Ma che stiamo facendo?
di Andrea B. Nardi
www.andreanardi.it
Non siamo economisti, ammesso che questa parola abbia un senso – è stato detto che l’economia dipende dagli economisti quanto il tempo dai meteorologi –, appunto perciò, dal basso della nostra insipienza, ci è dato osare una domanda: ma è possibile che la nostra società non sia destinata a qualcosa di meglio dell’infernale catena produci-vendi-acquista-consuma-spreca / produci-vendi-acquista-consuma-spreca /… e così via all’infinito? Davvero la civiltà di Kant e di Shakespeare, di Picasso e Einstein, dello Shuttle e delle staminali, non è riuscita a escogitare un sistema di vita meno assurdo e rovinoso di questo? Eppure è esattamente così.
Continua a leggere qui: http://www.h2com.tv/...stiamo-facendo/
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Ma che stiamo facendo?
#2
Postato 26 gennaio 2012 - 10:43
ma sei pazzo???? vuoi lasciarci senza la libertà di comprare??? limitarci ad avere solo quello che serve davvero??? o neppure questo???
sarebbe comunismo!!!!
vuoi imloedifre ai ricchi di diventare sempre più ricchi e ai politici e ai preti di avere sempre più privilegi???
e i soldi in cosa li investirebbero???
magari per dare pane agli affamati purchè votino per i padroni o recitino ave marie???????
sarebbe comunismo!!!!
vuoi imloedifre ai ricchi di diventare sempre più ricchi e ai politici e ai preti di avere sempre più privilegi???
e i soldi in cosa li investirebbero???
magari per dare pane agli affamati purchè votino per i padroni o recitino ave marie???????
Rispetta i lavorstori,,, non comprare nel supermecati il di di festa!
Se capitale e lavoro non saranno soggetti alle stesse aliquote fiscali le classi lavoratrici saranno sempre succube del padronato
Se capitale e lavoro non saranno soggetti alle stesse aliquote fiscali le classi lavoratrici saranno sempre succube del padronato
#3
Postato 26 gennaio 2012 - 11:34
abn, su 26 gennaio 2012 - 10:12, detto:
Ma che stiamo facendo?
di Andrea B. Nardi
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Non siamo economisti, ammesso che questa parola abbia un senso – è stato detto che l’economia dipende dagli economisti quanto il tempo dai meteorologi –, appunto perciò, dal basso della nostra insipienza, ci è dato osare una domanda: ma è possibile che la nostra società non sia destinata a qualcosa di meglio dell’infernale catena produci-vendi-acquista-consuma-spreca / produci-vendi-acquista-consuma-spreca /… e così via all’infinito? Davvero la civiltà di Kant e di Shakespeare, di Picasso e Einstein, dello Shuttle e delle staminali, non è riuscita a escogitare un sistema di vita meno assurdo e rovinoso di questo? Eppure è esattamente così.
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Non siamo economisti, ammesso che questa parola abbia un senso – è stato detto che l’economia dipende dagli economisti quanto il tempo dai meteorologi –, appunto perciò, dal basso della nostra insipienza, ci è dato osare una domanda: ma è possibile che la nostra società non sia destinata a qualcosa di meglio dell’infernale catena produci-vendi-acquista-consuma-spreca / produci-vendi-acquista-consuma-spreca /… e così via all’infinito? Davvero la civiltà di Kant e di Shakespeare, di Picasso e Einstein, dello Shuttle e delle staminali, non è riuscita a escogitare un sistema di vita meno assurdo e rovinoso di questo? Eppure è esattamente così.
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Completamente d'accordo.
Quando ti trovi d'accordo con la maggioranza è il momento di fermarsi a riflettere.
(Mark Twain)
Post Hoc Propter Hoc (Ciò che accade dopo è causato da ciò che è avvenuto prima)
(Mark Twain)
Post Hoc Propter Hoc (Ciò che accade dopo è causato da ciò che è avvenuto prima)
#4
Postato 26 gennaio 2012 - 14:17
Tutto ciò era stato previsto da parecchi scrittori all'inizio del secolo passato, naturalmente messi in sordina dagli adoratori del "potere dei soldi". Corsi e ricorsi del pensiero umano.
#5
Postato 26 gennaio 2012 - 14:43
Ma che cosa stiamo facendo? Nessuno si perita di darci una risposta soddisfacente, lungimirante e soprattutto umana.
A questo punto, noi che non siamo economisti e non abbiamo soluzioni, conserviamo un unico obiettivo: andare a vivere in una remota campagna, distante dalla prima città che capita, e qui aspettare di morire, in silenzio, da soli, impotenti, noi che non riusciamo a capire niente, non siamo capaci a produrre niente, e non abbiamo niente da vendere
Dio mio, le stesse cose che penso io! Lo stesso, forte, desiderio che ho nel cuore...andare a vivere in una remota campagna, distante dalla prima città.......
A questo punto, noi che non siamo economisti e non abbiamo soluzioni, conserviamo un unico obiettivo: andare a vivere in una remota campagna, distante dalla prima città che capita, e qui aspettare di morire, in silenzio, da soli, impotenti, noi che non riusciamo a capire niente, non siamo capaci a produrre niente, e non abbiamo niente da vendere
Dio mio, le stesse cose che penso io! Lo stesso, forte, desiderio che ho nel cuore...andare a vivere in una remota campagna, distante dalla prima città.......
Modificato da cireno - 26 gennaio 2012 - 14:44
Neanche gli Dei possono nulla contro la stupidità umana. Friedrich Schiller "
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