polifilo, su 09 febbraio 2012 - 20:14, detto:
l'argomento oggi come oggi mi annoia profondamente. cosa succederà all'europa se la grecia andrà in default o no.
la notizia che ripeto oggi, in tutti i post è che il governo monti, che tanto piace ai tedeschi, mi chiedo a quali tedeschi, ha tagliato i contributi a disabili e anziani non autosufficienti.
forse saremo tutti una manica di bischeri rispetto a voi grandi e supreme intelligenze, ma io di un'europa che attua simili politiche verso le categorie più deboli ed indifese me ne fotto.
Stai facendo di nuovo casino (al di là del fatto che i singoli decreti del governo Monti non sono spicciola politica dell'UE).
Se tuttavia una relazione con l'UE c'è, questa consiste ancora una volta nel fatto che di Europa ce n'è troppo poca.
In tutte le federazioni che si rispettano (da quella svizzera – che io considero la migliore tra le esistenti – a quella USA e a quella tedesca) esiste il principio della sussidiarietà che si traduce in solidarietà interregionale. Il principio di sussidiarietà è ribadito anche nel trattati di Maastricht (tuttavia senza essere definito): ma dai governi è sempre interpretato alla rovescia, a difesa del principio di sovranità nazionale: «
L'UE non intervenga dove è competente lo Stato Nazionale».
Ti è già stato fatto notare espressamente, ma ... "
non c'è peggior sordo di chi non vuol udire", si dice!. Un Land tedesco o uno "state" degli USA
non può andare in default: quando il bilancio è troppo negativo scatta automaticamente il
commissariamento (cioè l'esautorazione federale delle autorità regionali responsabili del cattivo governo), ma anche il risanamento a carico della federazione. Insomma: i nodi della mancanza di un vero governo europeo, dell'essere il Consiglio composto dai governi nazionali – e come potrebbero non essere tutti "cicero pro domo sua"? –, della pochezza dei poteri del PE (e quindi dell'enorme
deficit democratico dell'UE) [riassumibili tutti nel vecchiume di mantenere la formale sovranità degli stati] stanno venendo inesorabilmente al pettine.
Ma ... "veniamo al merito" (per dirla con Goldoni) dei tuoi attacchi al governo Monti.
a) Se un certo servizio S costa C ma è complicato e mal organizzato, può darsi che semplificandolo ed organizzandolo meglio venga a costare meno. Se è questione di vcita o di morte il risparmiare, perché non risparmiare anche semplificando e organizzando meglio i servizi, tra i quali ci sta pure S?
Leggo per esempio:
«Disabili. Colpo di spugna sulle inutili duplicazioni di documenti e di adempimenti nelle certificazioni sanitarie a favore dei disabili. Il verbale di accertamento dell’invalidità potrà quindi sostituire le attestazioni medico legali richieste. Ad esempio, per il rilascio del contrassegno per parcheggio e di accesso al centro storico, per l’Iva agevolata per l’acquisto dell’auto, l’esenzione dal bollo auto e dall’imposta di trascrizione al Pra.». Fonte;
Testo decreto semplificazioni
b) La tua espressione "taglio dei contributi a disabili e anziani non autosufficienti" dice qualcosa che non esiste! Forse hai così interpretato leggendo "taglio dei costi" in relazione ai servizi sociali che riguardano appunto invalidi e anziani non autosufficienti. In effetti il "taglio dei costi" è una espressione ambigua. Per esempio: oltre ai costi burocratici della mala organizzazione all'italiana, tra i costi del settore "disabili ed invalidi" ci sono anche assegni versati per assistenza a domicilio e/o accompagnamento. Tagliare queste ... "risorse" ai falsi invalidi – e figurati se, con mafia camorra 'ndrangheta ... e tutti i
furbi italiani, non ce ne sono! – e risparmiare sulla burocrazia che le amministra è ben diverso, ad esempio, dall'abbassare l'entità del singolo assegno o alzare il livello di invalidità per averne diritto.
[Questo è il rovescio della medaglia dell'evasione fiscale. Aumentare l'introito del fisco con la lotta all'evasione fiscale è ben diverso che aumentarlo aumentando le aliquote o abbassando il livello del reddito a cui scattano le aliquote].
Chi sarebbe da attaccare senza pietà non è il governo Monti ma la "casta" partitocratica italiana (ben rappresentata dai nostri parlamentari): altro che prendersela col governo Monti, con i tedeschi e con l'Unione Europea! Bada bene che quella casta l'ha votata il popolo italiano. E' questa la suprema beffa della fasulla nostra democrazia.
E allora, O.T. per O.T. ... leggiamo qnche questo:
«Decreto Monti bocciato dalla casta politica.
[...]
Il Decreto Monti prevedeva il taglio degli stipendi dei Parlamentari. Andiamo al dunque senza tergiversare.
"La commissione Affari Costituzionali della Camera, in data sabato 10 dicembre 2011, ha bocciato il decreto del governo Monti che prevedeva il taglio ai vitalizi dei parlamentari portandoli dagli attuali 11.039 euro netti mensili, pari a 132.078 euro annui, a 5.040 euro mensili, pari a 60.080 euro annui. La bocciatura è avvenuta sulla base del fatto che la norma introdotta dal governo Monti è stata ritenuta anti-costituzionale. La norma, quindi, è ritornata alla commissione bilancio e tesoro presieduta dal presidente del consiglio Mario Monti”
Il presidente del consiglio aveva specificato che era “necessario portare gli stipendi alla cifra non superiore ai 5.339 euro al mese perché tale cifra rappresenta la media degli stipendi parlamentari delle nazioni dell’eurozona e quindi bisogna entrare dentro i parametri europei”.
La Commissione Affari Costituzionali nel presentare al presidente del consiglio la bocciatura del suo decreto ha dichiarato ufficialmente a nome dei 48 deputati:
“Tale provvedimento lede l’autonomia del parlamento e la nostra integrità”.
Vi suggerisco di andare a controllare sulla pagina ufficiale della Camera dei deputati nella pagina relativa ai lavori dell’apposita commissione,
Ecco, qui [...] l’elenco dei 48 deputati che hanno votato contro il provvedimento.»
Fonte:
I privilegi della Casta restano
E sai cosa ti dico in più? Questo governo, per male che vada, è immensamente meglio del precedente, quello democraticamente voluto dal popolo: ma anche se invece fosse una disgrazia ... dal momento che non è stato il popolo a sceglierlo [in Italia il sistema politico è parlamentare: è il parlamento che dà o toglie i poteri al governo] e però è stato il popolo che aveva scelto questo parlamento perché desse i poteri al governo ... che sappiamo, ben venga anche la disgrazia per questo
popolo bue che non ha imparato nulla dalle precedenti esperienze. Chissà che non sia la volta buona per imparare qualcosa! Vedi, polifilo: mi torna alla mente di continuo la favola di Esopo/Fedro «Le rane voglio un re»
Ciao a tutti
Modificato da Erasmus - 11 febbraio 2012 - 14:56