Spazioforum: Ma questi tecnici? - Spazioforum

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Ma questi tecnici?
-la mia perplessità ha nuove fonti-
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#1 L   cireno 

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  • Iscritto: 14 febbraio 2009

Postato 16 febbraio 2012 - 17:51

Su Repubblica ho letto che i capitali circolanti oggi nel mondo sono dieci volte superiori alla somma del prodotto di tutte le imprese produttrici.
In un altro giornale un noto economista ha corretto la cifra e ha stabilito che il rapporto finanza-produzione non è di 10 a 1, ma di 20, forse addirittura di 30 a 1.
Altri economisti, dicono che la massa di denaro che gira nel mondo in cerca di profitto è pari all’intera produzione industriale mondiale del XX secolo.
In ogni caso una domanda nasce spontanea: se l’uragano che ci sta travolgendo è causato dalla speculazione finanziaria tutto il denaro che le banche centrali stanno stampando non va ad aggravare la situazione, aumentando i capitali che circolano nel mondo?
Posta questa domanda che vi giro volentieri mi va di parlare di questi governi tecnici.

Dico subito che io non credo che governi tecnici possano esistere davvero, fosse così tanto varrebbe mettere dei commercialisti e dei ragionieri a governare. Non credo ai governi tecnici così come non credo alla non-politica dei movimenti alla Grillo, perché anche un tecnico ha una sua formazione politica che si riverberà, e influenzerà, il suo lavoro di tecnico.

Abbiamo avuto anche noi italiani un vero assalto dalla speculazione. Già il precedente governo è stato costretto a prender alcune decisioni molto pesanti che però, furbescamente, ha rimandato al biennio 2013-2015, per evitare turbative sociali, si è detto, ma in verità per mero opportunismo elettorale.
Napolitano, sotto la pressione dei soliti potentati, si è poi visto costretto a incaricare Monti affinché facesse quello che io chiamo il lavoro sporco che le forze politiche rifiutavano di fare, al fine di soddisfare i desiderata dell’asse euro atlantico (BCE, FMI) al quale si erano aggiunti i due cani da guardia del monetarismo europeo di stampo rigoroso, Merkel e Sarkozy.
Monti, il tecnico Monti, si trova ora sul tavolo problemi importanti, vitali. Per esempio: con i tassi di interesse che l’Italia deve pagare e il PIL che segnala recessione, come farà a risanare il bilancio entro il 2014? E ncora: dove troverà i soldi per ripianare il 50% del Debito Pubblico in 20 anni così come richiesto sempre dai soliti noti? Ripianare 1000 miliardi in venti anni vuol dire avere un mutuo di 50miliardi l’anno, dove troverà il nostro tecnico una cifra simile ogni anno per i prossimi venti anni?
E’ chiaro che dovranno essere fatte delle scelte così come è chiaro che le scelte del governo tecnico saranno il frutto della parte politica dei suoi diversi componenti. Aumentare l’Iva, per esempio, è una scelta che un governo di sinistra quasi certamente non farebbe mai.
Io sono certo che con il prossimo anno, e forse già in questo, si aprirà una stagione di privatizzazioni, accompagnate dalle varie dismissioni di patrimonio pubblico. E se questo governo di tecnici attuerà queste operazioni, la politica non avrà inciso sulle scelte? Un governo di sinistra venderebbe mai l’Eni a privati? Le Poste? Le Ferrovie?
Possiamo difenderci da questa possibilità?
Io temo proprio di no, a me spaventa la situazione politica ormai consolidata che vede centrodestra e centrosinistra fittiziamente configgenti, mentre al momento le due parti sembrano essere due facce della stessa medaglia. Perché anche il CS sembra accettare senza tante storie la politica monetarista-neoliberista della BCE e del FMI, che Monti sostiene, cioè è obbligato a sostenere dalla pressione del governo europeo. E accetta senza fare storie il mantra che ci ripetono quotidfianamente, riecheggiando la voce dei padroni: sanare il debito, mettere i conti in ordine, riformare il paese perché possa ricominciare a crescere, arrivare al pareggio di bilancio.
A me spiace dover scrivere queste cose, alle quali sono arrivato lentamente, continuando a osservare come i “tecnici” si muovono e come la politica sta di lato a fingere di esistere. Il senso di responsabilità che i due schieramenti invocano per giustificare il loro “nullismo” a me, guardando quel che succede in Grecia, sembra sempre meno accettabile: in quello sfortunato Paese mai niente va bene, per i padroni della situazione, e la società civile va a rotoli E’ questo che i nostri tecnici stanno scongiurando, magari per portarci poi in un deserto senza alberi, oppure arriveremo ugualmente e nonostante tutto al livello della Grecia?

Modificato da cireno - 16 febbraio 2012 - 18:01

Neanche gli Dei possono nulla contro la stupidità umana. Friedrich Schiller "
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#2 L   polifilo 

  • the saint
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  • Iscritto: 23 gennaio 2004

Postato 16 febbraio 2012 - 18:58

c'era uno sketch fenomenale di guzzanti su tremonti.
ora questi sono esattamente come tremonti, sono solo contabili, al massimo commercialisti vah!
sanno solo tagliare.
e questo lo sapeva fare benissimo tremonti che non sarà stato tecnico...ma insomma la razza è quella


:rrsss:



Veni Vidi Mici
tempus loquendi tempus tacendi
Chi ha coraggio di ridere, è padrone del mondo (leopardi)
quanto si stava meglio quando piazza della signoria era piazza del granduca
http://ventusblog.blog.com/
0

#3 L   cciappas 

  • Gruppo: Membri Sf
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  • Iscritto: 13 dicembre 2001

Postato 16 febbraio 2012 - 20:30

Su Repubblica ho letto che i capitali circolanti oggi nel mondo sono dieci volte superiori alla somma del prodotto di tutte le imprese produttrici.
In un altro giornale un noto economista ha corretto la cifra e ha stabilito che il rapporto finanza-produzione non è di 10 a 1, ma di 20, forse addirittura di 30 a 1.
================
tutti capitali accumulati togliendoli alle classi lavoratrici.... poi si sorprendono e si lamentano se l'economia reale va in recessione...
Rispetta i lavorstori,,, non comprare nel supermecati il di di festa!

Se capitale e lavoro non saranno soggetti alle stesse aliquote fiscali le classi lavoratrici saranno sempre succube del padronato
0

#4 L   cireno 

  • Gruppo: Membri Sf
  • Post: 7.440
  • Iscritto: 14 febbraio 2009

Postato 17 febbraio 2012 - 09:06

Visualizza postpolifilo, su 16 febbraio 2012 - 18:58, detto:

c'era uno sketch fenomenale di guzzanti su tremonti.
ora questi sono esattamente come tremonti, sono solo contabili, al massimo commercialisti vah!
sanno solo tagliare.
e questo lo sapeva fare benissimo tremonti che non sarà stato tecnico...ma insomma la razza è quella


:rrsss:






Però io, con questo thread, ho voluto dire anche altro, soprattutto altro, e cioè (tanto per contestare quelli che dicono che la politica non serve e che ci vogliono solo amministratori come fossimo un condominio)che qualsiasi tecnico, amministratore che sia, la politica la svolge ugualmente per il semplice fatto che dentro di se un'idea POLITICA di come deve essere la società, di quali strumenti ha bisogno per svilupparsi, per forza ce l'ha, e quindi anche se si definisce TECNICO alla prova del nove attuerà operazioni politiche secondo il suo credo.
Il mio commercialista è di destra e lui è convinto che ci vorrebbe un altro Mussolini (basta con tutti sti partiti, con tutta sta gente che mangia-mi sembra di leggerle anche qua ste scemenze): fosse per lui, andasse al governo, come si muoverebbe? Da quello che è: un tecnico, un amministratore di credo fascio-liberista....

Volevo dire questo. Per significare che è inutile che ci fanno le canzoni sul governo "tecnico", perchè come tutti gli altri anche questo è un governo POLITICO. Punto

Modificato da cireno - 17 febbraio 2012 - 09:09

Neanche gli Dei possono nulla contro la stupidità umana. Friedrich Schiller "
0

#5 L   adam 

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  • Iscritto: 20 giugno 2009

Postato 17 febbraio 2012 - 10:10

Visualizza postcireno, su 17 febbraio 2012 - 09:06, detto:

Però io, con questo thread, ho voluto dire anche altro, soprattutto altro, e cioè (tanto per contestare quelli che dicono che la politica non serve e che ci vogliono solo amministratori come fossimo un condominio)che qualsiasi tecnico, amministratore che sia, la politica la svolge ugualmente per il semplice fatto che dentro di se un'idea POLITICA di come deve essere la società, di quali strumenti ha bisogno per svilupparsi, per forza ce l'ha, e quindi anche se si definisce TECNICO alla prova del nove attuerà operazioni politiche secondo il suo credo.
Il mio commercialista è di destra e lui è convinto che ci vorrebbe un altro Mussolini (basta con tutti sti partiti, con tutta sta gente che mangia-mi sembra di leggerle anche qua ste scemenze): fosse per lui, andasse al governo, come si muoverebbe? Da quello che è: un tecnico, un amministratore di credo fascio-liberista....

Volevo dire questo. Per significare che è inutile che ci fanno le canzoni sul governo "tecnico", perchè come tutti gli altri anche questo è un governo POLITICO. Punto


Queste semplificazioni, caro Cireno, da te non le accetto.

Nessuno ha mai detto che gestire la cosa pubblica non sia "politica", non saprei come altrimenti definirla. Ma l'azione politica può essere svolta da personale dei partiti, o da elementi esterni specificamente preparati, ciascuno nel suo campo, ad affrontare i temi che l'agenda sottopone loro. Questi personaggi attualmente operanti per scelta condivisa del PdR, sono per l'appunto degli "specialisti", dei "tecnici" che non hanno bisogno, o ne hanno meno, della partecipazione della alta burocrazia, che come è stranoto, la fa da padrona tutte le volte che un Carneade del campo, scelto dai partiti per soddisfare le istanze interne, va a presidiare il "loro" Ministero.

Ciò è indispensabile tutte le volte che l'emergenza preme per risolvere in fretta problemi indifferibili, e la professionale conoscenza consente - entro certi limiti - di affrontare i problemi sapendo di cosa si parla.

Altra cosa è la questione morale che io ha legato alla figura di chi opera nel potere, disponendo dei fondi e della discrezionalità per spenderli. Ho detto e lo confermo che una delle condizioni per contenere il fenomeno spaventoso per dimensione che è la corruzione in Italia, giusto ieri quantificato dalla Corte dei Conti in circa 60 miliardi di euro l'anno (tre manovre, tanto per dire), è escludere i partiti dalla gestione diretta o indiretta del denaro. Ciò evita il fenomeno del clientelismo che è l'origine prima della situazione disastrata italiana e la collusione perversa del voto di scambio.

Sostengo che il potere esecutivo - che detiene le chiavi della cassa - deve essere affidato a tecnici esperti scelti da un Presidente del Consiglio a suo insindacabile giudizio e sotto la sua personale responsabilità. Presidente del consiglio che sarà ovviamente di "area" prossima alla maggioranza che ha vinto le elezioni. Quindi Governo di colorazione politica coerente con la scelta degli elettori, ma con poteri separati da coloro che sedendo in Parlamento fanno le regole del gioco e approvano l'operato del Governo, votandone le proposte, oltre che controllandolo con apposite commissioni parlamentari.

La politica, l'alta politica, scrive lo spartito e l'esecutivo, lo...esegue. Se l'insieme piace, lo si conferma, altrimenti lo si manda a casa.

Non vedo altro modo perché i partiti svolgano la loro funzione di elaborazione politica essenziale ad ogni democrazia, ma non occupino lo Stato entrando e manovrando a loro piacimento nella stanza dei bottoni.


"Mi contraddico?
Ebbene si, mi contraddico perché ho dentro moltitudini..."


Walt Whitman
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#6 L   basilissa 

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Postato 17 febbraio 2012 - 10:38

Visualizza postadam, su 17 febbraio 2012 - 10:10, detto:

Queste semplificazioni, caro Cireno, da te non le accetto.

Nessuno ha mai detto che gestire la cosa pubblica non sia "politica", non saprei come altrimenti definirla. Ma l'azione politica può essere svolta da personale dei partiti, o da elementi esterni specificamente preparati, ciascuno nel suo campo, ad affrontare i temi che l'agenda sottopone loro. Questi personaggi attualmente operanti per scelta condivisa del PdR, sono per l'appunto degli "specialisti", dei "tecnici" che non hanno bisogno, o ne hanno meno, della partecipazione della alta burocrazia, che come è stranoto, la fa da padrona tutte le volte che un Carneade del campo, scelto dai partiti per soddisfare le istanze interne, va a presidiare il "loro" Ministero.

Ciò è indispensabile tutte le volte che l'emergenza preme per risolvere in fretta problemi indifferibili, e la professionale conoscenza consente - entro certi limiti - di affrontare i problemi sapendo di cosa si parla.

Altra cosa è la questione morale che io ha legato alla figura di chi opera nel potere, disponendo dei fondi e della discrezionalità per spenderli. Ho detto e lo confermo che una delle condizioni per contenere il fenomeno spaventoso per dimensione che è la corruzione in Italia, giusto ieri quantificato dalla Corte dei Conti in circa 60 miliardi di euro l'anno (tre manovre, tanto per dire), è escludere i partiti dalla gestione diretta o indiretta del denaro. Ciò evita il fenomeno del clientelismo che è l'origine prima della situazione disastrata italiana e la collusione perversa del voto di scambio.

Sostengo che il potere esecutivo - che detiene le chiavi della cassa - deve essere affidato a tecnici esperti scelti da un Presidente del Consiglio a suo insindacabile giudizio e sotto la sua personale responsabilità. Presidente del consiglio che sarà ovviamente di "area" prossima alla maggioranza che ha vinto le elezioni. Quindi Governo di colorazione politica coerente con la scelta degli elettori, ma con poteri separati da coloro che sedendo in Parlamento fanno le regole del gioco e approvano l'operato del Governo, votandone le proposte, oltre che controllandolo con apposite commissioni parlamentari.

La politica, l'alta politica, scrive lo spartito e l'esecutivo, lo...esegue. Se l'insieme piace, lo si conferma, altrimenti lo si manda a casa.

Non vedo altro modo perché i partiti svolgano la loro funzione di elaborazione politica essenziale ad ogni democrazia, ma non occupino lo Stato entrando e manovrando a loro piacimento nella stanza dei bottoni.




Vabbè..allora eliminiamo i partiti e stop. Si viaggia con geverni tecnici e la quadratura del cerchio è assicurata. :battimani:

Ma andiamo! E' più che evidente che non esiste un governo tecnico, nè può esistere. Ogni scelta, ogni decisione sono politiche, inevitabilmente. I cosiddetti tecnici non sono angeli asessuati con il dono dell'incontaminazione dalla brutture terrene, sono personaggi con idee personali ed una ben precisa visione politica della società. Come è logico.

I discorsi dal sen fuggiti su giovani, lavoro, meraviglie del posto insicuro quoad vitam, le rampogne su chi vuol vivere vicino alla famiglia e amenità ulteriori tradiscono una visione precisa del sociale, le scelte di pesare sulle classi medio-basse per fare cassa immediata rappresentano chiaramente una scelta, i plausi enfatizzati sui colloqui montiani con gli alti papaveri europei e la riscossione della loro benevola accoglienza sottolineano una scelta evidente che il governo compie. La meraviglia è se mai che questo andamento venga confermato e accettato da TUTTI in parlamento, tranne frange meno significative.

Le forze politiche TUTTE stringono i denti per farsi togliere di mano le patate bollenti facendo finta di nulla. Ma non saranno premiati alla prossima tornata elettorale.

...sono solo l'ombra del mio passo....




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#7 L   Karragna Kid 

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  • Iscritto: 28 maggio 2005

Postato 17 febbraio 2012 - 11:39

Visualizza postadam, su 17 febbraio 2012 - 10:10, detto:

Queste semplificazioni, caro Cireno, da te non le accetto.
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La politica, l'alta politica, scrive lo spartito e l'esecutivo, lo...esegue. Se l'insieme piace, lo si conferma, altrimenti lo si manda a casa.

Non vedo altro modo perché i partiti svolgano la loro funzione di elaborazione politica essenziale ad ogni democrazia, ma non occupino lo Stato entrando e manovrando a loro piacimento nella stanza dei bottoni.



Cioè in pratica il Legislativo fa le leggi e l'Esecutivo si occupa di farle applicare, come direbbe il trombettista Catalano.
In un sistema democratico sarebbe così, non certo in Italia, dove il potere legislativo vede la sua sussistenza legata all'insediamento dell'esecutivo e risulta sotto ricatto dello stesso. Quante leggi di origine parlamentare hai visto in questi periodi? Nemmeno in questioni di importanza etica, dalle quali per costruzione democratica il governo dovrebbe astenersi scrupolosamente.

Sui tecnici: Io non faccio l'economista, però qualche studio sul groppone ce l'ho, e quando studiavo politica economica con Andreatta, mi spiegavano che l'opera del Governo dovrebbe avere natura anticiclica, che finalità della politica dovrebbe essere quella di perseguire il benessere dei cittadini. Allora ci spiegavano di manovre fiscali, di operazioni di mercato aperto, col fine di scongiurare il pericolo inflattivo, ma soprattutto quello (ben più grave si diceva) recessivo.

Ora non so. Sono convinto che l'economia non sia una scienza esatta e che sia comunque governata dalla politica, quindi richiedere una politica economica "tecnica" significherebbe far astrazione dall'Europa, dalla Merkel, dai mercati che comunque debbono acquistare e stabilire (perché?) le condizioni di acquisto del nostro debito pubblico.
Quindi, quanto si sta facendo non ha alcuna razionalità economica. In un esame di politica economica, se avessi parlato di questo tipo di interventi così congegnati, ti saresti trovato un buco sul libretto grosso come una casa.
Ma la politica (anche quella economica evidentemente) è il regno del possibile nel regno del necessario, quindi la razionalità economica non ha alcun senso: in pratica se mi serve un boia per impiccare una persona, non ho alcun bisogno che sia laureato in fisica e conosca perfettamente l'equazione gravitazionale ed altri principi fisici connessi. Per eseguire gli ordini dei padroni dei mercati e della politica europea, non serviva un fior di professore (che alla fine tanto bravo non deve essere altrimenti capirebbe che togliere sangue ad un anemico lo si ammazza)
Quindi l'utilità di Monti e della sua combriccola è solo la loro reputazione che fa sì che gli altri dicano, 'se loro che, se ne intendono fanno, così, sarà così che va fatto', e quindi questi signori che operano secondo teorie balzane, a tutt'oggi non hanno dato alcun esempio palpabile della propria superiore sapienza.

L'unica differenza è che se le stesse cose le avesse fatte Berlusconi gli italiani sarebbero insorti, di Monti hanno fiducia. Insomma un semplice lavoro di immagine. Ma la realtà, ed i mercati stessi hanno la scorza dura e dell'immagine, quando un paese va in default, se ne sbattono bellamente. Del resto la storia economica è piena di professoroni che hanno scannato il loro Paese, per troppa allegria o pre scriteriato rigorismo. Questi, professori avranno alle spalle studi di economia, ma hanno una pratica di finanza (tutti + o -) che, secondo ogni evidenza, turba di molto la loro capacità di giudizio.
Sentire Fiorella Kostoris (altra fior di professore) dire che per risolvere le questioni in italia si richiede un sacrificio a tutti i lavoratori che dovrebbero essere disponibili a lavorare di più a parità di stipendio. Sembra di assistere ad un discorso di una che sta sulla luna, come dire che quando il lavoro viene espulso che è l'attuale contingenza, ci sia bisogno di maggior lavoro, che posto in quei termini vuol solo dire maggiore disoccupazione e come sempre, in fondo al tunnel, recessione, che abbiamo già cominciato a sperimentare, con gli inevitabili corollari della diminuzione del gettito fiscale e dell'aumento ulteriore del debito pubblico.

Alla fine sicuramente non Berlusconi, ma magari ci toccherà rimpiangere Tremonti, il che è tutto dire.
Comunque un'apertura di credito la si fa a tutti, a maggior ragione a professori. L'overture è decisamente scadente, stiamo a vedere come prosegue l'opera. Perché se la strada è quella intrapresa, visto che la politica è incapace di intendere e di volere, non rimane che la piazza, con tutti i rischi che ne conseguono.
DEMOCRACIA REAL YA
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#8 L   polifilo 

  • the saint
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  • Iscritto: 23 gennaio 2004

Postato 17 febbraio 2012 - 15:37

Visualizza postcireno, su 17 febbraio 2012 - 09:06, detto:

Però io, con questo thread, ho voluto dire anche altro, soprattutto altro, e cioè (tanto per contestare quelli che dicono che la politica non serve e che ci vogliono solo amministratori come fossimo un condominio)che qualsiasi tecnico, amministratore che sia, la politica la svolge ugualmente per il semplice fatto che dentro di se un'idea POLITICA di come deve essere la società, di quali strumenti ha bisogno per svilupparsi, per forza ce l'ha, e quindi anche se si definisce TECNICO alla prova del nove attuerà operazioni politiche secondo il suo credo.
Il mio commercialista è di destra e lui è convinto che ci vorrebbe un altro Mussolini (basta con tutti sti partiti, con tutta sta gente che mangia-mi sembra di leggerle anche qua ste scemenze): fosse per lui, andasse al governo, come si muoverebbe? Da quello che è: un tecnico, un amministratore di credo fascio-liberista....

Volevo dire questo. Per significare che è inutile che ci fanno le canzoni sul governo "tecnico", perchè come tutti gli altri anche questo è un governo POLITICO. Punto



appunto la visione di monti è politica nella sua antipolitica.
monti ha una visione bancocentrica dell'universo.
anche quelle misure che la sinistra saluta con simpatia, l'ici alla chiesa, l'ha introdotta solo per motivi di bilancio. sarebbe persino bello che monti fosse anticlericale.
non lo è, fa pagare le chiese, come ieri i pensionati, tuto quello che non è una banca centrale per lui non conta.
l'italia congelata dal freddo, i treni bloccati e lui parlava di spread.

una cosa allucinante

:rrsss:
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#9 L   Mastro Titta 

  • Gruppo: Membri Sf
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  • Iscritto: 28 dicembre 2001

Postato 17 febbraio 2012 - 17:28

Visualizza postpolifilo, su 17 febbraio 2012 - 15:37, detto:

appunto la visione di monti è politica nella sua antipolitica.
monti ha una visione bancocentrica dell'universo.
anche quelle misure che la sinistra saluta con simpatia, l'ici alla chiesa, l'ha introdotta solo per motivi di bilancio. sarebbe persino bello che monti fosse anticlericale.
non lo è, fa pagare le chiese, come ieri i pensionati, tuto quello che non è una banca centrale per lui non conta.
l'italia congelata dal freddo, i treni bloccati e lui parlava di spread.

una cosa allucinante

:rrsss:


Mario Monti è una brava persona. Solo che non è un PdC, piuttosto un C.T. dell'Italia.
Tutti nel nostro Paese si sentono Commissari Tecnici ma pochi ne masticano di calcio. :brivido:
0

#10 L   cireno 

  • Gruppo: Membri Sf
  • Post: 7.440
  • Iscritto: 14 febbraio 2009

Postato 17 febbraio 2012 - 17:37

Visualizza postadam, su 17 febbraio 2012 - 10:10, detto:

Queste semplificazioni, caro Cireno, da te non le accetto.

Nessuno ha mai detto che gestire la cosa pubblica non sia "politica", non saprei come altrimenti definirla. Ma l'azione politica può essere svolta da personale dei partiti, o da elementi esterni specificamente preparati, ciascuno nel suo campo, ad affrontare i temi che l'agenda sottopone loro. Questi personaggi attualmente operanti per scelta condivisa del PdR, sono per l'appunto degli "specialisti", dei "tecnici" che non hanno bisogno, o ne hanno meno, della partecipazione della alta burocrazia, che come è stranoto, la fa da padrona tutte le volte che un Carneade del campo, scelto dai partiti per soddisfare le istanze interne, va a presidiare il "loro" Ministero.

Ciò è indispensabile tutte le volte che l'emergenza preme per risolvere in fretta problemi indifferibili, e la professionale conoscenza consente - entro certi limiti - di affrontare i problemi sapendo di cosa si parla.

Altra cosa è la questione morale che io ha legato alla figura di chi opera nel potere, disponendo dei fondi e della discrezionalità per spenderli. Ho detto e lo confermo che una delle condizioni per contenere il fenomeno spaventoso per dimensione che è la corruzione in Italia, giusto ieri quantificato dalla Corte dei Conti in circa 60 miliardi di euro l'anno (tre manovre, tanto per dire), è escludere i partiti dalla gestione diretta o indiretta del denaro. Ciò evita il fenomeno del clientelismo che è l'origine prima della situazione disastrata italiana e la collusione perversa del voto di scambio.

Sostengo che il potere esecutivo - che detiene le chiavi della cassa - deve essere affidato a tecnici esperti scelti da un Presidente del Consiglio a suo insindacabile giudizio e sotto la sua personale responsabilità. Presidente del consiglio che sarà ovviamente di "area" prossima alla maggioranza che ha vinto le elezioni. Quindi Governo di colorazione politica coerente con la scelta degli elettori, ma con poteri separati da coloro che sedendo in Parlamento fanno le regole del gioco e approvano l'operato del Governo, votandone le proposte, oltre che controllandolo con apposite commissioni parlamentari.

La politica, l'alta politica, scrive lo spartito e l'esecutivo, lo...esegue. Se l'insieme piace, lo si conferma, altrimenti lo si manda a casa.

Non vedo altro modo perché i partiti svolgano la loro funzione di elaborazione politica essenziale ad ogni democrazia, ma non occupino lo Stato entrando e manovrando a loro piacimento nella stanza dei bottoni.



Ci sono altre buone risposte ma, per questione di priorità, ora rispondo a questo tuo post.

Comincio con il proporre la mia idea che vuole che il PdR non abbia incaricato Monti tanto per avere uno specialista quanto per avere una figura seria e stimata nel mondo in grado di affrontare, senza gli sberleffi a cui era sottoposto “l’altro”, un momento complicato per il Paese.
Non fosse stato per quel (importante del resto) motivo tanto sarebbe valso che a governare il momento difficile della nazione avesse chiamato cireno o adam. Perché anche cireno e adam sarebbero stati capaci di

Riformare le pensioni secondo gli studi fatti da altri
Riformare il campo del lavoro adottando la proposta Boeri-Garibaldi o quella Ichino
Alzare di un punto l’IVA
Aumentare le accise sui carburanti
Aumentare le imposte sull’energia, sui tabacchi
Fingere di liberalizzare la nazione colpendo taxi e farmacisti
Ecc.ecc.ecc.

perché, caro adam, a me non sembra occorra tanta specializzazione in economia per fare tagli e aumenti che io penso avrebbe potuto fare anche mia madre.
E nemmeno capisco perché un PdC tecnico dovrebbe essere di area prossima alla maggioranza che ha vinto le elezioni, perché un PdC non dovrebbe essere altro che un coordinatore di esperienze diverse messe a disposizione della nazione. E questo NON presuppone una divisione tra la politica che dirige o elabora e un esecutivo che esegue, perché l’esecuto c’è già nei vari ministeri, e sono i direttori generali.

I partiti, a mio modesto modo di vedere, devono invece entrare nella stanza dei bottoni e dare vita al programma presentato nel corso delle elezioni, ai cittadini.

Modificato da cireno - 17 febbraio 2012 - 17:39

Neanche gli Dei possono nulla contro la stupidità umana. Friedrich Schiller "
0

#11 L   Morias enkomion 

  • Gruppo: Membri Sf
  • Post: 679
  • Iscritto: 24 luglio 2007

Postato 17 febbraio 2012 - 22:22

Visualizza postcireno, su 17 febbraio 2012 - 17:37, detto:

(..)
Riformare le pensioni secondo gli studi fatti da altri
Riformare il campo del lavoro adottando la proposta Boeri-Garibaldi o quella Ichino
Alzare di un punto l’IVA
Aumentare le accise sui carburanti
Aumentare le imposte sull’energia, sui tabacchi
Fingere di liberalizzare la nazione colpendo taxi e farmacisti
Ecc.ecc.ecc.
(..)



Medicine di finanza pubblica ottimamente definite, circa un secolo fa, dal buon prof. Maffeo Pantaleoni.
:)

Più che afferire alla scienza delle finanze, sono dimostrazione della ciclicità della storia.
0

#12 L   cciappas 

  • Gruppo: Membri Sf
  • Post: 7.767
  • Iscritto: 13 dicembre 2001

Postato 17 febbraio 2012 - 22:26

Visualizza postMorias enkomion, su 17 febbraio 2012 - 22:22, detto:

Medicine di finanza pubblica ottimamente definite, circa un secolo fa, dal buon prof. Maffeo Pantaleoni.
:)

Più che afferire alla scienza delle finanze, sono dimostrazione della ciclicità della storia.



panraleoni nel senso che alla fine paga sempre panralone come al tempo delle ferriere???
Rispetta i lavorstori,,, non comprare nel supermecati il di di festa!

Se capitale e lavoro non saranno soggetti alle stesse aliquote fiscali le classi lavoratrici saranno sempre succube del padronato
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