Spazioforum: 2012, Anno Internazionale dell’Energia sostenibile - Spazioforum

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2012, Anno Internazionale dell’Energia sostenibile Vota la conversazione: -----

#1 L   Guya 

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Postato 01 gennaio 2012 - 13:06

Mi piacerebbe aprire una discussione partendo dall'iniziativa ONU di dedicare quest'anno all'Energia sostenibile e parlarne a 360° (ora posto qualcosa.. vediamo che ne esce
So già che farò arrabbiare qualcuno... :xmas-smiley-016:)


Immagine postata


2012 Anno dell'Energia Sostenibile per Tutti


L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, riconoscendo l’importanza dell’energia per lo sviluppo sostenibile, ha designato con la risoluzione 65/151 il 2012 come Anno Internazionale dell’energia sostenibile per tutti.
L’Anno Internazionale dell’energia sostenibile per tutti costituisce una preziosa opportunità di sensibilizzazione riguardo l’importanza di aumentare le opportunità relative ad un accesso all’energia sostenibile, all’efficienza energetica, e alle fonti di energia rinnovabile a livello locale, nazionale, regionale e internazionale.
I servizi energetici hanno grande impatto sulla produttività, salute, cambiamento climatico, sicurezza alimentare e dell’acqua e sui sistemi di comunicazione.
L’impossibilità di usufruire di un’energia pulita, accessibile ed affidabile impdisce lo sviluppo umano, sociale ed economico, rappresentando il maggior ostacolo al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio.
Oggi 1,4 miliardi di persone non hanno ancora la possibilità di accedere alle fonti di energia più moderne e tre miliardi di individui fanno utilizzo di “biomasse tradizionali” e di carbone come principali combustibili.
Per saperne di più visita il sito in lingua inglese dedicato all'Anno Internazionale dell'energia sostenibile per tutti.



Il segretario generale dell’Onu, il sudcoreano Ban Ki-moon, ha annunciato che il 2012 sarà l’anno internazionale dell’energia sostenibile.
L’iniziativa si propone verso un miglioramento della qualità della vita di oltre un miliardo e 600 milioni di persone che vivono nei Paesi in via di sviluppo e che ancora non hanno l’accesso all’elettricità.
I servizi energetici sono alla base non solo della produttività industriale ed economica ma anche dei servizi sanitari, dei sistemi di sicurezza alimentare e dell’acqua e dei sistemi di comunicazione. “La nostra sfida – spiega Ban Ki-moon – è la trasformazione.
Abbiamo bisogno di una rivoluzione globale per l’energia pulita, una rivoluzione che renda l’energia disponib ile e accessibile a tutti. È essenziale per rendere minimi i rischi climatici, per ridurre la povertà e migliorare la salute del Pianeta, la crescita economica, la pace e la sicurezza”.

In piena fase di crescita delle esigenze globali di energia, il segretario generale dell’Onu invita i Paesi a maturare scelte accurate che portino nel lungo periodo all’abbandono dei carburanti fossili, ancora prevalenti e dannosi sia per l’ambiente che per la salute.
E’ stato stimato che il consumo energetico nel prossimo ventennio crescerà del 40%, quindi Paesi emergenti e Paesi industrializzati devono adoperarsi affinché l’energia pulita sia alla portata di tutti.
Per raggiungere l’obiettivo fissato al 2030, ha spiegato poi Ban Ki-moon, è necessario “investire in capitale intellettuale che creerà nuove tecnologie green. Abbiamo bisogno di aumentare la spesa pubblica e privata in ricerca e sviluppo, e che i governi offrano i giusti incentivi”.
L’anno internazionale dell’energia sostenibile costituirà inoltre una preziosa opportunità di sensibilizzazione ambientale riguardo l’importanza del consumo energetico pulito. L’impossibilità di usufruire di energia pulita impedisce lo sviluppo umano, sociale ed economico, rappresentando un ostacolo al raggiungimento degli obiettivi del millennio, cioè di sviluppo sostenibile.
Kuzco: Non dirmelo, stiamo andando verso un'altissima cascata...
Pacha: ..già
Kuzco: Con massi appuntiti ?
Pacha: E' un classico !
Kuzco: ...e andiamo !
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#2 L   Guya 

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Postato 01 gennaio 2012 - 13:10

inizio partendo da qua..

Germania: nucleare, prego all’estero

Schizofrenia tedesca.
Lo stesso governo che lo scorso 30 maggio ha annunciato la chiusura definitiva di tutte le sue centrali nucleari entro il 2022, sta distribuendo aiuti alle aziende nazionali per esportare tecnologia nucleare.

Chi avrebbe pensato dopo la chiusura cautelativa degli 8 reattori più vetusti all’indomani dell’incidente di Fukushima e il successivo cambiamento di opinione di Angela Merkel che le ha suggerito il phase-out del paese dall’energia atomica, che lo stesso esecutivo avrebbe continuato a sostenere l’industria tedesca nello sviluppo di impianti all’estero?

Così risulta da un’interrogazione parlamentare dell’esponente dei Verdi Sven-Christian Kindler sullo stato di avanzamento delle 4 richieste di fondi di garanzia per l’export presentate da altrettante aziende tedesche coinvolte nei cantieri di nuovi impianti nucleari in Finlandia, India, Cina e Gran Bretagna. Noto come Hermes-Deckung, si tratta di un sistema di copertura federale dai rischi derivanti dal mancato pagamento delle esportazioni (come le analoghe polizze emesse dalla SACE). Proprio ultimamente è stato accordato un prolungamento di 6 mesi alla garanzia Hermes in relazione alla costruzione del reattore Angra 3 in Brasile. Secondo gli ambientalisti, il phaseout dovrebbe coerentemente estendersi anche all’attività manifatturiera legata al nucleare.

In parallelo a queste controversie, rimane ancora incerto il piano secondo il quale il governo tedesco intende coprire la mancata generazione elettrica dalla fonte nucleare. Un recente studio del Ministero dell’Economia indica come necessaria la costruzione di 17 grandi impianti alimentati con combustibile fossile entro il 2022. Il documento stilato dal dicastero presieduto da Philip Rösler, capo del Freie Demokratische Partei, partito minoritario della coalizione governativa, sostiene che le centrali a gas e carbone sono vitali per bilanciare la chiusura dei 17 impianti nucleari (140 TWh ossia 22,5 % del fabbisogno) e per il backup delle intermittenze da fonti eoliche e solari. Di opinione opposta il Ministro per l’ambiente Norbert Röttgen che si “accontenterebbe” del solo completamento entro il 2015 dei nuovi impianti a carbone in costruzione per una capacità complessiva di 10 GW. Mentre il resto potrebbe essere recuperato entro il 2020 da una maggiore incidenza delle FER, dall’attuale soglia del 17% all’auspicato 35%, e da un taglio del 10% dei consumi elettrici. Scenario non condiviso da altri, tra cui Lázsló Varró, capo del settore gas e elettricità dell’IEA, che reputano fin troppo ambizioso l’obiettivo del 10% di efficienza energetica. Sebbene la produzione addizionale di nuove rinnovabili (dall’eolico alle biomasse e FV) sia dell’ordine di 11 TWh all’anno (un faro per l’Europa sempreché riesca ad essere mantenuto nei prossimi anni) , bisogna tenere presente che nella generazione elettrica sono evaporati 50 TWh originati dalle 7 centrali chiuse e dall’ottava già chiusa al momento della decisione e mai riattivata. Gli aggiuntivi 10 GW di nuove centrali a gas e a carbone serviranno quindi sostanzialmente a sostituire la produzione di analoghi impianti dismessi nei prossimi 5 anni, e non quella dalle centrali nucleari. Per questo l’alternativa rimane l’importazione di elettricità e/o la costruzione di ulteriori centrali a combustibile fossile. Significa comunque ridiscutere l’obiettivo ambientale perché quand’anche si raddoppiasse l’output elettrico dalle FER combinandolo con un taglio di 10% alla domanda questo non bilancia pariteticamente l’elettricità low carbon da nucleare. A secondo del mix ipotizzato, si stima un incremento dai 170 ai 400 milioni di tonnellate delle emissioni di CO2 tra il 2011 e 2020.
Kuzco: Non dirmelo, stiamo andando verso un'altissima cascata...
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#3 L   Guya 

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Postato 01 gennaio 2012 - 13:21

facciamo un piccolo raffronto con l'eolico (nel senso che, dati alla mano, checchè se ne dica, "Fukushima" non ha provocato morti, mentre questi si contano a migliaia per il terremoto e lo tsunami)
Questo è un vecchio articolo a dire il vero (2007) tradotto da "Der Spiegel" ma penso che valga la pena leggerlo..


Forze inattese, rotori che si spezzano, trasmissioni che si rompono, fondamenta che si crepano: il numero crescente delle avarie subite dai pali eolici fanno vacillare questa filiera ecologica.

Non c’erano segni premonitori, né alcun mezzo per intervenire. Quando il vento è rinforzato,la cima della pala si è bruscamente staccata con uno schiocco secco. Il pesante frammento ha tagliato l’aria, girando vorticosamente e questi dieci metri di estremità della pala si sono frantumati 200 metri più lontano in un campo situato nel cantone di Oldenburg. Il crash di questa pala eolica di 100 metri di altezza , all’inizio del novembre scorso, ha avuto un seguito: in allarme per questo incidente,i servizi addetti a tali costruzioni hanno fatto ispezionare sei pale eoliche attrezzate con lo stesso tipo di macchine e montati nello stesso cantone. Il risultato è stato talmente inquietante che il consigliere generale Franck Eger(Partito Socialista) si è visto obbligato a chiedere verso la metà di luglio l’ intervento del governo del Land di Niedsersachsen: informava Hannover che per precauzione e per garantire la sicurezza avrebbe dovuto far fermare immediatamente 4 di queste pale eoliche. Questo sarebbe stato già il secondo incidente di questo genere avvenuto nel suo cantone e non si poteva escludere che impianti con lo stesso tipo di macchine e montati in tutta la Germania non presentassero gli stessi problemi. Una perizia avrebbe messo in rilievo”degli indizi che portavano a temere errori commessi durante la fabbricazione viste delle particolarità singolari” osservate intorno al punto di rottura.

Dopo il boom degli ultimi anni i gestori dei pali eolici come gli esperti cominciano a preoccuparsi: a quanto pare questi impianti non sono così affidabili e la loro durata di vita non è così lunga come affermato dai costruttori. Intanto incidenti a volte gravi a migliaia provocano la collera dei loro proprietari e degli assicuratori. Raro che un ingranaggio della navicella di tali mulini sito in alto in una torre resista più di 5 anni agli sforzi permanenti. A volte un po’ di tempo dopo la loro entrata in servizio appaiono già fessure al rotore o nelle fondamenta,e cortocircuiti o surriscaldamenti del rotore provocano incendi. Ora questi arnesi(cosi come assicurano i loro costruttori) sarebbero stati concepiti per funzionare normalmente per 20 anni.


[ continua qua, per chi ha voglia di leggere ]

Modificato da Milena - 01 gennaio 2012 - 13:24

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#4 L   Guya 

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  • Iscritto: 05 agosto 2010

Postato 01 gennaio 2012 - 13:43

sempre parlando di eolico, questo è un articolo più recente - 30 dicembre 2011 - ma, ahimè, in inglese.. (ve lo traducete da soli vero ? :xmas-smiley-016:)

The generation of electricity from wind is usually a completely odorless affair. After all, the avoidance of emissions is one of the unique charms of this particular energy source.

But when work is completed on the Nordsee Ost wind farm, some 30 kilometers (19 miles) north of the island of Helgoland in the North Sea, the sea air will be filled with a strong smell of fumes: diesel fumes

[ traduco solo questo primo pezzo:

La generazione di energia elettrica dal vento dovrebbe essere "inodore".
Dopo tutto, evitare le emissioni è il fascino di questa particolare fonte di energia.
Ma una volta completato il lavoro di installazione, a 30 chilometri dalla terraferma, nell'isola di Helgoland nel mare del Nord, l'aria si riempie subito di un forte odore di fumi.. fumi diesel
La ragione è molto semplice e sorprendente allo stesso tempo.
L'operatore della centrale eolica tedesca RWE, utilizza per mantenere il materiale sensibile (dischi, mozzi e pale del rotore) ed in costante movimento, i generatori diesel.
E questo perchè il parco eolico, pur essendo pronto a produrre energia elettrica, manca di infrastrutture per il trasporto stesso dell'energia elettrica verso la terraferma ed il convogliamento in rete.. ]

Modificato da Milena - 01 gennaio 2012 - 13:44

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#5 L   Caere 

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  • Iscritto: 24 maggio 2006

Postato 01 gennaio 2012 - 15:14

... nel campo dell'energia si usano spesso termini come sostenibile, rinnovabile, alternativa, pulita... parole che, a parte l'ultima, hanno un significato abbastanza preciso e indipendente l'uno dall'altro...


Citazione

Chi avrebbe pensato dopo la chiusura cautelativa degli 8 reattori più vetusti all’indomani dell’incidente di Fukushima e il successivo cambiamento di opinione di Angela Merkel che le ha suggerito il phase-out del paese dall’energia atomica, che lo stesso esecutivo avrebbe continuato a sostenere l’industria tedesca nello sviluppo di impianti all’estero?


uh, ma nessuno-nessuno-nessuno... che delusione!! :sad: Eravamo tutti fiduciosi che il paese più industriale d'Europa arrivasse entro i prossimi 8 anni all'80% di rinnovabili... e al 100% entro il 2050... che la AngHela è una cul... ehmm... una donna tutta d'un pezzo :xmas-smiley-016: ... e quando dice una cosa... :adv:


Citazione

Forze inattese, rotori che si spezzano, trasmissioni che si rompono, fondamenta che si crepano: il numero crescente delle avarie subite dai pali eolici fanno vacillare questa filiera ecologica.

Non c’erano segni premonitori, né alcun mezzo per intervenire. Quando il vento è rinforzato,la cima della pala si è bruscamente staccata con uno schiocco secco. Il pesante frammento ha tagliato l’aria, girando vorticosamente e questi dieci metri di estremità della pala si sono frantumati 200 metri più lontano in un campo situato nel cantone di Oldenburg.


... qualcuno che forse un giorno ce la potrà fare ne aveva già parlato in questo Forum circa 3 anni fa... tu non eri ancora "nata" e non te lo puoi ricordare...

... anche se lo dissi più per provocazione che altro... ;)


... famme spezza' 'na lancia in favore de 'st'eolico... che si vvie' Leo me cazzia!! :xmas-smiley-016:
Lui non lo sa, ma io l'ho incontrato qualche tempo fa... sembrava il piazzista di Arcore co 'st'eolico... :xmas-smiley-016: :xmas-smiley-016:




AUGURI, Piccole'... :BENVENUTI:
:santa-riding-reindeer2:



... ma quante volte se li dovemo fa' 'sti Auguri?? Boh? :blush:

... visto che nun me so' arabbiato?? :sleep:

Modificato da Caere - 01 gennaio 2012 - 15:16

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#6 L   Guya 

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Postato 01 gennaio 2012 - 15:21

Visualizza postCaere, su 01 gennaio 2012 - 15:14, detto:

... nel campo dell'energia si usano spesso termini come sostenibile, rinnovabile, alternativa, pulita... parole che, a parte l'ultima, hanno un significato abbastanza preciso e indipendente l'uno dall'altro...




uh, ma nessuno-nessuno-nessuno... che delusione!! :sad: Eravamo tutti fiduciosi che il paese più industriale d'Europa arrivasse entro i prossimi 8 anni all'80% di rinnovabili... e al 100% entro il 2050... che la AngHela è una cul... ehmm... una donna tutta d'un pezzo :xmas-smiley-016: ... e quando dice una cosa... :adv:




... qualcuno che forse un giorno ce la potrà fare ne aveva già parlato in questo Forum circa 3 anni fa... tu non eri ancora "nata" e non te lo puoi ricordare...

... anche se lo dissi più per provocazione che altro... ;)


... famme spezza' 'na lancia in favore de 'st'eolico... che si vvie' Leo me cazzia!! :xmas-smiley-016:
Lui non lo sa, ma io l'ho incontrato qualche tempo fa... sembrava il piazzista di Arcore co 'st'eolico... :xmas-smiley-016: :xmas-smiley-016:




AUGURI, Piccole'... :BENVENUTI:




... ma quante volte se li dovemo fa' 'sti Auguri?? Boh?

... visto che nun me so' arabbiato??



quando dicevo che avrei fatto arrabbiare qualcuno, non intendevo te. So (più o meno) come la pensi.. :wub: ma...
vedrai.. vedrai.. :D

Auguri anche a te.. per l'ennesima volta, ma con sempre grande piacere :santa-riding-reindeer2:

Modificato da Milena - 01 gennaio 2012 - 15:22

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#7 L   Guya 

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Postato 26 febbraio 2012 - 19:34

e io vado avanti...

Energia: geologi, si' a geotermico ma nel rispetto dell'Ambiente
24 Febbraio 2012

(ASCA) - Roma, 24 feb - Promozione della geotermia e semplificazione delle procedure autorizzative; uniformita' delle norme nazionali e facolta' delle Regioni di ulteriori procedure sulla base del contesto territoriale di riferimento; qualita' degli impianti e qualifica degli installatori ; necessita' di adeguate conoscenze geologiche ed approfondimenti progettuali: questo e' l'appello al Governo Monti che proviene dal Consiglio Nazionale dei Geologi (CNG) e dall'Unione Geotermica Italiana (UGI), contenuto nel documento congiunto a firma anche dell'Associazione Nazionale Impianti Geotermici , dell'Associazione Nazionale Ingegneri Minerari , dell'Associazione Nazionale Imprese Specializzate in Indagini Geognostiche , della GEOHP, consorzio di imprese specializzate in geotermia ed elaborato al termine del tavolo di lavoro tenutosi a Roma presso la sede del CNG.

''Gli eventi di questi giorni hanno riacceso i riflettori sulla necessita' di sviluppare in Italia anche le fonti alternative - ha affermato Gian Vito Graziano, presidente del CNG - quale la geotermia a bassa entalpia piu' comunemente nota come sistema di impianti termici che d'inverno riscaldano gli edifici traendo calore dal sottosuolo ed invece d'estate li raffreddano cedendo calore. Una tecnologia che potrebbe fornire un contributo davvero rilevante a questo Paese producendo energia termica in grado di soddisfare parte del fabbisogno nazionale durante il periodo invernale ed anche rinfrescamento degli ambienti d'Estate con notevoli vantaggi energetici , ambientali ed economici che gioverebbero molto soprattutto in questo periodo di crisi, alle istituzioni ed alle famiglie.

Pensiamo ad esempio agli edifici pubblici , in particolare alle scuole e non solo.

Dunque bisognerebbe sviluppare questa tecnologia e farlo tenendo conto di quella che e' la formazione geologica del nostro territorio, nel pieno rispetto dell'ambiente. Diciamo si alla geotermia a bassa entalpia ma con un regolamento che disciplini il procedimento autorizzativo al fine di rendere compatibilie l'uso delle risorse geotermiche con l'ambiente naturale''. Ed ecco che su iniziativa del CNG e dell'Unione Geotermica Italiana e' stato redatto un documento che vuole essere un punto di riferimento per l'emanazione di nuove normative in materia.

''L'Italia e' ancora lontana dal resto d'Europa - ha affermato Walter Grassi , Presidente dell' UGI - e dai livelli registrati nel Sud America. Nel nostro Paese e' poco diffuso l'utilizzo della geotermia a bassa entalpia cioe' del sistema di impianti di climatizzazione con pompe di calore geotermiche. Il gap e' derivato da un ritardo nella conoscenza della tecnologia da parte di professionisti e operatori e dalla mancanza di un quadro di riferimento normativo e autorizzativo nazionale e regionale. In questo contesto gli operatori del settore attendono l'emanazione del decreto ministeriale attuativo del D.Lgs. 28/2011 che deve indicare le prescrizioni per la posa in opera degli impianti di produzione di calore da risorsa geotermica, ovvero sonde geotermiche, destinati al riscaldamento e alla climatizzazione di edifici, e individuare i casi in cui si applica la procedura abilitativa semplificata (PAS) di cui all'art. 6 del Dlgs. n. 28/2011. Il documento congiunto vuole rappresentare un riferimento per l'emanazione di tale decreto''.

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#8 L   Guya 

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Postato 27 febbraio 2012 - 17:41

TorinoScienza.it

L'energia sostenibile che viene dal mare

Un innovativo convertitore di energia da moto ondoso per lo sfruttamento delle onde del Mar Mediterraneo è stato messo a punto da un gruppo di ricerca dei dipartimenti di Meccanica e Aerospaziale, di Ambiente Territorio e Infrastrutture e di Energia del Politecnico di Torino, in partenariato con Aris S.p.A.

Immagine postata

Circa il 70% della superficie terrestre è costituita da mari e oceani: una risorsa dalle grandi potenzialità, anche dal punto di vista energetico, che risulta essere ancora poco sfruttata.

Il sistema, denominato ISWEC (Inertial Sea Wave Energy Converter), genera energia pulita, senza impatto ambientale, è adattabile alle diverse condizioni d’onda e idoneo a essere utilizzato anche in mari chiusi. Le prove sperimentali sono state effettuate nella vasca navale dell’INSEAN a Roma, dove sono state riprodotte le condizioni del mare di Pantelleria.

Sulla base delle prime analisi di produttività un parco di 1 MW potrebbe produrre energia per soddisfare il bisogno di energia elettrica di oltre 650 famiglie, un grande aiuto per le nostre isole che hanno spesso problemi di approvvigionamento energetico.
Prossimo passo: verificare la possibilità di applicare il sistema anche alle onde oceaniche.


Pdf sperimentazione progetto - Politecnico di Torino
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