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La Chiesa cilena benedisse il comunismo
la teologia della liberazione
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#1 L   albatros 

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Postato 15 settembre 2011 - 06:53

La Chiesa cilena benedisse il comunismo

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di Vincenzo Scarpello



NON CONTRAPPORSI ALLA CHIESA, PER DISTRUGGERLA, MA FONDERLA COL MARXISMO. LA TEOLOGIA DELLA LIBERAZIONE CILENA


Wojtyla e Pinochet in Cile
Il Cile postbellico sarebbe stato il modello di Stato a cui si sarebbero dovuti conformare gli altri paesi cattolici, dal Sudamerica fino alla Spagna ed all’Italia, date le sue caratteristiche culturali e la sua struttura sociale, che avrebbe favorito l’esperimento di un “nuovo tipo di socialismo”, conseguito vincendo le elezioni. E rinunciando all’abitudinario colpo di mano tipico dei marxisti… manu militari, quasi sempre. Ma trasformando “progressivamente” la società, facendola scivolare lentamente da democrazia a regime marxista; con, però, il cattolicesimo a ricoprire il fondamentale ruolo di “collante” tra i due sistemi, dal momento che in altri sistemi politici, come l’Italia, il movimento cattolico aveva costituito il baluardo contro il comunismo dopo la fine della seconda guerra mondiale. Ecco, questo pericolo volevano evitare i marxisti in Cile: vedere pararglisi davanti compatto il vasto mondo cattolico cileno, soccombendo proprio come era successo ai compagni italiani nel ’48.

Per portare il comunismo in Cile occorreva modificare il DNA del cattolicesimo cileno, iniettandone fortissime dosi di comunismo e presentandone il pensiero marxista (secondo uno stilema già noto dall’Ottocento) come l’interprete più genuino della dottrina sociale della Chiesa, in una sorta di OGM ante litteram che avrebbe finalmente favorito la penetrazione dell’ideologia marxista nel corpo sociale cattolico senza reazioni traumatiche, nella prospettiva non solo di farsi amico il potenziale peggior nemico, ma di unirsi osmoticamente con esso, modificandone però le connotazioni filosofiche essenziali.

Il contesto sudamericano era stato, del resto, il terreno ideale per l’incubazione di questo virus ideologico. Contesto nel quale l’interpretazione della Lumen Gentium aveva portato alcuni a forzare il significato della missione della Chiesa nel mondo nel senso di anticipare sulla terra il Regno di Dio, cadendo così nell’errore gnostico di voler creare paradisi terrestri, come avevano tentato in prospettiva laica la Rivoluzione francese, il nazionalsocialismo ed appunto il marxismo, con gli esiti che tutti conosciamo. L’inferno e la perdità dell’umanità!





I PRETI OPERAI. ANDARONO NELLE FABBRICHE PER PORTARE IL VANGELO. SE NE TORNARONO CON IL CAPITALE


L'"inventore" dei preti operai francesi. Il card. Suhard di Parigi
Gli antecedenti, come sempre, furono europei, ed in particolare francesi, nel contesto del secondo dopoguerra, quando il cardinale di Parigi Emmanuel Suhard diede inizio al movimento di missione dei suoi sacerdoti all’interno delle fabbriche per fare proselitismo fra i comunisti. L’intenzione era buona, e cioè quella di recuperare le anime che il materialismo comunista aveva sottratto alla Chiesa e a Dio; tuttavia, gli esiti furono disastrosi, dal momento che molti di questi sacerdoti, giovani seminaristi che avevano combattuto spesso a fianco dei comunisti durante l’occupazione tedesca, rimasero affascinati dalle dottrine comuniste di “liberazione sociale”. E al contempo, dall’esempio di quei preti così labili, anche i comunisti capirono che l’unico modo per conquistare l’Europa sarebbe stato quello di impadronirsi della Chiesa cattolica, che in quegli anni costituì l’unico baluardo contro il comunismo, dopo che la guerra aveva spazzato via le forme di terza via introdotte dai fascismi.

L’esperienza dei preti operai venne accantonata da Pio XII, ma il danno era stato fatto, fino a diffondersi nel Brasile del card. Paulo Evaristo Arns, che diede impulso alle cosiddette Comunità Ecclesiali di base, una sorta di soviet religioso, dove missionari e preti, col pretesto di creare un “popolo in ascolto della Parola di Dio”, non fecero altro che riproporre in altre forme quei comitati di base e di fabbrica che erano le quinte colonne della penetrazione comunista nella società occidentale.





IN CILE I GESUITI ANNUNCIAVANO CHE LA RIVOLUZIONE “È IN MARCIA”, ED ERA ORA D’ACCODARSI. SCAMBIANDO IL MARCIRE COL MARCIARE


Il primate del Cile, Silva Henriquez. Il vero "cappellano" della rivoluzione
Il pauperismo ideologico che si sviluppò in quelle comunità generò mostri della teologia come Leonardo Boff ed Helder Camara, i quali posero il problema della centralità dei poveri nel messaggio evangelico, poveri, s’intende, solo sul piano materiale e solo di determinate categorie. I presupposti per la tristemente celebre conferenza di Medellin c’erano ormai tutti: la Conferencia Episcopal Latinoamericana, riunitasi nella città colombiana nel 1968, preparò nel peggiore dei modi la prima visita di un pontefice nel continente sudamericano, affermando la legittimità della lotta rivoluzionaria contro il sistema capitalista, nel presupposto erratissimo che Gesù Cristo fosse stato un rivoluzionario della sua epoca in lotta contro l’Impero Romano (ancora una volta la leggenda metropolitana d’ambito massonico, del Cristo primo socialista, fatta circolare da metà ’800).

In Cile, i gesuiti, come sempre, avevano preceduto tutti. Padre Hernan Larrain aveva pubblicato sulla rivista Mansaje della Congregazione cilena, nel dicembre 1962, un articolo “Rivoluzione nella visione cristiana”, nel quale si incitava a “rompere decisamente con il cosiddetto ordine tradizionale” e “costruire, partendo da zero, un ordine assolutamente nuovo, perché la rivoluzione è in marcia”.

Il terreno per un tale sproposito era stato reso fertile dalla nomina del salesiano Raul Silva Henriquez a vescovo di Santiago del Cile, spuntandola, in nome di una presunta “apoliticità”, sugli altri tre candidati, sotto gli auspici del nunzio apostolico in Cile dal 1953 al 1959, Sebastiano Baggio, che da sempre ne aveva favorito la carriera ecclesiastica. Il tratto distintivo della pastorale del card. Silva Henriquez fu la commistione dell’umanesimo cattolico con la cosiddetta dottrina dei diritti umani, nella prospettiva immanentistica della realizzazione sulla terra dell’antropometrismo cristiano.

Silva Henriquez non lesinò atti di pericolosa apertura ai comunisti ed al comunismo stesso, sul quale dichiarò, in un’intervista alla Naciòn del 25 novembre 1962 che “è un errore respingere in toto il comunismo, cui si devono molti risultati positivi anche in campo morale”. Lo scarto tra il filantropismo umanista ed il marxismo è evidentemente molto breve, alla luce della errata concezione dell’uomo come metro della vita sociale, e diretto interlocutore dello Stato, con una progressiva contrazione dei corpi intermedi, come la Famiglia e la Chiesa.

A calcare ulteriormente la mano in direzione di una “normalizzazione” in senso marxista del pensiero sociale cattolico cileno, fu la nomina a docente presso il vicariato pastorale operaio di Josè Sanfuentes, attuale presidente della scuola di formazione politica del Partito Progressista cileno e notissimo militante comunista nelle file del MAPU, una piccolissima fazione della Democrazia Cristiana cilena distaccatasi per dar vita ad un esperimento politico dichiaratamente catto-comunista.





IL CAPPELLANO DELLA RIVOLUZIONE IN CILE: IL CARDINALE DI SANTIAGO SILVA HENRIQUEZ


Il card. Silva Hnriquez: coccolare i rivoluzionari
Forte dell’atteggiamento arrendevole della Conferenza Episcopale cilena e dell’arcivescovo di Santiago, l’avanguardia ideologica cattocomunista cilena era allora pronta ad un salto di qualità, mirando al monopolio della cultura cattolica, puntando a quella che era da sempre stata la fucina culturale della classe intellettuale del cattolicesimo cileno, e dell’intera classe dirigente del paese, ossia la Pontificia Università Cattolica di Santiago del Cile. Dal 1958 era retta dall’arcivescovo Alfredo Silva Santiago, grandissimo teologo, padre conciliare ed autentico rinnovatore della cultura cattolica cilena, molto attento al problema dell’educazione dei giovani cileni, per i quali aveva fondato l’opera Pio X. Silva Santiago, proprio per il fatto di sottrarre l’educazione dei giovani all’indottrinamento ideologico socialista, era odiatissimo dalla sinistra cattolica, che non mancò occasione di organizzare una rivolta nel 1967 all’interno dell’Università Cattolica, come in Italia stavano facendo Mario Capanna e compagni alla Cattolica di Milano, nel corso della quale l’Università di Santiago venne occupata. Mons. Silva non cedeva alle pretese dei rivoltosi e si rese necessario un intervento del solito card. Henriquez, il quale non solo costrinse Silva Santiago alle dimissioni da rettore, ma nominò come suo successore Fernando Castillo Velasco, docente democristiano di architettura, e ne affidò il controllo al centro Bellarmino, il think tank dei gesuiti cileni.

I tempi erano maturi per la nascita di Iglesia Joven, il movimento della Teologia della Liberazione cilena, che si rifaceva direttamente al pensiero eretico di Gustavo Gutierrez, e che nel 1968 iniziava la sua attività culturale e la sua militanza politica che esaltava come modello di vita sacerdotale la figura di Camillo Torres Restrepo, sacerdote che si era aggregato ai guerriglieri colombiani e che era stato ucciso durante uno scontro a fuoco.


Il cardinale di Santiago in un atteggiamento tipico: da tribuno
Occorreva una piazzata clamorosa che facesse pubblicità alla nuova compagine rivoluzionaria e l’occasione non si fece attendere: papa Paolo VI sarebbe andato, il 22 agosto 1968, in Colombia, a presenziare al 39mo Congresso Eucaristico della Conferenza Episcopale latinomericana, nello spirito di presentare al Sudamerica gli esiti del grande Concilio Vaticano II, che si era concluso a Roma tre anni prima.

Nel giugno già un gruppo di fedeli della parrocchia di San Luis di Las Barrancas inviò a Paolo VI una missiva nella quale si riproponevano le tesi pauperiste e rivoluzionarie della Teologia della Liberazione, ponendo la questione sociale, immanente, falsata, ideologizzata, in posizione primaria nel messaggio cristiano, a confronto del Messaggio di salvezza eterna del quale la Chiesa si deve fare portatrice non in un contesto mondano e secolare, ma nella Storia.

La lettera e qualche altra smargiassata evidentemente non fornì ad Iglesia Joven la visibilità sperata; decisero di alzare il tiro.





CAMARA:“GUEVARA E TORRES, AUTENTICI APOSTOLI DI CRISTO”. L’UNIVERISITÀ CATTOLICA CILENA FORGIA LE BRIGATE ROSSE DEL CILE


Allende e il rivoluzionario comunista Guevara
Quello che accadde l’11 agosto ebbe dell’incredibile: oltre 200 persone, tra cui otto sacerdoti, provenienti dalle parrocchie della periferia di Santiago del Cile, favoriti da infiltrati che avevano pernottato in cattedrale, entrarono di mattina presto nella Cattedrale Nazionale, sbarrando l’ingresso all’attonito monsignor Augusto Molina, vicario decano della Cattedrale che vi si era recato per celebrare la messa delle 7.00, e, radunandosi attorno all’altare, che venne deturpato con drappi rossi ed effigi del guerrigliero argentino Ernesto Guevara (del quale già stava emergendo in ambiente progressista una blasfema iconografia cristica), trasformarono la cattedrale in una sala ricreativa nella quale inscenarono un turpe dibattito contro la Chiesa, il capitalismo, la repressione dei movimenti rivoluzionari marxisti, autoproclamandosi “gruppo profetico”, alternando sermoni che incitavano al ribellismo contro la Chiesa e al sistema politico, ad orrende schitarrate che compendiavano perfino un “oratorio para el Pueblo” interpretato dagli Angel e Isabel Parra. Quella che passò nella storia del Cile come la “Toma de la Catedràl” durò fino alle 15.30, poche ore di pura follia liturgica e profanazione ideologica che tuttavia ebbero una eco mediatica spropositata, pompata dagli attivissimi gruppi di propaganda progressisti in Sudamerica ed in Europa, non poteva passare liscia perfino agli occhi del pur collaborazionista card. Henriquez, che, spinto dall’indignazione dei fedeli, del clero cileno e della nunziatura apostolica di Santiago (che pretendeva la testa dei responsabili) emise un comunicato il 13 di agosto nel quale si condannavano gli autori del gesto “incontrollato”, per poi non solo perdonarli, ma ne condivise addirittura gli assunti, messi nero su bianco, pochi mesi dopo, dal gesuita marxista Manuel Ossa, in un documento ufficiale della Chiesa Cilena. Sì, proprio così: un “documento ufficiale”.


Il diabolico patriarca della rivoluzione comunista della chiesa sudamericana: Helder Camara. All'inizio era stato il laico capo del partito fascista brasiliano
A seguito della Toma dell’11 agosto, l’escalation ideologica della Chiesa Cilena fu inarrestabile ed ebbe come centro nevralgico l’Università Cattolica di Santiago, all’inaugurazione del cui anno accademico 1969 chiamò il tristemente noto arcivescovo Helder Camara, che pensò bene di utilizzare l’evento per recitare un peana alla guerriglia marxista, esaltando le figure di Camilo Torres e Che Guevara come modello di autentici cattolici che non erano rivoluzionari da salotto, ma autentici apostoli di Cristo, pronti ad imbracciare le armi per creare sulla terra il Paradiso promesso da Dio.

Del resto l’Università Cattolica a guida Castillo Velasco era diventata la culla del movimento terroristico marxista MIR, l’equivalente cileno delle Brigate Rosse italiane, che nelle aule dell’Università non solo reclutava nuovi militanti, ma faceva opera di indottrinamento tramite i nuovi docenti ai quali Castillo Velasco aveva affidato le Cattedre più importanti.

Il legame con l’ambiente culturale del marxismo cileno fu cementato con la concessione da parte dell’Università Cattolica di Santiago, della laurea honoris causa concessa al poeta Pablo Neruda, che fu l’occasione affinchè il celebre poeta, noto esponente del Partito Comunista Cileno, ottenesse la benedizione della Chiesa Cilena per le elezioni politiche del 1970, quelle nelle quali avrebbe trionfato un candidato anomalo, ateo, massone e marxista, che perfino coi cattolici della Teologia della Liberazione sembrava avesse ben poco da spartire.

Quando venne ufficializzata la candidatura di Salvator Allende Groessens a leader della coalizione di centro-sinistra Unitad Popular, nel dicembre 1969, il card. Silva Henriquez apparve uno dei maggiori sponsor del candidato socialista, affermando, in diverse interviste a giornali cileni come Umltima Hora o El Clarin che i cattolici cileni avrebbero potuto tranquillamente votare a favore di Salvator Allende.

La turpe alleanza tra cattolicesimo di sinistra e radicalismo ateo era ormai cementata ed avrebbe aperto le porte al potere alla figura più controversa e più mal conosciuta della storia cilena.
Controstoria imbarazzante di Allende e della Chiesa cilena. PARTE 1 | Papalepapale.com

Modificato da albatros - 15 settembre 2011 - 06:57

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#2 L   cciappas 

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Postato 15 settembre 2011 - 07:34

questi casttolici,,, con la scusa che il regno di dio non è di questo mondo.... riescono sempre a bloccare tutte le altre iniziative che riuscirebbero a farlo anche in questo mondo.... al solo scopo di rimanere soli a intrigare e a sollazzarsi nelle stanze del potere terreno.,..
Rispetta i lavorstori,,, non comprare nel supermecati il di di festa!

Se capitale e lavoro non saranno soggetti alle stesse aliquote fiscali le classi lavoratrici saranno sempre succube del padronato
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#3 L   Caere 

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Postato 15 settembre 2011 - 07:44

... the albatross begins with its vengeance!! :D

albatros vs cciappas... uno scontro fra titani! :D :D
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#4 L   Alex Svoboda 

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Postato 15 settembre 2011 - 08:34

Beh, una delle rivoluzioni riuscite di questa alleanza tra teologia della liberazione e sinistra rivoluzionaria è stata quella in Nicaragua.
Al di là delle chiacchiere da fondamentalismo religioso, L' FSLN ha governato dal 1978 al 1990, con i seguenti risultati:

Latifondi: da 36% ridotti al 10% (di fatto furono confiscati solo i latifondi riconducibili a Somoza)
Vita media: 50 >> 63 anni
Mortalità infantile per 1000 abitanti: da 321 a 57
Analfabetismo: da 50% al 12%, poi tornato ad aumentare dopo la sconfitta elettorale del 1990

Da notare che l'FSLN ha istituito un regime democratico nel quale però non sono state impedite le forti ingerenze USA (che non hanno mai fatto accordi col governo FSLN e finanziarono i Contras) che hanno portato alla sconfitta elettorale del 1990.
La sinistra latinoamericana ha sempre lottato le dittature filo americane talvolta riuscendoci e istaurando la democrazia, poi però ostacolata dallo strapotere USA. Questa è l'unica conclusione a cui si può arrivare leggendo la storia di quelle terre, al di là dei marxismi, di Wojtila e Pinochet.

Modificato da Alex Svoboda - 15 settembre 2011 - 08:38

Piero 'Alex Svoboda'
Per scetare tutta chesta gente che non ha capito niente e ce sta a guarda'
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#5 L   Alex Svoboda 

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Postato 15 settembre 2011 - 08:45

Visualizza postalbatros, su 15 settembre 2011 - 06:53, detto:


Wojtyla e Pinochet in Cile




Eccoli:

Immagine postata

Immagine postata


Karol Wojtyla ha dato copertura al dittatore, torturatore ed assassino cileno Augusto Pinochet, cui ha stretto la mano durante il viaggio nel martoriato paese sudamericano, nelle cui carceri venivano straziati migliaia di oppositori politici. Non una parola per le vittime ma la benedizione per il carnefice e la sua famiglia.

:readpaper:

Modificato da Alex Svoboda - 15 settembre 2011 - 08:46

Piero 'Alex Svoboda'
Per scetare tutta chesta gente che non ha capito niente e ce sta a guarda'
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#6 L   cciappas 

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  • Iscritto: 13 dicembre 2001

Postato 15 settembre 2011 - 15:31

Visualizza postAlex Svoboda, su 15 settembre 2011 - 08:45, detto:

Eccoli:

Immagine postata

Immagine postata


Karol Wojtyla ha dato copertura al dittatore, torturatore ed assassino cileno Augusto Pinochet, cui ha stretto la mano durante il viaggio nel martoriato paese sudamericano, nelle cui carceri venivano straziati migliaia di oppositori politici. Non una parola per le vittime ma la benedizione per il carnefice e la sua famiglia.

:readpaper:


lo avrà benedetto come avevano fatto con franco, mentre fucilava i vinti, chiamandolo baluardo della fede cattolica., Immagine postata
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#7 L   Alex Svoboda 

  • Brigante Migrante
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  • Iscritto: 10 gennaio 2010

Postato 15 settembre 2011 - 15:39

Visualizza postcciappas, su 15 settembre 2011 - 15:31, detto:

lo avrà benedetto come avevano fatto con franco, mentre fucilava i vinti, chiamandolo baluardo della fede cattolica., Immagine postata



Ma è comico come il nostro albatross copi e incolli interi pipponi di propaganda papalina a suon di comunisti mangiabambini e poi gli scappa un candido "Wojtyla e Pinochet in Cile" :cami:

ho controllato, ha proprio fatto male il copia e incolla, era la didascalia della foto:
http://www.papalepap...cilena-parte-1/

:cami: :cami: :cami:
Piero 'Alex Svoboda'
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#8 L   Montalbano 

  • Gruppo: Membri Sf
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  • Iscritto: 27 gennaio 2003

Postato 15 settembre 2011 - 18:30

Ma se sa che 'sti cattolici fotteno e se fanno le canne in privato, su, l'importante è tenere i bambini fuori dalla loro portata, apposta noi comunisti se li magnavamo, meglio cotti e magnati che trombati...
Dove siete, partigia di tutte le valli,
Riccio, Sparviero, Saetta, Ulisse?
C'è un certo Tarzan che vi sta sputtanando di brutto...
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#9 L   cciappas 

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  • Iscritto: 13 dicembre 2001

Postato 15 settembre 2011 - 19:01

Visualizza postAlex Svoboda, su 15 settembre 2011 - 15:39, detto:

Ma è comico come il nostro albatross copi e incolli interi pipponi di propaganda papalina a suon di comunisti mangiabambini e poi gli scappa un candido "Wojtyla e Pinochet in Cile" :cami:

ho controllato, ha proprio fatto male il copia e incolla, era la didascalia della foto:
http://www.papalepap...cilena-parte-1/

:cami: :cami: :cami:


ma lui è tanto pervaso di ingenua fede... che crede che wojtyla sia andato la a dare buoni consigli a pinochet... Immagine postata
ed è pinolket che ha capito maleImmagine postata
Rispetta i lavorstori,,, non comprare nel supermecati il di di festa!

Se capitale e lavoro non saranno soggetti alle stesse aliquote fiscali le classi lavoratrici saranno sempre succube del padronato
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#10 L   Alex Svoboda 

  • Brigante Migrante
  • Gruppo: Membri Sf
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  • Iscritto: 10 gennaio 2010

Postato 15 settembre 2011 - 19:12

A proposito di questi preti cattivelli del Sudamerica. Oremus...


Salmo 5


Ascolta le mie parole Signore
Odi i miei gemiti
Ascolta la mia protesta

Perché tu non sei un Dio amico dei dittatori
o sostenitore della loro politica
e non ti influenza la propaganda
e non sei in società con il gangster

Non c’è sincerità nei loro discorsi
o nelle loro conferenze stampa

Parlano di pace nei loro discorsi
mentre aumentano la loro produzione bellica

Parlano di pace nelle Conferenze di Pace
e in segreto si preparano per la guerra

Le loro radio bugiarde ruggiscono tutta la notte
le loro scrivanie sono piene di piani criminali
e di pratiche sinistre

Ma tu mi salverai dai loro piani

Parlano con la bocca delle mitragliatrici
Le loro lingue luccicanti sono le baionette…

Castigali o dio
fai fallire la loro politica
confondi i loro memorandum
impedisci i loro programmi

nell’ora della Sirena d’Allarme
tu sei con me
tu sei il mio rifugio il giorno della Bomba


Chi non crede nella menzogna dei loro annunci commerciali
e nelle loro campagne pubblicitarie e nelle loro campagne politiche
tu lo benedici

Lo circondi con il tuo amore
come con carri armati



Da "Grido - I salmi degli oppressi" di Ernesto Cardenal


Piero 'Alex Svoboda'
Per scetare tutta chesta gente che non ha capito niente e ce sta a guarda'
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#11 L   albatros 

  • Gruppo: Membri Sf
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  • Iscritto: 26 luglio 2005

Postato 21 settembre 2011 - 11:45

Visualizza postAlex Svoboda, su 15 settembre 2011 - 08:34, detto:

Beh, una delle rivoluzioni riuscite di questa alleanza tra teologia della liberazione e sinistra rivoluzionaria è stata quella in Nicaragua.
Al di là delle chiacchiere da fondamentalismo religioso, L' FSLN ha governato dal 1978 al 1990, con i seguenti risultati:

Latifondi: da 36% ridotti al 10% (di fatto furono confiscati solo i latifondi riconducibili a Somoza)
Vita media: 50 >> 63 anni
Mortalità infantile per 1000 abitanti: da 321 a 57
Analfabetismo: da 50% al 12%, poi tornato ad aumentare dopo la sconfitta elettorale del 1990

Da notare che l'FSLN ha istituito un regime democratico nel quale però non sono state impedite le forti ingerenze USA (che non hanno mai fatto accordi col governo FSLN e finanziarono i Contras) che hanno portato alla sconfitta elettorale del 1990.
La sinistra latinoamericana ha sempre lottato le dittature filo americane talvolta riuscendoci e istaurando la democrazia, poi però ostacolata dallo strapotere USA. Questa è l'unica conclusione a cui si può arrivare leggendo la storia di quelle terre, al di là dei marxismi, di Wojtila e Pinochet.



ci sono delle ingiustizie nel mondo ,ce n'erano di palesi in sud america ,il marxismo o comunismo si fa latore di questi problemi e a volte vince a volte perde .....,nulla di piu. Ma ci troviamo sempre di fronte a un partito con le sue idee e la sua fetta di popolo da proteggere ,non davanti al popolo e alla democrazia vera . Non davanti alla gente che elegge i suoi rappresentanti senza un partito o un gruppo chiuso si massoni che alla fine penseranno solo a proteggersi ,dopo aver fatto qualche riformetta .

Modificato da albatros - 21 settembre 2011 - 11:48

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#12 L   albatros 

  • Gruppo: Membri Sf
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Postato 21 settembre 2011 - 12:11

Visualizza postAlex Svoboda, su 15 settembre 2011 - 19:12, detto:

A proposito di questi preti cattivelli del Sudamerica. Oremus...


Salmo 5


Ascolta le mie parole Signore
Odi i miei gemiti
Ascolta la mia protesta

Perché tu non sei un Dio amico dei dittatori
o sostenitore della loro politica
e non ti influenza la propaganda
e non sei in società con il gangster

Non c’è sincerità nei loro discorsi
o nelle loro conferenze stampa

Parlano di pace nei loro discorsi
mentre aumentano la loro produzione bellica

Parlano di pace nelle Conferenze di Pace
e in segreto si preparano per la guerra

Le loro radio bugiarde ruggiscono tutta la notte
le loro scrivanie sono piene di piani criminali
e di pratiche sinistre

Ma tu mi salverai dai loro piani

Parlano con la bocca delle mitragliatrici
Le loro lingue luccicanti sono le baionette…

Castigali o dio
fai fallire la loro politica
confondi i loro memorandum
impedisci i loro programmi

nell’ora della Sirena d’Allarme
tu sei con me
tu sei il mio rifugio il giorno della Bomba


Chi non crede nella menzogna dei loro annunci commerciali
e nelle loro campagne pubblicitarie e nelle loro campagne politiche
tu lo benedici

Lo circondi con il tuo amore
come con carri armati



Da "Grido - I salmi degli oppressi" di Ernesto Cardenal





i comunsti hanno saputo sfruttare sempre molto bene l'evangelismo o la religione per ingannare il popolo,ricordiamoci che uno dei sette diaconi di gerusalemme, nicola, da cui ha origine il comunismo , voleva le stesse cose di questo impostore qua sopra ,confondendo fischi con fiaschi. Ha preso un salmo ebraico dove si parla di giustizia sociale e non si capisce se invoca Dio o accusa Dio di stare dalla parte del dittatore di turno che rappreenterebbe il male ,l'ingiustizia . ora nella religione cattolica ci sono due elementi.:legge naturale (V.T.) e vangelo . Il vangelo si occupa specificamente di salvezza personale dal peccato e non di giustizia politica ....Cristo ha rifiutato di essere eletto re !!!! quindi queeti sono impostori che ingannano con la religione . Resta la giustizia sociale affidata ai laici ,resta la giustizia della legge,che nessun comunismo potra mai fare sua ,perchè non è legata a nessun partito e a nessuna struttura religiosa . Anche un mussolini potrebbe fare giustizia sociale in una marea di cose storte....... il problema è l'ideologia comunista che alla fine aliena le persone ,i popoli . mentre la legge naturale coincide proprio con la morale cattolica ,la legge universale .amen
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