Spazioforum: Il manifesto no. Il manifesto non può morire! - Spazioforum

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Il manifesto no. Il manifesto non può morire!
Salviamo uno dei giornali più importanti d'Italia
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#1 L   e.a. 

  • occhi ampiamente chiusi
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  • Iscritto: 27 novembre 2001

Postato 08 febbraio 2012 - 23:06

Il manifesto é un giornale indipendente, senza padroni, senza partiti, senza finanziatori esterni. Il manifesto vive dei suoi lettori e del contributo pubblico per l'editoria, drasticamente tagliato negli ultimi 2 anni.

E' un fenomeno unico nel panorama mediatico monopolistico italiano e rarissimo, che per 40 anni ha portato in Italia un'informazione di altissima qualità, di orientamento dichiaratamente marxista, ma autorevole e ricca indipendentemente dai punti di vista ideologici. Il manifesto é anche il giornale che distribuisce la versione in italiano del francese "Le Monde diplomatique", diretto da Ignacio Ramonet: una delle più prestigiose e approfondite pubblicazioni periodiche di geopolitica del mondo.

Il manifesto vive e sopravvive come cooperativa, appunto senza padroni e risponde solo della coscienza dei suoi giornalisti. Merita pertanto un'attenzione particolare nel terrificante contesto che attraversa l'Italia, sul piano mediatico e culturale.

Oggi il manifesto rischia la chiusura: é stato messo in liquidazione coatta. Continuerà ad andare in edicola, per il momento e non si sa per quanto, ma deve assolutamente aumentare il numero di lettori e abbonati, regolari.

Non permettiamo che ci portino via una delle cose più belle che abbiamo in Italia, per la quale persone come Luigi Pintor, Lucio Magri, Valentino Parlato, Rossana Rossanda, Luciana Castellina ma anche Loris Campetti, Norma Rangeri, Vauro, Giulietto Chiesa, Ida Dominijanni, Giuliana Sgrena e tantissimi altri hanno dedicato le loro vite e carriere.

Leggete il manifesto, compratelo in edicola tutti i giorni o molto spesso, abbonatevi (ancora meglio), compratelo su internet (anche un numero ad un euro alla volta é possibile), parlate di questo bel giornale che ha sempre fornito una straordinaria informazione di politica interna e internazionale, di economia e finanza, di tecnologia e cultura, ambiente e media.

Dopo la recente chiusura di Liberazione, la fine del Manifesto sarebbe il definitivo colpo di grazia da parte del regime mediatico italiano: nessuna voce autorevole diversa dal pensiero unico berlusconi-espresso-confindustria esisterebbe più nel nostro paese. Oltre alla fine di un'epoca sarebbe come spegnere una delle ultime luci rimaste in questo secondo interminabile ventennio nero.




Immagine postata

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E in Italia tutto va bene...

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Tribunale Penale Internazionale per Napolitano, Berlusconi, Frattini, La Russa, Obama, Cameron, Zapatero, Sarkozy.
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#2 L   cireno 

  • Gruppo: Membri Sf
  • Post: 7.440
  • Iscritto: 14 febbraio 2009

Postato 09 febbraio 2012 - 08:57

I comunisti italiani penso siano più di 40mila. Io sono abbonato al Manifesto da sempre e non posso non essere basito dal fatto che in Italia, dico in Italia sessanta milioni di automobilizzati, il Manifesto venda 40mila copie scarse. Mi chiedo che cazzo di comunisti o semplicemente socialisti ci sono in questo Paese. E il mio stupore è grande specialmente perchè oil Manifesto è un GRANDE quotidiano, che porta sempre articoli capaci di aprire il cervello delle persone.
Non è quindi SOLO questo governo a far chiudere il Manifesto, coin la sua restrizione agli aiuti alla stampa libera, ma anche i "comunisti" italiani, o semplicemente gli italiani di sinistra, una sinistra parecchio ingiallita, da quel che si vede anche in questo tema.
Neanche gli Dei possono nulla contro la stupidità umana. Friedrich Schiller "
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#3 L   viandante 

  • Gruppo: Membri Sf
  • Post: 2.099
  • Iscritto: 31 agosto 2008

Postato 09 febbraio 2012 - 09:00

Questa cosa del "Ci Voglio Chiudere" e' pazzesca. Se chi li vuol leggere non riesce/vuole sostenerli, che altro si deve fare? Costringere a comprarlo?

Comunque, kickstarter. Potrebbero aprire una gara di funding li'. Chissa' che non vincano. Qualcuno glielo ha proposto?
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#4 L   cireno 

  • Gruppo: Membri Sf
  • Post: 7.440
  • Iscritto: 14 febbraio 2009

Postato 09 febbraio 2012 - 09:11

Visualizza postviandante, su 09 febbraio 2012 - 09:00, detto:

Questa cosa del "Ci Voglio Chiudere" e' pazzesca. Se chi li vuol leggere non riesce/vuole sostenerli, che altro si deve fare? Costringere a comprarlo?

Comunque, kickstarter. Potrebbero aprire una gara di funding li'. Chissa' che non vincano. Qualcuno glielo ha proposto?



Le tue sono sempre osservazioni intelligenti ma mediate dalla cultura sociale, e anche economica, in cui sei nato e per questa ragione hanno sempre , o quasi sempre, un difetto di fondo cioè la mancanza di multidirezionalità del tuo sguardo.

Non puoi certo "obbligare" a comperare un quotidiano ma certamente una voce libera, come è il Manifesto e in linea di massima altri, pochi, giornali di opinione, in una nazione minimanete democratica dovrebbero. sottolineo DOVREBBERO, essere sostenuti.
Un quotidiano vive di inserzioni pubbliciitarie e allora, se c'è chi storce il naso davanti al finanziamento pubblico, si dovrebbe far si che la pubbllcità sia fatta in quote di diffusione: tanto a chi vende tanto, poco ma obbligatorio, a chi vende poco. Mi spiego: vuoi fare pubblicità sul Corriere? bene, ma una quota xx del tuo budget deve andare anche ai giornali di opinione. Perchè vedi, ed è qui la tua non multidrezionalita dello sguardo, il capitale, cioè chi ha i soldi, per eliminare una voce che non gli piace usa proprio quel sistema del "nessuna pubblicità". Lo stesso sistema che usano le nazioni dove il capitale comanda con quelle che vorrebbero eliminare: lo strangolamento economico, vedi Cuba, per esempio.

Modificato da cireno - 09 febbraio 2012 - 09:13

Neanche gli Dei possono nulla contro la stupidità umana. Friedrich Schiller "
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#5 L   marianna 

  • Gruppo: Coordinatori
  • Post: 19.564
  • Iscritto: 22 luglio 2002

Postato 09 febbraio 2012 - 10:31

La situazione dei media democratici è gravissima, anche il Manifesto deve chiudere senza che le forze che si dicono di sinistra che siedono in Parlamento alzi un dito per sostenerlo. E' chiaro che le sottoscrizioni di chi lo legge, degli amici e dei simpatizzati del giornale non sono sufficienti a mantenerlo in vita. Sarebbe necessaria la pubblicità, ma sappiamo com'è la questione ed è inutile stare a ripetere sempre le stesse cose. Ci vorrebbe anche però, per esempio, in attesa che si trovi una soluzione al suo mantenimento in vita che i Partiti tipo PD, IdV e anche SEL, caccino un po' di soldi da quanto hanno ottenuto dal finanziamento. E che non piangano miseria -i partiti- dopo tutto quello che è emerso in questi giorni.


Comunque io continuerò a comperare il Manifesto perchè voci come quelle di Rossanda e Campetti e Galapagos ... solo lì le trovo. E anche dibattiti come l'ultimo tra Asor Rosa e Rossanda a proposito del governo Monti , di tale alto livello culturale, solo lì li trovo. Gli altri quotidiani, spiace dirlo , ma oltre a non essere veramente indipendenti (tranne il Fatto), ma Fatto compreso, sono un insieme di pettegolezzi, poche riflessioni, poca intelligenza.

Modificato da marianna - 09 febbraio 2012 - 10:33



....rosso un fiore in petto ci è fiorito...

le donne, tra i signori di potere e di sottopotere, non sono che moneta spicciola (Michele Serra)
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#6 L   e.a. 

  • occhi ampiamente chiusi
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  • Iscritto: 27 novembre 2001

Postato 09 febbraio 2012 - 11:46

se chiude il manifesto, chiude l'informazione indipendente italiana.

vi ritrovereste in un paese che si informa UNICAMENTE (di fatto é già così) attraverso i bollettini di confindustria - pd - berlusconi. cioé la stessa famiglia. un paese perfettamente e irreparabilmente sotto controllo informativo assoluto.

intendiamoci: é già cosi. il manifesto non é che una goccia nell'oceano. ma da 40 anni, nonostante tutto, si é sempre presentato in edicola, a comptere con i partiti, la finanza e la grande industria.
E in Italia tutto va bene...

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#7 L   e.a. 

  • occhi ampiamente chiusi
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  • Post: 16.238
  • Iscritto: 27 novembre 2001

Postato 09 febbraio 2012 - 12:08

A rischio anche due testate storiche
come Noi Donne e il Corriere Mercantile


Noi Donne, storica rivista delle
donne di sinistra che proprio ieri ha firmato
la cassa integrazione a zero ore per
due delle sue tre giornaliste.
Dopo aver attraversato indenne quasi
70 anni di vicende italiane, il giornale rischia
adesso di chiudere per colpa del
governo dei professori.

Dopo 188 anni (venne fondato
nel 1824) Il Corriere Mercantile rischia di
non andare più in edicola e di lasciare
senza un lavoro 27 giornalisti e 12 poligrafici.
E in Italia tutto va bene...

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#8 L   e.a. 

  • occhi ampiamente chiusi
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  • Post: 16.238
  • Iscritto: 27 novembre 2001

Postato 09 febbraio 2012 - 12:13

La situazione economica del manifesto: parlano i bilanci


Oggi il manifesto spende più di
quanto incassa. E’ una debolezza cronica e strutturale,
aggravata dal taglio drastico e retroattivo dei
contributi pubblici per l’editoria non profit
. Il manifesto
ha lanciato sottoscrizioni e campagne di sostegno
ancora prima di nascere. Non è «piagnisteo»: è nel suo Dna. Senza non potrebbe vivere. E’ un’impresa comune costruita senza padroni. Né
occulti né palesi. I «padroni» del manifesto sono
chi ci lavora e chi lo legge.


Dal 2008 cala la pubblicità, le vendite vanno e vengono (incoraggianti
a novembre e dicembre, in lieve calo a
gennaio) e senza il contributo pubblico (che era
previsto) il bilancio del 2011 non si può chiudere.
E’ l’aritmetica perversa dei fondi editoria, che vengono
erogati nel 2012 come rimborso del 2011. Nonostante
le promesse di intervento fatte dal presidente
del consiglio Mario Monti e l'esplicita richiesta
in tal senso del presidente della Repubblica, a
oggi nessuna soluzione è stata trovata.


Nel 2006 il manifesto aveva 107
dipendenti. A febbraio sono 74 (52 giornalisti e 22
poligrafici). Di questi 74, però, la metà è in cassa integrazione
a rotazione. Per cui il giornale che leggete
(dal 2010 a oggi) è fatto, materialmente, da circa
35 persone. Troppe? Troppo poche? Scarse? Brave?
In numeri: dal 2006 al 2010 il costo del lavoro è diminuito
del 26%, con un risparmio annuo di 1,1milioni
di euro. Nel triennio 2008-2010 i costi industriali
si sono ridotti di 2milioni e mezzo. I costi generali
del 20 per cento. E visto che parliamo di soldi
e di mercato, tra noi tutti riceviamo più o meno
lo stesso salario, dalla direttrice alla centralinista:
circa 1.300 euro netti al mese.

Il manifesto però è innanzitutto un progetto politico.
Questo giornale può migliorare e cambiare
molto ma non può mutare natura. Non potrebbe
esistere senza il contributo di chi, da anni, lavora e
scrive gratuitamente, dai fondatori al più giovane
dei collaboratori. Più che ai nostri stipendi (che pure
contano e non arrivano) il primo pensiero di
ogni giorno è il nostro/vostro giornale. Da oggi lo
sarà ancora di più.

Matteo Bartocci, il manifesto (9.2.2012)
E in Italia tutto va bene...

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#9 L   Vangher 

  • Las putas al poder. Los Hijos ya estan.
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  • Iscritto: 01 dicembre 2009

Postato 09 febbraio 2012 - 13:34

Spiacente per Il Manifesto, così come mi spiace per l'ortolano, che non riesce a competere con il supermercato, e per il parrucchiere che non riesce a competere con i cinesi.
Mi chiedo come mai Il Fatto Quotidiano riesca a vivere senza contributi, e finanziamenti pubblici.

Modificato da Vangher - 09 febbraio 2012 - 13:34

Quando ti trovi d'accordo con la maggioranza è il momento di fermarsi a riflettere.
(Mark Twain)

Post Hoc Propter Hoc (Ciò che accade dopo è causato da ciò che è avvenuto prima)
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#10 L   viandante 

  • Gruppo: Membri Sf
  • Post: 2.099
  • Iscritto: 31 agosto 2008

Postato 09 febbraio 2012 - 13:51

Visualizza postcireno, su 09 febbraio 2012 - 09:11, detto:

Le tue sono sempre osservazioni intelligenti ma mediate dalla cultura sociale, e anche economica, in cui sei nato e per questa ragione hanno sempre , o quasi sempre, un difetto di fondo cioè la mancanza di multidirezionalità del tuo sguardo.

Non puoi certo "obbligare" a comperare un quotidiano ma certamente una voce libera, come è il Manifesto e in linea di massima altri, pochi, giornali di opinione, in una nazione minimanete democratica dovrebbero. sottolineo DOVREBBERO, essere sostenuti.
Un quotidiano vive di inserzioni pubbliciitarie e allora, se c'è chi storce il naso davanti al finanziamento pubblico, si dovrebbe far si che la pubbllcità sia fatta in quote di diffusione: tanto a chi vende tanto, poco ma obbligatorio, a chi vende poco. Mi spiego: vuoi fare pubblicità sul Corriere? bene, ma una quota xx del tuo budget deve andare anche ai giornali di opinione. Perchè vedi, ed è qui la tua non multidrezionalita dello sguardo, il capitale, cioè chi ha i soldi, per eliminare una voce che non gli piace usa proprio quel sistema del "nessuna pubblicità". Lo stesso sistema che usano le nazioni dove il capitale comanda con quelle che vorrebbero eliminare: lo strangolamento economico, vedi Cuba, per esempio.


Cireno, per le cause ci sono strumenti, ripeto, tipo http://www.kickstarter.com/ e cloni. Quelli di Diaspora, il social network alternativo, ci hanno alzato 200 mila $. Ci sono le idee creative, tipo linkiesta che vive sul web (e per i vecchiardi puoi fare un formato facile da stampare), etc. Solo dopo aver fatto tutto cio' e aver provato una spassionata levatura culturale (che io non vedo) puoi chiedere soldi ai contribuenti. Tu dimentichi che "sostenere" signifca costringere della gente a pagare per un qualcosa che non vogliono. Quali sono i trade off? Per me non sono chiari. Quei milioni li vedo meglio dati, che so, ad un progetto di libri per le scuole con licenza GPL...
0

#11 L   Caere 

  • Gruppo: Membri Sf
  • Post: 6.076
  • Iscritto: 24 maggio 2006

Postato 09 febbraio 2012 - 13:54

Visualizza postVangher, su 09 febbraio 2012 - 13:34, detto:

Spiacente per Il Manifesto, così come mi spiace per l'ortolano, che non riesce a competere con il supermercato, e per il parrucchiere che non riesce a competere con i cinesi.
Mi chiedo come mai Il Fatto Quotidiano riesca a vivere senza contributi, e finanziamenti pubblici.


... no, in questo caso non condivido... anche se, devo dire, in passato hanno chiuso giornali che non erano di sinistra, ma non ricordo nessuno disperarsi per questo...

... a me che certamente di sinistra non sono, dispiace se un giornale come il Manifesto dovesse chiudere... ogni tanto l'ho comprato anch'io... e ti dirò che non fa affatto male ogni tanto leggere un punto di vista diverso... io non sono così innamorato delle mie opinioni da temere che qualcuno possa cambiarle...
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#12 L   e.a. 

  • occhi ampiamente chiusi
  • Gruppo: Membri Sf
  • Post: 16.238
  • Iscritto: 27 novembre 2001

Postato 09 febbraio 2012 - 14:10

Visualizza postVangher, su 09 febbraio 2012 - 13:34, detto:

Mi chiedo come mai Il Fatto Quotidiano riesca a vivere senza contributi, e finanziamenti pubblici.


Il fatto é un neonato che ha trovato la sua nicchia e il suo momento in un contesto in cui l'Idv é diventato dal 2008 sostanzialmente l'unico partito di opposizione, Grillo é diventato un movimento e Travaglio é stato uno sponsor televisivo di enorme impatto mediatico (grazie alla massa di ascolti tv: 5-8 milioni a settimana), mentre la sinistra é stata cancellata dall'universo istituzionale e mediatico.

Ergo il Fatto gode di un momento di splendore. Buon per lui e i suoi giornalisti.

E' una situazione inconfrontabile con il Manifesto: la questione della sopravvivenza sul mercato di mezzi di informazione, che peraltro il manifesto affronta da indipendente da 40 anni, oggi oltretutto in un sistema dominato dal conflitto di interessi, é una totale allucinazione. Peraltro una pagliuzza, di fronte alle 30 travi del monopolio televisivo e del ridicolo oligopolio editoriale italiano. Questo si: ignoranza e populismo liberista e piuttosto irresponsabile da parte di chi sappiamo.

Vedremo per quanto tempo riuscirà a sopravvivere il Fatto e a quanti compromessi sarà costretto. Spero non troppi.
E in Italia tutto va bene...

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Tribunale Penale Internazionale per Napolitano, Berlusconi, Frattini, La Russa, Obama, Cameron, Zapatero, Sarkozy.
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