Spazioforum: qualunquismo - Spazioforum

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qualunquismo Vota la conversazione: -----

#13 L   Mastro Titta 

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Postato 04 febbraio 2012 - 22:16

Visualizza postcireno, su 04 febbraio 2012 - 07:49, detto:

Si vorrebbe fosse così, ma non lo è: quella che una volta era la classe operaia è migliorata solo nell’apparenza e nella descrizione che se ne fa, in verità non ci sono più gli operai che mangiavano dalla “schiscietta” che si portavano da casa, seduti fuori dalle fabbriche, fumandosi poi una cicca che si facevano a mano, ma sono stati sostituiti dai nuovi schiavi, gente che lavora saltuariamente per 3/5 euro l’ora. Non so se la trasformazione della classe operaia in classe borghese è da leggersi solo in questa apparenza…invece penso che quella che fu la classe borghese vera, commercianti, piccoli imprenditori, oggi sta scomparendo e scompare perché la grande borghesia se la sta mangiando. Non è una questione di democrazia ma di soldi. E di stupidità in chi essendo gazzella ha creduto che il leone potesse fare il suo interesse, una volta diventato governatore della savana.


La classe operaia, se per tale consideriamo gli addetti all'industria manufatturiera, è in via d'estinzione. La grande industria in Italia tra dieci anni sarà completamente scomparsa, se le cose non cambiano radicalmente. Non ho i dati ma sono certo di ricordare, ad esempio, che gli iscritti alla CGIL sono ormai nella grande maggioranza pensionati, ciò la dice tutta. Questo non vuol dire che il ceto medio stia meglio. Anzi, è da tempo presente un fenomeno di proletarizzazione del ceto medio che ha fortemente compresso anche la c.d. borghesia. Insomma, i vecchi schemi mi appaiono del tutto superati. La differenza più evidente, ha detto qualcuno e io condivido, è ormai quella tra "garantiti" e "non garantiti". Tra i primi vi sono quasi tutti i lavoratori a tempo indeterminato e tutti i pensionati e tra i secondi i lavoratori a tempo determinato, i precari, i lavoratori in nero, i disoccupati condannati a non trovare mai un vero lavoro. I "non garantiti" odiano sia i partiti, anche quelli di sinistra, sia, sopratutto, i sindacati. Credo che abbiano qualche buona ragione. Non penso pertanto che possano essere visti come una nuova forma di "classe operaia", che era categoria provvista di ruolo e coscienza di classe, quanto piuttosto come un nuovo sottoploretariato, spesso privo persino di formazione adeguata per sperare in un futuro migliore e che vede, ad esempio, l'istituto della pensione, di cui godono milioni di italiani, come un privilegio che a loro sarà certamente negato. Il nemico di costoro non è più il fantomatico "capitale" o il sempre più rarefatto "padronato", figure anch'esse agonizzanti. Il nemico è - dico una cosa poco originale ma è il mio pensiero - la globalizzaziobe e il WTO (o, meglio, il modo sciagurato con cui l'Unione europea ci ha costretti ad entrare nellorganizzazione mondiale del commercio). Ma qui mi taccio, antrimenti Adam (che spero ritorni presto a divertirsi con noi) mi aspetta sotto casa e mi conferisce una sonora lezione di neoliberismo...:)
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#14 L   adam 

  • Gruppo: Membri Sf
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  • Iscritto: 20 giugno 2009

Postato 04 febbraio 2012 - 23:59

Visualizza postMastro Titta, su 04 febbraio 2012 - 22:16, detto:

La classe operaia, se per tale consideriamo gli addetti all'industria manufatturiera, è in via d'estinzione. La grande industria in Italia tra dieci anni sarà completamente scomparsa, se le cose non cambiano radicalmente. Non ho i dati ma sono certo di ricordare, ad esempio, che gli iscritti alla CGIL sono ormai nella grande maggioranza pensionati, ciò la dice tutta. Questo non vuol dire che il ceto medio stia meglio. Anzi, è da tempo presente un fenomeno di proletarizzazione del ceto medio che ha fortemente compresso anche la c.d. borghesia. Insomma, i vecchi schemi mi appaiono del tutto superati. La differenza più evidente, ha detto qualcuno e io condivido, è ormai quella tra "garantiti" e "non garantiti". Tra i primi vi sono quasi tutti i lavoratori a tempo indeterminato e tutti i pensionati e tra i secondi i lavoratori a tempo determinato, i precari, i lavoratori in nero, i disoccupati condannati a non trovare mai un vero lavoro. I "non garantiti" odiano sia i partiti, anche quelli di sinistra, sia, sopratutto, i sindacati. Credo che abbiano qualche buona ragione. Non penso pertanto che possano essere visti come una nuova forma di "classe operaia", che era categoria provvista di ruolo e coscienza di classe, quanto piuttosto come un nuovo sottoploretariato, spesso privo persino di formazione adeguata per sperare in un futuro migliore e che vede, ad esempio, l'istituto della pensione, di cui godono milioni di italiani, come un privilegio che a loro sarà certamente negato. Il nemico di costoro non è più il fantomatico "capitale" o il sempre più rarefatto "padronato", figure anch'esse agonizzanti. Il nemico è - dico una cosa poco originale ma è il mio pensiero - la globalizzaziobe e il WTO (o, meglio, il modo sciagurato con cui l'Unione europea ci ha costretti ad entrare nellorganizzazione mondiale del commercio). Ma qui mi taccio, antrimenti Adam (che spero ritorni presto a divertirsi con noi) mi aspetta sotto casa e mi conferisce una sonora lezione di neoliberismo...:)


La scelta tra deludere la tua cortesia e soddisfare il mio fatuo orgoglio di rinunciare alla partecipazione per insofferenza, è condizionata da quel residuo di buona creanza che resiste imperterrito e che non può non far prevalere la volontà di risponderti. Naturalmente per le rime...

Contesto, infatti che la responsabilità della situazione occupazionale, specie giovanile, sia da ascrivere alla ineluttabile globalizzazione e all'Organizzazione del Commercio Mondiale che ne è stata una delle conseguenze tecniche Lo contesto invitandoti a leggerti Questa statistica e a constatare che la situazione è affatto diversa tra i paesi europei. L'Italia appartiene purtroppo alla parte alta dell'elenco, in compagnia di paesi con problemi pari ai nostri o addirittura peggiori. E non ti inganni la relativa vicinanza con la media europea nel 2011, media di 17 paesi, fortemente inficiata dai numeri della penisola iberica, della Croazia e della Grecia, economie a "basso fatturato" rispetto a quelle dei paesi privilegiati prosperanti al fondo della classifica stessa capaci di produrre e fatturare a livelli nettamente migliori. Per il momento.,

Ciò significa che là dove è stata fatta una politica seria, i problemi sono minori; invece dove la politica ha badato esclusivamente a se stessa trascurando gli interessi generali, le cose sono andate male e la Globalizzazione - che questa volta è giusto tirare in ballo - ha scoperto le magagne e fatto traboccare il vaso..

Quindi, mentre mi trovi perfettamente d'accordo sulla vera discriminante tra le classi lavoratrici - garantiti e non garantiti - e, di riflesso sulla obsoleta definizione di borghesia e proletariato, ma semmai tra coloro che, piccola o grande, hanno una garanzia di vita, e coloro (il moderno sottoproletariato) a cui le circostanze negano il naturale diritto di programmare il proprio domani.

Di qui nascono i movimenti spontanei degli "indignados" e di " occupy Wall Street", di coloro che reagiscono (per ora pacificamente) all'indegno paradosso del così detto 99% povero verso l'1% ricco. Indignati, quindi, ma non qualunquisti. Schifati dalla politica non in senso lato, ma da quella pessima praticata da troppi anni per incuria, disonestà, pressapochismo da quasi tutti i partiti che sono entrati nella stanza dei bottoni, In Italia e ovunque i disastri occupazionali hanno preso piede.

Concludendo: lungi da me il proporti lezioni di neoliberismo, che non mi appartiene culturalmente - essendo in naturale conflitto con il mio credo liberal-socialista - e al quale ascrivo grandissime responsabilità dello stato attuale, ma una riflessione e una domanda su di esso mi pare d'obbligo. Perché questo cancro sociale non ha colpito tutti in egual misura? Perché il "mercato" non ha fatto strame ovunque della giustizia sociale, ma solo in quei paesi dove il suo brodo di cultura era particolarmente predisposto a farlo crescere? Se tenterai di darti delle risposte, inevitabilmente tornerai alla buona e alla cattiva politica, ovvero alle scelte giuste o sbagliate di tutti noi popolo votante.


Ehi, non farci l'abitudine: rispondo solo quando mi pare...Immagine postata
"Mi contraddico?
Ebbene si, mi contraddico perché ho dentro moltitudini..."


Walt Whitman
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#15 L   Roberto il Guiscardo 

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Postato 05 febbraio 2012 - 00:18

Continuiamo pure ad attaccarci alle etichette politiche, come il bambino si attacca alla gonna della mamma. Anche questa del Qualunquismo, se non sbaglio, ha più di 50 anni: è nata quando per le strade c'erano ancora i carretti tirati dai cavalli o dagli asini, e una auto la si vedeva una volta ogni morte di papa. La televisione non c'era ancora, è venuta nel '54, e chissà quanti italiani sapevano leggere...
Noi, ad Atene, facciamo così..
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#16 L   vanni sandro 

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Postato 05 febbraio 2012 - 10:35

Visualizza postpolifilo, su 04 febbraio 2012 - 19:49, detto:

culturalmente non esiste più una classe operaia o contadina.
oggi tutti guardano gli stessi programmi tv, tutti hanno la stessa mentalità.
pasolini lo spiegava meglio di me.
il figlio dell'operaio guarda il grande fratello come il figlio dell'avvocato.
io mi ricordo di una cultura contadina che era antropologicamente diversa.


Il fatto che non esista più una coscienza di classe non significa affatto che le classi sociali non esistano.
Guarderanno entrambi il grande fratello, ma le opportunità di vita del figlio dell'operaio non sono uguali a quello del figlio dell'avvocato.
__________________________________________________________________
L'estremismo, malattia infantile del comunismo - Владимир Ильич Ленин (Lenin)
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#17 L   vanni sandro 

  • Gruppo: Membri Sf
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  • Iscritto: 29 giugno 2009

Postato 05 febbraio 2012 - 10:44

Visualizza postRoberto il Guiscardo, su 05 febbraio 2012 - 00:18, detto:

Continuiamo pure ad attaccarci alle etichette politiche, come il bambino si attacca alla gonna della mamma. Anche questa del Qualunquismo, se non sbaglio, ha più di 50 anni: è nata quando per le strade c'erano ancora i carretti tirati dai cavalli o dagli asini, e una auto la si vedeva una volta ogni morte di papa. La televisione non c'era ancora, è venuta nel '54, e chissà quanti italiani sapevano leggere...

Cambiano i tempi e le relazioni economiche e sociali, ma i valori di fondo restano.
La sinistra deve necessariamente leggere la società di oggi e dare ricette diverse rispetto al secolo scorso, ma i suoi riferimenti culturali sono gli stessi di allora e saranno gli stessi nel prossimo secolo.
Lo stesso vale per la destra.
La cultura del qualunquismo c'è sempre stata e sempre ci sarà.
Nel post iniziale Cireno ha riportato un articolo che descrive perfettamente questo modo di pensare. Calza a pennello a molti forumisti.
Non capisco perchè vi dia tanto fastidio una semplice presa d'atto. Oggettiva.
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#18 L   polifilo 

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Postato 05 febbraio 2012 - 12:09

Visualizza postvanni sandro, su 05 febbraio 2012 - 10:35, detto:

Il fatto che non esista più una coscienza di classe non significa affatto che le classi sociali non esistano.
Guarderanno entrambi il grande fratello, ma le opportunità di vita del figlio dell'operaio non sono uguali a quello del figlio dell'avvocato.



guarda il concetto di classe sociale, a me non intressa, dico un'altra cosa che chi vive ogi so che non può capire ma che pasolini capiva bene

un contadino degli anni cinquanta non apparteneva ad un'altra classe sociale ma un'altra cultura

oggi sia il figlio dell'operaio che il figlio dell'industriale guardano gli stessi programmi tv

negli anni cinquanta i contadini avevano, per esempio, un'altra cultura che poi è sparita.
i contadini sono diventati piccoli borghesi
Veni Vidi Mici
tempus loquendi tempus tacendi
Chi ha coraggio di ridere, è padrone del mondo (leopardi)
quanto si stava meglio quando piazza della signoria era piazza del granduca
http://ventusblog.blog.com/
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#19 L   cireno 

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  • Iscritto: 14 febbraio 2009

Postato 05 febbraio 2012 - 12:21

Visualizza postMastro Titta, su 04 febbraio 2012 - 22:16, detto:

La classe operaia, se per tale consideriamo gli addetti all'industria manufatturiera, è in via d'estinzione. La grande industria in Italia tra dieci anni sarà completamente scomparsa, se le cose non cambiano radicalmente. Non ho i dati ma sono certo di ricordare, ad esempio, che gli iscritti alla CGIL sono ormai nella grande maggioranza pensionati, ciò la dice tutta. Questo non vuol dire che il ceto medio stia meglio. Anzi, è da tempo presente un fenomeno di proletarizzazione del ceto medio che ha fortemente compresso anche la c.d. borghesia. Insomma, i vecchi schemi mi appaiono del tutto superati. La differenza più evidente, ha detto qualcuno e io condivido, è ormai quella tra "garantiti" e "non garantiti". Tra i primi vi sono quasi tutti i lavoratori a tempo indeterminato e tutti i pensionati e tra i secondi i lavoratori a tempo determinato, i precari, i lavoratori in nero, i disoccupati condannati a non trovare mai un vero lavoro. I "non garantiti" odiano sia i partiti, anche quelli di sinistra, sia, sopratutto, i sindacati. Credo che abbiano qualche buona ragione. Non penso pertanto che possano essere visti come una nuova forma di "classe operaia", che era categoria provvista di ruolo e coscienza di classe, quanto piuttosto come un nuovo sottoploretariato, spesso privo persino di formazione adeguata per sperare in un futuro migliore e che vede, ad esempio, l'istituto della pensione, di cui godono milioni di italiani, come un privilegio che a loro sarà certamente negato. Il nemico di costoro non è più il fantomatico "capitale" o il sempre più rarefatto "padronato", figure anch'esse agonizzanti. Il nemico è - dico una cosa poco originale ma è il mio pensiero - la globalizzaziobe e il WTO (o, meglio, il modo sciagurato con cui l'Unione europea ci ha costretti ad entrare nellorganizzazione mondiale del commercio). Ma qui mi taccio, antrimenti Adam (che spero ritorni presto a divertirsi con noi) mi aspetta sotto casa e mi conferisce una sonora lezione di neoliberismo...:)



Mio padre è morto di cancro all’intestino. Quando parlai con il suo medico mi disse “cancro all’intestino”, e io capii che non c’era più niente da fare. Cinque anni fa, dopo una paio di colonscopie la biopsia del polipo che mi era stato trovato nel colon recitava” adenonocarcinoma” . Era cambiato il nome ma la malattia era la stessa: cancro, prima, adenocarcinoma ieri. Non sono morto, tre giorni all’IEO, via un pezzo di budello, fine dello spavento.
Ora la classe operaia non esiste più, dice Mastro T., ma non è vero: ha un nome diverso, ma sempre classe operaia, nel senso di sottoposta, è. Che poi gli iscritti alla CGIL siano in gran parte pensionati penso che sia un difetto di chi, giovane, pensa di non aver bisogno del sindacato, non dimostrazione che sono cambiate le cose. I vecchi schemi, tu dici, sono superati, e io continuo a pensare che hanno cambiato etichetta ma che sono sempre gli stessi descritti da Carlo Marx: da una parte un numero X, molto basso, di capitalisti e dall’altra un numero Y, molto alto, di gente che deve arrabattarsi per sopravvivere.
La storia dei lavoratori garantiti dall’art.18 che impedirebbero ai non garantiti di trovare occupazione mi sembra abbastanza reale ma non così importante come ci si vuol far credere, e difatti mi sembra, se non sbaglio, che il PD voglia appoggiare più la proposta Boeri-Garibaldi che non la Ichino.
Che i non garantiti odino tutti i partiti fa parte della tragedia che stiamo vivendo sotto la cappa del neo-liberismo. Magari odiare è un’espressione troppo forte ma certo non c’è più attrazione per i partiti, e la dimostrazione è che la gran parte di coloro che si devono, come detto, arrabattarsi per sopravvivere hanno creduto alle panzane di un venditore di pentole e oggi credono ad altri savonarola di turno. Che questa gente possa aver creduto, ripeto l’esempio che ho già scritto, al leone come portatore di benessere a loro gazzelle, è la dimostrazione eclatante di come ci sia molta confusione nella testa della gente, quella che si sbatte non certo quella che sta a Cortina a festeggiare l’anno nuovo. La globalizzazione è stata un disastro ma per chi non ha saputo predisporre difese contro lo tsunami che ne sarebbe derivato. Del resto il mercato tra virgolette non poteva più accettare un territorio ormai saturo dei prodotti delle sue imprese e ha cercato di creare nuovi mercati dove vendere. E’ stata una martellata sulle palle ma non si poteva evitare.

Adam? Be, sono lieto che sia tornato a scrivere. Io, per la verità non ho mai creduto lui potesse abbandonare questo teatrino a volte comico, a volte tragico.

Modificato da cireno - 05 febbraio 2012 - 13:25

Neanche gli Dei possono nulla contro la stupidità umana. Friedrich Schiller "
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#20 L   cciappas 

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Postato 05 febbraio 2012 - 12:22

i contadini , specie i coltivatori diretti, avevano ed hanno la cultura borghese perchè erano e sono padroni.,...e hanno sempre guardato con astio tutto le conquiste delle classi salariate,,, vedevano i 15 giorni di ferie e non si accorgevano che loro erano sempre in ferie con le consuteudini di 5 soste e relativi pasti al giorno come gli inglesi.,.
mi fa piacere che adam si sia svelgiato e veda i motivi della crisi nella cattiva politica anche socialista e nella predisposizione dei votanti a lasciarsi illudere dalle belle parole di speranza alla mastro titta...
vuol dire che anche il forumismo serve a qualcosa.

Modificato da cciappas - 05 febbraio 2012 - 12:22

Rispetta i lavorstori,,, non comprare nel supermecati il di di festa!

Se capitale e lavoro non saranno soggetti alle stesse aliquote fiscali le classi lavoratrici saranno sempre succube del padronato
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#21 L   polifilo 

  • the saint
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Postato 05 febbraio 2012 - 13:14

ciappas guarda mio nonno era mezzadro e coltivatore diretto (ma solo per un piccolo pezzo di terra) col quale non sarebbero sopravvissuti.
si alzavano alle cinque del mattino nutrivano le bestie andavano nei campi, pulivano le stalle delle vacche, con la merda fino ai ginocchi, insomma erano sempre in ferie.


ciappas questa fa il paio con la storia della minestra

:rrsss:

p.s.
tra l'altro ti ricordo che col sistema della mezzadria metà esatta e anche di più con le corvèes gratuite ai padroni mezzo raccolto, mezzi animali andavano al padrone.
bella vita davvero.

Modificato da polifilo - 05 febbraio 2012 - 13:18

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#22 L   cciappas 

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Postato 05 febbraio 2012 - 13:22

Visualizza postpolifilo, su 05 febbraio 2012 - 13:14, detto:

ciappas guarda mio nonno era mezzadro e coltivatore diretto (ma solo per un piccolo pezzo di terra) col quale non sarebbero sopravvissuti.
si alzavano alle cinque del mattino nutrivano le bestie andavano nei campi, pulivano le stalle delle vacche, con la merda fino ai ginocchi, insomma erano sempre in ferie.


ciappas questa fa il paio con la storia della minestra

:rrsss:

p.s.
tra l'altro ti ricordo che col sistema della mezzadria metà esatta e anche di più con le corvèes gratuite ai padroni mezzo raccolto, mezzi animali andavano al padrone.
bella vita davvero.


stai parlando con uno che sarebbe stato un coltivatore diretto se non se ne fosse andato a camminare da solo,,,, quindi stai calmo perchè so benissimo di cosa parlo... la mezzadria è un'altra cosa,,, e comunque c'èra e c'è mezzadria e mezzadria., perchè so benissimo che certe mezzadrie sono peggio del salariato.
ne è prova freg, che è un coltivatore diretto, eppure era sempre sul forum sino a quando non lo avete fatto cacciare.,

Modificato da cciappas - 05 febbraio 2012 - 13:26

Rispetta i lavorstori,,, non comprare nel supermecati il di di festa!

Se capitale e lavoro non saranno soggetti alle stesse aliquote fiscali le classi lavoratrici saranno sempre succube del padronato
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#23 L   polifilo 

  • the saint
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  • Iscritto: 23 gennaio 2004

Postato 05 febbraio 2012 - 13:26

in toscana tutti mezzadri erano i contadini.
di che parliamo di preciso?
ed erano persino privilegiati rispetto agli zappatori
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#24 L   cciappas 

  • Gruppo: Membri Sf
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  • Iscritto: 13 dicembre 2001

Postato 05 febbraio 2012 - 13:46

Visualizza postpolifilo, su 05 febbraio 2012 - 13:26, detto:

in toscana tutti mezzadri erano i contadini.
di che parliamo di preciso?
ed erano persino privilegiati rispetto agli zappatori


qui invece vige la piccola proprietà...perchè i grandi feudatari li abbiamo fatti scappare o li abbiamo ridotti in miseria... e ognuno si coltiva il suo campo o segue il suo gregge e campa....gli zappatori erano e sono solo quelli che non avevano nulla. ... e preferivano emigrare o andare in miniera sino a quando queste erano in funzione,,

Modificato da cciappas - 05 febbraio 2012 - 13:50

Rispetta i lavorstori,,, non comprare nel supermecati il di di festa!

Se capitale e lavoro non saranno soggetti alle stesse aliquote fiscali le classi lavoratrici saranno sempre succube del padronato
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