Erasmus, su 18 gennaio 2012 - 19:31, detto:
[...] quello che dovrebbe essere il trattato pronto a marzo –di una unione fiscale e quindi, ancorché insufficiente, un grande passo in avanti sulla strada dell'integrazione politica – rischia invece di abortire! Ma anche se dovesse passare, si capisce già che è ancora l'illusione di trovare la "quadratura del cerchio": pretendere una unione fiscale irreversibile (che per essere tale non può evitare la perdita di sovranità dei singoli stati in materia finanziaria) e ad un tempo lasciare intatta la totale sovranità degli stati (ossia: dei governi che li rappresentano, i quali si sottometterebbero al giogo europeo solo per loro spontanea volontà!).
La verità è che la democrazia sostanziale ... va in malora!
E questo si capisce anche dal ruolo insignificante che il trattato riserva al Parlamento Europeo, la cui reazione – per fortuna – non si è fatta attendere| Ma di questo parleremo in altro thread].
La verità è che la democrazia sostanziale ... va in malora!
E questo si capisce anche dal ruolo insignificante che il trattato riserva al Parlamento Europeo, la cui reazione – per fortuna – non si è fatta attendere| Ma di questo parleremo in altro thread].
In grave ritardo (di cui mi scuso) riporto la "risoluzione" del PE (sul progetto di Trattato di Unione Fiscale,e – più in generale – sulle conclusioni del Consiglio Europeo dell'8 –9 dicembre 2011, quello che vide l'isolamento della Gran Bretagna di Cameron).
La "risoluzione" del PE (di mercoledì scorso 18.01.12) è seguita ad un ampio dibattito in "plenaria" durato più giorni.
Quando la bozza di risoluzione (presentata da un gruppo di parlamentari) raccoglie già nella proposta la maggioranza assoluta del PE, il testo (secondo la complicata procedura de PE) viene assunto come proposto dal PE stesso, senza riferimento alle persone individue che hanno materialmente presentato. E' il caso di questa risoluzione: dunque questa volta non ha prevalso la logica partitocratica nel pregiudiziale collocarsi a priori da una parte o dall'altra a seconda.
Notevole è il fatto che le critiche del PE riguardino il tipo di manovra proposto dai governi, consistente solo nel rigore del bilancio pena l'arrivo di sanzioni. lasciando di fatto che ogni stato proceda per i fatti suoi e con le sole proprie istituzioni. A proposito, il PE sottilinea che «i principali obiettivi [dell'accordo] possono essere, nella maggior parte dei casi, raggiunti in modo migliore e più efficace attraverso misure nel quadro del diritto dell'Unione, in modo da fornire una risposta rapida, ferma e sostenibile all'attuale crisi finanziaria ed economica e alla crisi sociale in molti Stati membri dell'Unione europea».
Il testo della "risoluzione" (che si può leggere in tutte le lingue nel sito dekl PE) ) è ricco di link (ai documenti correlati ).
Anche se, per comodità di eventuali lettori, trascrivo qui sotto il testo della risoluzione, invito caldamente tutti a visitare la pagina originale.
=> Risoluzione del PE del 18.01.12 su conclusioni del Cons. Eur. dell'8-9.12.11 e su 11 su progetto di accordo di stabilità fiscale
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Prlamento Europeo
Risoluzione del Parlamento europeo del 18 gennaio 2012 sulle conclusioni del Consiglio europeo dell'8 e 9 dicembre 2011 su un progetto di accordo internazionale per un'Unione di stabilità fiscale (2011/2546(RSP))
Il Parlamento europeo ,
– viste le conclusioni della riunione del Consiglio europeo dell'8 e 9 dicembre 2011,
– vista la dichiarazione dei capi di Stato o di governo della zona euro del 9 dicembre 2011,
– visti il pacchetto di misure noto come «six-pack» e le due proposte della Commissione sull'ulteriore rafforzamento della disciplina di bilancio(1) ,
– visto lo stato di avanzamento dei negoziati sul progetto di accordo internazionale per un'unione economica rafforzata,
– visto il testo presentato a nome del Parlamento dai suoi rappresentanti in seno al gruppo di lavoro ad hoc,
– visto l'articolo 110, paragrafo 4, del suo regolamento,
1. esprime perplessità circa la necessità di un siffatto accordo intergovernativo, i cui principali obiettivi possono essere, nella maggior parte dei casi, raggiunti in modo migliore e più efficace attraverso misure nel quadro del diritto dell'Unione, in modo da fornire una risposta rapida, ferma e sostenibile all'attuale crisi finanziaria ed economica e alla crisi sociale in molti Stati membri dell'Unione europea; resta tuttavia disponibile a lavorare per una soluzione costruttiva;
2. ribadisce il proprio sostegno al testo presentato al gruppo di lavoro ad hoc dai deputati nominati dalla Conferenza dei presidenti in rappresentanza del Parlamento; si rammarica del fatto che sinora il progetto di accordo internazionale del 10 gennaio 2012 non rifletta quanto suggerito dal Parlamento europeo; prende atto del sostegno espresso da molti Stati membri ad alcune delle proposte che esso ha formulato nella riunione del 12 gennaio 2012; intende valutare la sua posizione dopo aver ricevuto il progetto definitivo, previsto per il 18 gennaio 2012;
3. è profondamente convinto del fatto che soltanto avvalendosi del metodo comunitario l'unione monetaria potrà divenire una vera unione economica e fiscale; ricorda che l'UE è un progetto politico, basato su valori comuni, su istituzioni comuni forti e sull'osservanza di regole comuni;
4. insiste anche, in particolare, sugli aspetti seguenti:
– il nuovo accordo dovrebbe riconoscere esplicitamente il primato del diritto dell'UE sulle disposizioni dell'accordo stesso;
– tutte le misure di attuazione dell'accordo dovrebbero essere adottate in conformità delle procedure pertinenti previste dai trattati UE;
– l'accordo deve essere conforme al diritto dell'Unione, in particolare per quanto riguarda i parametri del patto di stabilità e crescita e, qualora le parti contraenti intendano darsi obiettivi che si discostano dal diritto dell'UE, ciò dovrà avvenire secondo le procedure giuridiche applicabili dell'UE e senza dar luogo all'adozione di due pesi e due misure;
– tutte le parti contraenti dell'accordo, attuali e futuri membri della zona Euro, dovrebbero avere lo stesso diritto di partecipare alle riunioni dei vertici Euro;
– la responsabilità democratica deve essere garantita rafforzando il coinvolgimento del Parlamento europeo e dei parlamenti nazionali, ai rispettivi livelli, in tutti gli aspetti del coordinamento e della governance europei in ambito economico;
– la cooperazione tra i parlamenti nazionali e il Parlamento europeo deve avvenire con modalità conformi ai trattati UE, a norma dell'articolo 9 del protocollo (n. 1) ai trattati;
– il nuovo accordo deve sancire, in forma giuridicamente vincolante, l'impegno delle parti contraenti a compiere tutti i passi necessari per garantire che il contenuto dell'accordo verrà integrato nei trattati al più tardi entro cinque anni;
5. ribadisce i suoi appelli per un'Unione improntata alla stabilità e alla crescita sostenibile; ritiene che la sola disciplina di bilancio, sebbene sia alla base di una crescita sostenibile, non determinerà di per sé una ripresa e che l'accordo debba inviare chiaramente il segnale che i leader dell'Europa sono pronti a intraprendere azioni altrettanto vigorose su entrambi i fronti; insiste quindi sul fatto che l'accordo deve prevedere un impegno delle parti contraenti a favore di misure atte a promuovere una maggiore convergenza e competitività, come pure proposte relative a un fondo di ammortamento, obbligazioni collegate a progetti («project bonds»), un'imposta sulle transazioni finanziarie disciplinata dal diritto dell'Unione e una tabella di marcia per le obbligazioni di stabilità, garantendo nel contempo la disciplina di bilancio;
6. sottolinea che le stesse argomentazioni istituzionali, giuridiche e politiche valgono anche per altri accordi multilaterali riguardanti la crisi finanziaria, come ad esempio il meccanismo europeo di stabilità; chiede pertanto di partecipare ai relativi negoziati con le stesse modalità;
7. si riserva il diritto di avvalersi di tutti gli strumenti politici e giuridici a sua disposizione per difendere il diritto dell'Unione e il ruolo delle sue istituzioni, particolarmente nel caso in cui l'accordo definitivo preveda elementi incompatibili con il diritto dell'Unione;
8. ricorda alla Commissione che ha il dovere di esercitare pienamente il suo ruolo istituzionale di custode dei trattati;
9. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione ai capi di Stato e di governo, al Presidente del Consiglio, al Presidente dell'Eurogruppo, alla Commissione e alla Banca centrale europea.
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