Spazioforum: Salva il clima, privatizza l'acqua - Spazioforum

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Salva il clima, privatizza l'acqua
...dal flop di Durban finalmente una cosa seria...
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#1 L   friedkin 

  • Gruppo: Banned
  • Post: 132
  • Iscritto: 12 settembre 2011

Postato 28 dicembre 2011 - 17:17

Il rapporto McKinsey sulle sfide ambientali presentato al meeting sul clima di Durban mette in evidenza l'importanza dei guadagni di produttività nel settore idrico


Il rapporto McKinsey sulle sfide ambientali presentato al meeting sul clima di Durban mette in evidenza l'importanza dei guadagni di produttività nel settore idrico. Anche l'Italia deve fare molti passi in questo senso. Se ne occupa il Focus "Salva il clima, privatizza l'acqua" (PDF) di Lucia Quaglino, fellow dell'Istituto Bruno Leoni, e Carlo Stagnaro, direttore ricerche e studi dell'IBL.


Per Quaglino e Stagnaro, "in Italia uno dei maggiori ostacoli alla coerenza politica è la confusione e l'incertezza regolatoria nel definire ruoli, responsabilità e priorità a livello nazionale, a cui si aggiunge la mancanza di impegno politico a livello centrale e locale".

Per questo occorre, nonostante i risultati referendari di giugno, "garantire la piena copertura dei costi (inclusi quelli di investimento) attraverso la tariffa", "affidare la gestione del servizio tramite gare, come richiesto dal diritto comunitario, allo scopo di rimuovere, per quanto possibile e nella misura in cui possibile, le asimmetrie informative, con la conseguenza di contenere l'estrazione di rendite monopolistiche", "garantire una governance credibile, capace di fornire informazioni chiare che consentano ai cittadini la piena comprensione delle politiche idriche sulla base di criteri il più possibile oggettivi, anziché politici e ideologici", e infine

"privatizzare tutti i soggetti coinvolti nel business".


Il Focus "Salva il clima, privatizza l'acqua" di Lucia Quaglino e Carlo Stagnaro è liberamente scaricabile qui: (PDF)



http://www.brunoleon...px?codice=11014

....


Con buona pace di Gargamella del PD...


Immagine postata

Modificato da friedkin - 28 dicembre 2011 - 17:18

Amare se stessi e' l'inizio di un idillio che dura una vita.
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#2 L   Alex Svoboda 

  • Brigante Migrante
  • Gruppo: Membri Sf
  • Post: 6.549
  • Iscritto: 10 gennaio 2010

Postato 28 dicembre 2011 - 22:59

http://www.spaziofor...ost__p__1099239

:readpaper:
Piero 'Alex Svoboda'
Per scetare tutta chesta gente che non ha capito niente e ce sta a guarda'
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#3 L   cciappas 

  • Gruppo: Membri Sf
  • Post: 7.763
  • Iscritto: 13 dicembre 2001

Postato 29 dicembre 2011 - 13:27

ogni cosa prvatizzata è venuta a costarci di più..
ieri su repubblica c'era una lettera di un tale che comprato un apprtamento per 300,000 euro da uno che lo aveva comprato con le cartolizzazioni su tremonti per 50,000 euro,,,
bravoi tremonti

oggi ce ne è invece un'altra che dice di lavorare all'impdap in un immobile ora in affitto per 80000 euro al mese dopo che la stessa impdap lo aveva venduto per una miseria...
chi si arrichisce con questi furti,,, ???
e nessuno muove un dto???
poi ci dicono che abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità... e quanti ce ne sono di questi furti???? per i quali poi magari la camera rrifiuta l'arresto??

Modificato da cciappas - 29 dicembre 2011 - 13:29

Rispetta i lavorstori,,, non comprare nel supermecati il di di festa!

Se capitale e lavoro non saranno soggetti alle stesse aliquote fiscali le classi lavoratrici saranno sempre succube del padronato
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#4 L   friedkin 

  • Gruppo: Banned
  • Post: 132
  • Iscritto: 12 settembre 2011

Postato 29 dicembre 2011 - 16:05


IL CASO/ L'inutile bufala dietro al referendum sull'acqua
Carlo Stagnarolunedì 23 maggio 2011



Immagine postata


Con la creazione dell'Autorità per l'acqua i referendum perdono senso? In un certo senso, sì; in un altro, non ce l'hanno mai avuto. Nella pratica, è corretta l'analisi del sottosgeretario allo Sviluppo economico, Stefano Saglia, secondo cui "il referendum non sarà superato legalmente, ma lo sarà nei fatti".

Uno dei principali limiti dell'impostazione disegnata dal decreto Ronchi, infatti, stava proprio nell'assenza di un regolatore incaricato di determinare le tariffe. Queste venivano lasciate alla sostanziale discrezionalità dei sindaci (rappresentati nelle Autorità d'ambito territoriale ottimale), che potevano essere tentati di assegnare alle ragioni della politica - tenere i prezzi i più bassi possibili - un peso specifico maggiore rispetto a quelle dei numeri.

Naturalmente, per esprimere una valutazione occorrerà attendere e vedere come l'Autorità verrà strutturata: quali poteri avrà sulla carta e se avrà le risorse (umane e finanziarie) per svolgere correttamente il proprio lavoro. In ogni caso, il potenziamento del Conviri - o, con lo stesso risultato e forse qualche garanzia in più, l'assegnazione delle competenze sull'acqua all'Autorità per l'energia - contribuisce a dare maggiore coerenza e robustezza al quadro regolatorio. E a far venir meno alcune delle preoccupazioni che hanno mosso i sottoscritori dei quesiti referendari in programma per i prossimi 12-13 giugno.

Sullo sfondo, però, permane un grande equivoco: checché ne pensino tutti quelli che in buona fede hanno firmato, in Italia l'acqua non è mai stata privatizzata. Non lo è stata in quanto sia la risorsa idrica, sia le infrastrutture - tubi, pompe, potabilizzatori, depuratori, fogne, ecc. - sono e resteranno pubbliche. Ai privati viene offerta la possibilità di entrare nella gestione del settore, e fare gli investimenti necessari, traendone una "congrua remunerazione".

Ciò accade sulla base dell'aspettativa che essi abbiano maggiori competenze tecniche e disponibilità finanziarie rispetto alle loro controparti pubbliche, che sono generalmente sottodimensionate e sempre troppo influenzate dai politici che ne nominano gli amministratori e ne decidono, in ultima analisi, le condizioni di equilibrio finanziario. Questo limite, peraltro, verrebbe ingigantito se passasse il secondo quesito referendario, quello che - sottraendo la remunerazione del capitale investito dalle voci ribaltate in tariffa - sposterebbe di fatto gli oneri finanziari sulle spalle dei Comuni.

Quella della privatizzazione è una bufala talmente grande che perfino l'Ocse, nel suo "Economic Survey of Italy 2011", si sente in dovere di chiedere la "full privatization" di un settore che, evidentemente, è la cenerentola degli investimenti. La scelta se affidarsi, totalmente o parzialmente, risponde dunque a una serie di valutazioni che sono più tecniche e finanziarie che politiche. Perché, allora, il semplice sospetto che l'acqua possa essere privatizzata desta tante preoccupazioni?

È difficile rispondere, perché non c'è alcuna evidenza delle catastrofi che vengono preconizzate. Anzi: come dimostra Fredrik Segerfeldt nel suo libro "Acqua in vendita? Come non sprecare le risorse idriche", l'esperienza internazionale è molto incoraggiante. Lo è, soprattutto, nei paesi in via di sviluppo, dove l'ingresso di soggetti privati ha consentito di cambiare volto al settore idrico, estendendo le tubature e migliorando l'accessibilità e la qualità dell'acqua, a vantaggio soprattutto delle periferie povere, e imponendo un (modesto) sacrificio, sottoforma di aumenti tariffari, ai ceti urbani medio-alti che già potevano contare sul lusso di un rubinetto in casa.

Dietro l'ostilità alla "privatizzazione", allora, c'è soprattutto il pregiudizio. E dietro il pregiudizio ci sono soprattutto vizi ideologici, o interessi politici. Può esserci, da parte di qualcuno, la sincera convinzione che davvero i privati siano intrinsecamente speculatori e il pubblico sia per sua natura efficiente e bene intenzionato. A proposito, anche la Terra non è piatta.


...


...sic et simpliciter...


Immagine postata

Modificato da friedkin - 29 dicembre 2011 - 16:06

Amare se stessi e' l'inizio di un idillio che dura una vita.
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#5 L   il Monitore 

  • Gruppo: Membri Sf
  • Post: 3.127
  • Iscritto: 17 giugno 2009

Postato 29 dicembre 2011 - 20:19

Visualizza postcciappas, su 29 dicembre 2011 - 13:27, detto:

ogni cosa prvatizzata è venuta a costarci di più

Proprio per questo, toccando il portafogli di ciascuno, si riuscirebbero ad avere meno sprechi di un bene essenziale quale l'acqua.

Immagine postataImmagine postataImmagine postata

Modificato da il Monitore - 29 dicembre 2011 - 22:15

Ignore List: (vuoto).
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#6 L   Alex Svoboda 

  • Brigante Migrante
  • Gruppo: Membri Sf
  • Post: 6.549
  • Iscritto: 10 gennaio 2010

Postato 29 dicembre 2011 - 20:29

Visualizza postil Monitore, su 29 dicembre 2011 - 20:19, detto:

Proprio per questo, toccando il portafogli di ciascuno, si riuscirebbe ad avere meno sprechi di un bene essenziale quale l'acqua.

Immagine postataImmagine postataImmagine postata



Peccato che dove ci sono state privatizzazioni dell'acqua questo non sia avvenuto. Esattamente come per le cartolarizzazioni, il privato ci ha lucrato e basta in quanto messo in regime di monopolio. :readpaper:

Modificato da Alex Svoboda - 29 dicembre 2011 - 20:29

Piero 'Alex Svoboda'
Per scetare tutta chesta gente che non ha capito niente e ce sta a guarda'
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#7 L   friedkin 

  • Gruppo: Banned
  • Post: 132
  • Iscritto: 12 settembre 2011

Postato 29 dicembre 2011 - 21:09

Visualizza postil Monitore, su 29 dicembre 2011 - 20:19, detto:

Proprio per questo, toccando il portafogli di ciascuno, si riuscirebbe ad avere meno sprechi di un bene essenziale quale l'acqua.

Immagine postataImmagine postataImmagine postata




"Acqua in vendita?" di Fredrik Segerfeldt


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Modificato da friedkin - 29 dicembre 2011 - 21:09

Amare se stessi e' l'inizio di un idillio che dura una vita.
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