Spazioforum: Costanzo Preve contro l'arroganza laica «Sto con Ratzinger!» - Spazioforum

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Costanzo Preve contro l'arroganza laica «Sto con Ratzinger!» Vota la conversazione: -----

#1 L   albatros 

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Postato 28 settembre 2011 - 09:29

IL FILOSOFO ATEO COSTANZO PREVE CONTRO L’ARROGANZA LAICA: «STO CON RATZINGER!»




Oltre a Jeff Sparrow (cfr. Ultimissima 29/06/11) e André Comte-Sponville (cfr. Ultimissima 28/06/11), c’è un altro intellettuale non credente che ha sentito recentemente la necessità di prendere le distanze dal fronte laicista. Si tratta di Costanzo Preve filosofo e studioso di Marx e del marxismo (in particolare di Lukàcs, Bloch e Althusser, di cui fu anche allievo all’Università di Parigi), «pensatore razionalista dialettico» e «allievo indipendente di Marx» come si definisce nel volume “Gesù uomo nella storia, Dio nel pensiero” (CRT 2000), libro di riferimento per la cultura laicista. LA SETTA LAICISTA. Il filosofo torinese, che dunque non è certo assimilabile al mondo culturale cattolico, ha scelto di denunciare in diversi interventi quella che chiama «l’arroganza laica». Preve inizia le sue riflessioni distinguendo tra laicità, che considera positiva poiché «è un terreno istituzionale che legittima il necessario pluralismo delle forme di vita del mondo attuale» ...

... e laicismo, deriva metodologica della laicità innalzata ad ideologia, negativo dal momento che «considera lo spazio pubblico una sorta di grande “buco” simbolico, produce continuamente anomia, individualismo e spaesamento relativistico. Il “relativismo” piace solo agli intellettuali sradicati, ma essi sono meno del 3% della popolazione globale. Il rimanente 97% è angosciato dalla morte di Dio, e dal fatto che essa viene sostituita dal circo mediatico, dalla simulazione televisiva, dall’incontinenza pubblicitaria, dalle mode pilotate e dallo spettacolo porno. Ridotta l’intera filosofia a smascheramento delle illusioni metafisiche (…) effettivamente la religione torna ad essere il deposito del senso complessivo delle cose». Citando poi il collega Norberto Bobbio, con cui Preve nonostante le divergenze filosofiche ha avuto uno stretto rapporto, mette in guardia dai pericoli del laicismo organizzato: «Il “laicismo” è invece a tutti gli effetti un profilo ideologico, anche se spesso si traveste da innocua metodologia istituzionale sotto il velo (anzi, sotto il burka) della laicità». Del resto, questo fu detto in modo cristallino dal “papa” laico per eccellenza, Norberto Bobbio: «Il laicismo che ha bisogno di armarsi e di organizzarsi rischia di diventare una chiesa contrapposta ad altre chiese». Con un’aggiunta necessaria: non “rischia” per nulla, è a tutti gli effetti una chiesa, anzi una setta.

I TARANTOLATI DI DARWIN. In un altro intervento pubblicato sulla rivista di studi umanistici “Atrium”, il filosofo non credente analizza con occhio critico l’approdo all’ideologia laicista dei «tarantolati di Darwin» come fase finale di un processo sociale di riconversione ideologica degli ex-sessantottini «che s’interessavano freneticamente di Marx alcuni decenni fa e oggi lo hanno sostituito con Darwin», passati quindi da un «grottesco “marxismo”» all’«uso del darwinismo e della teoria dell’evoluzione come profilo identitario di appartenenza del nuovo illuminismo in lotta con il vecchio oscurantismo». È giusto e normale – osserva il filosofo– «essere atei o credenti, materialisti e idealisti, sopportarsi a vicenda e dialogare nel modo più sereno e serio possibile. Come professore di filosofia, non ho fatto altro per tutta la mia vita. Ma qui abbiamo a che fare con dei tarantolati i quali, disillusi dalla propria arrogante ideologia precedente, e completamente “riconciliati” con la società capitalistica ed i suoi apparati di consenso, hanno deciso di alzare la bandiera dell’ateismo “laico” legittimato dal darwinismo come rivendicazione della loro “superiorità” scientifica e morale». Nasce così il “New Atheism”.

LA FURIA DI CORRADO AUGIAS. Sotto la lente di Preve finiscono anche alcuni esponenti significativi del laicismo italiano, tra cui il giornalista Corrado Augias, «colonna della furia anticattolica del gruppo finanziario Repubblica-Espresso, ha recentemente scritto con l’aiuto di due “esperti” due libri sul Gesù storico e sul primo cristianesimo, riciclando fatti ben conosciuti dal tempo almeno di Reimarus, Renan e Schweitzer. Dal momento che mi sono occupato personalmente di questi temi sono in grado di capire dove sta la specifica cialtroneria dell’approccio di Augias». Il libro di Augias in questione è quello scritto con Mauro Pesce intitolato: “Inchiesta su Gesù” (Mondadori 2006). Ha quindi continuato: «Il Codice da Vinci di Dan Brown ha venduto in tutto il mondo 70 milioni di copie, e tutto gira intorno all’amplesso sacro di Gesù con Maria Maddalena (…). Ma dal momento che oggi, oltre alle femministe, regnano simbolicamente anche i gay, bisognava a tutti i costi fornire l’immagine di un Gesù omosessuale. A questo ha ovviato il libello del giornalista dilettante romano Corrado Augias, incentrato su un cosiddetto “prediletto” (immagino san Giovanni), che adombrerebbe una vera e propria amitié amoreuse fra i due uomini (vulgo, un rapporto gay). E questa sentina è diventato un best seller. Perché?». Il libro di del giornalista di Repubblica, rileva ancora Costanzo Preve, «gira tutto intorno alla sessuomania presente. Un tempo Gesù era un annunciatore di pace, poi è divenuto un rivoluzionario latino-americano, oggi è iscritto di forza all’Arci-Gay. Su queste cose il tempo sarà galantuomo».

IL DILETTANTE FLORES D’ARCAIS. Ce n’è anche per il «dilettante filosofico» Paolo Flores D’Arcais, direttore della rivista di filosofia Micromega del gruppo Repubblica-L’Espresso, rivista che Preve definisce «organo del neodarwinismo italiano di tipo istericosapienziale». Asserisce: «L’esempio di Paolo Flores D’Arcais, il guru laico-sapienziale di Micromega, è in proposito esilarante. Questo signore, che ha iniziato la sua carriera filosofico politica come estremista trotzkisteggiante ed allievo di Lucio Colletti, è diventato oggi un vero tarantolato del darwinismo come concezione del mondo e metafisica per eccellenza del laicismo».

L’ARMATA BRANCALEONE. Il filosofo torinese traccia poi un profilo idealtipico del laicismo contemporaneo «che si nasconde dietro la laicità, ma che in realtà vuole ben altro». E ancora: «Davanti c’è il nobile ritratto di Norberto Bobbio, dietro sfilano sguaiate le truppe di Emma Bonino for President, lo spinellatore invasato Pannella, i cartelli di “No Taliban, No Vatican”, i gruppetti di tromboni universitari che si considerano proprietari esclusivi della razionalità e della scienza, i centri sociali, il personale politico professionale della cosiddetta “sinistra radicale”, e via via tutta la ben nota Armata Brancaleone mediatica. Costoro non vogliono soltanto espellere le religioni dallo spazio pubblico, e per questo sono sempre maniacalmente preoccupati dall’espulsione di crocefissi (…). Costoro – con la scusa di espellere Dio dalla filosofia e dalla scienza – vogliono imporre il loro Dio idolatrico» basato – continua il filosofo – sulla scienza «come unica legittima forma di conoscenza e su di una concezione limitativa ed astorica di “ragione”».

DALLA PARTE DI RATZINGER. Costanzo Preve interviene anche su Benedetto XVI, ma questa volta i toni da parte dell’ “allievo di Marx” sono nettamente diversi, riconoscendo la «superiorità della sua diagnosi filosofica sul presente storico rispetto a quella della tribù laico-postmoderna-ateo-sbeffeggiatrice». Analizza poi quello che considera «lo scontro simbolico Ratzinger-laici» in riferimento soprattutto ai fatti dell’Università La Sapienza, quando fu impedito a Benedetto XVI di tenere una lezione (in un’università fondata, tra l’altro, da un altro pontefice: Bonifacio VIII) sottolineando come da un lato, quello del papa, c’è «il recupero del grande umanesimo classico, a partire ovviamente da Aristotele. Dall’altro, una ricostruzione fumettistica della storia dell’umanità, della filosofia e della religione». «Se Ratzinger – argomenta infine Preve – è per la legittimazione della categoria filosofica di verità, mentre i cosiddetti “laici” sono di fatto per il fisicalismo e per il relativismo, non ho dubbi. Pur essendo un allievo critico di Spinoza, Hegel e Marx, e non un pensatore cristiano, e neppure cattolico, sto dalla parte di Ratzinger».

Maurizio Ravasio
UCCR - Unione Cristiani Cattolici Razionali
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#2 L   cciappas 

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  • Iscritto: 13 dicembre 2001

Postato 28 settembre 2011 - 09:44

figuriamoci... è persino più tronfio di quanto lo siano i cattlolici.. .. e ce ne vuole per diventarlo...
Rispetta i lavorstori,,, non comprare nel supermecati il di di festa!

Se capitale e lavoro non saranno soggetti alle stesse aliquote fiscali le classi lavoratrici saranno sempre succube del padronato
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#3 L   Alex Svoboda 

  • Brigante Migrante
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  • Iscritto: 10 gennaio 2010

Postato 28 settembre 2011 - 11:15

Visualizza postalbatros, su 28 settembre 2011 - 09:29, detto:


... e laicismo, deriva metodologica della laicità innalzata ad ideologia, negativo dal momento che «considera lo spazio pubblico una sorta di grande “buco” simbolico, produce continuamente anomia, individualismo e spaesamento relativistico. Il “relativismo” piace solo agli intellettuali sradicati, ma essi sono meno del 3% della popolazione globale. Il rimanente 97% è angosciato dalla morte di Dio...


Vabbeh, fiero di far parte di quel 3% che considera il relativismo un valore vitale, per quanto non bisogna esserne fondamentalisti. Infatti pur ritenendomi un credente, essendo panteista, non mi angoscia la morte di Dio, la quale mi pare una contraddizione in termini... ;)
Piero 'Alex Svoboda'
Per scetare tutta chesta gente che non ha capito niente e ce sta a guarda'
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#4 L   Plutarco 

  • Gruppo: Membri Sf
  • Post: 5.161
  • Iscritto: 26 febbraio 2008

Postato 28 settembre 2011 - 11:26

Il solito ateo devoto, della serie "non ho il dono della fede".

Modificato da ni3mi - 28 settembre 2011 - 11:28

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#5 L   Alex Svoboda 

  • Brigante Migrante
  • Gruppo: Membri Sf
  • Post: 6.549
  • Iscritto: 10 gennaio 2010

Postato 28 settembre 2011 - 11:51

Che poi appena ho cominciato a leggere l'ho confuso con Maurizio Costanzo, 'naltro prete ateo se non erro... :D
Piero 'Alex Svoboda'
Per scetare tutta chesta gente che non ha capito niente e ce sta a guarda'
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#6 L   Alex Svoboda 

  • Brigante Migrante
  • Gruppo: Membri Sf
  • Post: 6.549
  • Iscritto: 10 gennaio 2010

Postato 28 settembre 2011 - 12:47

Ma poi non ho capito: se il relativismo è sostenuto dal 3% della popolazione globale (e forse è vero, anzi, la stima è per eccesso), perché la chiesa ne ha un così acerrimo terrore tanto da citarlo ad ogni predica quale principale difetto dell'intera società moderna? :DOUBIOUS:
Piero 'Alex Svoboda'
Per scetare tutta chesta gente che non ha capito niente e ce sta a guarda'
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#7 L   adam 

  • Gruppo: Membri Sf
  • Post: 3.245
  • Iscritto: 20 giugno 2009

Postato 28 settembre 2011 - 14:22

Peccato che Preve abbia inquinato una giusta osservazione, con la sua personale avversione verso esponenti del mondo laico, con una fegatosità più degna di un romano che di un piemontese.

La giusta osservazione è la condanna del laicismo, di quel movimento, cioè, che fa della laicità una bandiera, errore parallelo di coloro che fanno del misticismo, una bandiera da "imporre" anche a coloro che di mistica intendono vivere senza dover dimostrare costanti segni di appartenenza.

La laicità è uno stato d'animo che non ha bisogno ne di conferme, ne tanto meno di proselitismo. E' una convinzione personale che nella persona, a mio avviso si deve esaurire. Le religioni, semmai, essendo contro l'analisi razionale, hanno necessità di essere propagandate, e lo sono purtroppo spesso con mezzi disonesti e persino illeciti per forzature psicologiche a danno dei più sprovveduti.

Le sue osservazioni poi su coloro (i tarantolati di Darwin) che usano l'evoluzione darviniana, come rifugio dopo i turbini marxisti del '68 è una sua illazione difficile da documentare. L'apprezzamento di Darwin, come quella di Marx, sono il frutto di una condivisione di percorsi scientifici che nessuna critica può scalfire e che le esperienze continue tendono solo a confermare come valide, sia pur in senso "relativistico" non prese, voglio dire, nel loro valore assoluto.
"Mi contraddico?
Ebbene si, mi contraddico perché ho dentro moltitudini..."


Walt Whitman
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#8 L   Alex Svoboda 

  • Brigante Migrante
  • Gruppo: Membri Sf
  • Post: 6.549
  • Iscritto: 10 gennaio 2010

Postato 28 settembre 2011 - 14:30

Purtroppo l'ateismo acritico ed assolutista può sfociare nel bigottismo clerico-cattolico più deteriore, non è questo il solo caso.

A questo punto è molto più credibile l'atea Hack quando afferma che i cristiani dovrebbero essere più cristiani, ovvero almeno coerenti con il messaggio del loro predicatore di riferimento.

Modificato da Alex Svoboda - 28 settembre 2011 - 14:33

Piero 'Alex Svoboda'
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#9 L   cciappas 

  • Gruppo: Membri Sf
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  • Iscritto: 13 dicembre 2001

Postato 28 settembre 2011 - 18:51

fare dei laicismo una bandiera diventa necessario quando i credenti inalberano la loro facendo carte false per farsi pubblicità e acquisire sempre nuovi privilegi a spese della colletività,,,
ma il nostro filosofo a queste ragioni terra terra non ci bada,, Immagine postata
Rispetta i lavorstori,,, non comprare nel supermecati il di di festa!

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#10 L   Plutarco 

  • Gruppo: Membri Sf
  • Post: 5.161
  • Iscritto: 26 febbraio 2008

Postato 28 settembre 2011 - 19:01

Visualizza postadam, su 28 settembre 2011 - 14:22, detto:

Peccato che Preve abbia inquinato una giusta osservazione, con la sua personale avversione verso esponenti del mondo laico, con una fegatosità più degna di un romano che di un piemontese.

La giusta osservazione è la condanna del laicismo, di quel movimento, cioè, che fa della laicità una bandiera, errore parallelo di coloro che fanno del misticismo, una bandiera da "imporre" anche a coloro che di mistica intendono vivere senza dover dimostrare costanti segni di appartenenza.

La laicità è uno stato d'animo che non ha bisogno ne di conferme, ne tanto meno di proselitismo. E' una convinzione personale che nella persona, a mio avviso si deve esaurire. Le religioni, semmai, essendo contro l'analisi razionale, hanno necessità di essere propagandate, e lo sono purtroppo spesso con mezzi disonesti e persino illeciti per forzature psicologiche a danno dei più sprovveduti.

Le sue osservazioni poi su coloro (i tarantolati di Darwin) che usano l'evoluzione darviniana, come rifugio dopo i turbini marxisti del '68 è una sua illazione difficile da documentare. L'apprezzamento di Darwin, come quella di Marx, sono il frutto di una condivisione di percorsi scientifici che nessuna critica può scalfire e che le esperienze continue tendono solo a confermare come valide, sia pur in senso "relativistico" non prese, voglio dire, nel loro valore assoluto.

Ma perchè le religioni dovrebbero farsi propaganda e l'ateismo no? Non si dovrebbe giocare ad armi pari?
Nessuno deve imporre nulla a nessuno, ma non vedo nulla di male che un'idea venga propagandata dai suoi sostenitori.
E in effetti oggi chi impone le cose agli altri sono proprio i credenti, in Italia i cattolici.
0

#11 L   Alex Svoboda 

  • Brigante Migrante
  • Gruppo: Membri Sf
  • Post: 6.549
  • Iscritto: 10 gennaio 2010

Postato 28 settembre 2011 - 19:02

Ragioni terra terra? Ti ricordi quando chiesero ai politici se sapessero il prezzo di un litro di latte? Nessuno ci si avvicinò nemmeno di striscio.

Beh, sono convinto che questo tizio a tale domanda risponderebbe "Latte? Cos'è, quello della mucca?"

:D
Piero 'Alex Svoboda'
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#12 L   Arsène 

  • Gruppo: Membri Sf
  • Post: 402
  • Iscritto: 04 gennaio 2009

Postato 28 settembre 2011 - 19:51

Visualizza postadam, su 28 settembre 2011 - 14:22, detto:

La laicità è uno stato d'animo che non ha bisogno ne di conferme, ne tanto meno di proselitismo. E' una convinzione personale che nella persona, a mio avviso si deve esaurire


Mi piace questa visione della laicità. E concordo anche con il messaggio di fondo di Preve.
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