Fonte: http://www.comite-va...php?article1960
Traduzione a cura di Nicoletta Forcheri
Un nuovo trattato europeo, di cui nessuno ha sentito parlare? Ebbene si. E’ un trattato che riguarda tutti i paesi dell’eurozona. E non è un caso che nella maggior parte dei paesi interessati non circoli assolutamente alcuna informazione su questo trattato. La ragione è che è molto pericoloso per i cittadini! Non dovreste saperne niente prima che le cose non siano diventate definitive!
Il trattato istituisce una nuova amministrazione europea, chiamata Meccanismo Europeo di Stabilità (MES): da non confondere con i predecessori, i fondi di soccorso europei MESF e FSFE, di cui si sente molto parlare nei telegiornali in questi giorni!!! Il FSFE è dotato di massimo 440 miliardi attualmente, ossia 1320 euro per euro-cittadino.
Il MES sostituirà i due precedenti e avrà la facoltà di svuotare le Casse degli Stati quando e tutte le volte lo vorrà. Il MES non ha limiti. Il Consiglio del MES sarà composto dai 17 ministri delle Finanze che ne diventeranno i Governatori. Sono loro che prenderanno le decisioni. I parlamenti nazionali non avranno voce in capitolo sul MES, né sui suoi Governatori che godranno di una totale immunità (come del resto tutti i suoi dipendenti).
Fino a oggi Bruxelles ha reso pubblico un unico esemplare del trattato… in inglese! (il 96,5%della popolazione dell’eurozona parla altre lingue!).
TRATTATO CHE ISTITUISCE IL MECCANISMO EUROPEO DI STABILITA’ (ESM)
Fonte: http://consilium.eur...treaty%20en.pdf
E’ stato firmato l’11 luglio 2011. Curiosamente nessun giornale francese o internazionale vi ha consacrato il sia pur minimo titolo. Il trattato diventerà definitivo dopo la ratifica dei parlamenti nazionali. Normalmente tali ratifiche sono una semplice formalità ed è poco probabile che i deputati abbiamo già capito che il testo significa la fine del potere supremo del parlamento, quello di decidere il bilancio. E quando le Casse saranno vuote, anche noi dovremo stringerci la cintura sempre di più per salvare l’euro e le banche.
Bruxelles vuole che i Parlamenti dell’eurozona diano il loro accordo entro il 31 dicembre 2011.
Se agiamo rapidamente, possiamo ancora allertare l’opinione pubblica e tentare di impedirne la ratifica.
Articolo di Rudo de Ruijter
video di Jozeph Muntenbergh
Pagina 1 di 1
MES, il nuovo dittatore europeo
ave
#2
Postato 13 novembre 2011 - 03:47
L'ennesimo articolo di coglionate paranoidi sull'ennesima emergenza inesistente di "Bruxelles" che vuole prendere il comando degli stati ecc. ecc. ecc.
Chi l'ha inventato però non ha neanche idea di come si scrive un articolo di disinformazione, oppure considera l'azione rivolta a soggetti con quoziente intellettivo da scimmia: qui chi attua il gran complotto che "avrà la facoltà di svuotare le Casse degli Stati quando e tutte le volte lo vorrà" non sono i mitici "eurocrati di Bruxelles" senza volto e senza nome buoni per ogni stagione ma "Il Consiglio del MES sarà composto dai 17 ministri delle Finanze che ne diventeranno i Governatori. Sono loro che prenderanno le decisioni". Adesso anche i ministri stessi degli stati si trasformano nei lupi cattivi di "Bruxelles", che per l'occasione addirittura "godranno di una totale immunità".
Chi l'ha inventato però non ha neanche idea di come si scrive un articolo di disinformazione, oppure considera l'azione rivolta a soggetti con quoziente intellettivo da scimmia: qui chi attua il gran complotto che "avrà la facoltà di svuotare le Casse degli Stati quando e tutte le volte lo vorrà" non sono i mitici "eurocrati di Bruxelles" senza volto e senza nome buoni per ogni stagione ma "Il Consiglio del MES sarà composto dai 17 ministri delle Finanze che ne diventeranno i Governatori. Sono loro che prenderanno le decisioni". Adesso anche i ministri stessi degli stati si trasformano nei lupi cattivi di "Bruxelles", che per l'occasione addirittura "godranno di una totale immunità".
Modificato da ART - 13 novembre 2011 - 03:51
With the rifle or with the keyboard
#3
Postato 13 novembre 2011 - 11:23
albatros, su 12 novembre 2011 - 18:15, detto:
Arbatros: il link manda ad una pagina del sito http://www.comite-valmy.org/, non alla fonte da cui hai fatto il copia\incolla del testo!
Il sito in questione si definisce:
COMITE' VALMY POUR UNE EUROPE DES PEUPLES ET NATIONS SOUVERAINES
(Comitato VALMY per una Europa dei popoli e delle nazioni sovrane)
La pagina "linkata" contiene il testo originale in francese dell'articolo di Rudo de Ruijter.
E quindi non può essere la tua fonte!
La traduzione in italiano della Forcheri è reperibile in rete in più siti.
Suppongo che tu l'abbia presa da qui:
=>Fonte? INDYMEDIA
-------------------
Nella stessa "linkata" pagina c'è anche un video (YouTube) in tedesco con sottoscritte in francese sul medesimo argomento.
=> Le MES - Mécanisme européen de stabilité (In tedesco)
In altri siti (più di uno) la traduzione della Forcheri è accompagnata dallo stesso video, ma con sottoscritte in italiano (in un italiano un po' ... maccheronico!). Per esempio qua:
=> //blog.chatta.it/morena:mia/
Volevo rispondere già ieri: ma non ho potuto per ... emergenze familiari.
Mi vedo ora preceduto da ART.
Mi limito allora a fare qualche rilievo.
a)
I "burocrati" di Bruxelles sono evidentemente molto più "trasparenti" del media nazionali, dato che l'intero testo del MES è reperibile nel sito del Consiglio dell'UE, quello stesso "linkato" nell'articolo; e l'articolo denuncia che né la stampa né la TV francesi l'hanno menzionato mai.
b)
Occhio: quel testo è una bozza. Prima di parlare di trattato ce ne vuole!
Mettere in piedi qualcosa che intervenga tempestivamente in caso di pericolo di default di uno stato-membro dell'Eurozona è urgentissimo. Occorrerebbe che ci fosse già.
In sé la cosa dimostra quanto sia idiota la pretesa dei singoli stati di essere "sovrani ed indipendenti", altro che difesa della libertà e della sovranità dei popoli!
C'è difetto di democrazia, dal momento che a governare la crisi del sistema "Eurozona" sono proposti i 17 ministri dell'economia dei rispettivi paesi membri?
Dal punto di vista dei nemici dell'Europa bisognerebbe dire di no, venendo confermato il rispetto dell'adesione volontaria degli stati, del diritto di veto di ogni rappresentante del rispettivo stato, ecc. ecc., in una parola della loro "sovranità".
Ma, a corto di argomenti, l'articolo suggerisce qualcosa che è invece la critica dei federalisti: il coacervo costituito dai singoli rappresentanti dei rispettivi governi nazionali non è democratico, ma autoreferenziale: in nessuna campagna elettorale nazionale il mandato dei governi a decidere fuori dei rispettivi parlamenti nazionali è mai stato dibattuto! E se le decisioni hanno da essere sovranazionali occorre una autorità sovranazione e costituita con processo democratico, assente invece nei meccanismi intergovernativi confederali.
E allora?
Questo non vuol dire affatto che spetti ai governi nazionali decidere su questioni di interesse specifico comunitario!
Vuol dire invece che è necessario costruire istituzioni sovranazionali, ma costituirle democraticamente: elevare la democrazia dal livello nazionale a quello comunitario.
Ma ciò non va bene per i governi nazionali!
O meglio: per i leader delle partitocrazie nazionali che perderebbero potere in patria e che non staccano il sedere dalla poltrina se non ribaltati di forza (magari da eventi esterni, come è il caso attualissimo del nostro cavaliere, il Silvio Nazionale).
c)
L'articolo presenta un quadro fosco che non corrisponde alla realtà.
La realtà è che l'UE, per come è configurata adesso, è troppo lenta negli interventi di "solidarietà".
Per esempio: il fondo "salva stati" FSFE è costituito da parecchio ma in realtà i soldi non ci sono ancora! Tra l'altro, quello che dovrebbe essere il massimo contributore (la Germania) ha il permesso di contribuire solo da qualche settimana: da quando la Corte Suprema tedesca – non ricordo più in quale giorno dell'ottobre scorso – ha detto SI', a condizione che l'esborso sia ratificato dal parlamento federale (Bundestag). L'Italia non ha contribuito ancora con un centesimo! E prima di sborsare un solo euro per la Grecia s'è trovata a cascare dalla parte di chi deve essere salvato invece che in quella dei salvatori.
La BCE già all'inizio dell'estate aveva osservato che il fondo previsto dal FSFE sarebbe stato insufficiente se un grosso stato come l'Italia fosse pure andato a rischio di default.
Ed eccoci in pochi giorni da quell'avvertimento a verificare puntualmente l'ipotesi della BCE.
Il MES è dunque la risposta a questa insufficienza.
Ma ... se ancora i fondi del FSFE sono solo "virtuali", figuriamoci quelli del MES. («Campa cavallo ...!»)
d)
Ci sono poi nell'articolo particolari affermazioni che non stanno né in cielo né in terra!
Ma su queste interverrò, semmai, successivamente.
Il fatto vero, inoppugnabile, è che si sta verificando esattamente quel che diceva Einaudi già nel 1951: «Gli stati nazionali europei sono polvere senza sostanza. Il problema non è quello di unirsi o no. E' quello di perdurare unendosi o perire restando separati» [Sono andato a memoria: le esatte parole di Einaudi non le saprei ripetere perfettamente. Ma il senso è questo qua!]
--------------------
P.S.
Stranamente, il sito di "Comité VALMY" conferma la mia teoria della "coincidentia oppositorum".
Dategli un'occhiata.
Troverete riferimenti favorevoli al maoismo.
Ci trovate la partigianeria a favore di Gheddafi (per cui simpatizzava l'estrema sinistra ai tempi di Reagan).
Ci troverete i contributi dell'estrema sinistra francese alla lotta anti-europeista.
Il tutto assieme all'esaltazione (quasi idolatra) di De Gaule, ad un radicalismo di destra estrema davanti al quale il movimento di Le Pen fa sorridere ... Un modo di ragionare e di porre le questioni davanti al quale la stessa Padania & Co appare quasi soddisfacente!
Quel che manca è la coerenza tra tutte queste manifestazioni di libertarismo: un guazzabuglio contradditorio (condito anche da bufale) che cerca di raccogliere a destra e a manca. Posizioni che poi finiscono (loro malgrado) col portar acqua alle forze partitocratiche, quasi salvatrici dai pericoli di disgregazione, quelle sì davvero liberticide in ultima analisi!
Cose analoghe si potrebbero dire dell'altro sito da me linkato come possibile fonte della traduzione della Focheri dell'articolo del [francese] COMITE' VALMY, cioè //blog.chatta.
Qui, se volete divertirvi, non avete che da cliccare sul video L'UNIONE EUROPEA E' UN GOLPE (presente anche su YouTube). Ilvideo inquadra permanentemente un certo Francesco Mazzuoli (da non confondere con l'omonimo pittore) che tiene una specie di lezione con questo titolo. La relazione di Mazzuoli è recentissima: tenuta venerdì scorso 11.11.11 a Mestrino (Padova)] su organizzazione della sezione locale del PdL (che è il partito maggioritario a livello comunale).
Ciao a tutti.
Modificato da Erasmus - 14 novembre 2011 - 01:54

«NO a nuovi trattati intergovernativi!»
«SI' alla "Costituzione Europea" federale, democratica e trasparente!»
#4
Postato 14 novembre 2011 - 20:22
NB:
Ho spedito 5 messaggi di questo thread (tre di sonounpollo e due di ART) in Meteore col titolo:
"sonounpollo vs. ART, Ostracismo per 'motu proprio' di Erasmus"
================================================
@ Albatrooooss!!!
Sei forse quello della "toccata e fuga"?
Hai 'postato' più di 1000 messaggi in Spazioforum (dal luglio 2005 ad oggi), ma solo 3 in questa sezione "Unione Europea", aprendo ogni volta un thread nel quale poi non sei più intervenuto!
Ecco tutta la tua storia in questo forum:
1. => L'OCCIDENTE È RAZIONALE PERCHÉ CRISTIANO, (Albatros, 30.01:06)
2. => Modello di democrazia ebraico-cristiana e modello di democrazia pagana, (Albatros, 26.01:08)
3. => MES, il nuovo dittatore europeo, (Albatros, 12.11:11)
Dai: datti una mossa ed intervieni ancora. Se non altro per farci sapere se condividi o no, in tutto o in parte, questo articolo col quale hai aperto questi thread.
A rileggerti, dunque!
Ciao
====================================================
So che Arbatros testimonia la propria fede cristiana, e anche per questo ha la mia stima (in questi tempi nei quali, per rispetto umano e per non essere oggetto di ischerno, si dovrebbe quasi vergognare delle sue convinzioni e nasconderle ...).
Vorrei allora che dicesse la sua sulla questione dell'integrazione politica dell'UE, anche alla luce delle recenti posizioni abbastanza filo-europeiste della Chiesa Cattolica ed in particolare delle decise posizioni federaliste espresse su un organo di stampa specificamente cattolico quale è "Voce Isontina", settimanale dell'Arcidiocesi di Gorizia.
Trascrivo, in proposito, una e.mail pervenutami ieri, dom. 13.11.11, tramite la mailing-list del MFE.
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
Da: ... @yahoo.it
Oggetto: Anche la stampa delle Diocesi per la federazione europea
Data: 13 novembre 2011 3:08:25 GMT+01:00
A: Forum MFE mfe@yahoogroups.com
---------------------------
Riporto un editoriale pubblicato sul settimanale dell'Arcidiocesi di Gorizia, "Voce Isontina", il 5 novembre 2011:
Per un'Europa unita e libera
di Feliciano Medeot (Direttore della Società Filologica Friulana)
Nel 1941, Altiero Spinelli, mentre si trovava al confino coatto di Ventotene, scrisse il saggio Per un'Europa libera e unita. Progetto d'un manifesto, più noto come ilManifesto di Ventotene.
In questo libretto, dato alle stampe clandestinamente nel 1944, vengono poste le basi ideali per la costituzione di una federazione di Stati europei, gli Stati Uniti d'Europa.
Alcuni anni dopo, il 9 maggio 1950, Robert Schuman, allora Ministro degli Esteri, pronunciò un discorso in cui comparve, per la prima volta, il concetto di unione economica e politica tra i vari Stati europei. Questa sfida vene immediatamente raccolta dal Cancelliere tedesco Konrad Adenauer e dal Presidente del Consiglio dei Ministri italiano, Alcide De Gasperi e in breve si arrivò all'aprile del 1951, quando Belgio, Francia, Germania Italia, Lussemburgo ed Olanda firmano il Trattato istitutivo della Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio: era l'inizio del percorso politico dell'integrazione europea. Un processo che è continuato fino ai giorni nostri;tra momenti di esaltazione come il Trattato di Schengen del 1985, per la libera circolazione delle persone, e quello di Maastricht del 1992, che sancì la nascita dell'Euro, e momenti di sconforto, come quelli attuali.
Un percorso irto di difficoltà che è però giunto ad un punto di non ritorno: un processo che non è concluso, ma deve essere sempre difeso e rilanciato con nuovi ed ambiziosi obiettivi; un cammino che sta vivendo una crisi istituzionale che supera la crisi dell'euro e dei debiti nazionali.
Il comportamento dei leader europei, certo, non aiuta: gaffe istituzionali e sciagurate dichiarazioni agli organi d'informazione; politiche economiche di alcuni Governi, tra cui l'Italia, più da cicale che da formiche; "sorrisi" di sufficienza e superiorità scambiati tra la Cancelliera tedesca Angela Merkel ed il Presidente francese Nicholas Sarkozy che ricordano l'atteggiamento dei primi della classe, che vedono i compagni in difficoltà, ma che non guardano le proprie difficoltà interne (elettorali ed economiche).
Cos'è, quindi, cambiato, dagli anni '40-'50 ad oggi? Perchè le ambiziose sfide di quegli anni si stanno arenando? L'idea d'Europa nacque da una generazione chiamata a ricostruire un continente dopo le distruzioni delle due guerre mondiali, un continente lacerato da due proposte ideologiche antitetiche fra loro.
Solo chi aveva visto i propri occhi le rovine delle guerre del Novecento poteva sedersi attorno ad un tavolo per stringere un'alleanza tra ex-nemici.
Chi fu poi chiamato a continuare quel processo d'integrazione, quello che portò alla nascita dell'euro ed alla libera circolazione delle persone, faceva parte di una generazione che aveva, comunque, vissuto la tragedia bellica: "Dobbiamo portare a termine il processo d'unificazione finchè sono ancora in vita coloro che hanno visto gli orrori della guerra", ebbe a dire il Cancelliere tedesco Helmut Kohl a Carlo Azeglio Ciampi, allora Ministro italiano del Tesoro, era il 1997. Solo chi ha vissuto in prima persona le disgrazie può apprezzare anche i piccoli passi avanti.
Come, dunque, uscire da questa impasse istituzionale? Con un trapasso generazionale, con i giovani: chi è nato dagli anni Settanta del secolo scorso in poi, che è cresciuto con i vantaggi dell'unificazione europea, chi ha avuto la possibilità di viaggiare per l'Europa senza visti e documenti, quei giovani che usano la stessa moneta a Gorizia come a Kiel, a Lisbona come a Graz, quei giovani che hanno avuto la possibilità di studiare all'estero con i programmi universitari Erasmus. Per questioni anagrafiche, gli attuali leader europei non hanno visto la guerra ma non sono nemmeno maturati nell'Europa di oggi. Non è certo una colpa, piuttosto, piuttosto una tara ideologica ed opportunistica.
L'altro passaggio fondamentale riguarda senza dubbio il ruolo decisionale dell'Europa unita. Nel Manifesto di Spinelli, l'Europa è auspicata come un unico governo federale, non un "governo dei governi", in cui le decisioni sono un compromesso tra i singoli interessi nazionali.
La stessa querelle sulle dimissioni di Lorenzo Bini Smaghi dalla Banca Centrale Europea non è una valutazione sulle competenze e sul curriculum del signor Bini Smaghi, ma sul fatto che questi sia cittadino italiano piuttosto che francese. Ebbene, l'Europa merita molto di più, soprattutto in un mondo multilaterale come quello attuale, in cui nuovi attori come Cina ed India diventeranno sempre più protagonisti.
Per concludere, è opportuno ripensare le parole conclusive del Manifesto di Spinelli "La via da percorrere non è facile, nè sicura. Ma deve essere percorsa e lo sarà!".
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(Nota di Erasmus: sopprimo la parte di e.mail contenente comunicazioni in ambito mailing-list, poste all'attenzione dei responsabili del MFE)
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Ciao a tutti
Ho spedito 5 messaggi di questo thread (tre di sonounpollo e due di ART) in Meteore col titolo:
"sonounpollo vs. ART, Ostracismo per 'motu proprio' di Erasmus"
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@ Albatrooooss!!!
Sei forse quello della "toccata e fuga"?
Hai 'postato' più di 1000 messaggi in Spazioforum (dal luglio 2005 ad oggi), ma solo 3 in questa sezione "Unione Europea", aprendo ogni volta un thread nel quale poi non sei più intervenuto!
Ecco tutta la tua storia in questo forum:
1. => L'OCCIDENTE È RAZIONALE PERCHÉ CRISTIANO, (Albatros, 30.01:06)
2. => Modello di democrazia ebraico-cristiana e modello di democrazia pagana, (Albatros, 26.01:08)
3. => MES, il nuovo dittatore europeo, (Albatros, 12.11:11)
Dai: datti una mossa ed intervieni ancora. Se non altro per farci sapere se condividi o no, in tutto o in parte, questo articolo col quale hai aperto questi thread.
A rileggerti, dunque!
Ciao
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So che Arbatros testimonia la propria fede cristiana, e anche per questo ha la mia stima (in questi tempi nei quali, per rispetto umano e per non essere oggetto di ischerno, si dovrebbe quasi vergognare delle sue convinzioni e nasconderle ...).
Vorrei allora che dicesse la sua sulla questione dell'integrazione politica dell'UE, anche alla luce delle recenti posizioni abbastanza filo-europeiste della Chiesa Cattolica ed in particolare delle decise posizioni federaliste espresse su un organo di stampa specificamente cattolico quale è "Voce Isontina", settimanale dell'Arcidiocesi di Gorizia.
Trascrivo, in proposito, una e.mail pervenutami ieri, dom. 13.11.11, tramite la mailing-list del MFE.
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Da: ... @yahoo.it
Oggetto: Anche la stampa delle Diocesi per la federazione europea
Data: 13 novembre 2011 3:08:25 GMT+01:00
A: Forum MFE mfe@yahoogroups.com
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Riporto un editoriale pubblicato sul settimanale dell'Arcidiocesi di Gorizia, "Voce Isontina", il 5 novembre 2011:
Per un'Europa unita e libera
di Feliciano Medeot (Direttore della Società Filologica Friulana)
Nel 1941, Altiero Spinelli, mentre si trovava al confino coatto di Ventotene, scrisse il saggio Per un'Europa libera e unita. Progetto d'un manifesto, più noto come ilManifesto di Ventotene.
In questo libretto, dato alle stampe clandestinamente nel 1944, vengono poste le basi ideali per la costituzione di una federazione di Stati europei, gli Stati Uniti d'Europa.
Alcuni anni dopo, il 9 maggio 1950, Robert Schuman, allora Ministro degli Esteri, pronunciò un discorso in cui comparve, per la prima volta, il concetto di unione economica e politica tra i vari Stati europei. Questa sfida vene immediatamente raccolta dal Cancelliere tedesco Konrad Adenauer e dal Presidente del Consiglio dei Ministri italiano, Alcide De Gasperi e in breve si arrivò all'aprile del 1951, quando Belgio, Francia, Germania Italia, Lussemburgo ed Olanda firmano il Trattato istitutivo della Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio: era l'inizio del percorso politico dell'integrazione europea. Un processo che è continuato fino ai giorni nostri;tra momenti di esaltazione come il Trattato di Schengen del 1985, per la libera circolazione delle persone, e quello di Maastricht del 1992, che sancì la nascita dell'Euro, e momenti di sconforto, come quelli attuali.
Un percorso irto di difficoltà che è però giunto ad un punto di non ritorno: un processo che non è concluso, ma deve essere sempre difeso e rilanciato con nuovi ed ambiziosi obiettivi; un cammino che sta vivendo una crisi istituzionale che supera la crisi dell'euro e dei debiti nazionali.
Il comportamento dei leader europei, certo, non aiuta: gaffe istituzionali e sciagurate dichiarazioni agli organi d'informazione; politiche economiche di alcuni Governi, tra cui l'Italia, più da cicale che da formiche; "sorrisi" di sufficienza e superiorità scambiati tra la Cancelliera tedesca Angela Merkel ed il Presidente francese Nicholas Sarkozy che ricordano l'atteggiamento dei primi della classe, che vedono i compagni in difficoltà, ma che non guardano le proprie difficoltà interne (elettorali ed economiche).
Cos'è, quindi, cambiato, dagli anni '40-'50 ad oggi? Perchè le ambiziose sfide di quegli anni si stanno arenando? L'idea d'Europa nacque da una generazione chiamata a ricostruire un continente dopo le distruzioni delle due guerre mondiali, un continente lacerato da due proposte ideologiche antitetiche fra loro.
Solo chi aveva visto i propri occhi le rovine delle guerre del Novecento poteva sedersi attorno ad un tavolo per stringere un'alleanza tra ex-nemici.
Chi fu poi chiamato a continuare quel processo d'integrazione, quello che portò alla nascita dell'euro ed alla libera circolazione delle persone, faceva parte di una generazione che aveva, comunque, vissuto la tragedia bellica: "Dobbiamo portare a termine il processo d'unificazione finchè sono ancora in vita coloro che hanno visto gli orrori della guerra", ebbe a dire il Cancelliere tedesco Helmut Kohl a Carlo Azeglio Ciampi, allora Ministro italiano del Tesoro, era il 1997. Solo chi ha vissuto in prima persona le disgrazie può apprezzare anche i piccoli passi avanti.
Come, dunque, uscire da questa impasse istituzionale? Con un trapasso generazionale, con i giovani: chi è nato dagli anni Settanta del secolo scorso in poi, che è cresciuto con i vantaggi dell'unificazione europea, chi ha avuto la possibilità di viaggiare per l'Europa senza visti e documenti, quei giovani che usano la stessa moneta a Gorizia come a Kiel, a Lisbona come a Graz, quei giovani che hanno avuto la possibilità di studiare all'estero con i programmi universitari Erasmus. Per questioni anagrafiche, gli attuali leader europei non hanno visto la guerra ma non sono nemmeno maturati nell'Europa di oggi. Non è certo una colpa, piuttosto, piuttosto una tara ideologica ed opportunistica.
L'altro passaggio fondamentale riguarda senza dubbio il ruolo decisionale dell'Europa unita. Nel Manifesto di Spinelli, l'Europa è auspicata come un unico governo federale, non un "governo dei governi", in cui le decisioni sono un compromesso tra i singoli interessi nazionali.
La stessa querelle sulle dimissioni di Lorenzo Bini Smaghi dalla Banca Centrale Europea non è una valutazione sulle competenze e sul curriculum del signor Bini Smaghi, ma sul fatto che questi sia cittadino italiano piuttosto che francese. Ebbene, l'Europa merita molto di più, soprattutto in un mondo multilaterale come quello attuale, in cui nuovi attori come Cina ed India diventeranno sempre più protagonisti.
Per concludere, è opportuno ripensare le parole conclusive del Manifesto di Spinelli "La via da percorrere non è facile, nè sicura. Ma deve essere percorsa e lo sarà!".
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Modificato da Erasmus - 14 novembre 2011 - 20:57

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