Postato 29 gennaio 2012 - 17:48
L'ho incontrato a Roma, alcuni anni fa, nel quadro delle manifestazinoi promosse dai "Girotondi".
L'episodio era veramente interessante. Ve lo racconto.
Arrivo a Roma una mattina (treno della notte: Berna-Roma, ora elininato), per partecipare ad una manifestazione in un teatro romano (non ricordo il nome).
Arrivo con qualche ritardo, per un ritardo del treno.
La piazza antistante al teatro e' gremita di gente che fa la ressa sulla porta d'ingresso a cui non posso nemmeno avvicinarmi.
Un megafono inserito nella porta socchiusa urla: "Spiacenti. Il teatro e' pieno. Non possiamo farvi entrare. I gestori del teatro hanno minacciato che se continiamo a fare entrare gente chiamano i pompieri e ci sloggiano tutti. Metteremo degli altoparlanti qui fuori" ...
Chiarissimo.
Io sono venuto dalla Svizzera ed ho un compito da svolgere nel quadro della manifestazione. Conosco e riconosco quello che grida nel megafono.
Ho il suo numero di portatile. Gli telefono. "Sono Leonello da Neuchâtel, come sai devo ... " (Ci eravamo scambiati degli e-mails).
LO vedo dietro alla porta a vetri che mi ascolta nel suo portatile.
Si ri-socchiude la porta. Riappare il negafono che grida: "Leonello di Neuchâtel e' pregato di avvicinarsi alla porta di ingresso ...".
La gente mi fa spazio, quando dico: "Leonello da Neuchâtel sono io".
Entro, metre mani decise tengono fuori quelli che mi stanno alle spalle.
Nel teatro sta parlando Scalfaro e sta dicendo:
"Ci stanno abituando ad un tipo di informazione, che quando tu conosci i fatti accaduti, perche' c'eri, legendoli non li riconosci ... ".
Dopo il suo întervento (applauditissimo), riprende la parola il presidente della assemblea (Nanni Moretti) e prima di dare la parola all'oratore successivo dice:
"La sala e' strapiena, e mi dicono che anche la piazza antistante e' gremita. Non possiamo piu' fare entrare nessuno. I gestori del teatro sono preoccupati per l'affollamento. Ma stiamo provvedendo per installare degli altoparlanti in modo che chi e' rimasto fuori possa ascoltare. Pero', voi che state accalcati da quella parte della sala" (dove ero io) "Vi preghiamo di spostarvi su questo altro lato ... c'e' un po' piu' di spazio ... ".
Cosi' ho fatto anche io, tanto che sono sopravvissuto. Dove ero (lato ingresso) non riuscivo a respirare.
Il giorno dopo nel treno di ritorno, prendo una copia del Corriere della Sera lasciato sul sedile di fronte.
Articolo di MONICA GUERZONI (ricordare il nome). Testo:
"Nei girotondi cominciano le defezioni. ... Nanni Moretti dal palco ha ammesso che la sala era piena a meta'".
Ho scritto alla Guerzoni Monica: "una volta abitavo a Milano, dalle parti di Piazzale Lodi. A quel tempo le puttane battevano la zona San Siro, adesso si sono spostate anche in via Solferino? ... in ogni caso tenga conto del fatto che Scalfaro nella sala mantenuta -vuota a meta'- forse per mantenere piena la piazza antistantne al teatro, ci ha illustrato un meccanismo di infornazione che lei mi permette di constatare: se i fatti li conosci perche' c'eri, non li riconosci quando sono raccontati da gente come Monica Guerzoni e compagnia cantante".
Da quel giorno non compero piu' giornali italiani: la carta igenica la preferisco senza macchie di inchiostro lasciate li' dalle "Moniche Guerzoni", transfughe da San Siro.
E sono gia' quasi dieci anni. E mi trovo benissimo.
6- Fare unisce, parlare divide; ricordalo.
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8- Non aspettare che gli altri facciano, per seguirli; comincia tu; fai quello che è giusto, gli altri seguiranno.
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OfficinaDemocrazia:
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