Mastro Titta, su 22 febbraio 2012 - 21:21, detto:
A mio modesto parere, abbassare il costo del lavoro ha un senso solo se come parametro prendiamo la media dei sei/otto paesi europei più industrializzati. Sarebbe ridicolo pretendere di inseguire la Romania o la Serbia. Credo che, già adesso, i salari delle maestranze italiane siano sotto quella media e quindi non è quello l'elemento che rende gli altri Paesi più concorrenziali e performanti del nostro.
i salari non sono l'unica componente del costo del lavoro, come ha ricordato Plutarco esistono altri componenti
io manterrei il principio di paragonarci coi paesi più industrializzati e misurerei un semplice paramentro, l'incidenza percentuale del costo del lavoro sui costi totali
anzi, accompagnerei questo confronto ad un più generale paragone tra la struttura dei costi in Italia e negli altri paesi per vedere dove stanno le magagne
perchè alzi la mano chi ragiona su questi temi e sa esattamente se le imprese italiane pagano in maggiori costi di manodopera, o di acquisto delle materie prime, o di distribuzione, o in magggiore tassazione, o in maggiori costi per l'accesso ai finaziamenti ed in quale misura
se i giornali volessero fare vera informazione per capire chi sta ciurlando nel manico, dovrebbbero pubblicare un semplice prospetto di analsi comparata della struttura dei costi tra i vari paesi..
Modificato da Max64 - 23 febbraio 2012 - 00:24