Konrad: "In Ungheria c'è l'autocrazia
Ci può salvare solo l'Europa"
Il grande scrittore magiaro lancia l'allarme per la democrazia nel suo Paese: "Orban è spinto dalla vendetta: diffamazioni, accuse, licenziamenti repressione. Con lui non c'è più fiducia. Ci occorre l'equivalente di un Monti dopo Berlusconi". Oggi a Roma sit-in di solidarietà con gli ungheresi organizzato dalla Federazione della stampa italiana
dal nostro inviato ANDREA TARQUINI
BUDAPEST - "Non è più democrazia da noi, è autocrazia. Spero che presto ce ne libereremo, spero nell'Europa". Così mi dice Gyorgy Konrad, il Guenter Grass e il Sakharov ungherese: massimo scrittore magiaro vivente, dissidente ieri e oggi, nell'ora decisiva. Il regime promette correzioni alle leggi liberticide (specie quella che abroga l'indipendenza della Banca centrale) a poche ore dall'incontro tra il negoziatore ungherese Tamas Fellegi e la presidente del Fmi, Christine Lagarde. Senza i 20 miliardi di dollari del Fmi e della Ue il default è alle porte 1. Szolidaritàs, l'organizzazione-ponte dei democratici, invia a Bruxelles migliaia di lettere di ungheresi che chiedono aiuto, 'vogliamo restare cittadini europei'. L'ex premier tecnico di sinistra Gordon Bajnai propone un governo d'emergenza, quasi come Monti. Oggi a Roma la Fnsi organizza alle 17 un sit-in davanti all'Ambasciata d'Ungheria, Via dei Villini, per la libertà di stampa.
Signor Konrad, come andrà a finire?
"L'Ungheria presto o tardi si libererà da questo governo. Non sarà facile, siamo al limite. Rassicurare i mercati, il mondo, sarà possibile solo quando il governo, e soprattutto Orbàn, si dimetteranno. Finché lui resta non ci sarà fiducia tra la gente, nel mondo, nella Ue, né nello Imf. Orbàn ha perduto ogni credibilità".
La situazione economica è catastrofica, che ne pensa?
"Orbàn, è un uomo cattivo, la sua energia è la vendetta. Non può essere parte della soluzione, è il problema. Diffamazioni, accuse, licenziamenti, quindi repressione: non crea più fiducia. Risveglia i peggiori spettri del nostro passato, complicità con Hitler e l'Olocausto fino all'ultimo, il contrario di polacchi e cèchi al fronte con gli Alleati. E lui non ama Budapest, proprio come l'ammiraglio Horthy".
E le promesse di concessioni a Fmi e Ue?
"Ue e Fmi rifletteranno attentamente, se ha senso concedere credito a un uomo che ogni giorno dice il contrario. Qui la gente prende i soldi dalle banche e li porta in paesi vicini al sicuro".
E'ottimista sul futuro?
"A medio termine sì, a breve no. Ci vuole un credibile governo di esperti, qualcosa come Monti dopo Berlusconi".
L'Ungheria è ancora una democrazia?
"Credo di no. Non siamo più una democrazia: si fanno e disfano da un giorno all'altro leggi che cambiano radicalmente la situazione, abbiamo perso la certezza dello Stato di diritto. E' autocrazia dipendente dall'arbitrio di Orbàn. Un Putin ungherese. Il Putin nella Ue, triste eccezione. Ha sempre più potere, non è Stato di diritto, è una specie di socialismo reale di destra".
L'Europa perderà l'Ungheria?
"Non parlo contro il mio paese, non è l'Ungheria a rigettare la Ue, Orbàn dice spesso che possiamo vivere senza Ue ma lo pensa solo lui. Lui è il problema, non la soluzione. La Ue deve premere per un governo di esperti. Pian piano cominciano a far sentire la loro voce. I Popolari europei capiranno che il partito di Orbàn, oggi nei loro ranghi, non ha più a che vedere con i democratici conservatori Adenauer, de Gasperi e Kohl. Speriamo facciano presto, c'è poco tempo".
(11 gennaio 2012)
http://www.repubblic...vista-27929570/
Molto ottimista sul "montismo" (forse non conosce bene la situazione italiana), a mio avviso, ma interessante come testimonianza..