Spazioforum: Lun 20.02.12: giorno cruciale per Grecia ed Eurozona - Spazioforum

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Lun 20.02.12: giorno cruciale per Grecia ed Eurozona
Vertice Eurozona per decidere 2° bail-out greco
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#1 L   Erasmus 

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Postato 20 febbraio 2012 - 14:39

Se oggi ancora una volta non si arriverà ad una decisione pratica per il salvataggio definitivo della Grecia vorrà dire che siamo governati da una banda di imbecilli.
Ma io confido sul ravvedimento della Merkel (di cui si è avuto sentore negli ultimi giorni) e sul crescente prestigio di Monti (che è dell'avviso della necessità assoluta di salvare la Grecia ad ogni costo).

Fino ad ora si sono attribuite le maggiori responsabilità (dei rinvii e dell'eccesso di richieste di "austerity") al governo tedesco: ma quando si decide all'unanimità, e a volte anche quando si decide a maggioranza qualificata, può succedere che un gruppetto di piccoli stati – addirittura uno solo – diventi l'ago della bilancia che può far pendere dalla parte sbagliata la decisione o almeno causare un rinvio (che a volte è quanto mai deleterio). Nel caso del bail-out della Grecia, le maggiori richieste di garanzia (connesse con le maggiori richieste di "austerity" e di tagli della spesa pubblica – compresi tagli sui salari e pensioni –) provengono più da Finlandia, Olanda e Lussemburgo che dalla stessa Germania. Non so se nel fallimento del precedente vertice straordinario sulla questione del bail-out della Grecia si sia votato con decisioni all'unanimità o a maggioranza qualificata. Mi pare, però, d'aver capito [ma potrei anche aver capito sbagliato] che le maggiori responsabilità di quel fallimento (ufficilamente "rinvio delle decisioni") siano imputabili più ai tre stati minori che alla Germania.

Staremo a vedere. Anche noi col fiato sospeso in attesa dell'esito di questo ulteriore summit straordinario.
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Trascrivo da EUobserver.com l'articolo odierno su questo argomento.
[NB. Correlato con questo thread è il messaggio:
=> Germania e Italia "fiduciose" nel salvataggio della Grecia, (recensione da EUobserver,com, – Erasmus, 19.02.12 in "La Grecia è fallita")

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Fonte: A consiglio i ministri dell'Eurozona per decidere sul "bail-out" della Grecia

Immagine postata
A €130bn bailout for Greece is expected to be agreed today after weeks of brinkmanship on both sides
(Photo: Wayne Lam (Ramius))


Eurozone ministers to decide on Greek bail-out
Monday 20 February 2012 @ 09:28

BY VALENTINA POP

BRUSSELS - Eurozone finance ministers on Monday (20 February) are expected to decide on a second bail-out package for Greece, after weeks of delays and external pressure on local politicians to stick to the highly contested austerity programme after elections are held.

Highlighting the importance of the occasion, Greek Prime Minister Lucas Papademos is also in Brussels with his office saying that today's meeting could "take very important decisions for the country and require immediate and thorough consultation between the Prime Minister and minister of finance."

Apart from seeking approval from eurozone countries and the International Monetary Fund on the €130bn bail-out, Papademos is also expected to hold talks with private creditors on a €100-billion debt relief deal.

Greece is struggling to secure the rescue deal before a 20 March deadline when it has to repay €14.5bn worth of bonds.

The parliament has already agreed on a €3.2bn package of highly unpopular spending cuts. The preceding parliamentary debate was accompanied by violent street protests and saw one far-right party leave the ruling coalition in the hope of boosting its popularity ahead of general elections due in April.

Germany, the Netherlands, Luxembourg and Finland have in past weeks increased the pressure on political leaders to commit to the austerity measures no matter who wins the elections.

Berlin has meanwhile indicated it expects the deal to go through on Monday, after it made sure that several of its conditions are met: written pledges from coalition leaders and a special escrow account where bail-out money and Greek taxes will be earmarked for paying back the country's debtors.

"There is agreement within the Eurogroup that there will be such a special account, or 'escrow account' in jargon, for the disbursement of the second aid package," German finance minister Wolfgang Schauble told German daily Tagesspiegel on Sunday. "The account ensures a priority for debt reduction," he added.

Two more pieces of legislation, including wage and pension cuts, are due to be passed on Monday through parliament, with some 3,000 people protesting the cuts on Sunday. Some protesters were injured in clashes with police and some 60 people were detained.

Draghi to attend meeting
The main outstanding issue for ministers to resolve on Monday is the bridging of a €6 billion gap in order to meet the target of reducing Greece's debt from 160 to 120 percent of gross domestic product by 2020. The current debt analysis suggests that a €130bn bail-out plus the envisaged €100bn debt reduction on the bond swap with private investors will bring the debt down to only 129 percent of GDP.

One option would be for the European Central Bank and national central banks to step in by giving up their profits on the Greek bonds they hold. ECB chief Mario Draghi has already indicated he is open to this solution. He is expected to join the finance ministers on Monday.

Another solution would be for the temporary eurozone bail-out fund (EFSF), which will lend most of the money, to ask for a lower interest rate on the bail-out.

The more unlikely options are for the private investors to take a higher 'haircut' or for governments to top up the €130 sum.

"The good news is that the gap is not so huge - a difference in 9 percent of GDP is close to the original figures," one EU diplomat told this website, adding he was "cautiously optimistic" about the deal being sealed tonight.
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Related:
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#2 L   Erasmus 

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Postato 20 febbraio 2012 - 20:32

In attesa di sapere come è andata a Bruxelles la storia infinita del debito greco ...

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Da Il Sole 24 ORE (online)
È Mario Monti che cambia il gioco dell'eurozona
di Elysa Fazzino con un'analisi video di Attilio Geroni

20 febbraio 2012
Questo articolo è stato pubblicato il 20 febbraio 2012 alle ore 14:53.

Nella crisi del debito dell'eurozona, Mario Monti sta emergendo come uno che "cambia il gioco". La stampa estera addita il premier italiano come "esempio", parla di "effetto Monti" e perfino di "rivoluzione Monti".

Immagine postata

Mentre Le Monde un po' filosoficamente vede nel loden del professore il simbolo di un'Italia che cambia e indossa gli "abiti nuovi" della virtù e del rigore (ma resta da vedere se questa "rivoluzione culturale" cambierà gli italiani in modo duraturo), l'agenzia americana Bloomberg mette in cifre quello che chiama "effetto Monti" sul debito pubblico italiano. Da quando è arrivato al governo, il 16 novembre, i rendimenti sui titoli decennali sono scesi di circa 1,4 punti percentuali, calando al 5,61% dopo essere rimasti per due mesi intorno a quei livelli del 7% che hanno spinto Grecia, Irlanda e Portogallo a cercare salvataggio. Un effetto dovuto alle riforme dell'economia italiana avviate dal premier e alla spinta dei prestiti triennali illimitati alle banche varati dalla Banca centrale europea.

"I bond di Monti ci guadagnano, mentre Merkel e Sarkozy sono occupati a casa loro, Eurocredit", ha titolato la Bloomberg in un lancio ripreso dal San Francisco Chronicle. E' qui che il premier italiano viene definito come uno che "ha cambiato il gioco" e "ha ripristinato la credibilità del governo italiano" in un momento critico per l'Europa (Nicholas Spiro). Angela Merkel ha rinviato la visita a Roma per le dimissioni del presidente Christian Wulff, ma Monti ha parlato della crisi della Grecia al telefono con lei e il primo ministro greco Lucas Papademos in vista della riunione dell'eurogruppo oggi a Bruxelles.

Monti è "estremamente importante", spiega l'economista Christian Schulz, perché l'Italia è il Paese dove l'euro "o la va o la spacca". E Monti "ha ristabilito l'Italia come una forza importante nella politica europea".

Mentre Nicolas Sarkozy è impegnato nella campagna elettorale e "non può far nient'altro che lottare per la rielezione", Monti "sta chiaramente cercando di riaffermare un grado di autorità dell'Italia nell'eurozona che il suo disastroso predecessore aveva buttato via", nota l'analista Mark Ostwald.

Il ruolo di Monti nel dibattito sulla crisi in Europa sta dunque crescendo. La sua prossima sfida, osserva la Bloomberg, sarà di "realizzare la promessa di riformare il rigido mercato del lavoro italiano entro fine marzo". La sua capacità di farlo potrebbe determinare non solo se resterà al governo fino al 2013, ma anche – secondo Ostwald - se i rendimenti sui titoli italiani resteranno a livelli più bassi "su base permanente".

Il calo dei rendimenti dei titoli pubblici è anche una delle conseguenze positive dell'operazione di finanziamento delle banche lanciata dalla Bce, che ha evitato un "credit crunch" e ha contribuito a breve termine a riportare la fiducia sui mercati. Secondo un'analisi Reuters (ripresa dal Chicago Tribune), però, questa operazione rischia di avere solo rinviato "il giorno del giudizio", aggravando invece di ridurre l'interdipendenza tra banche e titoli sovrani. Interdipendenza cui l'eurozona cerca una via d'uscita.

"Se non si riduce la dipendenza tra titoli sovrani e banche, inevitabilmente gli Stati saranno inibiti dai rischi delle banche e le banche saranno inibite dai rischi degli Stati", osserva Jean Pisani-Ferry del think-tank Bruegel, a Bruxelles.

Se – come sembra dalle ultime aste italiane e spagnole - le banche hanno seguito il consiglio di Sarkozy di usare i prestiti Bce per comprare più titoli del debito pubblico e intascare la differenza d'interesse, Italia e Spagna avranno sì rifinanziato il debito, ma banche e governi sono diventate "più vulnerabili" alle reciproche debolezze.

L'emergenza comunque oggi è la Grecia. In un commento intitolato "La Grecia e la cultura dell'umiliazione", Dominique Moïsi su Les Echos osserva che la Grecia umiliata risponde al rigore con il rancore. Per quanto la sua responsabilità nell'attuale disastro economico sia "incontestabile", "non si umilia senza pericolo un popolo a terra, non gli si impongono rimedi che lo uccideranno prima di guarirlo".

Les Echos respinge il paragone che talvolta viene fatto tra Grecia e Italia. Papademos "non è certo l'equivalente greco" di Monti, ma soprattutto "la Grecia non è l'Italia". "Non ha la società civile vibrante e dinamica della penisola italiana. D'altra parte – aggiunge - è troppo presto per dire se Mario Monti riuscirà davvero nei suoi lodevoli sforzi".

Tra le scelte controverse del premier italiano, il giornale economico spagnolo Expansión loda quella di avere detto no alla candidatura di Roma alle Olimpiadi 2020. E non perché senza la concorrenza dell'Italia la Spagna avrebbe più chances. In un commento dal titolo "L'esempio di Mario Monti", Miguel Valverde critica duramente la Spagna che, nonostante la sua situazione economica e finanziaria, ha deciso di imbarcarsi nella lotta per ospitare i Giochi Olimpici.

La Spagna – secondo Expansión - avrebbe dovuto seguire lo stesso criterio di Monti, quando ha finito per ritirare Roma dalla gara olimpica. "Il Paese sta attraversando una crisi economica molto grave e non può permettersi distrazioni o rischi economici. Il governo non può impegnarsi a coprire un qualunque eventuale deficit", ha detto Monti con "un'onesta intellettuale che gli fa onore", conclude il giornale spagnolo.
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#3 L   Erasmus 

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Postato 21 febbraio 2012 - 05:47

Ecco le prime notizie (da EUobserver.com) in merito al vertice Eurozona di ieri pomeriggio [Lunedì 20.02.12]
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NEWS IN BRIEF

Austria: Controls essential for Greek bail-out
20.02.2012 @ 14:45
BY EUOBSERVER

Reforms implementation is the most important condition for the second Greek bail-out, Austrian finance minister Maria Fekter said on her way into the Eurogroup. "We have to make sure there are enough enforcement mechanisms for all these reforms to be implemented. We can't simply send billions to Greece without checking."

German minister 'confident' about Greek deal
20.02.2012 @ 14:46
BY EUOBSERVER

German finance minister Wolfgang Schauble on Monday said he was "confident" a deal on the second Greek bail-out could be reached, although "some work" still has to be done in terms of making sure the budget cuts and structural reforms are properly implemented in Greece.

Greece 'optimistic' about bail-out deal
20.02.2012 @ 14:46
BY EUOBSERVER

"I am optimistic, in any case we need a clear political approval from the Eurogroup tonight," Greek finance minister Evangelos Venizelos said ahead of a eurozone meeting set to approve a bail-out and give the green light to Athens for a bond swap programme aimed at reducing its debt.

Finland and Greece sign collateral deal for bail-out
20.02.2012 @ 17:09
BY EUOBSERVER

Finland and Greece's finance ministers on Monday signed a collateral deal, Finnish national broadcaster YLE reported. The agreement is a pre-condition for Finland's participation in the new bail-out package for Athens to be agreed later on Monday. Greek banks will provide collateral in cash and highly rated assets.

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LATEST NEWS

Berlin still against boosting eurozone firewall
20.02.2012 @ 17:50

BY VALENTINA POP

BRUSSELS - Germany has indicated it remains against boosting the eurozone's bail-out funds, despite it being the expected quid pro quo after 24 other EU member states signed up to the Berlin-pushed 'fiscal compact treaty - but its position may change after a key vote in the Bundestag end of February.

Eurozone finance ministers meeting in Brussels on Monday (20 February) are set to discuss the possibility of raising the ceilings of two bail-out funds, the temporary European Financial Stability Facility (EFSF) and the upcoming permanent European Stability Mechanism (ESM).

EU leaders in December agreed to come back to the issue on 1-2 March during a summit, pending the agreement on an inter-governmental treaty on fiscal discipline, demanded by Germany.

EUobserver understands that Germany is still against expanding the funds and is saying it will maintain this position in March, arguing that "market conditions have improved" since December and there is no need to increase the funds' firepower.

A compromise solution, as indicated by the German member of the European Central Bank, Joerg Asmussen, would be to scrap the provision capping their joint ceiling at €500bn. The EFSF - which was used in the Portuguese and Irish bail-outs and should be used for the second Greek aid package - would still have some €250bn left when the ESM comes into force, on 1 July.

"In this way, we could reach €750 billion," Asmussen told the Financial Times Deutschland, noting the ECB would support this approach.

Asmussen explained that it was very unlikely for emerging countries to agree to boost the resources of the International Monetary Fund at a meeting of G20 finance ministers later this month in Mexico City unless the eurozone signals it is willing to contribute first.

"Many non-European G20 states expect the Europeans to first build their own firewall and raise it, rather than other funds flowing into it again from outside Europe," Asmussen said.

But even €750bn would be insufficient to stem the eurozone debt crisis, one economist said.

"The €750bn figure is more than €500bn and it would send a stronger message, but its still not sufficient," Carsten Brzeski from ING Bank told this website.

He pointed out that it would take €1 trillion for Italy and Spain - the eurozone's third and fourth largest economies - to stay outside the markets if their borrowing costs reached bail-out territory.

The German position may change after a key vote on 27 February when the second Greek bail-out will have to pass through the Bundestag, he added. "It would be premature and overburdening national legislation to say 'here is the second Greek package plus we want to increase the EFSF/ESM ceiling," Brzeski said.

This is also consistent with Germany's strategy of always "postponing and taking baby steps" when confronted with demands for more cash, he added.
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Dunque, EUobserver non dice ancora nulla sulle conclusioni del vertice.
L'unica vera notizia è quella del patto di garanzia tra Grecia e Finlandia, ossia la partecipazione della Finlandia al bail-out della Grecia dopo aver ottenuto una specie di "escrow account!" (ossia una specie di "pegno" o "caparra" a garanzia che il debito greco sarà onorato!)

Ciao ciao

Modificato da Erasmus - 21 febbraio 2012 - 05:50

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#4 L   cireno 

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Postato 21 febbraio 2012 - 09:09

Tanto tuonò (veramente non ha mai tuonato) che piovve (speriamo): Monti e Cameron hanno capito che se l'UE continuava a seguire la Merkel, scusate la Deutsche Bank, e il cagnolino Sarkozy sulla strada del rigore contabile (più che economico) l'UE sarebbe sprofondata in una recessione ancora peggiore di quella che sta già attraversando. Finalmente hanno capito che le rape non hanno sangue(speriamo)
Neanche gli Dei possono nulla contro la stupidità umana. Friedrich Schiller "
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#5 L   Roberto il Guiscardo 

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Postato 21 febbraio 2012 - 10:08

Visualizza postcireno, su 21 febbraio 2012 - 09:09, detto:

Tanto tuonò (veramente non ha mai tuonato) che piovve (speriamo): Monti e Cameron hanno capito che se l'UE continuava a seguire la Merkel, scusate la Deutsche Bank, e il cagnolino Sarkozy sulla strada del rigore contabile (più che economico) l'UE sarebbe sprofondata in una recessione ancora peggiore di quella che sta già attraversando. Finalmente hanno capito che le rape non hanno sangue(speriamo)



Non ho capito cosa vuoi dire: la Grecia e i suoi conti economici sono stati messi sotto tutela.


Dopo oltre 14 ore di trattative, l’accordo sui nuovi aiuti alla Grecia è finalmente stato raggiunto. La riunione fiume di Bruxelles tra i ministri europei delle finanze, il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Centrale Europea ha pertanto consentito lo sbloccaggio dei 130 miliardi di euro di aiuti che erano stati promessi dalla troika ad Atene. Una trattative durata ben oltre le aspettative, dilungatasi a causa della difficoltà nel cercare un accordo con i creditori privati, che rispetto a quanto atteso dovranno sopportare una ulteriore riduzione del valore nominale del proprio debito.

Hanno invece suscitato meno problemi le negoziazioni sugli altri due punti fondamentali per l’accordo. Il primo sarà relativo alla presenza stabile degli osservatori della troika ad Atene: una sorta di “commissariamento” che servirà a controllare che il piano di risanamento della Grecia venga portato avanti secondo gli accordi intrapresi. Il secondo è invece la creazione di un conto bloccato dove i greci verseranno, da ora in poi, tutti gli interessi sul loro debito, in aggiunta all’inserimento in Costituzione della norma sulla priorità dei pagamenti delle scadenze del debito. Con quanto sopra, la Grecia spera di poter raggiungere l’obiettivo del raggiungimento del rapporto del 120,5% tra debito e Pil entro il 2020. Un obiettivo definito “insperato” da parte del ministro francese Franois Baroin. “Un accordo molto buono” è invece stato definito dal presidente della BCE Mario Draghi, con l’ex governatore che in serata ha poi aggiunto come sia “molto importante che le principali forze politiche in Grecia riconoscano questo programma e che supportino gli impegni che sono stati presi dal primo ministro e dal ministro delle Finanze”.

http://www.finanzali...i-dalla-troika/

Modificato da Roberto il Guiscardo - 21 febbraio 2012 - 10:19

Noi, ad Atene, facciamo così..
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#6 L   Erasmus 

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Postato 21 febbraio 2012 - 20:35

Grazie, Roberto, della pertinente inserzione.

Aggiungo l'articolo di Valentina Pop (che scrive per EUobserver ed ha seguito in particolare questa vicenda da Bruxelles).
Fonte Raggiunto l'accordo dei paesi dell'Eurozona sul bail-out della Grecia, ma permangono dubbi
http://euobserver.com/19/115321

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Immagine postata
Greek finance minister Venizelos (l) talking to ECB chief Draghi ®
(Photo: Council of European Union)


Eurozone agrees to Greek bail-out, but doubts remain
TODAY @ 07:10

BY VALENTINA POP

BRUSSELS – After a 14-hour meeting eurozone finance ministers and bankers have agreed on a second bail-out package for Greece with extra supervision and an "absolute priority" on paying back its debts. But doubts remain on whether the country will avoid default.

"We have reached a far-reaching agreement on the new Greek programme with a very significant debt reduction. This will give Greece the time needed to follow a credible path of structural reforms and restore growth," Eurogroup chief Jean-Claude Juncker said at the end of the marathon meeting early Tuesday morning (21 February).

The deal comprises loans to the tune of €130bn mainly from the eurozone bail-out fund (EFSF) - with a "significant contribution" from the International Monetary Fund to be decided in March. Following negotiations with bankers from the International Institute of Finance, Athens on Wednesday is set to launch a bond-swap offer for banks to take a 53.5 percent loss on their old Greek bonds.

If this 'haircut' proves successful and all the structural reforms are implemented, eurozone ministers expect Greece's debt to be slashed from 160 percent to 120.5 percent of its gross domestic product by 2020. To achieve this target, extra help will come from national central banks foregoing their profits on Greek bonds and by lowering the interest rates on the first bail-out.

As for Greece, "further major efforts" are expected to meet the "ambitious, but realistic fiscal consolidation targets", under extra supervision by the EU commission and member states, the final statement of eurozone ministers reads. A special account, sealed off to Greek authorities, will be set up especially to guarantee that Greece pays back its debt. The Greek government also pledged to introduce a legal provision ensuring "absolute priority" to debt repayments, Juncker said.

However, a leaked EU-IMF analysis of Greece's debt developments in the coming years questions the feasibility of this programme.

"The Greek authorities may not be able to deliver structural reforms and policy adjustments at the pace envisioned in the baseline (scenario)," the document reads, citing problems in convincing trade unions in accepting further "wage flexibility" and resistance from "vested interests" in going ahead with market liberalisation.

Recession, an inefficient bureaucracy and high unemployment are also mentioned in the worst case scenario, which warns that Greece would have "even less certain prospects" of returning to markets in the next years.

"The debt trajectory is extremely sensitive to program delays, suggesting that the program could be accident prone, and calling into question sustainability," it says.

Asked about this analysis, IMF chief Christine Lagarde admitted that the new Greek programme "is not an easy one" and still bears "downside risks." But she insisted that it could be done by focusing on the implementation of structural reforms and guaranteeing the political support of coalition leaders.

Economists were sceptical this would work. “The Greek programme remains fragile and vulnerable. Based on what we have seen today, Greece will almost certainly need another bailout," Sony Kapoor from Re-Define, a think tank, said in an emailed statement.
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Ciao a tutti.

Modificato da Erasmus - 21 febbraio 2012 - 20:37

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#7 L   Erasmus 

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Postato 21 febbraio 2012 - 20:50

Per saperne di più ...

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21.02.2012

Eurogroup statement

The Eurogroup welcomes the agreement reached with the Greek government on a policy package that constitutes the basis for the successor programme. ...

Eurogroup statement (Brussels, 21.02.2012)- PDF
http://www.consilium...ofin/128075.pdf
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Ciao ciao
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#8 L   cireno 

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Postato 22 febbraio 2012 - 09:28

Visualizza postRoberto il Guiscardo, su 21 febbraio 2012 - 10:08, detto:

Non ho capito cosa vuoi dire: la Grecia e i suoi conti economici sono stati messi sotto tutela.



La tua "inserzione" non è pertinente. Cameron e Monti (Merkozy non c'erano)e i rappresentanti di altri dodici paesi UE si sono riuniti da qualche parte e hanno firmato un documento che mette in discussione il rigore teutonico e chiede di attuare politiche per lo sviluppo economico dell'eurozona.

Leggere i giornali............

Modificato da cireno - 22 febbraio 2012 - 09:30

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#9 L   Roberto il Guiscardo 

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Postato 22 febbraio 2012 - 09:36

Visualizza postcireno, su 22 febbraio 2012 - 09:28, detto:

La tua "inserzione" non è pertinente. Cameron e Monti (Merkozy non c'erano)e i rappresentanti di altri dodici paesi UE si sono riuniti da qualche parte e hanno firmato un documento che mette in discussione il rigore teutonico e chiede di attuare politiche per lo sviluppo economico dell'eurozona.

Leggere i giornali............



Ah vabbé...! Se la metti così, ti farei notare che nel tuo post n.4 hai fatto un commento a una notizia che non hai nemmeno citato.

Almeno un link striminzito, per dar modo a chi legge il tuo post di andarsi a leggere anche la notizia...?
Noi, ad Atene, facciamo così..
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#10 L   cireno 

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Postato 22 febbraio 2012 - 18:04

Visualizza postRoberto il Guiscardo, su 22 febbraio 2012 - 09:36, detto:

Ah vabbé...! Se la metti così, ti farei notare che nel tuo post n.4 hai fatto un commento a una notizia che non hai nemmeno citato.

Almeno un link striminzito, per dar modo a chi legge il tuo post di andarsi a leggere anche la notizia...?



Hai ragione. Ecco qua


L' Europa Le liberalizzazioni
Monti e Cameron: ora crescita e mercati aperti


Lettera di Roma e Londra a Bruxelles con altri dieci leader. Fuori Berlino e Parigi È importante non considerare questa iniziativa come contrapposta o in competizione Enzo Moavero Milanesi ministro degli Affari Europei Piano in 8 punti La proposta di un piano anti-crisi in 8 punti per il rafforzamento del mercato interno unico Più competitività La tesi di fondo: bisogna «modernizzare le nostre economie, costruire una maggiore competitività»


DAL NOSTRO CORRISPONDENTE BRUXELLES - È un colpo di timone che parte da Roma, L' Aia, Londra. E trova il sostegno di altre 9 capitali. Non di Parigi e Berlino. Al culmine della crisi, in quello che senza giri di parole viene definito «un momento pericoloso, con la disoccupazione che sale», 12 leader europei si rivolgono a tutti gli altri: «chiediamo a voi e al Consiglio Europeo di rispondere all' appello dei nostri popoli per le riforme e di aiutare a ristabilire la loro fiducia nella capacità dell' Europa di assicurare una crescita forte e sostenibile». Crescita dunque, non più soltanto rigore finanziario, contro il letargo della recessione. E la crescita ha un nome: apertura dei mercati, un piano anti-crisi in 8 punti per il rafforzamento del mercato interno unico, dall' eliminazione delle «restrizioni anti-competitive» nei servizi, allo sfoltimento delle professioni regolamentate dagli ordini, alla riduzione delle «garanzie implicite per salvare sempre le banche, che distorcono il mercato unico». Perché «le banche, non i contribuenti, dovrebbero essere responsabili per il costo dei rischi che si assumono». Fra le firme in calce all' appello ci sono quelle di governanti dell' Eurozona, e di altri che non ne fanno parte, di Paesi del Nord e del Sud, in un inedito schieramento trasversale: Italia, Gran Bretagna, Olanda, Estonia, Lettonia, Finlandia, Irlanda, Repubblica Ceca, Slovacchia, Spagna, Svezia e Polonia sono lì, nella lettera inviata al presidente stabile della Ue Herman Van Rompuy e al capo della Commissione Europea José Manuel Barroso, in previsione del vertice Ue fissato per il primo marzo. Poi, quelle vistose assenze: mancano, fra i grandi, Germania e Francia, che a dicembre inviarono una lettera ben diversa allo stesso Van Rompuy. Allora, si trattava di lanciare il fiscal compact , il patto di bilancio voluto da Angela Merkel e basato sulla ricetta dell' austerità: aderirono 26 Paesi su 27, restò fuori la Gran Bretagna. Adesso, la Gran Bretagna c' è: e sottoscrive proposte mai prima accettate, soprattutto sul mercato del lavoro. «Esistono alcuni precedenti di lettere franco-tedesche - avverte il ministro italiano degli Affari Europei Enzo Moavero Milanesi - ora abbiamo un altro gruppo di Paesi che hanno ambizione di contribuire a ispirare il Consiglio Europeo: è importante non viverla né considerarla come contrapposta o in competizione». Forse ha tenuto lontane Parigi e Berlino l' accento forte sulle liberalizzazioni nei singoli Paesi, e il ruolo di controllore assegnato alla Commissione Europea. O ancora, la critica alle garanzie implicite per le banche, non ben accetta a Berlino. In ogni caso il tono della lettera, i temi trattati, e quell' inedito fronte di nazioni - le rigoriste Olanda e Finlandia, e la ricca Svezia, tutte con rating da "tripla A", insieme con Spagna o Slovacchia - sembrano disegnare un profilo nuovo del continente. Il documento nasce da un' iniziativa del britannico David Cameron, dell' italiano Mario Monti e dell' olandese Mark Rutte, in veste di promotori-mediatori, sulla scia di una lettera inviata da Monti al vertice Ue del 30 gennaio. Almeno in parte sembra ispirarsi poi al rapporto Monti sul mercato unico, della primavera 2010. «Insomma, il contributo italiano al testo è stato decisivo», spiega una fonte diplomatica qualificata. La tesi di fondo: bisogna «modernizzare le nostre economie, costruire una maggiore competitività». Poi, i vari punti: l' apertura del mercato interno dei servizi; la creazione per il 2015 di un mercato unico digitale, e per il 2014 di quello dell' energia; il potenziamento di ricerca e innovazione, l' apertura a mercati globali come l' India; l' alleviamento delle regole Ue sulle piccole e medie imprese. E ancora: l' apertura dei mercati del lavoro a donne e giovani, la riduzione nel numero delle professioni regolamentate con un «nuovo duro test di proporzionalità» da introdurre nelle norme Ue. E la costruzione di un settore dei servizi finanziari «robusto e dinamico». Tutto questo, ancora una volta, perché «abbiamo bisogno di ristabilire fra i cittadini, le imprese e i mercati finanziari la fiducia nella capacità dell' Europa di crescere con forza e di mantenere la sua porzione di prosperità globale».
Luigi Offeddu loffeddu@corriere.it RIPRODUZIONE RISERVATA ****

I premier **** La missiva alla Ue per lo sviluppo Il documento I dodici premier L' appello Dodici leader europei si sono rivolti con una lettera a tutti gli altri: «Chiediamo a voi e al Consiglio Europeo - hanno scritto - di rispondere all' appello dei nostri popoli per le riforme e di aiutare a ristabilire la loro fiducia nella capacità dell' Europa di assicurare una crescita forte e sostenibile». Il mercato E la crescita ha un nome: apertura dei mercati, un piano anti-crisi in 8 punti per il rafforzamento del mercato interno unico, dall' eliminazione delle «restrizioni anti-competitive» nei servizi, allo sfoltimento delle professioni regolamentate dagli ordini, alla riduzione delle «garanzie implicite per salvare sempre le banche».

Modificato da cireno - 22 febbraio 2012 - 18:06

Neanche gli Dei possono nulla contro la stupidità umana. Friedrich Schiller "
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#11 L   Roberto il Guiscardo 

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Postato 22 febbraio 2012 - 18:26

Grazie, ma resta il fatto che la Grecia è stata messa sotto tutela e deve accumulare le rate per la restituzione del prestito in un conto chiuso da cui non può più attingere. Se non è un commissariamente questo, dimmi tu!
Noi, ad Atene, facciamo così..
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#12 L   Erasmus 

  • Forum *Unione Europea*
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Postato 23 febbraio 2012 - 18:31

«Raggiunto l'accordo, ma permangono dubbi», diceva l'altro ieri il titolo dell'articolo di Valentina Pop su EUobserver.

Ieri la news-letter di EUobserver si apriva con un altro articolo della stessa Pop ancora riguardante il rifinanziamento del debito greco.
Se ho capito cosa vuol dire "to boost firewall": (*)
«Il FMI non sgancia un euro se prima l'UE non irrobustisce le misure di garanzia per i creditori»
[(*) Curiosità: Cercando con Google "boost firewall" (tra virgolette, per capire in altri contesti il preciso significato di questa espressione in "gergo"), ...toh che invece (almeno nei primi numerosi risultati) il contesto è sempre quello: si continua a ripetere che «Europe must boost firewall», o roba analoga!
Controllare per credere: "boost firewall", (ricerca con Google)

Sono ignorante anche di inglese, oltre che di economia e di scienze derlle finanze. Faccio molta fatica a capire i meccanismi finanziari, specie se espressi nel gergo anglosassone.

Sotto trascrivo l'articolo della Pop (nel quale campeggiano le dichiarazioni di Christine Lagarde – la successora di Strauss Kahn alla guida del Fondo Monetario Internazionale).

Prego quelli che sanno l'inglese meglio di me di 'postare' una sintesi, un riassunto che spieghi in soldoni cosa bolle ancora in pentola a gente che, come me, mastica male sia l'argomento che la lingua in cui è trattato.

Sempre se ho capito qualcosa, mi pare che la lungaggine delle trattative della notte tra lunedì e martedì sia stata dovuta a trattative con creditori privati (cioè: banche, assicurazioni e ... potentati finanziari vari). In pratica, sempre se ho capito qualcosa, il governo greco diceva: «O vi accontentate di un rimborso molto minore oppure noi non possiamo promettervi nulla, perché se la Grecia andrà in bancarotta sapete bene che non raccoglierete che briciole!». Naturalmente i creditori cercavano di non mollare e tener alta la posta sapendo bene che il governo greco avrebbe fatto tutto il possibile per evitare la bancarotta di stato.
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[Este: se ci sei batti un colpo!
Senz'altro te ne intendi più di me. Stesso invito si intende rivolto a Karragna Kid e altri ancora.
Grazie dell'attenzione].

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Fonte: => FMI: Niente soldi alla Grecia se l'Europa non potenzia il suo "firewall"
http://euobserver.com/19/115333
(Fuori della metafora finanziaria, "Firewall" è una parete (o pannello) "anti-fiamma (di protezione in caso di incendio ... al di là di quella parete).
Immagine postata
Christine Lagarde was wary about committing any IMF money to the Greek bail-out
(Photo: European Council)


IMF: No money for Greece until Europe boosts its firewall
22.02.12 @ 09:14

BY VALENTINA POP

BRUSSELS - One of the many loose ends to the Greek bail-out agreed in the early hours of Tuesday (21 February) is the lack of a firm commitment from the International Monetary Fund, pending a decision by eurozone leaders next week to merge the firepower of two bail-out funds.

According to eurozone finance ministers, the IMF is expected to make a "significant" contribution to the €130bn bail-out. German finance minister Wolfgang Schauble on Tuesday spoke of €13bn plus another €10bn from the first Greek programme committed in 2010 that have not been paid out yet.

But IMF chief Christine Lagarde on Tuesday said "significant means lots of things" and that the contribution will be decided by the board of the institution mid-March. That means the final decision will be taken after an EU summit next week when eurozone leaders are to discuss raising the joint €500bn ceiling for the two bail-out funds - the temporary European Financial Stability Facility (EFSF) and the permanent European Stability Mechanism (ESM).

"The IMF board will have in mind the overall programme but also additional matters such as the proper setting up of a decent firewall comprising of EFSF and ESM as considered today, but not concluded today," Lagarde said.

A bigger firewall is seen as crucial in stemming the sovereign debt crisis which has already threatened Italy and Spain, the third and fourth largest economies in the eurozone. But Germany on Monday indicated it is against the move, citing "improved market conditions" compared to December when EU leaders promised to look at increasing the funds in March.

A compromise solution may be the roll-over of the remaining €250bn in the outgoing EFSF on top of the €500bn strong ESM which should come into force on 1 July, instead of having them both capped jointly at €500bn as the ESM treaty currently specifies.

EU economics commissioner Olli Rehn said he was confident leaders would agree on the move at the 1-2 March summit as it would also allow the IMF to boost its own resources - which in turn could be used to salvage the euro.

"That is good starting point to reinforce the IMF resources on which Christine Lagarde has been calling for from Europe. We share that objective and expect we can make decisions in March so that we can agree on the IMF resources in spring," he said during a press conference on Tuesday.

A meeting of finance ministers from the 20 most industrialised countries in Mexico City this weekend is expected to look at the IMF resources issue, but is unlikely to reach any concrete decisions.

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Ciao a tutti
Immagine postata
«NO a nuovi trattati intergovernativi!»
«SI' alla "Costituzione Europea" federale, democratica e trasparente!»
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