo, il DIo x stablisce che questo è bene e quello è male ecc. Ma perchè dovremmo credere che ciò che il Dio x dice che è bene è bene e ciò che è male che è male? Solo perchè è più "facilmente identificabile".
A me pare un pò poco.
Il vecchio dubbio esposto nel dialogo platonico: è buono perchè piace agli dei, o piace agli dei perchè è buono?
Il primo problema è: a quale Dio dovremmo dar retta? Come faciamo a stabilire che si segua le disposizioni e i divieti del Dio giusto?
Inoltre, se è vera la seconda affrmazione del dialogo platonico, cioè che una cosa che è già di per sè buona, allora piace agli dei, allora che ce ne facciamo degli dei?

Che differenza c'è una una morale che trova un suo fondamento su un terreno oscuro e misterioso, e una moralità priva di alcun fondamento?
E' come il mito del Mondo e delle Tartarughe. Su cosa posa il Mondo? Su un'immensa tartaruga. Si, ma su cosa posa la tartaruga? Su un'altra tartaruga, la quale posa su un'altra tartaruga ecc.

Voler fondare la moralità su dio, o su una religione, o forse sempicemente ritenere che la moralità, per essere tale, debba avere una qualche tipo di fondamento, è un tentativo di speigazione privo di senso. O meglio, non è affatto un tentativo di spiegazione, ma solo un'inutile complicazione.
perchè si è costretti ad accettare un fondo cieco della moralità, il quale deve portare ad una altrattanto cieca obbedienza. Questo non spiega nulla.

Inoltre non è affatto vero che la moralità delle religioni sia facilmente idntificabile. Vi sono mille religioni, le quali a loro volta tendono a disgregarsi in mille sottoreligioni, o eresie o confessioni, le quali si differenziano negli insegnamenti morali a seconda dello sviluppo storico locale e centomila altre contingenze. E tutta questa miriade di religioni impone regole di comportamento diverse.

Ma, nonostante ciò, vi sono delle similitudini in praticamente tutte le religioni, che si riscontrano anche nei comandamenti cristiani.
Alcune "regole base", che non vogliono essere troppo generalizzanti, perchè possono avere molte deroghe.

Ecco i tre Comandamenti di tutte le religioni

1. Non uccidere arbitrariamente, almeno per quanto concerne i componenti della tua tribù d'appartenenza
2. Non rubare arbitrariamente, almeno per quanto concerne i componenti della tua tribù d'appartenenza

3. Non commettere adulterio arbitrariamente, almeno per quanto concerne i componenti della tua tribù d'appartenenza

Arbitrariamente sta per, "ameno che non vi siano degli emendamenti o dei casi speciali in cui ciò possa essere fatto"
Vi sono casi infatti in cui si può uccidere, per esepio per punire un omicidio che non rispetta il comandamento 1., o per altri motivi (per es. sacrifici umani)
Casi in cui l'adulterio è ammissibile (per esempio mi pare che vi siao religioni che lo ammettono quando una coppia non riesce ad avere figli ecc.)

Ma se noi cambiassimo prospettiva e non vedessimo questi tre item come comandamenti ma come "condizioni di possibilità" perchè una qualsiasi società umana, sia essa tribale, o un pò più vasta, possano perpetuare la loro sopravvivenza, allora la situazione cambia

Se non vi fosse proibizione dell'omicidio arbirario, nessuna società potrebbe essere mai esistita. Lo stesso se non vi fosse proibizione del furto, e anche dell"adulterio", poichè questo avrebbe causato troppe faide, e problemi di strutturazione della società.
Queste però sono "condizioni di possibilità" di esistenza. Esse possono essere applicate anche ad un clan mafioso.
Il mafioso dello stesso clan non può uccidere uno dello stesso clan, non può rubare ad uno dello stesso clan, e non può portar via la donna a qualcuno dello stesso clan, altrienti il clan si autodistruggerebbe in pochi mesi. Ed è proprio perchè questi comandamenti sono per lo più rispetati, e puntiti quando non lo sono che i clan mafiosi resistono.

Accanto a ciò vi sono quelli che si ciamano "sentimenti morali". Questi sentimenti sono tipici dell'Homo sapiens e in parte di alcun primati che hanno subito uno sviluppo evolutivo simmetrico e vicino a quello degli ominidi: La vergogna, il senso di gratitudine, la paura motivata da una previsione di punizione, l'invidia, ecc. Questi sentimenti sono facilmente sviluppabili dalle emozioni primarie, associate alla capacità umana di "prevedere" le conseguenze delle azioni, cioè alla sua capacità di immaginare il futuro, e di rivivere il passato (per utilizzare immaginazioni per il futuro).

Se tali sentimenti funzionano in una buona parte dei casi entro un gruppo umano, esso si perpetua, altrimenti si autodistrugge.

Credo perciò che la moralità umana faccia parte dello sviluppo biologico dell'uomo in quanto specie, e che non abbia mai avuto a che fare in nessun modo con la religione. Semmai sono le creazioni fantasmagoriche delle culture religiose che si sono "impadronite" di questi elementi propri della specie e cheli abbiano sviluppati autonomamente a seconda delle contingenze stirico-locali in cui i gruppi umani si sono sviluppati.

La moralità ha dunque un fondamento biologico, e precisamente un fondamento neurobiologico,nei sentimenti morali che sviluppano comportamenti tipici "cristallizzabiili" con moltissima approssimazione nelle tre condizioni di possibilità sopra enunciate.

L'idea che se non vi fosse la religione allora non vi sarebbe morale è totalmente sbagliata, tant'è che vi sono paesi in cui la religione è molto poco seguita, o che sono abitati da persone che addirittura si dichiarano atee che funzionano benissmo, che non si "autodistruggono. Mentre da sempre, tranne che negli USA, le divisioni religiose hanno portato a tendenze autodistruttive ei dgruppo. Per esempio le guerre di religione del dopo riforma, o le varie ondate di lotta all'eresia ecc.

Modificato da claudio285 - 25 settembre 2011 - 10:56

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#98 L   afam 

  • Gruppo: Membri Sf
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  • Iscritto: 19 dicembre 2001

Postato 25 settembre 2011 - 13:57

"Ama e fà ciò che vuoi"! :)
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