Karragna Kid, su 16 febbraio 2012 - 02:15, detto:
Certo che le mie idee valgono quanto le tue, ma che i diritti siano gratuiti non è un giudizio di valore, è cosa che deve essere dimostrata e ho parecchi dubbi che tu riesca a farlo.
Non mi sta bene l'editoria com'è, ma non mi paiono alternative le tue (essai che novità che ognuno parla per quanto riesce a vendere). Mi sai dire dove sono in italia giornali che si mantengono da soli? Certo Il Fatto, ma è un momento legato alla sua attualità politica, così come agli albori il Manifesto non aveva problemi a mantenersi. Per il resto Repubblica, Il sole 24 ore, Il Corriere non sono giornali, ma aziende, ed oltre a prendere i contributi, non hanno problemi, non perché siano migliori degli altri ma perché sono foderati di danari pubblicità ed attività accessorie. Forse sarebbe utile anche rammentarti che, la maggior parte dei giornalisti in italia sono precari che vengono sfruttati a 5 euro al pezzo o 25 ad inchiesta autofinanziata, che è un altro fatto che la dice lunga su quanto "mercato" possono avere i quotidiani.
Non ti capisco. Evidentemente, per non riconoscere di aver sostenuto idee insostenibili, continui ad incartarti. Ora vieni a sostenere che ci sarebbe il credito... Ma no! Secondo te il manifesto potrebbe avere credito? E per quanto tempo? E poi con cosa lo onorerebbe? Non puoi sostenere che, siccome c'è poca gente a cui interessano, certe idee debbano essere necessariamente stupide o errate, e messe a tacere. La storia ci insegna che è quasi sempre vero il contrario.
Fermati un attimo, non c'è niente di male a riflettere un po' su quello che si è detto, cambiare idea, o prendere in considerazioni obiezioni fatte da altri per correggere il tiro. Non è affatto necessario aver ragione a tutti i costi. Direi piuttosto che il contrario è indice di intelligenza.
Certo, si possono studiare molte forme, ma in una società di libero mercato, come la nostra, qualsiasi attività culturale, d'informazione, libera od artistica non ha alternative, o si affida al mercato o deve in qualche modo essere un onere sociale. Tertium non datur.
Allora dimmi tu, fuori da vuote parafrasi, come la pensi in proposito.
Il libero mercato deve uccidere la libertà di parola e pensiero dei cittadini?
Non vedo quale potrebbe essere la difficoltà Karragna, a dimostrartelo.
Esiste il diritto di espressione..? Esiste il diritto all'autodeterminazione..? Esiste il diritto alla salute..? All'educazione..? All'informazione..? Alla libertà di pensiero..?
Esistono tasse che determinano a te, che le paghi, di usufruire di questi diritti, che sono negati al sottoscritto che, ipoteticamente, non paga quelle ipotetiche tasse..?
Nessuno, caro Karragna, paga per i suoi diritti basilari. Tutti dobbiamo contribuire, e collaborare per ribadirli ogni santo giorno.
Non confondere la determinazione a conservare, o ottenere questi diritti con un costo economico.
Che l'attuale sistema non permetta, né garantisca la libertà d'informazione è fuori discussione, ed infatti ti ho detto che, al sottoscritto, questo sistema non sta bene, e che lo voglio cambiare.
Sei tu che ti affanni a dimostrare che non esistono alternative a questo sistema, e che la libertà d'informazione deve necessariamente passare attraverso un innaturale esborso per quelle Aziende commerciali che commercialmente non stanno in piedi. Guarda che Il Manifesto non stava commercialmente in piedi fin dall'inizio, e la pubblicità è sempre andata verso quelle pagine stampate che garantiscono una maggiore diffusione del messaggio pubblicitario.
L'obbiettivo di un quotidiano dev'essere quello di raggiungere la maggiore diffusione possibile garantendosi la collaborazione dei giornalisti migliori per fornire ai Lettori sia le informazioni che le analisi più disparate, e non quello di coprire le spese per notizie raffazzonate, ed analisi compiacenti questa, o quella parte politica con la pubblicità.
Un giornalista deve saper coprire i suoi costi con i suoi articoli, e le sue analisi, e non nascondendosi dietro la pubblicità di un'auto, una marca di caffè, o di una stringa da scarpe, altrimenti faccia il giornalista a tempo perso, come potremmo farlo tutti.
E' ovvio che con l'attuale sistema il credito non esista, ma questa non è una buona ragione per mantenere quelle Aziende che non sono mai riuscite ad avere un bilancio in pareggio.
La mancanza di accesso al credito è un problema di tutti, ma anche se lo si risolvesse, pensi che Il Manifesto riuscirebbe a presentare un serio piano per uscire dalla sua crisi endemica..?
Il Manifesto vuole vivere in un mondo commerciale, senza sottostare alle regole di quel mercato.
Regole che sarebbero valide anche senza i vari giochetti di questo sistema.
Non contesto le idee, amico mio, contesto la testata.
Sono i giornalisti a scrivere, e questi giornalisti, in un sistema d'informazione davvero libero, e pertanto diverso dall'attuale, dovrebbero trovare lavoro presso altre testate interessate ad aumentare le vendite, e la diffusione.
Assolutamente no Karragna. Lungi da me l'intenzione di voler uccidere la libertà di parola, e di pensiero dei Cittadini, ma non vedo perché tale libertà deve essere distillata in una testata di un quotidiano, e non nelle parole, e nelle analisi dei giornalisti, o dei Cittadini.
Modificato da Vangher - 18 febbraio 2012 - 14:25
Quando ti trovi d'accordo con la maggioranza è il momento di fermarsi a riflettere.
(Mark Twain)
Post Hoc Propter Hoc (Ciò che accade dopo è causato da ciò che è avvenuto prima)