Spazioforum: I risultati dell'economia globalizzata - Spazioforum

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I risultati dell'economia globalizzata Vota la conversazione: -----

#1 L   cireno 

  • Gruppo: Membri Sf
  • Post: 7.440
  • Iscritto: 14 febbraio 2009

Postato 10 febbraio 2012 - 17:52

Ogni giorno sulla terra circa centomila persone muoiono di fame o delle sue conseguenze immediate; 826 milioni di persone sono oggi cronicamente e gravemente sottoalimentate; di queste persone 34 milioni vivono nei paesi economicamente sviluppati del Nord, mentre la maggioranza vive in Asia ma se si considera la popolazione delle vittime è l’Africa sub sahariana a pagare il tributo più pesante, 186 milioni di persone sono gravemente e cronicamente sotto alimentate. La maggior parte di loro soffre di quella che la FAO definisce “fame estrema” in quanto la loro razione giornaliera è di circa 300 calorie.
Sulla terra ogni sette secondi muore un bambino al di sotto dei dieci anni per fame.
La fame e la malnutrizione cronica sono una maledizione ereditaria: ogni anno decine di milioni di madri gravemente sottoalimentate mette al mondo decine di milioni di bimbi irrimediabilmente condannati a morire. Tutte queste donne che continuano a dare la vita fanno pensare alle donne dannate di Samuel Beckett che “partoriscono a cavallo di una tomba”.
La distruzione per fame di milioni di esseri umani ogni giorno ha luogo in una specie di normalità congelata su un pianeta traboccante di inutile ricchezza. Allo stato attuale delle forze produttive agricole la terra potrebbe nutrire normalmente dodici miliardi di persone.
Più di due miliardi di persone vivono in quella che il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo chiama “indigenza assoluta”, senza un reddito fisso, senza un lavoro regolare, senza un alloggio vero, senza accesso a cure mediche, cibo sufficiente, acqua potabile, istruzione.
I signori del capitale globalizzato esercitano nei fatti su questi miliardi di persone un diritto di vita e di morte. Con le loro strategie di investimento, le loro speculazioni monetarie, le loro alleanze politiche, decidono, giorno dopo giorno, chi ha il diritto di vivere su questo pianeta e chi è condannato a morire.
Alle distruzioni e alle sofferenze inflitte ai popoli dalle oligarchie del capitale globalizzato, dal suo impero militare si devono aggiungere quelle provocate dalla corruzione e dalla prevaricazione su larga scala che sono moneta corrente in numerosi governi. L’ordine mondiale del capitale finanziario infatti non potrebbe funzionare senza l’attiva complicità e la corruzione dei vari governi in carica
.

Questo è l’inizio di un libro recente di Jean Ziegler, professore emerito di sociologia all’Università di Ginevra e parlamentare del governo svizzero è anche relatore speciale dell’Onu per il Diritto all’Alimentazione.
Neanche gli Dei possono nulla contro la stupidità umana. Friedrich Schiller "
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#2 L   vanni sandro 

  • Gruppo: Membri Sf
  • Post: 2.243
  • Iscritto: 29 giugno 2009

Postato 11 febbraio 2012 - 00:08

Visualizza postcireno, su 10 febbraio 2012 - 17:52, detto:

Ogni giorno sulla terra circa centomila persone muoiono di fame o delle sue conseguenze immediate; 826 milioni di persone sono oggi cronicamente e gravemente sottoalimentate; di queste persone 34 milioni vivono nei paesi economicamente sviluppati del Nord, mentre la maggioranza vive in Asia ma se si considera la popolazione delle vittime è l'Africa sub sahariana a pagare il tributo più pesante, 186 milioni di persone sono gravemente e cronicamente sotto alimentate. La maggior parte di loro soffre di quella che la FAO definisce "fame estrema" in quanto la loro razione giornaliera è di circa 300 calorie.
Sulla terra ogni sette secondi muore un bambino al di sotto dei dieci anni per fame.
La fame e la malnutrizione cronica sono una maledizione ereditaria: ogni anno decine di milioni di madri gravemente sottoalimentate mette al mondo decine di milioni di bimbi irrimediabilmente condannati a morire. Tutte queste donne che continuano a dare la vita fanno pensare alle donne dannate di Samuel Beckett che "partoriscono a cavallo di una tomba".
La distruzione per fame di milioni di esseri umani ogni giorno ha luogo in una specie di normalità congelata su un pianeta traboccante di inutile ricchezza. Allo stato attuale delle forze produttive agricole la terra potrebbe nutrire normalmente dodici miliardi di persone.
Più di due miliardi di persone vivono in quella che il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo chiama "indigenza assoluta", senza un reddito fisso, senza un lavoro regolare, senza un alloggio vero, senza accesso a cure mediche, cibo sufficiente, acqua potabile, istruzione.
I signori del capitale globalizzato esercitano nei fatti su questi miliardi di persone un diritto di vita e di morte. Con le loro strategie di investimento, le loro speculazioni monetarie, le loro alleanze politiche, decidono, giorno dopo giorno, chi ha il diritto di vivere su questo pianeta e chi è condannato a morire.
Alle distruzioni e alle sofferenze inflitte ai popoli dalle oligarchie del capitale globalizzato, dal suo impero militare si devono aggiungere quelle provocate dalla corruzione e dalla prevaricazione su larga scala che sono moneta corrente in numerosi governi. L'ordine mondiale del capitale finanziario infatti non potrebbe funzionare senza l'attiva complicità e la corruzione dei vari governi in carica
.

Questo è l'inizio di un libro recente di Jean Ziegler, professore emerito di sociologia all'Università di Ginevra e parlamentare del governo svizzero è anche relatore speciale dell'Onu per il Diritto all'Alimentazione.

E pensare che uno dei nostri più grandi problemi è quello di come smaltire gli avanzi....
Madre Teresa di Calcutta si dichiarava indignata non tanto dalla ricchezza e dalla povertà, quanto dallo spreco. Quanta saggezza nelle sue parole!

Al di la delle convinzioni filosofiche e politiche di cui ciascuno di noi è portatore, al di là dell'essere di sinistra o di destra, atei o credenti, ricchi o poveri, sapere che ci sono persone che muoiono di stenti nell'indifferenza assoluta, non dovrebbe farci dormire la notte.

Pensare che nel tempo in cui ho battuto questo post sono morti di fame una ventina di bambini; che questa sera ho mangiato prodotti provenienti dalle loro terre più per sfizio che per bisogno, o che ho gettato nel cassonetto quanto bastava a sfamarli per una settimana, mi fa sentire uno stronzo. E non può bastare dichiararmi e sentirmi orgogliosamente marxista per lavarmi la coscienza, nè adottare un bambino a distanza come sto facendo. Sento che non basta.

Quando parliamo di equità sociale, della necessità di ridurre l'apertura della forbice tra ricchi e poveri, di redistribuire equamente le risorse, generalmente abbiamo in testa le differenze di classe in occidente. In un'ottica globale la forbice è totalmente spalancata e noi stiamo nella parte alta. Se parlassimo di redistribuzione delle risorse all'interno del villaggio globale, dovremmo parlare di restituzione della refurtiva. Questa è la verità.

La realtà è che parliamo sempre meno di socialismo perchè per noi ormai è una questione di testa, non di pancia. Siamo la borghesia illuminata del villaggio globale, ci piace l'idea del socialismo, ma non spingeremo mai abbastanza per realizzarlo. Comunque, caro Cireno, è un discorso che abbiamo affrontato altre volte, e sarebbe bello poter approfondire.
Purtroppo il prossimo post inizierà con qualche battutina su D'Alema o il PD...

Comunque sai già come la penso. Il capitalismo è ormai ai colpi di coda. Il nuovo modello economico mondiale che nascerà dalle sue ceneri, non potrà che essere di stampo socialista, pena la distruzione del pianeta. La transizione sarà lunga e traumatica. L'unico rammarico è che noi non ci saremo.
Siamo nati nel momento giusto e al post giusto per godere i benefici di questo sistema malato senza pagare dazio. Ma ci perderemo forse la parte più bella e stimolante, ovvero la concretizzazione di un grande sogno di intere generazioni.

Senza questa grande speranza, un'esistenza in cui sei costretto a girarti dall'altra parte per non vedere bambini che muoiono di fame, non sarebbe degna di essere vissuta.

Modificato da vanni sandro - 11 febbraio 2012 - 00:14

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L'estremismo, malattia infantile del comunismo - Владимир Ильич Ленин (Lenin)
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#3 L   cireno 

  • Gruppo: Membri Sf
  • Post: 7.440
  • Iscritto: 14 febbraio 2009

Postato 11 febbraio 2012 - 08:43

Visualizza postvanni sandro, su 11 febbraio 2012 - 00:08, detto:

E pensare che uno dei nostri più grandi problemi è quello di come smaltire gli avanzi....
Madre Teresa di Calcutta si dichiarava indignata non tanto dalla ricchezza e dalla povertà, quanto dallo spreco. Quanta saggezza nelle sue parole!

Al di la delle convinzioni filosofiche e politiche di cui ciascuno di noi è portatore, al di là dell'essere di sinistra o di destra, atei o credenti, ricchi o poveri, sapere che ci sono persone che muoiono di stenti nell'indifferenza assoluta, non dovrebbe farci dormire la notte.

Pensare che nel tempo in cui ho battuto questo post sono morti di fame una ventina di bambini; che questa sera ho mangiato prodotti provenienti dalle loro terre più per sfizio che per bisogno, o che ho gettato nel cassonetto quanto bastava a sfamarli per una settimana, mi fa sentire uno stronzo. E non può bastare dichiararmi e sentirmi orgogliosamente marxista per lavarmi la coscienza, nè adottare un bambino a distanza come sto facendo. Sento che non basta.

Quando parliamo di equità sociale, della necessità di ridurre l'apertura della forbice tra ricchi e poveri, di redistribuire equamente le risorse, generalmente abbiamo in testa le differenze di classe in occidente. In un'ottica globale la forbice è totalmente spalancata e noi stiamo nella parte alta. Se parlassimo di redistribuzione delle risorse all'interno del villaggio globale, dovremmo parlare di restituzione della refurtiva. Questa è la verità.

La realtà è che parliamo sempre meno di socialismo perchè per noi ormai è una questione di testa, non di pancia. Siamo la borghesia illuminata del villaggio globale, ci piace l'idea del socialismo, ma non spingeremo mai abbastanza per realizzarlo. Comunque, caro Cireno, è un discorso che abbiamo affrontato altre volte, e sarebbe bello poter approfondire.
Purtroppo il prossimo post inizierà con qualche battutina su D'Alema o il PD...

Comunque sai già come la penso. Il capitalismo è ormai ai colpi di coda. Il nuovo modello economico mondiale che nascerà dalle sue ceneri, non potrà che essere di stampo socialista, pena la distruzione del pianeta. La transizione sarà lunga e traumatica. L'unico rammarico è che noi non ci saremo.
Siamo nati nel momento giusto e al post giusto per godere i benefici di questo sistema malato senza pagare dazio. Ma ci perderemo forse la parte più bella e stimolante, ovvero la concretizzazione di un grande sogno di intere generazioni.

Senza questa grande speranza, un'esistenza in cui sei costretto a girarti dall'altra parte per non vedere bambini che muoiono di fame, non sarebbe degna di essere vissuta.



Caro VanniSandro, vedi, è una questione di sensibilità. Quando ero piccolino se mia mamma mi faceva vedere un cane magro e mi diceva “guarda poverino come è magro, non ha da mangiare” io piangevo. Ora che sono “grande” ancora ho voglia di lottare contro quello che io considero ingiustizie verso i PIU’ DEBOLI. I miei figli non arrivano a capire “non sei ricco ma insomma vivi abbastanza bene, non hai problemi gravi, ma che ti frega? rilassati”, e queste parole mi fanno incazzare, ma proprio di brutto: cosa vuol dire? Che se io sto bene gli altri possono andare affanculo? questo è quello che volete dire? Facciamo come la borghesia milanese del XIX secolo che pagava quattro centesimi alla donna di servizio mas però si sentiva la coscienza a posto perché aveva creato i due istituiti per gli orfanelli e il Canile Municipale?

Io parlo molto volentieri con te perché ti vedo come si dovrebbe essere se si vuole credersi uomini nel senso pieno della parola. Ed è sbagliato credere che quello che facciamo noi per cercare di eliminare le ingiustizie nel mondo è troppo poco, perché non è vero, le sensibilità che portano poi all’ideologia politica sono come una corsa a staffetta, il mio testimone lo passerò, wscrivendo e discutendo e parlando e dando l’esempio, a chi verrà dopo di me, ai Caere di turno, magari ai Viandante, e se loro non vorranno raccoglierlo lo faranno altri. Capisci perché non è vero che quello che tu fai è “troppo poco”, altrimenti dovremmo pensare che quello che faceva Marx era troppo poco, lui stava seduto e scriveva, mentre altri magari morivano lottando.
Non possiamo essere tutti Madre Teresa di Calcutta. Lei non era una donna normale, io ho visto la Casa del Morente di Calcutta e ti garantisco che SOLO VEDERLA ti dà un’angoscia terribile, pensa che forza interiore lei ha avuto e le suorine che oggi continuano la sua opera devono avere oggi! E sono donnine minute, quasi tutte, che sembrano perfino spaurite tanto sono APPARENTEMENTE fragili, ecco, dicevo, noi non siamo tutti Madre Teresa, e nemmeno quel comboniano che ho visto nell’alto Kenia a medicare e pulire e consolare lebbrosi(ma sai cosa vuol dire lavare le piaghe deio lebbrosi??). Noi siamo uomini normali e lottiamo per quello che sentiamo, sperando che qualcuno raccoglierà il nostro testimone.
Perché, come ho già postato a Este, Brecht aveva ragione quando ha fatto dire al suo Galileo

Ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi, altri che lottano un anno e sono più bravi, ci sono quelli che lottano più anni e sono ancora più bravi, però ci sono quelli che lottano tutta la vita: essi sono gli indispensabili.

Ciao, è sempre un piacere leggere nella tua persona.

Modificato da cireno - 11 febbraio 2012 - 08:49

Neanche gli Dei possono nulla contro la stupidità umana. Friedrich Schiller "
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#4 L   cciappas 

  • Gruppo: Membri Sf
  • Post: 7.767
  • Iscritto: 13 dicembre 2001

Postato 11 febbraio 2012 - 08:49

perchè non psrlare di d'alema e del pd???
sono loro e quelli come loro in ogni parte del mondo, sono i leaders insicuri e corrotti, che hanno tradito e hanno rallentato la marcia verso un mondo più giusto.. sono loro i responsabili,,, loro hanno il tempo pieno per pensare al fjuturo,,, noi siamo pedine che tirranoi il carro per tutti, con l testa quasi sempre tesa verso la terra,,,
se il mondo intraprenderà una nuovs strada nella direzione giusta lo capiremo alla morte di castro... ma pare che anche costui si sia genuflesso di fronte alle promesse di tracendenza e immortalità...
le solite trspppole tese a farci dimenticare l'ingiustizia...
altrimenti bisognoerà aspettare che anche i paesi prosperi diventino pazzi di rabbia.

Modificato da cciappas - 11 febbraio 2012 - 08:50

Rispetta i lavorstori,,, non comprare nel supermecati il di di festa!

Se capitale e lavoro non saranno soggetti alle stesse aliquote fiscali le classi lavoratrici saranno sempre succube del padronato
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