Caro e.a., La Repubblica tende ad accreditarsi come un giornale vicino al PD, perché il PD ha la forza di un quarto degli elettori di questo paese. Ma gli interessi del PD e di La Repubblica (De Benedetti-Confindustria- Israele-Competizione con Berlusconi imprenditore) non sempre possono coincidere sui diversi temi della politica, e così ogni giorno nasce un giornale con lo scopo di fare pressione sul PD per ottenere quello che loro vogliono.
Per fare un altro esempio, anche Il Giornale interagisce col PD, al fine di distruggerlo, e lo fa generalmente in modo da screditarlo, per fargli perdere elettori e consensi nel paese.
Prendiamo una notizia (l'articolo 18) e vediamo come la passa Il Giornale e La Repubblica:
Il Giornale apre in prima pagina con:
Le parti sociali dalla Fornero; senza intesa sull'articolo 18. Cgil: "Per noi non si discute".
La Repubblica scrive: Fornero:
"Per ultimo l'art. 18": Cgil: "Per noi non è tema"
E se dopo scendiamo nell'articolo, il Giornale scrive:
«Sul tavolo che si è tenuto questa mattina al ministero del Welfare si è cominciato a discutere partendo dall'apprendistato e dall'ordinamento dei contratti. A dettare l'agenda è la titolare del dicastero Elsa Fornero che ha preferito lasciare per ultima la modifa dell'articolo 18 sarà dal momento che "le parti sociali non hanno trovato un punto di convergenza"».
E La Repubblica:
«ROMA - ll governo è pronto ad affrontare il tema della flessibilità in uscita nel confronto sulla riforma del mercato del lavoro "per ultimo" dato che le parti su questo argomento non hanno una convergenza. Lo avrebbe detto il ministro del Lavoro nel corso del tavolo tra governo e parti sociali, secondo quanto riferito dai partecipanti al vertice».
Diciamo che nei titoli la Repubblica tende a mettere in evidenza che l'Art. 18 verrà trattato per ultimo, dato che su questo argomento non vi è accordo, e la stessa cosa la scrive Il Giornale di Feltri nell'articolo.
Ecco, questo è un esempio di interessi convergenti tra De Benedetti e Berlusconi che giocano nel campo della confindustria.
Se dovessimo analizzare davvero cos'è l'articolo 18, capiremmo che non ha niente a che fare con le materie della trattativa per la riforma del mercato del lavoro, dato che esula completamente da quel contesto.
L'articolo 18 fa parte del Titolo II-Della libertà sindacale che si compone di 5 articoli, dal 14 al 18.
Vediamo solo i titoli:
Art. 14 - Diritto di associazione e di attività sindacale
Art. 15 - Atti discriminatori
Art. 16 - Trattamenti economici collettivi discriminatori
Art. 17 - Sindacati di comodo
Art. 18 - Reintegrazione nel posto di lavoro
(quando il giudice annulla il licenziamento intimato senza giusta causa o giustificato motivo)
per chi vuole approfondire, questo è il link:
http://www.lavoro.go...00520_L_300.pdf
Insomma, con quell'articolo si vuole impedire che una persona scomoda venga cancellata da una impresa.
Ed il reintegro sta ad attestare che senza giusta causa o giustificato motivo non si può cacciare nessuno a tutela proprio di quelle libertà che il lavoratore deve avere in fabbrica come nella società civile.
Anche la Repubblica-De Benedetti-Confindustria è per l'abolizione dell'articolo 18, anche se La Repubblica non lo ha mai scritto esplicitamente, ma lo scrive lo stesso tutti i giorni, parlandone e riparlandone.
Il PD, al contrario non vuole modifiche dell'Art. 18, come non lo vuole il sindacato ed il mondo del lavoro, ma la pressione che ora viene fatta è così forte, che nell'opinione pubblica si stanno rafforzando le spinte ad una qualche modifica. E poi, anche l'art. 18 ha i suoi punti deboli: ad esempio il fatto che non si applichi dappertutto. Insomma è una legge "uguale per tutti" che non si applica a "tutti" , e così può pure essere oggetto di trattativa e di scambio mediatico. Parlo di scambio mediatico, dato che in se quella norma, magari con il risarcimento monetario, vige dapppertutto in occidente.
Per la Repubblica pubblicare per molti giorni sull'articolo 18 equivale a tenere sotto schiaffo il PD che si trova tra l'incudine della Fornero- Confindustria ed il martello delle sinistre pronte ad incolpare il PD se intervenissero modifiche.
Se davvero La Repubblica sostenesse la battaglia del PD dovrebbe sostenere l'importanza dell'art. 18 nel nostro ordinamento, e invece il suo obiettivo è in questa circostanza, segare il PD da una opinione pubblica sempre più insoddisfatta di come vanno le cose anche a sinistra.
Prendilo solo come un esempio fatto e scritto in fretta, ma di casi come questi ce ne sono tutti i giorni, e sono gestiti tutti al fine di controllare il PD e di mantenerlo sotto controllo, quando non proprio sotto ricatto.