Spazioforum: Spetta alla D far ripartire il processo d'integrazione. - Spazioforum

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Spetta alla D far ripartire il processo d'integrazione.
Se collassa l'Eurozona per la D è il disastro!
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#1 L   Erasmus 

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Postato 31 ottobre 2011 - 13:10

«Mai come ora è stato chiaro che il futuro dell'Europa si decide a Berlino. Il governo tedesco deve scegliere se affossare il processo di integrazione o sfidare gli elettori costruendo l'Unione politica» (Antonio Padoa-Schioppa su "il Fatto Quotidiano" mer. 26.10.11)
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Antonio Padoa-Schioppa, federalista fin da giovane (tuttora della direzione nazionale del MFE), non è certo famoso come il fratello Tommaso scomparso nel dicembre 2010.
Tuttavia non è certo l'ultimo arrivato.
Ha insegnato per parecchi decenni alla Statale di Milano dove è stato anche presidente della facoltà di Giurisprudenza per molti anni.

"il Fatto Quotidiano" ha pubblicato mercoledì scorso 26 ottobre 2011 un articolo di Antonio Padoa-Schioppa abbastanza profondo sul ruolo della Germania nel contesto europeo.
Si sa che da sempre il "motore" dell'integrazione europea è la Germania. Se si ferma questo, l'integrazione non avanza.
Mai però come ora le responsabilità tedesche sono state tanto gravi.
Il governo della Merkel (che cavalca una difficile coalizione) , indulge molto più dei precedenti governi democristiani al populismo per scopi elettoralistici (e anche con poco successo!).
Davanti al fatto di restare ancora il paese "più virtuoso", l'opposizione e frange interne alla coalizione battono la grancassa sul fatto che non spetta ai tedeschi pagare di tasca propria i debiti sconsiderati di paesi che pretendono di vivere al di sopra delle loro possibilità. Per giunta, l'appellarsi ripetuto di frange politiche alla Corte Suprema per eventuale violazione della Costituzione in materia di "sovranità" tedesca e "difesa degli interessi nazionali" mette in imbarazzo il governo.
Il ritardo del contributo tedesco al "bail out" della Grecia si è tradotto in grave ritardo dell'UE e in un aggravarsi del problema specie per l'aumento sbalorditivo dei costi dovuto priprio alla mancanza di tempestività. Ma il Governo aveva le mani legate: solo pochi giorni fa è arrivata la sentenza della Corte Suprema: l'operazione è lecita purche sia ratificata dal Bundestag. E questo si è mosso immediatamente: il giorno dopo il piano governativo di finanziamento del debito greco è stato approvato da una stragrande maggioranza "transpartisan" (con un rapporto tra i SI' e i NO di 4 a 1). All'interno del Consiglio, specialmente in ambito Eurozona, oltre ad avere la Germania il peso massimo (con i suoi quasi 93 milioni di abitanti contro i 60 della Francia e i quasi 60 dell'Italia), la Merkel (giocando con Sarkozy) ha imposto praticamente una specie di direttorio difficile da scavalcare o contraddire.
Sembra dunque che le sorti dell'Eurozona (che da più parti è detta in grave pericolo se non trova in fretta la strada dell'unità e la volontà di darsi norme di condotta ineludibili per tutti i suoi membri) dipendano dalla Germania.
Kohl, davanti alle resistenze interne al suo stesso partito ad accettare di scaricare il marco, tanto virtuoso e meritorio, per sostituirlo con una mineta che sarebbe stata comune anche a paesi dalla condotta monetariia ed economica poco felice, non usava mezzi termini. Arrivò ad abbandonare la presidenza di un convegno regionale del suo partito ed allontanarsi dopo aver detto pressapoco: «Sono il vostro cancelliere e sono il leader del vostro partito. Se non vi vado bene scelglietevene un altro! Ma se scegliete me sappiate che la moneta unica è un progetto che intendo portare sicuramente in porto». Oggi, lo stesso Schäuble che con Lamers fu decisivo nel portare la Germania a sostenere l'Euro (sapendo che la maggioranza era diffidente e che se in Germania ci fosse stato un referendum come in Francia avrebbe stravinto il NO), sembra avere meno coraggio, sembra (con l'intero staff direttivo della CDU/CSU) temere la sconfitta elettorale.

E' qui che si vedono gli statisti, quelli che sanno creare le fondamenta di un vantaggioso sviluppo futuro anche contro la tentazione di accontentare l'elettorato del presente.

I politici tedeschi hanno oggi come oggi la responsabilità di rimettere in moto il processo di integrazione compiendo finalmente il salto di qualità dal funzionalismo al federalismo. Essi sono mediamente molto più avanti del proprio elettorato e quindi temono che una opposizione populista possa crescere sbandierando temi antieuropeisti, compreso il pericolo che siano i tedeschi a pagare gli sperperi e l'inettitudine dei governi del sud dell'UE. E' emblematico a proposito il recentissimo voto del Bundestag sul finanziamento del debito greco: stragrande maggioranza di SI' che non rispecchia affatto l'opinione pubblica che è invece maggioritaria nel rifiuto, o per lo meno in una consistente riduzione, di quel finanziamento. Ed è emblematico anche che Fischer abbia riparlato senza mezzi termini della necessità, pena il disastro, di lasciare la strada confederale per imboccare quella federale.

Ma se dessero retta al proprio elettorato, davvero l'Eurozona potrebbe crollare! E allora il disastro sarebbe immane proprio per la Germania. Difficile spiegarlo alla gente comune, difficile fermare la speculazione demagogica sulla prospettiva che siano i tedeschi a caricarsi dei debiti altrui. Ma se la classe politica tedesca cederà su questi temi, le cose si metteranno male per i tedeschi per primi e per tutti i cittadini dell'UE di conseguenza.

Trascrivo l'articolo di Padoa-Schioppa (pubblicato da "il Fatto Quotidiano", [ma leggibile solo a pagamento])
L'articolo si può ora leggere sul sito della camera nelle pagine della rassegna stampa.
Fonte: => http://rassegna.stampa.it/chiosco_new/

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“il Fatto Quotidiano”, 26.10.2011, pag 18
Dipende tutto dalla Germania
di Antonio Padoa-Schioppa

Ormai davvero l'euro potrebbe implodere sotto la pressione dei mercati.

Questo probabilmente avverrebbe se il differenziale dei buoni del tesoro italiani rispetto ai bond della Germania dovesse stabilizzarsi su cifre che in poco tempo raddoppierebbero i 75 miliardi di euro di interessi annui sul nostro debito. Dovremmo allora dichiarare forfait. Ma il default dell'Italia porterebbe alla crisi dell'eurosistema. In una fase già tanto critica dell'economia dei Paesi avanzati, a cominciare dagli USA, il crollo dell'eurozona condurrebbe a una crisi economica, politica e sociale di proporzioni planetarie.

Solo un cambio di rotta può evitare questo rischio disastroso. E'ormai indifferibile un forte intervento italiano che stimoli la crescita. Ma questo sicuramente non basterà. I tanti validi progetti europei che si sono moltiplicati in queste settimane lo confermano: occorre infine adottare una strategia nuova di intervento al livello europeo, tale da conseguire congiuntamente tre obiettivi: a) garantire gli investitori che i debiti pregressi degli Stati dell'eurozona saranno onorati; b) mettere in opera risorse per investimenti in infrastrutture tali da innescare una crescita che renda possibile il rispetto degli impegni per il risanamento da parte dei paesi più indebitati; c) assicurare con strumenti coercitivi che l'impegno a rientrare nei confini fisiologici del debito venga rispettato.

Tutto ciò comporta anzitutto il ricorso alla procedura della cooperazione rafforzata, prevista dal trattato di Lisbona. Ma richiede inoltre l'introduzione di alcune innovazioni sostanziali: bilancio comunitario adeguato, fìscalità europea, Agenzia europea del debito, riconoscimento alla BCE del ruolo di garante in ultima istanza della solvibilità degli stati dell'eurozona. Per realizzare un processo di decisione che sia finalmente efficace e democratico ci vogliono quattro cose: il superamento del metodo intergovernativo, l'adozione del principio delle decisioni a maggioranza qualificata entro i Consigli, il potenziamento dei poteri di governo della Commissione, la codecisione del Parlamento europeo. Si impone dunque con urgenza l'avvio di una riforma dei trattati quanto meno per i Paesi dell'euro.

Questa svolta decisiva la si può intraprendere se (e solo se) la Germania se ne farà promotrice, coinvolgendo la Francia e gli altri Paesi dell'euro. finora questo non è accaduto. Ecco alcune ragioni che il governo tedesco dovrebbe considerare. La crisi dell'euro sarebbe per la Germania una sciagura. Basterebbe quantitìcarne il costo: anche in termini economici il crollo dell'euro che le onerose ma inefficaci misure sin qui adottate non hanno scongiurato, graverebbe sui cittadini tedeschi enormemente di più che la sua messa in sicurezza.

La crisi dell'euro segnerebbe la fine di quel processo di integrazione europea che non solo è iscritto nella Costituzione tedesca, non solo è coerente con l'indirizzo politico seguito dalla Germania lungo tre quarti di secolo, ma ha costituito un fattore determinante del formidabile successo economico tedesco ed è stato decisivo al momento della riunificazione del Paese.

La svolta dovrebbe però avvenire a condizioni che è ragionevole che siano richieste e ottenute dal governo tedesco. In primo luogo occorre la garanzia che l'impegno per il risanamento degli Stati indebitati sia da loro (anzitutto da noi...) rispettato. Ci deve essere la certezza di vedere finalmente decisi dal governo italiano i provvedimenti indispensabili per la crescita: sistema pensionistico riformato con innalzamento dell'età pensionabile, contrasto totale all'evasione fiscale, riduzione e riqualificazione selettiva della spesa pubblica dello Stato e degli enti locali, riforma dei tempi della giustizia, lotta senza quartiere alla criminalità organizzata, riforma del mercato del lavoro. E ci vuole la garanzia che se tali impegni non saranno puntualmente rispettati, si interverrà a livello interno con l'attribuzione di poteri ad hoc (alla Corte dei Conti?) e si instaurerà inoltre al livello europeo, se necessario, un vero e proprio commissariamento del Paese inadempiente, come avverrebbe a livello nazionale nei confronti di un comune o di una regione insolventi.

In secondo luogo la Germania dovrebbe ottenere la garanzia che il futuro governo europeo dell'economia abbia un pieno fondamento di legittimazione democratica: lo richiede tra l'altro con giustificata insistenza, anche se con argomentazioni talora discutibili, la Corte costituzionale tedesca. Ciò comporta un accresciuto ruolo di codecisione del Parlamento europeo.

In terzo luogo, la Germania potrebbe chiedere che sia esplicitato il punto di arrivo del processo: un'unione federale tra i paesi dell'Unione che lo vorranno, a cominciare da quelli dell'eurogruppo. Ciò comporterebbe, in prospettiva, anche la messa in comune della difesa, con fortissime economie di scala sulle spese militari.

Vorrà il Parlamento europeo, vorranno i partiti europei, vorrà il Governo tedesco, vorranno gli altri Governi imboccare questo cammino? Non lo sappiamo. Ma dobbiamo aver chiaro che da queste scelte dipendono sia il loro che il nostro futuro. Il momento di scegliere è giunto, domani potrebbe essere tardi.
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Ciao a tutti

Modificato da Erasmus - 31 ottobre 2011 - 21:55

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«NO a nuovi trattati intergovernativi!»
«SI' alla "Costituzione Europea" federale, democratica e trasparente!»
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#2 L   ART 

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Postato 29 gennaio 2012 - 03:13

http://www3.lastampa...lo/lstp/439732/

Esteri
25/01/2012

Merkel: "Il futuro dell'Europa
è l'unione politica"



Parla la cancelliera tedesca:
«Più avanti trasferiremo molte competenze alla Commissione»

«La mia visione è l'unione politica» dice Angela Merkel. «Passo dopo passo, dobbiamo avvicinarci in ogni settore politico. Ci accorgiamo infatti sempre più che ogni tema affrontato ai nostri confini interessa anche noi e viceversa. L'Europa è politica interna».

In un lunga intervista esclusiva concessa per il lancio dello speciale «Europa», promosso da La Stampa insieme ad altre cinque grandi testate giornalistiche europee, la cancelliera tedesca traccia la sua idea di quello che dovrà essere il futuro del Vecchio continente: «Nel corso di un lungo processo, trasferiremo sempre più competenze alla Commissione, che poi per le competenze europee funzionerà come un governo europeo. La seconda camera è costituita praticamente dal Consiglio con i capi di governo. Ed infine abbiamo la Corte di giustizia europea quale corte suprema. Questo - spiega la cancelliera - potrebbe essere l'assetto futuro dell'Unione. Un prossimo futuro, come ho già detto, e dopo molto passi intermedi».

Se questa è la visione per il futuro, la Merkel nell'intervista rilasciata ad un pool di testate che comprende anche Le Monde, El Pais, Suddeutsche Zeitung, The Guardian e Gazeta Wyborcza, non si nasconde le difficoltà del presente.

La Cancelliera chiarisce che la solidarità verso i paesi in difficoltà, richiesta da più parti a Berlino, deve avere dei paletti ben precisi: «Noi aiutiamo i nostri partner con l'aspettativa che loro stessi compiano tutti gli sforzi possibili per migliorare la loro situazione». La Merkel rivendica come un'idea tedesca la promozione dei fondi salva-Stati, prima L'Efsf poi l'Esm, ma chiarendo che «nessun paese può farsi carico dei debiti dell'altro». Il timore, mai celato dalla Cancelliera, è che «con tutti gli aiuti miliardari ed i meccanismi salva-Stati, noi in Germania dobbiamo stare attenti che alla fine neppure a noi vengano a mancare le forze, perché neanche le nostre possibilità sono infinite e questo non servirebbe a nessuno in Europa».

Nell'intervista, che sarà pubblicata in versione integrale domani su La Stampa, la leader tedesca chiarisce che se il futuro dell'Unione dovrà comprende ancora la Gran Bretagna, nonostante i recenti dissidi e gli strappi dell'ultimo vertice, anche in questo la Germania rivendica un ruolo chiave: «Continuerà a toccare a noi trovare l'equilibrio tra tutti, laddove è possibili anche con la Gran Bretagna».

Ruolo chiave che si sostanzia anche nel ribadire il no secco agli Eurobond, che non possono essere uno strumento per superare la crisi ma solo il punto d'arrivo di una integrazione più profonda, che preveda ad esempio «che la Corte di giustizia europea controlli i bilanci nazionali».
Di certo, «noi in Europa rappresentiamo ancora il 7% della popolazione mondiale. Se non saremo compatti, le nostre voci e le nostre convizioni non si faranno praticamente sentire».

ALCUNE DOMANDE E RISPOSTE DELL'INTERVISTA:



Anche sul tema della solidarietà vi sono opinioni diverse. L’Italia pretende molto più soste­gno. Che cosa intende Lei per solidarietà?

Merkel: Che noi aiutiamo i nostri partner europei con l’aspettativa che loro stessi compiano tutti gli sforzi possibili per migliorare la loro situazione. Questo è quanto abbiamo fatto con l’EFSF, e questo è quanto facciamo con l’ESM. L’idea di questo meccanismo salva‑stati per­manente è venuta proprio dalla Germania. Noi siamo disposti a dare prova di solidarietà. Tuttavia noi abbiamo anche sempre segnalato che dobbiamo fornire aiuto sulla base dei trat­tati dell’Unione monetaria, che dicono con grande chiarezza che nessun Paese può farsi carico dei debiti dell’altro.

Nella Sua visione vi sono anche gli Stati Uniti d’Europa?

Merkel: La mia visione è l’Unione politica, l’Europa deve infatti percorrere la sua strada. Passo dopo passo, dobbiamo avvicinarci in ogni settore politico. Ci accorgiamo infatti sempre più che ogni tema affrontato ai nostri confini interessa anche noi e viceversa. L’Europa è politica interna.

Come si deve rispecchiare questo sul piano istituzionale e strutturale?

Merkel: Nel corso di un lungo processo, trasferiremo sempre più competenze alla Commissione, che poi, per le competenze europee funzionerà, come un governo europeo. In questo quadro rien­tra un Parlamento forte. La seconda camera è costituita praticamente dal Consiglio con i Capi di Governo. Ed infine abbiamo la Corte di Giustizia europea quale corte suprema. Questo potrebbe essere l’assetto futuro dell’Unione dell’Europa, in un prossimo futuro, come ho già detto, e dopo molti passi intermedi.
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#3 L   Erasmus 

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Postato 29 gennaio 2012 - 11:25

Visualizza postART, su 29 gennaio 2012 - 03:13, detto:

[...]
Parla la cancelliera tedesca:
«Più avanti trasferiremo molte competenze alla Commissione»
[...]
Nella Sua visione vi sono anche gli Stati Uniti d’Europa?
Merkel: «La mia visione è l’Unione politica, l’Europa deve infatti percorrere la sua strada. Passo dopo passo, dobbiamo avvicinarci in ogni settore politico. Ci accorgiamo infatti sempre più che ogni tema affrontato ai nostri confini interessa anche noi e viceversa. L’Europa è politica interna».

Come si deve rispecchiare questo sul piano istituzionale e strutturale?
Merkel: «Nel corso di un lungo processo, trasferiremo sempre più competenze alla Commissione, che poi, per le competenze europee funzionerà, come un governo europeo. In questo quadro rien­tra un Parlamento forte. La seconda camera è costituita praticamente dal Consiglio con i Capi di Governo. Ed infine abbiamo la Corte di Giustizia europea quale corte suprema.[...]»

Grazie, ART, per questo tuo intervento di documentazione.
Su questo forum più volte si è cercato di soppesare le reali prospettive europee di Angela Merkel come "statista".
Personalmente ... ho sempre mantenuto le distanze dal pensiero politico della Merkel ma, ad un tempo, le ho riconosciuto una netta superiorità rispetto ai colleghi leader europei; e ho spesso riassunto le mie valutazioni del personaggio politico (per esempio anche in dialogo con e.a. e cireno) nel constatare che oggi come oggi la Merkel è quanto di meglio "passa il convento".

Da questa intervista – al di là dei singoli punti programmatici della Merkel in merito alla crisi economica dell'Eurozona (e dell'intera UE) che svelano la debolezza delle istituzioni, che cioè la crisi è l'attuale faccia della eterna crisi istituzionale (o, per essere sintetici, che prima o poi i nodi vengono al pettine) – si vede anche la profonda vicinanza dell'eurroppeismo della Merkel a quello di Monti.
Ma la Merkel è in sella da molti anni e quindi ... il suo pensiero politico lo conosciamo meglio di quanto conoscevamo quello di Monti.
Voglio dire: L'europeismo di Monti ci delude quando arriva a dire che degli Stati Uniti d'Europa non c'è bisogno perché gran parte del "sogno di Ventotene" è già realtà nell'UE. Quello della Merkel (che è praticamente identico) non ci delude solo perché lo sapevamo già (= non ci erasvamo fatte illusioni).

Vedi, ART, che alla domanda precisa sugli Stati Uniti d'Europa la Merkel "svicola"
Ho messo il grassetto su una frase per evidenziarla. Vedi, in questa, che ancora il tabù della sovranità degli stati è ben lontano dal cadere.
Vedi, in questa frase, riassunta la distanza ancora enorme tra il pensiero federalista e quello degli "europeisti" (alla Prodi, Merkel e Monti).

Per carità: teniamoci buoni costoro, visto che tra costaoro e gli altri c'è una distanza ... di anni luce!

Ciao, ciao

difficile situazione dell'UE come "sistema politico"
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#4 L   polifilo 

  • the saint
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Postato 29 gennaio 2012 - 13:49

credo che pubblicare articolo su giornali tedeschi su pizza e mandolino non aiuti granché questa europa. se questa è l'europa tanto vale chiudere bottega e tornare ognuno a casa sua. io da un tedesco, dopo due guerre mondiali, non mi faccio comandare. preferisco onestamente un cinese. almeno loro non fanno la morale agli altri dopo aver inventato i campi di sterminio.
viva l'italia...e basta.
Veni Vidi Mici
tempus loquendi tempus tacendi
Chi ha coraggio di ridere, è padrone del mondo (leopardi)
quanto si stava meglio quando piazza della signoria era piazza del granduca
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#5 L   Condor 

  • Oh majestuoso Cóndor de los Andes, llevame, a mi hogar, en los
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Postato 29 gennaio 2012 - 19:05

Visualizza postART, su 29 gennaio 2012 - 03:13, detto:

La Cancelliera chiarisce che la solidarità verso i paesi in difficoltà, richiesta da più parti a Berlino, deve avere dei paletti ben precisi: «Noi aiutiamo i nostri partner con l'aspettativa che loro stessi compiano tutti gli sforzi possibili per migliorare la loro situazione». La Merkel rivendica come un'idea tedesca la promozione dei fondi salva-Stati, prima L'Efsf poi l'Esm, ma chiarendo che «nessun paese può farsi carico dei debiti dell'altro». Il timore, mai celato dalla Cancelliera, è che «con tutti gli aiuti miliardari ed i meccanismi salva-Stati, noi in Germania dobbiamo stare attenti che alla fine neppure a noi vengano a mancare le forze, perché neanche le nostre possibilità sono infinite e questo non servirebbe a nessuno in Europa».

Intevento della Merkel, da me pienamente condiviso.
L'unione politica è successiva al consolidamento delle responsabilità civili di un popolo. Uno Stato che naviga nei debiti e si permette ancora di elargire emolumenti milionari (vedasi ultimo scandalo del compenso a Celentano), beh, permettetemi di essere i sintonia con il pensiero tedesco della Merkel.
Quando le responsabilità preposte nella gestione dei flussi economici di uno Stato vengono meno, per incapacità di chi si è assunto l'onere, come non accettare l'idea di una supervisione (o commissariamento) di un ente supremo esterno, in grado di mettere ordine in chi confonde i ruoli istituzionali?
Erasmus sottolinea il concetto della inossidabilità della sovranità degli stati, lungi dall'essere compromessa. Ma diciamocelo francamente, come può la Germania essere compiacente di chi del disordine (soprattutto economico-finanziario) ne ha fatto, sempre, un cavallo di battaglia?
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#6 L   Roberto il Guiscardo 

  • Gruppo: Coordinatori
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  • Iscritto: 23 dicembre 2001

Postato 29 gennaio 2012 - 21:43

Credo che questa notizia c'entri abbastanza con l'argomento del topic:



A quanto pare il Monti greco, al secolo Lucas Papademos, non gli basta più. La signora Merkel vuole controllare la finanza e la politica greca senza intermediari: non più dunque un greco-tedesco come l'attuale premier, ma un tedesco-tedesco da nominare direttamente a Berlino.

«Piano per commissariare Atene», è il titolo di prima pagina del Sole 24 Ore di oggi 29 gennaio. La richiesta tedesca cade nel bel mezzo della trattativa sulla ristrutturazione del debito tra il governo greco e i creditori privati (banche e fondi d'investimento). Ma - ecco il ricatto - la pretesa della cancelliera è strettamente legata alla concessione del nuovo prestito che la Grecia dovrebbe ottenere a breve, pena il default totale. Un prestito che si dice dovrebbe salire dai 130 miliardi di euro inizialmente previsti, ai 145 che si reputano attualmente indispensabili.

La Grecia è di fatto un paese commissariato fin dal 2010, lo è ancor di più dopo l'arrivo al governo del banchiere Papademos, un uomo della Bce, di cui è stato vicepresidente dal 2002 al 2010. Un commissariamento che nei giorni scorsi ha prodotto una lettera di 12 pagine, firmata dalla troika (Fmi-Bce-Ue), che già oggi detta le scelte della politica greca.

http://sollevazione....o-ad-atene.html

Modificato da Roberto il Guiscardo - 29 gennaio 2012 - 21:44

Noi, ad Atene, facciamo così..
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#7 L   ART 

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  • Iscritto: 13 novembre 2002

Postato 30 gennaio 2012 - 03:12

Visualizza postErasmus, su 29 gennaio 2012 - 11:25, detto:

Vedi, ART, che alla domanda precisa sugli Stati Uniti d'Europa la Merkel "svicola"
Ho messo il grassetto su una frase per evidenziarla. Vedi, in questa, che ancora il tabù della sovranità degli stati è ben lontano dal cadere.
Vedi, in questa frase, riassunta la distanza ancora enorme tra il pensiero federalista e quello degli "europeisti" (alla Prodi, Merkel e Monti).

Per carità: teniamoci buoni costoro, visto che tra costaoro e gli altri c'è una distanza ... di anni luce!

Ciao, ciao

difficile situazione dell'UE come "sistema politico"


Me ne rendo conto perfettamente, non mi faccio illusioni. Ho comunque riportato la notizia in quanto ha una certa rilevanza il fatto che si parli di cambiamenti (seppur insufficienti) dell'attuale assetto europeo.

Visualizza postpolifilo, su 29 gennaio 2012 - 13:49, detto:

credo che pubblicare articolo su giornali tedeschi su pizza e mandolino non aiuti granché questa europa. se questa è l'europa tanto vale chiudere bottega e tornare ognuno a casa sua. io da un tedesco, dopo due guerre mondiali, non mi faccio comandare. preferisco onestamente un cinese. almeno loro non fanno la morale agli altri dopo aver inventato i campi di sterminio.
viva l'italia...e basta.


Più leggo "perle" del genere più ringrazio il cielo, o qualunque altro fattore me l'abbia impedito, di non avermi fatto diventare un nazionalista. Grazie dal profondo del cuore.

Visualizza postRoberto il Guiscardo, su 29 gennaio 2012 - 21:43, detto:

Credo che questa notizia c'entri abbastanza con l'argomento del topic:


Quale sarebbe la "notizia"? Le solite xxxxxxxxx del solito gruppo estremista sarebbero una notizia?
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#8 L   e.a. 

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Postato 30 gennaio 2012 - 04:20

Non mi preoccupa la Germania e per quel che vedo trovo l'articolo di P-S (che già avevo letto) paradossalmente molto ottimista e un pelo semplicista. Non trovate? Be, se le cose stessero così, staremmo messi benone.

La Germania può trarre enormi vantaggi dall'integrazione politica (se fatta in modo conveniente per loro e vista la sua perenne condizione di paese occupato). Non sto a elencarli.

Mi preccoupano molto di più gli altri paesi.. l'Italia, tra gli altri. E certi provincialismi d'epoca che ben conosciamo e che sempre fanno colossali danni quando cavalcati dai politicanti nostrani. E la Francia. Anche se credo vi sia un'evoluzione in senso più realistico. Vedremo con il dopo Sarkozy (ammesso vi sia un dopo) che vento tirerà.

E' chiaro che se in tutta Europa montano i provincialismi, la Germania potrebbe non avere la forza per guidare l'integrazione. E potrebbero anche prevalere, nella Germania stessa, delle volontà "isolazioniste", che comunque non mancano..
E in Italia tutto va bene...

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Tribunale Penale Internazionale per Napolitano, Berlusconi, Frattini, La Russa, Obama, Cameron, Zapatero, Sarkozy.
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#9 L   Erasmus 

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Postato 30 gennaio 2012 - 05:34

Visualizza postpolifilo, su 29 gennaio 2012 - 13:49, detto:

credo che pubblicare articolo su giornali tedeschi su pizza e mandolino non aiuti granché questa europa. se questa è l'europa tanto vale chiudere bottega e tornare ognuno a casa sua. io da un tedesco, dopo due guerre mondiali, non mi faccio comandare. preferisco onestamente un cinese. almeno loro non fanno la morale agli altri dopo aver inventato i campi di sterminio.
viva l'italia...e basta.

Ma che ti è successo? Hai smarrito la lucidità mentale?
Non ti accorgi che stai facendo un discorso "razzista"?
Un conto è rilevare quanto sia diffuso un comportamento, una mentalità, anche un grado di civiltà o inciviltà dal punto di vista "statistico", in un "popolo" (che appunto è identificato da specifiche peculiarità). Ed un altro è attribuire ad un gruppo etnico qualcosa di caratteriale, di insito quasi nel DNA di quella gente. E' questo che è razzismo puro. E se non sbaglio. in un thread dove si esprimono valutazioni su un personaggio politico individuo, tu ti metti a parlare indiscriminatamente dei tedeschi (anzi: del tedesco, come esistesse sostanzialmente un unico tipo di tedesco, lombrosianamente "criminale" per natura!)
Guarda che persino nella "Carta dei diritti fondamentale dell'Unione Europea" sta scritto che le responsabilità penali sono individuali e mai collettive.
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Adesso mi metterai dalla parte dei "negazionisti" se ti dico che di stermini e genocidi ce ne sono di più grossi di quelli fatti dai nazisti?
E visto che preferiresti essere comandato da un cinese che da un tedesco, lo sai che proprio nella Cina di Mao – e ben dopo la fine della II guerra mondiale – sono almeno 11 milioni i cinesi "sterminati", quasi sempre solo perché faceva bello farli passare come "nemici del popolo"? Per non parlare poi dei metodi "igienici" applicati dai maoisti tra il 46 ed il 47, quando bruciavano i lazzareti con dentro i lebbrosi ... così il problema della lebbra era quasi risolto. E, se andiamo a contare il "volume" di sterminati, non solo Stalin e PCUS battono di gran lunga Hitler e Nazisti, ma li batte anche Roosvelt-Truman e partito dei Democratici USA. Quanti milioni di morti hanno fatto i bombardamenti americani durante la II guerra mondiale? Non si sa di preciso: ma si può pesare a spanne se si pensa che dalla fine del '43 al'aprile del '45 (cioè in soli 16 mesi) sono morti nella sola Italia del Nord circa 120.000 civili sotto i bombardamenti alleati. Figurati quanti sono i morti civili tedeschi! E nota che la cosiddetta "Repubblica di Salò" non era uno stato riconosciuto in guerra con gli USA: l'Italia aveva già fatto l'armistizio (secondo gli alleati) e però restava il Nord-Italia da "liberare" dall'occupazione abusiva nazi-fascista! Per liberare 'sta Italia del Nord ... giù bombe su tutto ciò che si vedeva muoversi dagli aerei degli "anglo-americani"! Io sono uscito incolume da un bombardamento che ha ucciso attorno a me circa 400 civili (nel raggio di un km) colpevoli di abitare in quella specie di "delta" ferroviario costituito dalle ferrovie che qualche chilometro più in là toccano il "nodo ferroviario" che è la stazione di Porta Nuova. Un bombardamento a tappeto su una piccola area di meno di 4000 abitanti solcata però da una manciata di linee ferroviarie tra le quali ci stava pure il "deposito ferroviario" – un parco ferroviario di qualche km^2–. Risultato: circa il10% di morti del mio quartiere in pochi minuti. E sai bene che questo non è che un esempio delle parecchie migliaia di "missioni" fatte dall'aviazione "anglo-americana". Non crederai mica che così non fosse anche in Belgio, in Francia, in Olanda e in tutti i territori in mano ai tedeschi, eh? Idem nel Pacifico: bombardamenti simili a quelli in Europa sul Giappone ben prima di Hiroshima (e sulla Birmania, sulla Corea, sulle Filippine, su tutti i luoghi in mano ai giapponesi). [Nota, polifilo, che mi sono limitato a parlare della II guerra mondiale. Aggiungi tu ai milioni di uccisi dalle bombe USA nella II guerra mondiale gli altri milioni di ammazzati tra Corea, Vietnam, Cambogia, Afganistan, Iraq, ecc, ecc].

Tu dici che sarebbe meglio chiudere bottega, e ... addio sogno europeo!
Ma che perspicace che sei!
Peccato che uno sguardo al passato non lo sai dare. Uno sguardo per fare un confronto tra le situazioni precedenti (di stragi e stermini vari) e quelle del sessantennio europeo di CECA/CEE/UE (situazioni pacifiche dentro la CEE/UE e ... bellicose verso terzi – per esempio Iugoslavia/Kòsovo, senza andare fuori dall'Europa e senza rievocare le repressioni dell'UK su Cipro). Sei tanto perspicace da non capire che la bellicosità mostrata dagli europei (anche recentemente con la Libia di Gheddafi) trova spazio proprio perché non c'è abbastanza Europa politica (a decidere di andara bombardare qua e là sono i governi nazionali, viva l'Italia!!!).

Ciao ciao pure a te, polfilo.

Modificato da Erasmus - 30 gennaio 2012 - 05:42

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#10 L   Erasmus 

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Postato 30 gennaio 2012 - 06:08

Visualizza postRoberto il Guiscardo, su 29 gennaio 2012 - 21:43, detto:

A quanto pare il Monti greco, al secolo Lucas Papademos, non gli basta più. La signora Merkel vuole controllare la finanza e la politica greca senza intermediari: non più dunque un greco-tedesco come l'attuale premier, ma un tedesco-tedesco da nominare direttamente a Berlino.
[...]
]Un commissariamento che nei giorni scorsi ha prodotto una lettera di 12 pagine, firmata dalla troika (Fmi-Bce-Ue), che già oggi detta le scelte della politica greca.[...]

Qualcosa non mi torna Roberto.
a) Non compro mai quotidiani ... ma stamattina gurada caso – eccezionalmente ho acquistato proprio il Sole 24 Ore: A parte il titolo, l'insinuazione che su Il Sole 24 Ore ci sarebbe documentata la volontà della Merkel di essere lei a nominare il premier greco è soltanto follia e disinformazione.
b) Si parte con la Merkel alla quale non basterebbe Papademos (dipinto come uno sciacallo banchiere con l'uso studiatamente distorto di quelli che invece sono meriti, come l'aver fatto parte del board della BCE. Ma vogliamo pupulisti alla Berlusconi o alla Caldiroli al posto di persone competenti?). Si parte dicevo col fatto che alla Merkel non basterebbe un Papademos (e chiamarlo il "Monti greco" mi fare una idiozia) e si pensa di comprovare la "notizia" col dire che è arrivata una lettera "firmata dalla troika (Fmi-Bce-Ue)". Ma che c'entra più la Merkel?
E dove sta 'sta troika? Il FMI è presieduto dalla francese Lagarde (succeduta a Strauss Kahn), ha un "board" internazionale e i creditori nord-americani (che materialmente sganciano i soldini per i prestiti) sono in maggioranza su quelli europei. La BCE è presieduta dall'Italiano Draghi e non so ancora come è andata a finire la faccenda delle dimissione di Jürgen Stark (che forse non è ancora stato sostituito da altro tedesco); la Commissione europea (presieduta da Barroso) ha un commissario per stato membro. Insomma, dove sta 'sto intrigo della Merkel? Non riesco a vederci la longa manus della Merkel neanche a cercarla dannatamente!
Io son qua a dire che nemmeno lei è federalista: e anche lei cerca di conciliare l'impossibile (quel che dicevo "quadratura del cerchio"): pretendere la conservazione della sovranità nazionale e ugualmente pensare di potenziare le istituzioni davvero.
Ho cercato di rimarcare la "distanza" che c'è tra i federalisti e i sinceri europeisti (prigionieri però di quel "realismo" che è solo illogica mancanza di analisi politica del tipo cause-effetti). Ma ho anche detto che tra questi (Monti e Mrrkel) e gli altri ci sono "anni luce di distanza".
Insomma: a me non bastano nemmeno i Monti e le Merkel perché la volontà di andare verso gli Stati Uniti d'Europa non ce l'hanno nemmeno loro.
Tutto il resto (specie quell'acrimonia di insistere nel gettare ombre di malafede e di raggiro) mi pare che nuocia soprattutto all'immagine di chi insiste su ciò: quasi fosse mosso dall'invidia, dalla constatazione che la Merkel fa politica davvero!
Ma dai: vogliamo un po' sollevarci dal facile dire e non dire, dal citare senza citare davvero, dal far leva sul nazionalismo populista ... et similia?
Intanto la Germania ha avuto (scelti dagli elettori) cancellieri come Kohl, Schröder e Merkel mentre qua ce la siamo menata per 18 anni con Berluschismo condito da Lega-Nord, parafascisti da una parte e para stalinisti rifatti dall'altra- dai: non abbiamo da dare lezioni a nessuno, tanto meno agli elettori tedeschi.

Ciao ciao


Bye bye to all

Modificato da Erasmus - 30 gennaio 2012 - 15:13

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#11 L   Zardoz 

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Postato 30 gennaio 2012 - 11:38

Perchè la Germania dovrebbe volere più integrazione?
a lei sta benissimo la situazione attuale, ha distrutto l'export dei paesi med dando loro una moneta troppo forte (la moneta greca adesso vale più del dollaro, vedete un pò voi se non è una stramberia questa...) ha fatto in modo di riapprezzare i debiti dei suddetti paesi, ha lucrato un avanzo commerciali grandissimo nei loro confronti, perchè mai dovrebbe cedere ancora sovranità agli organismi UE?

i tedeschi quando parlando di integrazione lo fanno solo per stringere ancora di più la cinghia sui paesi med e strozzarli con ulteriori regole di bilancio e rigore, altro che riforma della BCE o €bonds.

E nessuno è capace di piantare i piedi e dirglielo in faccia oh!
Metallica forma spartana-
Devastante estetica nichilista-
Geometrico ordine prussiano-
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#12 L   e.a. 

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Postato 30 gennaio 2012 - 23:20

Visualizza postZardoz, su 30 gennaio 2012 - 11:38, detto:

la moneta greca adesso vale più del dollaro, vedete un pò voi se non è una stramberia questa...


si, ma la grecia (come l'Italia) può commerciare gratis e senza alcuna barriera con 300 milioni di consumatori europei. anche questa é una stramberia nel mondo rimasto alla logica delle piccole nazioni divise.

i paesi che hanno fatto politiche che non hanno protetto i lavoratori e i consumi interni si trovano con le gambe all'aria. é una legge del mercato, purtroppo ancora poco compresa. e le ricette che stanno applicando sono in sostanza le stesse di prima della crisi: ricette recessive e tese a massacrare i redditi da lavoro.

anche se nei buoni propositi, Sarkozy e Merkel, sembrano spingere l'acceleratore sulle politiche di sostegno al lavoro e al welfare, ancora non abbiamo visto fatti concreti. se succedesse, euro forte o debole, l'economia europea ripartirebbe in modo straordinario, perché la ricchezza c'é ed é immensa: é solo spaventosamente concentrata.
E in Italia tutto va bene...

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Tribunale Penale Internazionale per Napolitano, Berlusconi, Frattini, La Russa, Obama, Cameron, Zapatero, Sarkozy.
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