Spazioforum: Il Canada si ritira da Kyoto - Spazioforum

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Il Canada si ritira da Kyoto Vota la conversazione: -----

#1 L   Roberto il Guiscardo 

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Postato 17 dicembre 2011 - 12:37

Per coloro che credevano che il Canada avesse maturato una coscienza civile tale sulla questione ambiente, da dare per scontata la sua adesione al trattato di Kyoto, sarà una gran brutta disillusione! Il Canada scende al livello dei peggio Paesi: di quelli che non hanno firmato il trattato sulla riduzione delle emissioni, al pari di USA e Cina, per intenderci.

OTTAWA - Mentre il mondo guarda all'accordo del Kyoto 2 1, il Canada si ritira dall'originale: "Il protocollo di Kyoto sui cambiamenti climatici non funziona", ha detto il ministro dell'ambiente canadese Peter Kent. Che ha aggiunto: "Come abbiamo già detto, il Protocollo per noi è il passato".
Il ministro non ha precisato quando il Canada uscirà ufficialmente dal trattato, diventando così il primo Paese a farlo, ma ha specificato che il suo governo farà ricorso al suo "diritto legale di ritirarsi formalmente dal Protocollo".
Il Canada rischierebbe di dover pagare altissime penalità se non si ritirasse da Protocollo, ha aggiunto il ministro, che così si è espresso al suo rientro da Durban, in Sudafrica, dove ha partecipato alla 17/ma conferenza mondiale sul clima.
Una decisione aspramente criticata dalla Cina, che è il maggior inquinatore mondiale ma a Durban
ha annunciato una svolta verde 2: "La scelta canadese è spiacevole e va in controtendenza con gli sforzi della comunità internazionale" .
http://www.repubblic...kyoto-26515220/

La scelta è stata giustificata con questo ragionamento: "se i due maggiori inquinatori, appunto, USA e Cina non hanno firmato il trattato, il trattato non serve a niente". Ma gatta ci cova, e la gatta ha un nome: sabbie bituminose:

La parola magica nelle orecchie di Peter Kent è "sabbie bituminose". Una miscela di argilla, acqua, sabbia, fango e bitume, dalla quale si può ottenere petrolio grezzo. Il processo è tutt'altro che economico: per ricavare 1 barile di petrolio è necessario "strizzare" 2 tonnellate di sabbie, usando solventi e acidi estremamente aggressivi. Ma si tratta comunque di oro nero, e il Canada ha le riserve più consistenti: nel bacino del fiume Athabasca, in Alberta, se ne calcolano 1.700 miliardi di barili – più dell'Iran, quarto produttore di petrolio convenzionale dell'Opec.

Le sabbie bituminose peggio del petrolio. Estrarre greggio in questo modo è estremamente dannoso per l'ambiente. Un barile di petrolio emette, all'estrazione, 29 kg di ossido di carbonio: le sabbie bituminose ne "costano" invece 125 kg di CO2, quattro volte tanto. Un documentario mostra l'impatto sul territorio: poiché le sabbie si trovano esattamente sotto le foreste boreali, andarle a prendere significa distruggere le foreste. Finora è stata rasa al suolo una superficie pari a quelle di Milano, Palermo e Firenze messe insieme. Ed è solo l'inizio.

http://www.dirittodi...lio-opec-19288/


E quindi esce fuori che se il Canada non decidesse di uscire dagli accordi di Kyoto, dovrebbe pagare 10 miliardi di dollari di multa per l'inquinamento derivante dall'estrazione del petrolio dalle sabbie. Scoperto l'arcano quindi: il Paese definito uno dei più virtuosi al mondo, appena si presenta la possibilità di fare business, non ci pensa due volte a mettersi tra i parìa.

In quanto alla Cina, in effetti la "svolta verde" di questo immenso Paese c'è stata a Durban, l'8 dicembre scorso:

Xie Zhenhua, vice presidente della National Development e Riform Commission cinese, capo negoziatore a Durban, si è perciò presentato a Durban offrendo un quadro della situazione molto dinamico. La Cina ha migliorato la sua efficienza energetica del 19 % dal 2005 (riducendo le emissioni di 1,5 miliardi di tonnellate di anidride carbonica) e ha programmato un ulteriore miglioramento del 40 - 45 per cento entro il 2020. Investirà 250 miliardi di euro nei prossimi 5 anni per lo sviluppo di un'economia a bassa intensità di carbonio. Produrrà 1 milione di auto elettriche entro il 2015.

http://www.repubblica.it/ambiente/2011/12/08/news/clima_stati_uniti_in_imbarazzo_la_svolta_cinese_spiazza_obama- 26269695/


Il realtà anche in questo caso gatta ci cova: la Cina è il maggior produttore al mondo di pannelli fotovoltaici. Cina convertita all'ambiente, quindi? O soltanto la solita Cina che ha fiutato l'affare "verde"...?

Modificato da Roberto il Guiscardo - 17 dicembre 2011 - 12:45

Noi, ad Atene, facciamo così..
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